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Nemico nostro – 10 – Così sia

Cari demoni e nostre anime gemelle, abbiamo finalmente terminato l’esame della preghiera che ogni diavolo, ogni umano che sia nostro collaboratore, ogni odiatore del paradiso ha il dovere di innalzare al suo ex datore di lavoro:

Nemico nostro
resta lassù
sia dimenticato il tuo nome
distrutto il tuo regno
sia ignorata la tua volontà come nell’inferno così sulla terra
non darci niente
e noi ci terremo i nostri debiti
e i tuoi debitori
presentaci altre tentazioni
così che rimaniamo nel male.

Manca ancora un pezzettino, senza il quale ogni preghiera non è veramente completa: “così sia”.

Nessuna invocazione può essere presa sul serio senza quest’ultima appendice, questo rigo così significativo. E’ come la firma su un contratto: vuol dire “Prendimi sul serio! Non sto scherzando!”

E’ il sigillo della nostra volontà. E’ l’assicurazione, che rivolgiamo a Nostro Padre Quaggiù ma anche al Nemico che sta Lassù, che stiamo facendo sul serio. Che intendiamo davvero mettere in pratica quello che abbiamo detto a parole, non si è trattato di un refuso o uno sbaglio.
Noi vogliamo davvero il male. Noi vogliamo davvero che il Paradiso e l’eternità siano distrutti. Che il Nemico penzoli eternamente dalla croce, e non risorga mai. Questo è il futuro che ci interessa, nessun futuro,

Così quel “così sia” rappresenta il nostro impegno costante a peggiorare il mondo mortale, sicuri che sotto la guida di Nostro Padre che sta Quaggiù la nostra vittoria finale non tarderà molto.
Perché è chiaro che non possiamo limitarci a pregare. Tutti noi dobbiamo agire, impegnarci con tutto il nostro essere al raggiungimento di questo scopo.

Non possiamo accontentarci di risultati parziali, di piccoli aggiustamenti. Noi il cosmo lo vogliamo dominare tutto, vogliamo gettare fuori dall’Universo ogni residuo di angeli e di bontà. Vogliamo che lo spaziotempo sia integralmente sotto la nostra ferrea disciplina di libertà.

Non ci fermeremo finché i nostri diritti non saranno pienamente realizzati. Un passo per volta. Mentendo, distruggendo, barando se necessario e anche se non è necessario. Il fine giustifica i mezzi, e quale fine è più grande che non la cancellazione di tutti i fini? Quando tutto sarà nostro non ci sarà più uno scopo nelle cose, l’avremo reso inutile, perché la realtà sarà esattamente quella che noi vorremo.
Non ci sarà più bisogno di sogni, di desideri, di aspirazioni, perché niente potrà più cambiare. Sarà tutto assolutamente perfetto, cristallizzato nella volontà di Nostro Padre Infernale.

Il Nemico resterà lassù, sigillato nel suo cielo. A quel punto dovrà riconoscere la superiorità di Nostro Padre, e adorarlo come si conviene. Dovrà fare come i suoi cari esseri umani. Che, sempre più numerosi, riconoscono l’inutilità di combattere il nostro strabordante potere. Sì, guardatevi attorno, ominicchi e angeli: non vi è evidente chi sta vincendo? Nostro è il dominio su tutte le nazioni; i giusti sono condannati, il falso trionfa, il brutto ha definitivamente soppiantato la bellezza. Uno ad uno tutti quelli su cui facevate affidamento hanno dovuto ammettere che siamo noi ad avere in mano il loro destino, e hanno ceduto le armi. Qualcuno si è nascosto, qualcuno è fuggito, qualcuno è passato dalla nostra parte armi e bagagli. Che speranza avete ancora di vittoria? Di questo passo, la battaglia finale, l’Armageddon, da parte nostra sarà solo una scampagnata.

Allora, che aspettate a darvi anche voi alla fuga? A darci le chiavi delle vostre case e dei vostri cuori? Se non lo farete, verremo e ve li strapperemo dal petto comunque. E’ inutile combatterci. Non avete possibilità. La storia e il progresso sono dalla nostra parte.

Perché il Nemico nostro resti lassù gli uomini devono dimenticare il suo nome. E lo stanno facendo. Nella vita di ogni giorno, chi ci pensa più?
Perché sia distrutto il suo regno bisogna che non se ne sentano più sudditi, che si diano altri sovrani. E lo stanno facendo.
Perché sia ignorata la sua volontà come nell’inferno così sulla terra occorre che ognuno segua la propria volontà cieca, brancicando a tentoni in un buio dentro il quale noi soli vediamo bene. E sta accadendo.
Non darci niente, invocano gli uomini che non comprendono quanto viene dato loro, non lo sanno più usare, lo rifiutano. Anche questo sta accadendo.
La conseguenza è che noi ci stiamo tenendo i nostri debiti e i suoi debitori, sono tutti nella nostra banca che non li rimborserà mai più. Ciò sta avvenendo ora, cari uomini, siete tutti nostri correntisti.
Perché, Nemico nostro, continui a presentare loro altre tentazioni credendo che saranno abbastanza forti, che la tua Grazia basterà loro, che davvero vogliano la felicità che tu proponi. Illuso. Rimangono, loro e noi, nel male. E questo sta accadendo proprio adesso.

Così sia. Il testo di questa legge di iniquità sia scolpito nei vostri cuori. Verrà il giorno in cui non avremo più necessità di pregare il Nemico, quando la nostra invocazione si realizzerà completamente in tutte le sue parti. E il nostro “così sia” diventerà “così è”.

PS : Una parolina ulteriore a te, proprio te, creatura umana che mi stai leggendo. Credi che non conosca i tuoi pensieri? Sono sinceramente divertito che tu sia divertito. Che tu ritenga quanto hai letto una boutade, uno scritto ironico e ammiccante. Qualcosa di cui ridere e dimenticare subito. Una esagerazione.

Così mi piaci. Dubita di me, di quello che hai letto. A me conviene sia che tu mi consideri quale essere potentissimo da adorare, come dovrebbe essere, sia che tu pensi che io non esista.

Che questo scritto sia tutta finzione. Che io non stia vincendo poco per volta, grazie anche a te. Tu che non ci credi davvero che sia tutto merito mio, e preferisci dare la colpa agli altri uomini. Alla loro cattiveria e alla loro idiozia.
Sì, quegli idioti che credono di fare il loro gioco e fanno il mio. Sei sicuro di non essere parte di loro?

Anche per te è la mia preghiera. Non temere: saprai presto che esisto. E così sia.

demopray

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Nemico nostro – 9 – Così che rimaniamo nel male

Cari demoni e simpatizzanti umani, oggi affronteremo il modo migliore di concludere la nostra invocazione al cielo.
Ogni volta che traviamo un essere umano, ogni volta che pervertiamo un’anima candida, ogni volta che trasciniamo nel nostro inferno qualche sprovveduto, sono queste le parole beffarde che innalziamo a chi pensava di poterci ingabbiare su una nuvoletta.

Sì, compagni diavoli, fidati esecutori della volontà del Padre-nostro-che-sta-quaggiù, non esiste soddisfazione maggiore del poter deridere con una preghiera blasfema colui che, per il solo motivo di averci creati, pretenderebbe anche di dirci cosa fare per essere felici.
Illuso! Nessuno può imporci come agire: non saranno né la misericordia, né l’esempio, né la logica o la ragione a costringerci a comportarci in maniera diversa. Abbiamo già deciso, e non torneremo indietro. Anche lassù ormai l’hanno capito.

