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ViViZio – 7 – Accidia?

Carissimi, sono ancora una volta io, l’arcidiavolo Berlicche. Siamo arrivati alla fine del nostro percorso attraverso quelle meravigliose qualità umane che ai più sono note come “Vizi”, o “Peccati Capitali”. L’aggettivo “capitali” indica che, come le capitali delle nazioni umane, queste primizie dello spirito sono posti interessanti da visitare e passarci la vita. L’ultimo della serie non è da meno degli altri: è l’ideale se volete riposarvi in tutta tranquillità. Stiamo parlando, naturalmente, de

l’Accidia.

Vedo tra voi tanti sguardi perplessi, tante espressioni interrogative per questa parola non molto usata. Ma cos’è mai quest’accidia?

Rilassatevi gente. Davvero, rilassatevi. Keep calm. Be cool. Don’t panic.

Ecco, questa è l’accidia. Non prendersela. Lasciare perdere. Fregarsene. L’accidia è la qualità dei fighi, delle persone che sanno cosa vogliono, di quelli che mantengono la calma e sanno come comportarsi in ogni occasione. Sanno che non c’è niente di veramente importante nella vita. Che tanto prima o poi finisce tutto, quindi è inutile darsi tanto da fare, correre-correre-correre, per cosa poi?
L’indifferenza verso ciò che accade intorno è il segno del vero gentleman, del nobile, dell’uomo superiore.
Ricordate, erano i nazisti che dicevano che il lavoro nobilita l’uomo!

Qualcuno di voi, magari chi non ha seguito le mie precedenti lezioni, a questo punto potrebbe dire: ma se fossimo indifferenti a tutto ogni cosa andrebbe a scatafascio. Ci sono tante emergenze, tante necessità a cui…

Stop! Poveretto, ma credi davvero a quello che dici? Guardati attorno: secoli di sforzi di gente animata dalla migliore buona volontà hanno prodotto qualcosa? Ci sono forse meno guerre, meno violenza? No? E allora, lascia perdere. Davvero. Niente di quello che puoi pensare o fare potrà mai cambiare il corso delle cose. A badare che tutto fili dritto ci sono comunque forze molto più grandi di te. Prima di mettere bastoni tra le ruote del potere è meglio pensarci due volte. E’ molto preferibile fare un passo indietro, sistemarsi sul divano con una birra gelata e lasciare fare le cose agli avveduti e saggi padroni del mondo, che sanno come comportarsi.
Dai retta a me: mai offrirsi volontario per niente, questa è la regola d’oro. C’è sempre una fregatura in agguato per coloro che fanno il passo avanti, si impegnano, hanno grandi progetti. Quanti ne hai visti fallire, ritirarsi scornati, venire perseguitati, cacciati, uccisi? Quanti, eh? Te lo dico io: tutti.

Vuoi essere anche tu uno di quei tizi che fanno sudare solo a guardarli? Uno dei falliti in partenza? No? Bravo! Stai indietro, ragazzo, e lascia lavorare. Gli altri.

Se proprio vuoi impiegare il tempo in qualcosa, ricorda come si stava bene una volta. I vecchi tempi. Non ti fa venire la malinconia, a pensarci? Ecco, la malinconia è uno dei sentimenti più nobili che l’uomo possa avere. Quel desiderio di tornare laggiù dove non si potrà mai più, il ricordo lontano della felicità passata. E tutte quelle domande, avrò fatto bene? O male? Ah, se potessi, se avessi, se fossi.
E’ da questi interrogativi che si misura la grandezza dell’animo umano, sempre pronto a crogiolarsi nelle antiche glorie, sulle passate possibilità, e riviverle mille, un milione di volte. Ed è utilissimo tuffarsi nel rimpianto, figlio di quelle decisioni che si prendono se si fa l’errore di trascurare il vertice della ragione umana, che è il dubbio.

Sì, occorre affermarlo con forza: è il dubbio la vera forza dello spirito, ciò che i grandi devono avere per essere davvero grandi. Il rimpianto ce ne insegna l’altissimo valore. E’ il dubbio che ti trattiene dallo sbaglio, dall’azione affrettata. Che ti impedisce di buttarti a capofitto in azioni di cui comunque ti pentiresti.

Andare o non andare? Gettarmi o no? E se poi lei non fosse quella giusta? E se lui non fosse chi pensavo fosse?
Ecco, vedete, i dubbi possono salvarvi la vita, perché sicuramente lei non è quella giusta, e lui non è chi ti immaginavi. Posso giurarvi che ogni cambiamento che farete sarà per il peggio: quindi, che aspettate ancora?

Niente.

Eccola risposta giusta: non aspettatevi niente, non impegnatevi in niente, e sarete davvero contenti. Studio, lavoro, amore, sono solo ostacoli che vi impediscono di esprimere il vostro vero io. Che non vi lasciano il tempo di fare ciò che davvero vi piace.

