Il Santo e la Sibilla

Il problema delle citazioni su internet è che non se ne può provare l’autenticità.
(Giulio Verne).

Certo, capire se una citazione è vera o no è un problema. Lo è sempre stato: quante bufale ottocentesche sui Papi ripetute acriticamente ancora oggi ho evidenziato su questo blog! Ma a volte si presenta un caso ancora più difficile da decifrare: la citazione ambigua.

A volte l’ambiguità è voluta. Viene in mente la famosa predizione della Sibilla, “Andrai in guerra, tornerai non morirai in battaglia“, dove ai parenti infuriati per l’imprevista dipartita del loro caro in combattimento veniva ribattuto “Siete voi che avete capito male, la frase diceva chiaramente ‘Tornerai non, morirai in battaglia’“.

Altre volte è incidentale. Si prende un pezzo di frase che, tolta dal contesto, può venire interpretata come l’opposto di quello che originariamente asseriva. La mente corre subito alla famosa affermazione di Francesco, “Chi sono io per giudicare i gay”, di cui troppo spesso si dimentica cosa precede e cosa segue.

Un caso del genere mi è capitata recentemente con un tweet di una eminente personalità; una frase che mi ha lasciato abbastanza stupito e perplesso.
“Non privatevi della comunione nè astenetevi da questi santi misteri per esservi macchiati di peccato” San Cirillo di Gerus., Cath Mist XXIII
Uela, com’è progressista San Cirillo di Gerusalemme. Questo Padre della Chiesa dice esplicitamente che non è un po’ di peccato che deve tenerci lontano dai sacramenti, questa è la Chiesa dell’apertura e non della chiusura che ci piace…
O no?

Andiamo a vedere cosa ha realmente scritto Il nostro San Cirillo, arcivescovo di Gerusalemme nel quarto secolo. Questo bravo santo ci ha lasciato tutta una serie di prediche catechetiche, fatte apposta cioè per coloro che si accostavano per la prima volta al battesimo e agli altri sacramenti.
Fin dal prologo esorta, se si è in stato di peccato, a non accedere alla liturgia. Chi si accosta ai sacramenti in stato di peccato, dice, sarà ritenuto nei cieli uno spergiuro. Cita la parabola di colui che, al banchetto di nozze, fu trovato dal re non vestito adeguatamente e per questo gettato fuori legato mani e piedi. “Hai visto cosa è accaduto a quell’uomo: rendi la tua condizione sicura“. E se non sei convinto, “Impara da quello che vedi, vai via e ritorna il giorno dopo“.

Nell’ultimo di questi sermoni descrive ai nuovi battezzati il rito della Messa. Si sofferma in particolare sul Padre Nostro, dove così commenta “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”:
Perché noi abbiamo molti peccati. Perché noi offendiamo sia in pensieri che opere, e moltissime cose che facciamo sono degne di condanna; e se diciamo che non abbiamo peccato, mentiamo, come dice Giovanni. E noi facciamo un patto con Dio, entrando. Che lui perdoni i nostri peccati, e noi a nostra volta perdoniamo ai prossimi i loro debiti. Considerando allora quanto noi riceviamo e in cambio di cosa, non ritardiamo nel perdonarci gli uni con gli altri. Le offese contro di noi sono piccole e triviali, e facilmente appianabili; ma quelle che abbiamo commesso contro Dio sono grandi, e hanno bisogno di tale misericordia che solo Lui la può dare. Fate attenzione, dunque, che i piccoli e triviali peccati contro di te non ti chiudano fuori dal perdono per te stesso da parte di Dio per i tuoi gravosi peccati.

e al termine pronuncia la frase che completa suona così:

Attenetevi strettamente a queste immacolate tradizioni e rimanete liberi dalle offese. Non separate voi stessi dalla Comunione; non privatevi, a causa della sporcizia dei peccati, di questi santi e spirituali Misteri.

Letta così, la frase assume un significato opposto a quello che a molti, me compreso, era parso di primo acchito.
Ed è un pochino più grande, come concetto, del piccolo cabotaggio di “aperture e chiusure”. Qui si parla di salvezza eterna, materia che non ammette errore o sottovalutazione.