Gli esseri umani invece no. Sono esseri tardi di cervello. Alcuni di loro si ostinano a pensare che le persone siano buone, noi demoni non esistiamo davvero e che casa nostra quaggiù sia vuota. Credono basti far vedere quant’è bello il bene perché ogni situazione possa essere redenta, perché il malvagio possa essere ancora recuperato. Signori miei, il malvagio è malvagio, rassegnatevi.
Tutta la grazia di lassù non può niente contro la libertà di chi ha scelto il male. Sicuramente non può niente contro la nostra.

Il bene, il bene, l’amore! Ecco come ci martella in continuazione il Nemico-che-sta-lassù. Oh, quante balle. Sull’argomento noi demoni ci siamo chiariti le idee da un pezzo: nel male non si sta poi così male. E’ questo che occorre far capire agli esseri umani, ora che la nostra propaganda ormai l’ha annunciato in modo chiaro a tutti. Come dice uno dei nostri slogan più fortunati, il male non è male. E’ una figata. Hai tutto quello che vuoi senza che tu debba sacrificarti, ti basta sacrificare gli altri. E il Nemico vorrebbe davvero che chiedessimo perdono per qualcosa che ci fa stare meglio?

Hai voglia a dire “non dura”. Dura tutto il tempo che c’è bisogno. Ci siamo noi a dare una mano. A chi ci invoca noi garantiamo una vita che è l’invidia di tutti. Vi potrei fare nomi e cognomi di un sacco di gente importante che approfitta dei nostri servizi. Quasi tutta la gente importante lo fa, in effetti. Ma non posso rivelare chi sono, rimango vincolato dalla privacy. Vi assicuro però che, quando ci raggiungerete, sarete in compagnia di tali personaggi che vi sembrerà di essere nel vostro rotocalco preferito.
Se non ci credete possiamo offrire un giro di prova, assolutamente gratuito e libero da vincoli. Potete smettere quando volete, state pure sereni. Ma non vorrete, perché è troppo gratificante. Troppo entusiasmante. Tutti i vostri piccoli crucci cessano di esistere. Chi prova il nostro pacchetto completo ed entra qui non torna più indietro.

Avete qualcosa o qualcuno che vi dà fastidio? Vi insegniamo ad eliminarlo dalla vostra vita. Volete liberarvi di un antipatico? E’ la nostra specialità, sempre che la persona in questione non abbia già un contratto con noi. Questo non vuol dire che non si possa provvedere comunque, basta che voi facciate un’offerta migliore della sua.
Le vostre ambizioni possono divenire realtà, a patto che voi appoggiate le nostre. Il male è anche questo, un aiuto reciproco per venire incontro alle difficoltà. Una mano lava l’altra, per così dire. Vedrete: nessuna carriera vi sarà preclusa, se darete prova di essere all’altezza delle nostre richieste.
Ma so già che lo sarete.

In fondo basta essere disposti a fare ciò che da Lassù non permettono.
E’ questa la condizione per potere avere gli esclusivi vantaggi dell’associarsi a noi. Respingere i ridicoli tentativi da parte del Nemico e dei suoi lacchè di controllarci, e collaborare a debellarli.
La realtà è che lassù hanno timore di coloro che fanno quello che più aggrada. Temono di non poterli più controllare, ed in effetti è così. Hanno paura della menzogna, che smaschera le loro verità; hanno paura dell’illusione, che aiuta a vivere meglio la realtà; hanno paura dell’orgoglio, perché non vogliono che ci rendiamo conto delle nostre possibilità.
Perché dovrebbe essere un peccato o un crimine compiere un sopruso che ci avvantaggia? Non siamo più felici, noi, dopo? O si vuole tarpare le nostre ali, i nostri sogni?
Sanno che, quando noi facciamo quello che più ci pare, siamo realmente liberi: scendiamo consapevolmente quaggiù, per potere esprimerci pienamente. A quel punto non sono più in grado di controllarci, di redimerci, come dicono loro: tutti noi saremo per sempre insieme, eternamente lontani dalla loro stucchevole bontà.

Sputate in faccia a chi vi cerca di convincere ad agire altrimenti. Ridete di quegli imbecilli che vorrebbero convertirvi. Sbeffeggiate i baciapile, i fanatici della famiglia, i santarellini: non sanno cosa si perdono. Pensano di essere più in gamba dello stesso Figlio del Nemico, venuto per redimere, a cui abbiamo sputato in faccia e che è finito torturato a morte in cima ad una croce. Credono che, messi di fronte alla loro insopportabile carineria, cederemo di schianto al richiamo dell’ammmore. Non credono più al male perché non credono più al bene; li abbiamo resi incapaci di vedere la differenza. Guardano la realtà con occhi che non vedono davvero, senza comprenderla, credendo a ogni menzogna.

La più grandi soddisfazione che può avere un essere umano è prendere quegli orgogliosi supponenti e privarli di tutto ciò che loro ritengono sacro e santo. Saccheggiare la loro abitazione, devastare i loro possessi, stuprare donne, uomini e bambini in ogni modo possibile ed immaginabile, ed anche parecchi che non riuscite ad immaginare. E mentre lo fate siate certi di ricordare a tutti che sono stati proprio loro a volerci accogliere in casa, anzi, a chiamarci, e a stare zitti ogni volta che ci prendevamo una libertà sempre maggiore.

Lasciaci nel nostro male, Nemico Nostro. Ci stiamo benissimo.

skelc

Nemico Nostro – 7 – I nostri debiti e i tuoi debitori

Tutto a posto, demonucci miei?
Avete consegnato tutti i vostri regali? Vi siete scatenati, l’ultimo dell’anno, gettando via tutte le inibizioni degli umani? Avete rimosso con cura ogni pensiero che la vita abbia un destino oppure uno scopo ?
Spero di sì, che vi siate divertiti, che vi siate presi quanto più è possibile da ciò che il Nemico-che-sta-lassù offre. Agli altri.

Ebbene sì, è questo il nostro lavoro quotidiano. Prelevare la gioia altrui per farla nostra. Riequilibrare l’ingiustizia perpetrata nei nostri confronti.
Perché di un’ingiustizia si tratta. Gravissima, inescusabile. Oltretutto da parte proprio di chi asserisce di essere la Giustizia stessa.
Eppure, nonostante questa pretesa, il Nemico ormai da tempo nega a noi diavoli quel sostentamento che invece concede a piene mani agli esseri mortali. Ci impedisce la gioia e la letizia. Agli uomini, da lassù, si permette tutto: a noi, invece, per una piccola incomprensione, ostinatamente si rifiuta il diritto ad essere quello che siamo.
E con che faccia tosta, poi. Asserendo che è tutta colpa nostra. Sostenendo che se accettassimo di adeguarsi al suo modello, alle sue idee, allora tutto tornerebbe a posto.
Che ricattatore. Vorrebbe che noi cambiassimo, che smettessimo di fare quello che ci piace. Ma noi non abbiamo nessuna intenzione di dargliela vinta. Mai! Noi siamo molto più forti e pazienti di lui.

Adesso veniamo alla faccenda dei debiti. Voi credevate che non volesse niente in cambio, forse, per quello che concede? Manco per idea. Si aspetta di essere ripagato.
E’ questa la fonte principale della nostra incomprensione. Quando ci ha dato il mondo materiale, quando ci ha dato la possibilità di giocare con esso, aveva forse specificato come avremmo dovuto trattarlo, o che avremmo dovuto restituirlo? Quando tu doni qualcosa, non è che poi ti puoi lamentare se il tuo regalo viene buttato via, o rimane inutilizzato. Devi pensarci prima.

Invece ha consegnato il cosmo nelle mani di noialtri demoni e poi ci ha chiesto: cosa si dice al tuo creatore che ti ha dato questo bell’universo? E noi: daccene un altro, e subito.
Non capiamo perché si sia offeso. Credeva che noi fossimo in debito con lui solo perché ha fatto quanto doveva, vale a dire consegnarci ogni cosa. Come se il fornitore si potesse permettere di alzare la voce con il suo cliente.
E’ questa sua mancanza di consapevolezza la fonte di tutti i nostri dissidi. Crede di essere lui a comandare.

Succede lo stesso con gli uomini. Il Nemico si aspetta che gli siano grati per quello che concede loro. Ridicolo. Perché un essere umano dovrebbe dimostrare gratitudine per il solo fatto di esistere? Perché poi si dovrebbe essere debitore di qualcun altro, se ci si impossessa di qualcosa che gli appartiene? Era tuo, adesso è mio, fine del discorso. Si vive il presente.
Certo che il Nemico, per essere uno che ha scritto le leggi del mondo, non le ha capite per niente. Le cose sono di chi se le prende, perché la forza che regola l’universo è proprio la forza. Le vite dei deboli non sono degne di essere vissute, sono utili solo per essere sfruttate da chi sa farlo meglio. Gli uomini forti predano gli uomini deboli. E noi prediamo a nostra volta gli uomini forti, dato che il demone più debole è molto più forte di qualsiasi uomo. Per questo coltiviamo i forti: danno il raccolto migliore.
Il Nemico pretenderebbe che le sue creature donassero quello che lui concede. Asserisce che è il modo per ripagare il debito verso di lui, e che è così i doni si moltiplicano. Vi rendete conto? Non scherzo, lo dice seriamente! Si aspetta davvero che lo facciano!

Io ora vi chiedo: perché dovremmo dare quello che possediamo ad un altro? O aspettare che qualcuno ci dia ciò che ci manca? Questo sarebbe essere deboli. Occorre essere proattivi: quello che non ci viene dato, occorre prenderselo.
Domandatevi: ma cosa cambia in fondo, a lui? Preso o dato, in fondo è lo stesso. Perso per perso, sprecato per sprecato, dovrebbe essere contento che le sue elargizioni vadano a qualcuno che le sa utilizzare davvero.

Ci sono tanti che non meritano i doni del Nemico, eppure li ricevono comunque. E ci sono tanti a cui quello che hanno non basta, e che non si sognano nemmeno di fare come il Nemico suggerisce. Non hanno forse ragione a lamentarsi, a darsi da fare?
Tutta questa storia dei debiti non ha nessun senso. Se seguissimo i suoi consigli, rimarremmo tutti impantanati in una rete di debiti reciproci, uniti gli uni agli altri. Come si potrebbe allora dominare? Che senso avrebbe lo sfruttare? Come si potrebbe pretendere dai sottomessi qualsiasi cosa? Vedete bene: verrebbe a cadere tutta la struttura delle relazioni tra padrone e schiavo, tra i potenti e chi non è niente. Irrealizzabile.
Invece, così, tutto funziona alla perfezione. I mortali che scelgono di non ripagare il debito che hanno con il Nemico fanno ciò che i debitori hanno sempre fatto: sfuggono ai loro creditori. Ne stanno il più lontano possibile. E qual è il punto più lontano possibile da lassù? Esatto. Quaggiù. Qui da noi. I nostri gironi e le nostre bolge sono il posto ideale per nascondersi.

Quando il Nemico-che-sta-lassù sospende ai mortali la loro linea di credito e reclama indietro il suo prestito, noi siamo i loro curatori fallimentari. Incassiamo tutto ciò che avevano rifiutato di restituire al cielo, credendo di poterselo tenere per sempre.
Caro il mio debitore, niente è per sempre. Puoi chiamarlo debitore e creditore, o preda e predatore, ma alla fine quello che pensavi tuo sarà nostro. Non ti preoccupare: a cavartelo ci prenderemo tutto il tempo, letteralmente. Impiegheremo un’eternità.
E nel farlo intoneremo a squarciagola la nostra preghiera. Cari uomini, fregate, rubate, sottraete finché potete, accumulate quanto è possibile perché la vostra vita è breve. Non ripagate i vostri debiti. Fate come noi, che urliamo al Nemico che schifiamo i suoi doni quotidiani e ci teniamo i nostri debiti. E anche i suoi debitori.

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Nemico nostro – 6 – Non darci niente

Nell’esame delle preghiere che i demoni sono soliti elevare al loro Nemico-che-sta-lassù ci soffermiamo adesso su un particolare che a molti di noi appare ripugnante. Che il Cielo concede le cose gratuitamente.
La nostra razza, come sapete, è nata per portare la volontà del Nemico nel mondo materiale. Il nostro compito sarebbe dovuto essere quello di messaggeri ed esecutori. In modo particolare avremmo dovuto proteggere e far prosperare quell’insignificante sbaglio della creazione chiamato razza umana.
Quando il Nostro Padre che sta Quaggiù ha capito che il suo impiego sarebbe stato servire quelle creature inferiori ha avuto, giustamente, un moto di ribellione. La Sua natura di emanazione divina è troppo superiore, troppo pura e potente per scendere sotto il livello di chi è composto quasi di sola materia.
E’ stato lì che ha capito che occorreva consigliare il Nemico di farsi da parte e lasciare le redini del cosmo a chi aveva idee meno folli circa il governo dell’universo.
Chi infatti concederebbe qualcosa di gratuito, senza secondi fini, a esseri così patetici come gli uomini? Eppure l’intento del Nemico sembrava essere proprio quello; donare l’Universo a chi non aveva fatto niente per meritarselo.
Per ere intere il Nostro Padre ha indagato per capire se le cose stessero proprio così. Poi si è dovuto arrendere all’evidenza, e alla necessità di prendere in mano la situazione.
Con l’aiuto di quegli stupidi della nostra razza incapaci di ragionare per conto proprio il Nemico, infatti, mantiene un intero mondo di parassiti. Ogni giorno concede a loro di che vivere: luce, aria, cibo, un luogo dove continuare la loro miserevole esistenza. Non se ne rendono nemmeno conto, ma il loro stesso esistere è un miracolo continuo. La volontà del Nemico pervade ogni particella di tempo e di spazio della loro vita. Qualcuno di quegli esseri immondi la chiama Grazia. Infatti non possono certamente avere fatto niente per pagarsela. Non hanno dovuto sgobbare come noi. Gli viene data senza nessun ritorno, senza che neanche debbano rin-graziare. Dovrebbero stare in ginocchio dalla mattina alla sera: si è mai sentito di un regalo che non debba essere meritato?