Ora, riguardando la frase originale, possiamo vedere come deve essere letta se si vuole rispettare il suo significato. “Non peccate, perché questo vi separa di Dio“. Purtroppo è facile fraintendere le frasi e gli intenti.
“Omnia munda mundi”, tutto è puro a chi è puro. Io, disgraziatamente per me, non sono più mundo da un bel pezzo.

CaptureSpa

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 26 ottobre 2015 su diavolerie e cattiverie, meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 10 commenti.

  1. Giuliano Ventura

    È vero, me ne sono accorto varie volte, perciò mi sono preso la briga di informarmi meglio e con mia grande sorpresa (all´inizio, poi non più…) mi sono reso conto che le cose stavano esattamente all´opposto. Per cui è sempre meglio, quando non si conosce bene la fonte dell´affermazione, andare a vedere cosa è stato detto veramente.
    Ora, vorrei farLe una domanda, che spero accolga con un sorriso: ma il grande Giulio Verne conosceva internet? O mi è sfuggito qualcosa?

  2. Ah, quella di Verne potrebbe essere proprio un caso di citazione non corretta…in effetti, ho visto la stessa attribuita anche a Giulio Cesare ;-)

  3. E’ talmente incredibile da essere esilarante, ma sono risate amare. Anche io credevo di non essere più “munda” da un pezzo, però non si finisce mai di stupirsi di fronte a certe cose. Se esistessero i Nobel per l’Ambiguità, questo tweet di Spadaro sarebbe nella rosa dei favoriti, come minimo.

  4. L’ha ribloggato su Il fumo di Satana.

  5. Questo post mi ha fatto tornare in mente Crozza l’altra sera che, durante un predicozzo sulla Chiesa e i gay, dispensava citazioni in libertà dell’Antico Testamento, tutte riguardanti le punizioni terribili che venivano inflitte a quei tempi per esempio ad adultere, figli ribelli o (appunto) omosessuali. Ovviamente tutte fuori contesto, per ritrarre la Chiesa come un’associazione acritica che segue alla lettera leggi crudeli (omettendo volontariamente o meno cose di questo tipo: http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=3017)
    Dite voi: è solo un comico! Ma un comico purtroppo seguito (anche da me, ma per altri suoi sketch) e creduto.

  6. Perdoni la curiosità caro Berlicche, ma in seguito al suo tweet di risposta padre Spadaro l’ha bloccato come utente?

    A me lo ha fatto per avergli risposto in un tweet (dove ho espresso una -breve, dato il mezzo- opinione, senza niente di offensivo).
    Curiosità …

  7. Non so se sia per questo, ma in effetti sì, sono stato bloccato. I tweet in effetti sono stati tre, quello dell’immagine, uno in cui ridico il concetto e un terzo in cui specifico che il tweet originale non è di per sè falso quanto ambiguo (credo li possiate vedere). Su cinque persone sulle quali ho “sperimentato” la frase, una l’ha interpretata secondo il senso che dava Cirillo (mia moglie…).
    Poi, può darsi anche che mi abbia bloccato per la mia icona. Un diavolaccio non è del tutto rassicurante.

    In ogni caso, tutto quello che mi interessa è che davvero non si pensi che un Padre della Chiesa avvalli l’indifferenza davanti al sacramento (cioè alla presenza reale di Dio, cioè a Dio) dello stato di peccato senza pentimento. Perché questo non sarebbe una Chiesa dell’inclusione, non sarebbe una Chiesa.

  8. E’ successo pure a lei. Consoliamoci col fatto che non siamo i soli.
    La “parresia” vale solo per alcuni, nella mente di alcuni. Ti saluto e ringrazio per la risposta. Ti seguo sempre.

  9. A me non cessa di stupire, invece, il sadismo di alcuni cristiani che godono nell’avvallare l’immagine della Chiesa che i media propongono (o propinano!). E qui a Bologna ne stiamo avendo sempre più fulgidi esempi…
    Grazie Berlicche!

  1. Pingback: “Spadarate”, il cyberteologo e l’Eucarestia di san Cirillo | Le cronache di Papa Francesco

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