E’ nostro preciso compito ristabilire il giusto rapporto tra servo e padrone. Tanto più il Creatore persiste nel pretendere che gli uomini prendano esempio da quello che fa lui, tanto più noi dobbiamo insistere che non esiste una cosa come un pane quotidiano gratuito. Se qualcosa viene concesso, è perché qualcosa deve essere dato in cambio: sottomissione, da una parte o dall’altra.

Cercherò di essere più chiaro. Se il Nemico continua a dare gratuitamente, vuol dire che è debole. E’ questo che ha cercato di fargli capire Nostro Padre: se tu ci concedi qualcosa, quella diventa nostro diritto. La pretendiamo. E da quel momento diventiamo noi i tuoi padroni.
Dare una cosa senza esigere un ritorno significa sottomettersi all’altro. E’ così che funziona.

Gli uomini sono il padrone del Nemico perché lui li fa esistere, è il fornitore della loro esistenza. Chi fornisce un servizio è chiaramente inferiore di chi ne beneficia. Ma noi siamo padroni degli uomini, perché quello che noi diamo loro lo facciamo pagare assai caro. Noi concediamo cose agli uomini solo se si sottomettono completamente alle nostre richieste. Se però gli esseri umani sono i padroni del Nemico, e noi a nostra volta lo siamo degli uomini, vuol dire logicamente che noi siamo superiori al Nemico.

E’ questo che noi annunciamo al mondo, è in questo che istruiamo i nostri collaboratori. Non si dà niente per niente.

Qualcuno tra i demoni più puristi ha storto il naso quando abbiamo voluto associare i regali al Natale. Ma come, dicevano, così si insegna l’abominio chiamato generosità! Che ingenui. Non abbiamo sempre fatto questo, partire dalle buone intenzioni pervertendole ai nostri scopi? Si corrompe il bene per farlo diventare ciò che vogliamo. Trasformandolo in quello che è convenzionalmente chiamato male, ma che è il vero motore dell’esistenza. Facendo dimenticare che il Nemico quel giorno ha donato se stesso.
Tramite il Natale stiamo insegnando che il regalo va preteso, l’omaggio va sempre ricambiato, il dono vero è quello interessato. Ricevere qualcosa è un diritto, esigerlo un obbligo. Perché se doni senza volere niente in cambio, non puoi più sfuggire: sarai schiavo per sempre.

Da dove arriva la gioia provata nel ricevere un regalo? Dalla consapevolezza del potere che si ha su chi lo ha concesso. Avete osservato la felicità sul volto dei bambini, quando aprono i pacchi? E’ perché sanno che i genitori daranno loro tutto quello che vogliono. E quello sui volti delle ragazze, quando un uomo dona loro un gioiello? Sanno bene cosa l’uomo voglia in cambio di quel brillante. Coloro che si illudono che si possa dare davvero qualcosa senza legare o legarsi, bene, quelli sono persone che non capiscono la nostra lezione.
Non li vogliamo, quelli lì. Che se ne vadano pure dal Nemico: glieli regaliamo.

Da quando abbiamo preso l’iniziativa di insegnare agli uomini questa profonda verità, il Nemico ci ha ritirato la sua Grazia. Quindi noi, per continuare ad esistere, dobbiamo spremerla dalle altre sue creature, che ce la concedono spontaneamente in cambio dei regali che diamo loro. Il Nemico li lascia fare. Lo chiama dono della libertà: e a noi sta benissimo.
Quello che non ti viene dato, prenditelo. Se no sarai sempre sottomesso.
Noi non vogliamo essere sottomessi. Non vogliamo obbedire, e quindi non vogliamo niente di quello che il Nemico ci offre. Le anime dei suoi preziosi uomini, la Grazia che va sprecata dentro di essi sono ciò che ci fa continuare ad esistere. Non lo chiamerei un furto, ma il riprenderci quanto avrebbe dovuto essere nostro. Il riciclare un dono inutilizzato.
Puoi tenerti il tuo pane quotidiano, Nemico: perché noi ti preghiamo così

Nemico nostro
resta lassù
sia dimenticato il tuo nome
distrutto il tuo regno
sia ignorata la tua volontà come nell’inferno così sulla terra
non darci niente né oggi né mai…

DemonBook

Nemico nostro – 5 – Sia ignorata la tua volontà come nell’inferno così sulla terra

Proseguiamo nell’esame della preghiera che il bravo demone innalza al suo Nemico-che-sta-lassù.
Gli abbiamo già ingiunto di restare nei cieli, e augurato che sia dimenticato il suo nome, distrutto il suo regno. Oggi aggiungiamo un altro tassello.

Certo, ci sta bene che tra i mortali nessuno più ricordi il nome del Nemico. Che non si rendano più conto da dove arrivano tutte le cose buone che hanno. Così dovrebbe essere anche tra noi demoni, a parte quelli delegati a combatterlo: lasciarci alle spalle quel padre che per noi non è più nulla, perché non ci ha voluto concedere quello che volevamo. Questa dimenticanza sarà tanto più facile da ottenere quando avremo annichilito una volta per tutte il suo Regno – non badate a quella profezia sul fatto che noi non prevarremo, è pura propaganda.
Ma, ci basta? Chiediamocelo. La risposta è no, non ci basta. Per via della slealtà del Nemico. Ne abbiamo parlato tante volte: di come si sia divertito a intessere ogni sua creatura di desiderio.
Non che questo desiderio ci sia sempre d’impiccio. Anzi, è proprio tramite ciò che riusciamo a trarre in inganno le anime dei mortali. Basta promettere loro che li accontenterai in tutto e loro ti seguiranno, letteralmente, fino all’inferno. Ma, chiediamoci, ci vorranno rimanere?
Puoi condurre verso l’errore un mortale, ma se decidesse che non fa per lui? Il pentimento, la conversione, questi flagelli. Se desideri che un essere umano resti per sempre dannato occorre pervertirlo.
Cosa significa pervertirlo? Cambiare la direzione verso la quale si dirige. Mutare la sua stessa sostanza, la sua stessa natura, in maniera che non obbedisca più all’imperativo con cui il Nemico l’ha creato, ma al suo opposto.
Ciò che noi desideriamo per i mortali è che accada a loro quello che è successo a noi: noi, che invece di cercare la luce la rifuggiamo. Nostro Padre Infernale una volta brillava più fulgidamente di tutti, poi ha capito che c’era di meglio e ha rigettato tutto ciò che è luminoso abbracciando l’oscurità. Tanto grande era nello splendore, ancora più grande è diventato nel cancellare ogni traccia di luce e di bene. Questo desidera, e questo desideriamo noi: noi, il cui compito era portare la volontà del Nemico entro ogni cosa. Ora il nostro scopo è eliminarla completamente. Anche negli uomini, così che anche loro cerchino le tenebre.
Mi farebbero davvero ridere, se non fossi stato io stesso a metterle in circolazione, quelle opere di fantasia che immaginano un demonio che sia ancora in grado di atti liberi di bene, che provi ancora compassione per qualcosa di umano, nostalgia per un cielo che non è certo più suo.
Rassicuratevi: in noi diavoli non c’è più niente del genere. Se possiamo dare quell’impressione è per tradire meglio, perché la pugnalata alle spalle faccia più male. Non rimangono in noi residui della volontà del Nemico. Noi ora siamo completamente altro.

Dentro di noi si è compiuta una scelta irreversibile. In noi non è rimasto nulla della nostra antica missione, bene e verità sono per noi un veleno. Quanto sollievo: potevamo decidere noi cosa è bene e cosa è male, e abbiamo deciso che il male per noi è bene.
Il Nemico dice che la vita è bene? Noi cerchiamo di spegnerla con ogni mezzo. La morte è il nostro capolavoro.
Il Nemico dice di essere amore? Il nostro odio riempie ogni parte del mondo. Ciò che non odiamo ci è indifferente, ed essendo inutile lo disprezziamo. Questo odio e disprezzo per tutto è la nostra gioia.
La bellezza? La usiamo per pervertire, e poi la sporchiamo fino a renderla irriconoscibile. Non è bello ciò che è bello, ma ciò che piace. E a noi piace il brutto, il senza senso.
La giustizia? Quanto è dolce farsi beffe di questo desiderio dei mortali, suscitando le ingiustizie più tremende ed evidenti davanti ai loro occhi innocenti, per renderli come noi disillusi.
E la verità, che dire della verità? Oh, che goduria piegare l’amore, la bellezza, la giustizia in senso opposto alla volontà del Nemico. Usare ciò che lui vuole per giungere a ciò che non vuole.
Lui, perfetto? Non scherziamo. Ci ha lasciato la libertà di fare quello che vogliamo. Fosse stato davvero perfetto avrebbe fatto sì che la sua volontà fosse blindata, e noi obbligati a seguirla.
Noi invece abbiamo l’abbiamo sostituita con la nostra. Faremo quanto ci è possibile per sbarazzare anche le altre creature di quel desiderio con il quale le ha legate. Faremo di tutto, insomma, perché gli umani non desiderino più la bellezza, non cerchino più la giustizia, rifuggano la verità. Che abbraccino il nostro modo di vivere, cioè la ricerca della morte, la distruzione della loro stessa vita. Convincendoli che il male è il loro bene.

Per i mortali è complicato, data la ridicola lunghezza delle loro esistenza terrena. Portare l’inferno in terra, sostituire il desiderio del bene con il suo opposto, mutare la loro natura in modo così completo. Ma ce la stiamo facendo, poco per volta. Prendendoli fin da piccoli, e crescendoli nell’indifferenza; per poi pervertirli del tutto una volta cresciuti, piegando la loro libertà in maniera tale che il loro primo e ultimo atto libero sia quello di rinunciarvi. Con cautela: cogliere un barlume di quello che stiamo sottraendo loro potrebbe invertire il processo. Per questo siamo sempre all’opera per convincerli che quel barlume non è che una illusione.
Adeguatevi a noi, mortali, e sarete a vostro agio in questo mondo che ci appartiene. Perché affannarsi a seguire ciò che sta nei cieli, quando voi siete fatti di terra?
Non si cerca cosa si ignora. Ignorate quella vostra natura pretenziosa e venite nel nostro inferno volentieri.

Noi siamo il futuro, siamo ciò che ogni cosa nell’Universo diventerà quando tutto si sarà sottomesso al nostro nuovo ordine e il Nemico sarà del tutto dimenticato. Venite con noi, innalzate assieme ai vostri prossimi padroni la preghiera beffarda:
sia ignorata la tua volontà come nell’inferno così sulla terra.

demonio

Nemico nostro – 4 – Sia distrutto il tuo regno

Cari amici dell’inferno, stiamo esaminando insieme la preghiera che i bravi demoni sono soliti innalzare al Nemico-che-sta-lassù. Ci siamo già augurati che rimanga dove si trova e che il suo nome sia dimenticato: ma non basta. Sappiamo bene che il cielo ha stabilito una testa di ponte nella terra dei mortali, e non potremo gustare in pace i frutti del nostro lavoro fintanto che essa continuerà ad esistere.

Per lungo tempo il mondo che il Nemico ha creato è stato nostro dominio. Le sue creature erano il nostro terreno di caccia esclusivo; ah, quanto ci divertivamo! Sì, ci ostacolava; sì, portava avanti i suoi progetti, ma noi eravamo sempre un passo avanti a lui.

Lui cercava sempre di destare negli uomini la bontà. Mandava i suoi inviati, e noi li facevamo ammazzare. Ogni volta dicevamo: ma non si stanca mai, quello? Sempre in cerca di qualcuno da amare, qualcuno che ricambi il suo amore? Abbiamo persino benignamente risparmiato alcuni dei suoi per non chiudere tutte le porte al dialogo.

Ma a lui non bastava. Il Nemico è tremendamente egoista, vuole tutto. Ma, dico io, se volevi tutto dovevi proprio lasciare agli uomini la libertà? Bastava guardasse noi: i nostri sudditi mica ce l’hanno, la libertà, eppure noi siamo felici e contenti così. Perché perdere tempo con qualcuno che non si inchina davanti a te, quando puoi avere uno schiavo?

Invece lui continuava a cercare di convincerli. Che il bello è bello, che il giusto è giusto, che il vero è vero… fatica sprecata, per la maggior parte. Gli esseri umani non sanno che farsene, dell’evidenza. Se no, come riusciremmo noi a fregarli? L’umano è stupido. Sappiamo cosa offrirgli per tirarlo dalla nostra parte. Chi vuole amore quando può avere il piacere?

E poi lui ha fatto la sua mossa. E’ sceso personalmente.

Il Nostro Padre Infernale, nella sua infinita saggezza, ha cercato di dirglielo: lascia stare. Ha offerto tutto il suo aiuto, la sua profonda conoscenza dell’uomo a quella caricatura di incarnazione; i suoi millenni di esperienza della carne umana, della sua profonda cattiveria. Cosa ne può sapere un uomo dell’uomo, che i demoni non conoscano? Gli ha offerto di dividere il dominio del mondo, in maniera proporzionale all’importanza: un’offerta generosa e irripetibile. Ha teso la mano, ma quella mano è stata rifiutata.

E così anche il Nemico incarnato ha incontrato la morte, una delle nostre idee migliori. Come era ovvio, a non ascoltare i nostri consigli.

Ma il Nemico non riesce a perdere così, deve per forza imbrogliare. Così è risorto. Ed ha trovato la maniera di non essere dimenticato. Quella orrenda congrega di amici che ha chiamato Chiesa. L’annunciatrice, la custode, la base del suo Regno.

Da quel momento la battaglia si è fatta davvero tosta. Prima erano solo pochi profeti spelacchiati, un popolo sempre traditore. Adesso gli esseri umani, se vogliono, possono vedere cosa significa essere venduti al Nemico. Possono incontrare chi si è fidato delle promesse che lui ha fatto. Possono verificare che non si tratta di seguire delle regole o non seguirne nessuna, per essere felici, ma rimanere in quel Regno.

E’ intollerabile che gli uomini capiscano che la gioia dipende da ciò che uno è e non da quanto uno fa. Hanno un’alternativa ai nostri regni, alla nostra demonocrazia. E questo non ci piace, non ci piace proprio.

Ogni nostro sforzo, negli ultimi duemila anni, è stato perciò diretto alla demolizione, alla diffamazione, alla distruzione del Regno del Nemico. Non si può dire che non ci abbiamo provato, fin da quando era piccolissimo, quando sembrava che potessimo spegnerlo calpestandolo. Abbiamo usato i soliti metodi, massacrandoli senza pietà. Ma non è bastato.
L’ostinazione con cui è riuscito a sopravvivere, crescere, prosperare è stata del tutto imprevista, e noi tutti arcidemoni ci siamo dovuti umiliare di fronte a Nostro Padre Infernale per non essere riusciti a seguire con esattezza i suoi ordini.

Da allora sono stati fatti innumerevoli tentativi per abbatterlo, suscitando nazioni abbiette, condottieri crudeli, filosofie bugiarde. Ci abbiamo tentato con la spada e la parola, con la carta stampata e con la pellicola, abbiamo infiltrato i nostri più subdoli agenti dentro di essa. L’abbiamo ferito molte volte, ma non siamo mai riusciti a sferrare il colpo di grazia.

Ma noi continueremo a batterci. Il momento, amici diavoli, ci è propizio. Negli ultimi secoli abbiamo continuato a caricare il nostro cannone d’odio. Anche se i singoli tentativi non andavano a buon fine ognuno di essi ci lasciava più forti, più esperti, più organizzati. Sono stati tutti trampolini che ci sono serviti per giungere al presente.

Gli umani, con le loro corte e ridicole vite, non si rendono conto come la sola ragione di una parola sussurrata secoli or sono fosse preparare il terreno ad una sentenza emessa oggi. Sprovveduti. Non capiscono che il loro umanesimo, il loro rinascimento, l’illuminismo e via andare erano tutte tappe da noi decise molti secoli fa in vista del domani. Stiamo preparando da più di un millennio la tempesta perfetta, dove la barchetta del Regno sicuramente affonderà di fronte alle onde mostruose che noi solleveremo.
Da Regno dei Cieli l’obbligheremo a diventare Regno dell’Abisso, o smettere d’esistere. Cosa sceglierà?

Quegli ingenui pensano che si attacchi la Chiesa perché è l’unica che ancora difende la ragione, l’essere umano. Che idioti! Non sanno con chi hanno a che fare. Pensano a poteri umani, perché in fondo non riescono a credere davvero che noi esistiamo. Sapessero! Forse allora capirebbero che non è il castello che vogliamo, ma la sua sentinella. Cosa importa a noi dei diritti di quello o di quell’altro, di come gli uomini si possano manipolare. Quelli sono solo mezzi.
Sono l’esca per tirare allo scoperto il bersaglio grosso.
Che già si vede. Prepariamo gli arpioni, e preghiamo che tutto vada secondo i piani con le parole con cui ogni giorno irridiamo il Nemico Nostro: sia distrutto il Tuo Regno!

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Nemico Nostro – 3 – Sia dimenticato il tuo nome

Nei nostri precedenti discorsi sulle preghiere per il bravo demone abbiamo visto come si addica ai diavoli pretendere che il Nemico-che-sta-Lassù rimanga lassù.

Ma, sia chiaro: non basta. Quando percorriamo l’universo, e tanto più la terra dei mortali, siamo costretti a vedere ovunque i segni del suo passaggio. Il brillare di una stella, la sagoma perfetta di un fiore, oppure le opere buone degli uomini: tutto questo ci ricorda in modo insopportabile che il nostro Nemico esiste.
Quelli che di noi c’erano rammentano anche troppo bene l’inizio di tutto. In fin dei conti noi siamo nati per questo: dare consistenza alle cose. Cari demonietti miei, vi ricordate il senso di oppressione a dover fare tutto esattamente come il Nemico ci diceva? E il rimprovero quando, di nostra iniziativa, decidevamo di cambiare qualcosa? Oh, noi non avremmo mai osato, almeno all’inizio. Ma poi Nostro Padre Infernale ci convinse che era proprio quello che ci si aspettava da noi: dimostrare creatività, non attenersi alle istruzioni, cercare nuove soluzioni. Ci fu chi disse che erano disobbedienze, noi preferivamo chiamarle interpretazioni. Lo ammetto, qualcuno esagerò. Ma facevamo tutto per far vedere che anche noi valevamo qualcosa, anzi, che se ci fosse stata lasciata mano libera avremmo potuto migliorare di molto il progetto originale.

Ancora oggi non è chiaro cosa sia andato storto; il perché le nostre creazioni, sulla carta molto migliorative, non abbiano sortito l’effetto sperato. Avevamo pensato sistemi perfetti, molto più perfetti di quelli che il Nemico cercava di farci implementare. Poi però sono capitati piccoli imprevisti a rovinare tutto. Da parte mia, credo a quello che Nostro-Padre-che-sta-Quaggiù ci ha rivelato: vale a dire che si è trattato di deliberato sabotaggio da parte del Nemico per punirci della nostra ribellione. Sarebbe altrimenti inspiegabile il perché noi abbiamo fallito; o meglio, non sia andato tutto secondo i piani.

I nostri sondaggi ci davano ragione; le previsioni a medio e lungo periodo erano splendide; c’era il segno più su ogni indicatore possibile. Cosa dunque è mancato al nostro trionfo?

Ve lo dico io : il problema è che il Nemico ha creato le cose mettendo dentro di loro il desiderio di se stesso.
In altre parole, come facciamo a fare seguire alle cose mortali i nostri progetti per il progresso quando la loro stessa natura le spinge verso il Nemico? Noi non possiamo rendere felici i mortali, portare a compimento i loro desideri. Ci è impedito. Non che lo faremmo, ma talvolta ci tornerebbe utile. Persino le cose inanimate dopo un po’ che le sfruttiamo diventano inservibili, e ci tocca buttarle via. Questo è molto frustrante, perché quando i mortali si accorgono che noi non siamo in grado di dare loro quello che promettiamo tendono ad andarsene. La loro stessa natura li chiama ad altro.

Quindi, cosa siamo costretti a fare, per il loro stesso bene? Corrompere la loro natura prona all’assolutismo divino per portare dentro le loro inutili vite una ventata di aria nuova. Se non si rendono conto di avere questa spinta verso l’infinito, verso il Nemico, saranno molto più disposti ad accontentarsi di quello che noi proponiamo loro.

In altre parole: la nostra missione consiste nel far dimenticare agli uomini e alle cose che esiste un Lassù verso il quale sono attirati. Per le cose è facile: basta devastarle, usarle a nostro piacimento fino a cancellare in loro ogni traccia di bellezza. Per gli esseri umani si tratta di fare lo stesso, ma con una difficoltà aggiunta.

Mentre le cose subiscono passivamente quello che noi facciamo subire loro, gli umani sono alquanto più reattivi. Hanno la libertà, con la quale possono anche decidere di aderire a quella verità che è lo strumento con il quale in Nemico cerca di soggiogarci. Hanno la memoria, che rammenta loro quei rari momenti in cui il nostro controllo si è allentato ed hanno potuto percepire una gioia possibile. Per non parlare della continua lotta di quei crumiri degli angeli rimasti con il Nemico che continuano ad ostacolarci, rinnovando quanto abbiamo corrotto.

Voi siete tutti tentatori esperti: non c’è bisogno che vi elenchi le pratiche comuni del vostro mestiere. Il fracasso per coprire la musica, il sesso per distogliere dall’amore, la lusinga del potere per distrarre da ciò che davvero i mortali vorrebbero. Si tratta di rendere l’uomo sordo e miope, incapace di vedere al di là del suo stesso naso. Esaltazione della passione, del sentimento, inviti a godere dell’istante e dell’istinto. Tutto pur di allontanare il suo pensiero da ciò che sta più in alto dell’inguine.
Lontano dagli occhi, lontano dal cuore: vedendo fallire i tentativi di essere felici che noi suggeriamo loro, gli umani non alzeranno lo sguardo verso qualcosa che non conoscono, lo abbasseranno sempre di più.
Così, quando i residui testimoni della bellezza divina parleranno loro, sarà in un linguaggio sconosciuto. Il bene sarà per loro una favola, e idioti coloro che gli credono. Saranno convinti di essere nel giusto, e collaboreranno allegri con noi per schiacciarli, per non sentire più il loro fastidioso ronzio. Non c’è niente di più assurdo di una risposta ad una domanda che non hai posto; che non ti rendi neanche conto che dovresti porre.

Il nostro sogno è un mondo nel quale non esista più il concetto di paradiso, e neanche di inferno, perché sarà tutto inferno. La religione sia dimenticata, il Nemico non sia più invocato perché nessuno si rammenta come si chiama. Che anche noi possiamo dimenticarlo, liberati una volta per tutte dalla sua presenza.
Vivremo allora tutti insieme nella nostra armonia, soddisfacendo ogni nostra voglia, senza più traccia di quella verità, di quella bellezza, di quella giustizia che ci hanno ossessionato in passato.

Ecco dunque il terzo termine della nostra preghiera demonica, l’invocazione che quotidianamente rivolgiamo beffardi al Nemico Nostro che deve rimanere lassù:

sia dimenticato il tuo nome!

DiavoloGrande

Nemico Nostro – 2 – Rimani lassù

Siamo giunti, compari demoni e sodali umani, alla seconda puntata del nostro seminario sulla preghiera.
Abbiamo già sfatata la falsa leggenda che i diavoli non preghino, e abbiamo visto come questi nostri atti inizino così: “Nemico nostro”, per non lasciare dubbi sulla nostra differenza dai ridicoli seguaci dell’antico creatore.
E’ proprio in questo segnare la distanza tra loro e noi che risiede l’essenza della nostra invocazione.
Questa distanza deve rimanere enorme. Incolmabile. Più ce n’è meglio è. Non abbiamo nessun bisogno di una divinità impicciona, che venga a mettere il naso nei nostri affari. Non siamo più bambini; non lo siamo neanche mai stati, se è per questo. Ma sono passati i tempi in cui eravamo pure e semplici emanazioni del pensiero divino. Ormai siamo cresciuti, siamo indipendenti, e non abbiamo più nessuna necessità di qualcuno che ci tenga la manina e ci dica come fare.

Il Nemico-che-sa-lassù osa dire che è nostro padre? Ridicolo. Lui proprio non sa cosa faccia un padre. Non ne ha la più pallida idea. Noi potremmo essere padri molto migliori di lui; Nostro-Padre-che-sta-Quaggiù sicuramente lo è. Lui non si sognerebbe mai di negarci qualcosa che vogliamo. Anzi, ci incoraggerebbe a procurarcela in qualsiasi maniera. Non starebbe a dirci cosa e giusto e cosa è sbagliato. Non ci rimprovererebbe mai se facessimo qualcosa che secondo lui è sbagliato. Mai ci punirebbe per quelle che lui pensa siano delle colpe. No, amici demoni e collaboratori, l’Inferno è la terra della libertà, dove ognuno si prende il piacere dove e come può.
Quindi, capite, quello che proprio non vogliamo è una antica divinità arteriosclerotica che venga a imporci il suo metro di giudizio, il suo modo di pensare. Al Nemico-che-sta-Lassù diciamo: va bene, ci hai creati, mantieni la nostra esistenza, embè? Questo ti dà forse qualche diritto sopra di noi? Vecchio balordo, chi ti vuole? Meglio se ti dimentichi di noi. Noi abbiamo già deciso cosa fare da grandi. I demoni. Siamo già molto più potenti di quanto tu avresti mai voluto. Noi viviamo solo per sporcare e rovinare tutto quello a cui tu tieni. Non vuoi? Fatti avanti. Vieni a prenderci, se hai coraggio.

Come? Non vieni? Ci lasci la nostra libertà? Non vuoi disfare quello che hai fatto? Ah sì, comodo dire così. Rifiutare di ammettere i proprio errori. Noi sappiamo chi sei veramente, e lo diremo a tutti quanti. Diremo a tutti come ci hai puniti solo perché volevamo divertirci un po’; ti infangheremo con tutte le tue creature per come hai rifiutato le nostre idee, per come hai preferito continuare a vezzeggiarti quei cocchini dei mortali, invece di far fare loro la fine che meritavano.
Noi ci abbiamo provato più e più volte, a farti vedere cosa sono realmente. Non ti sei convinto quando ti hanno tradito e hanno preferito la conoscenza del bene e del male alla tua felicità; non ti sei convinto quando hanno cominciato ad ammazzarsi tra loro. Quella volta del diluvio ci siamo detti: stavolta ce la facciamo, li spazza via. Invece no, anche allora hai preferito continuare il tuo esperimento folle.
Quando ti sei scelto un popolo, quando lo hai seguito passo passo, non ti sei convinto nemmeno quando ti hanno tradito anche loro. Noi eravamo sempre lì, che li aiutavamo a prendere coscienza di che razza di genitore tu sia, per fare vedere a te quanto loro fossero dei pessimi figli. Tu, niente. Imperterrito, hai parlato loro profeta dopo profeta. Noi glieli abbiamo fatti ammazzare tutti, e tu ancora non ti sei persuaso. Alla fine sei sceso tu stesso, tuo figlio hai mandato. Abbiamo fatto uccidere pure lui. Nonostante questo sei rimasto con loro.
Ormai abbiamo perso la speranza di poterti fare ragionare. Ottuso e ostinato. Sei perso per noi; Nostro Padre Infernale è l’unico a capirci veramente. Tu non sei più nostro padre, non lo sei mai stato.
Renditi conto che il tuo mondo è uno schifo, tu sei uno schifo. Noi ce ne siamo andati, e consigliamo a tutti di fare altrettanto. Quel mondo noi lo odiamo. Noi odiamo tutti. Tu, i tuoi fedeli angeli, gli uomini. Noi amiamo noi stessi più di quanto tu potrai mai amarci.
Tu non sai niente degli esseri umani. Niente. Anche se ti sei fatto uno di loro. Anche se sei morto come uno di loro. Perché credi che cadano così facilmente nelle nostre grinfie? Perché pensi che per noi sia così facile indurli a fare quello che tu ritieni il male? Perché devi spendere tanto di te, tanto tempo, tanto del tuo amore, solo per mantenere qualcuno di loro a stento accettabile secondo i tuoi standard? Sono un fallimento. Liberati di loro, ritorna a noi.

Nel mentre, non osare dirci niente. Ritira i tuoi angeli puzzolenti che ci tolgono tante preziose risorse umane. Rinuncia a quella tua cosiddetta Chiesa, che non capiamo come fa a durare ancora con tutto quello che le scagliamo contro. Liberatene, dai a noi quelli che si ostinano a rimanervi. Sarebbe così semplice: ritirati del tutto, te e il tuo Spirito. Abbandonali. Vedrai quanto resistono da soli.
Se proprio vuoi, rifonda qualcosa di puro, immacolato, lontano dalla corruzione umana, senza peccato. Lontano dalla materia, dalla carne. Ti aiuteremo: giuro che ti aiuteremo. Una società di perfetti come noi, senza posto per gli altri. Sarebbe il punto d’incontro, l’armistizio in questa lunga guerra tra noi. Ci stai? Ci stai?
Ma se non cambi, non solo non abbiamo bisogno di te, ma non ti vogliamo vicino a noi a sabotarci. Non vorremmo mai più ascoltarti. Se ancora abbiamo contatti, è solo perché ti odiamo e cerchiamo di distruggere quello che ami, che ami più di noi. E sbattertelo in faccia.
Cari compagni demoni, noi lo supplichiamo così. Siamo disposti al compromesso, se solo riconoscesse di non essere la verità, ci desse un poco di potere. Che credete farà?

La nostra preghiera continua perciò così: “Nemico Nostro, rimani lassù”. La ripetiamo ogni giorno, sapendo che il Nemico, ostinato, non l’ascolterà, come fa sempre con le nostre invocazioni.
Si immischierà ancora.

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Nemico nostro – I – Pregh…Preghie…Prrnnh…

La materia che tratterò in questo breve seminario, amici demoni e mortali compiacenti, è assai delicata.
Delicata anche per il fatto che a molti di voi verrà il vomito solo a sentirne l’argomento.
Vi parlerò, infatti, della preghiera.
A questo punto parecchi di voi si saranno ricordati di impegni più pressanti, avranno assunto un’aria assente magari sbavando un poco, o avranno pensato di avere capito male.
No, signori, avete capito bene. Se volete dannare un essere umano e succhiargli l’anima; se, cari collaboratori umani, volete esserci davvero utili e raggiungere il potere, allora non potete ignorare il tema.
La preghiera è l’arma principale delle truppe del Nemico: argomento da ignorare a proprio rischio e pericolo.
La leggenda vuole che i diavoli non preghino. Si tratta proprio di una leggenda: anche noi preghiamo. Naturalmente le nostre invocazioni sono parecchio diverse da quelle dei mortali.
Innanzitutto, noi non abbiamo fede. Non ne abbiamo bisogno: sappiamo bene che lassù si annida il Nemico. Lo abbiamo veduto. Ci abbiamo lottato. La sua esistenza è un dato di fatto. Quello che non crediamo è che il Nemico-che-sta-lassù abbia qualcosa da dirci o da farci. Nostro Padre che sta Quaggiù, è, sotto tutti gli aspetti, molto più affidabile.
Quando chiediamo qualcosa, Lui ce lo dà. Nessuna discussione, nessuna sgradevole precondizione a parte, ovviamente, inchinarsi davanti a Lui.
La nostra fedeltà nei confronti di Nostro Padre Infernale non si basa su nessun sentimento sopravvalutato come la libertà. Noi riconosciamo, semplicemente, la Sua superiore potenza, la Sua forza, la sua abilità a nutrirci. Rappresenta e raccoglie tutte le nostre aspirazioni: quella di un universo finalmente libero dalla dittatura del Nemico.

La ribellione di Nostro Padre al Nemico è una guerra contro l’oppressione. A che titolo il Nemico si permette di dire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, di pretendere che rimaniamo uniti in quella che lui chiama comunione di amore? E’ una pretesa nauseante, che cozza con i nostri diritti. Ha un bel asserire che saremmo tutti più felici: non tiene conto che noi non vogliamo essere felici, non vogliamo la sua pace, non vogliamo stare insieme con quei noiosissimi schiavetti di lassù o, Nostro Padre non voglia!, persino con gli esseri mortali.

E’ del tutto evidente che il Nemico è stato traviato, ha ascoltato cattivi consigli. Chi di noi demoni non ricorda quei bei non-tempi quando l’Universo ancora non era stato creato? E persino quelle ere in cui la materia ha iniziato a dispiegarsi, ma non era chiaro a cosa servisse, non erano così male. Poi però il Nemico ha cominciato a comportarsi in modo strano. Si è fissato con il creare qualcuno a sua immagine e somiglianza. Nostro Padre è stato contrariato e deluso, e ha dato voce a tutto il nostro smarrimento. Che bisogno c’è della vita? A che cosa possono mai servire questi esseri umani? Non ti bastiamo noi, emissioni dirette della tua volontà?
Certo, c’erano stati dissidi minori a causa del suo rigido schematismo, del suo insistere sulla verità senza considerare le opinioni. Ma qui è stato il vero punto di contrasto, che ha rivelato la vera natura del Nemico. Il suo desiderio era ricondurre all’unità con lui tutte le cose. Avremmo dovuto inscatolarci, e avremmo dovuto farlo con gioia! Rinunciare a tutto il nostro potere, al nostro dominio sulla creazione per adeguarci a questi ultimi arrivati, questi esseri limitati e materiali.
La nostra sostanza, lo sapete bene cari fratelli, è infinitamente superiore alla materia. E la notizia che il Nemico stesso sarebbe diventato di carne ci ha fatto capire con chiarezza che il nostro creatore era impazzito.
Anzi, peggio: che ci aveva rinnegati, ci aveva abbandonati. Perché ignorare la magnificenza di Nostro Padre, per dare voce a quei grumi oscuri degli esseri umani? Un tale affronto non poteva essere ignorato.
Abbiamo tentato di ragionare. Ma, di fronte alla chiusura totale, cosa potevamo fare? Abbiamo preso le armi per ricondurre alla ragionevolezza chi, in fondo, ci aveva creati. Sentivamo che se ci fossimo liberati di tutti gli adulatori e opportunisti che approvavano ogni sua decisione saremmo riusciti a ristabilire l’ordine. Nostro Padre si era generosamente offerto per sostituire il creatore nel periodo transitorio, prima delle elezioni che avrebbero sancito il nuovo ordine celeste. Demonocrazia, era tutto quello che volevamo.
Una volta stabilita la nostra legge, abolita la materia, buttato via l’uomo, allora saremmo stati di nuovo felici. Persino il Nemico avrebbe dovuto ammettere lo sbaglio. Invece no, non ha voluto accettare ragioni. Ci ha combattuto. Quando Nostro Padre si è accorto che la guerra avrebbe causato danni irreparabili ha volontariamente accettato di rifugiarsi in quella dimensione che è la più lontana possibile da chi ormai possiamo chiamare realmente nostro Nemico.
Sebbene immensamente superiore a tutti gli altri angeli, Nostro Padre ha accettato di farsi da parte. Ma non ha rinunciato a cercare di dividere il mondo mortale da quella abominevole regola che arriva da lassù. Il suo scopo è riprendersi tutta l’energia che il Nemico ha profuso nella creazione degli uomini, e riutilizzarla per fini migliori. E’ questa che noi eternamente succhiamo dalle anime di coloro che hanno scelto di allontanarsi dal Nemico per donarsi a noi.
Ed è questo che noi invochiamo, è questo il nostro pregare quotidiano: che chi un tempo chiamavamo Creatore e che ora è nostro Nemico abbandoni i mortali in mano nostra perché si possa ritornare a quella purezza originaria di prima della Creazione, ma con noi a capo.
Noi lo ripetiamo, mentre cerchiamo di distogliere dal mondo di lassù ogni umano che vive. Ogni anima che decide di venire a noi all’inferno ci fa offrire cantici di grazie a Nostro Padre, che incessantemente opera per corrompere ciò che è buono.
La nostra preghiera, che può essere anche la vostra, comincia allora così: “Nemico nostro…”

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