Quindi, perché perderci tempo dietro? Il vostro futuro vi attende: fate ciò che vi piace, non ciò che gli altri pretenderebbero voi faceste. Riprendetevi la vostra vita. Videogiochi, sesso – anche da soli, perché perdere tempo con chi non vi capisce? – televisione, riposo: mangiare, dormire, che altro serve?

E se qualcuno vi volesse strappare dal vostro sano torpore, dalla vostra vita di sogno, fategli capire che non è aria, che non è gradito. Se aveste bisogno di aiuto o consulenza per sventare i tentativi di quei folli che vorrebbero imporvi le loro priorità, noi siamo qui a vostra completa disposizione, ogni ora del giorno e della notte, per consigliarvi sulla migliore azione da non intraprendere.

Sì, sto parlando dell’Istituto per lo Studio e la Diffusione del Vizio che mi pregio di dirigere. Basta chiamarci, anzi, basta desiderarci e in un attimo saremo da voi.

So già cosa state pensando : ecco, ce l’ha contata a lungo sulle gioie del non fare e ora ci dà questo esempio di efficienza? Ma no, rassicuratevi, per noi indicarvi la strada migliore non è una fatica, non è un pesante fardello, ma il modo gioioso di esprimere tutto il nostro interesse per voi. Qui da noi vi aspetta un’eternità di ozio in cui noi demoni ci prenderemo cura del vostro benessere e provvederemo a ogni vostra necessità. Se dalle parole che vi ho rivolto ora e nei passati articoli troverete l’ispirazione per raggiungerci lungo il delizioso, largo, invitante viale che raggiunge casa nostra, allora il nostro impegno non sarà stato vano.

Venite a me…senza fretta. Abbiamo un’eternità, davanti, per conoscerci meglio.

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ViViZio – 6 – Ira!!!!!!

Cari amici di quelle meravigliose avventure dell’intelletto e della volontà che qualcuno chiama peccati capitali, sono lieto di annunciarvi che, in seguito alle vostre richieste, ho deciso di fondare ufficialmente l’Istituto per lo Studio e la Diffusione del Vizio. Questo Istituto, che nasce sotto il patrocinio del Satanico Consiglio per la Corruzione e la Dannazione del genere umano, avrà in me, l’Arcidiavolo Berlicche, il suo Direttore. Infatti tale e tanto è stato il successo della serie di articoli che esaltano queste qualità troppo spesso sottovalutate che i nostri consulenti non sono stati in grado di smaltire tutte le richieste di informazioni.

Questo potrebbe fare arrabbiare qualcuno: ma come, direte, io faccio un sacco di fatica per riuscire a chiedervi come sfogare la mia lussuria o raffinare la mia superbia, e voi siete troppo occupati per rispondermi?
Io vi dico: bene! Proprio così! Lasciatevi andare, arrabbiatevi sul serio, ribollite di indignazione! Urlate, spaccate tutto! E’ proprio di quest’altro nobile moto dell’animo che vi voglio parlare:

dell’ira.

L’ira rappresenta il motore delle passioni, ciò che vi spinge oltre l’ostacolo. Volete forse essere dei rinunciatari? Volete essere dei perdenti? Lasciate scorrere la vostra rabbia, la potenza, la forza nascosta dentro di voi.

Come affermano anche i vostri scienziati, questo mondo che il Nemico di Lassù ha pensato cerca in tutte le maniere di ostacolarvi ed uccidervi. La chiamano selezione naturale: vuol dire che non c’è nessuno che vi vuole bene, nessuno che tiene a voi, a parte me, ovviamente. Tutti quanti vedono in voi un avversario, un concorrente, un nemico. La vostra sola possibilità contro queste minacce è lasciare libero sfogo a quel sano impeto distruttivo, a quella rigogliosa potenza guerriera che vi consente di sopravvivere e prosperare.

Volete essere degli schiavi? Volete essere dei sottomessi? No, vi dico: queste cose non devono trovare spazio dentro di voi. Tutto il vostro essere deve essere un ribollire contro l’ingiustizia di cui siete oggetto, contro le catene che vi opprimono, contro i deficienti che vi vorrebbero governare, cambiare, comandare.

Vi invito tutti quanti, voi che mi ascoltate, a cercare ospitalità e rifugio nel nostro Istituto, che sorge nel più ampio spazio di libertà che mai troverete. Perché proprio questo è ciò che qualcuno, con malizia e disprezzo, chiama Inferno: il più esteso, popolare, esclusivo luogo disponibile nel quale crescere e nutrire i vostri ideali.

Dove altro la ribellione è istituzionalizzata? Dove altro si contesta tutto e tutti? Dove altro è permesso dare sfogo a tutti i più segreti desideri della vostra anima, nessuno escluso?
Sì, l’Inferno è il luogo della fiamma purificatrice, che elimina e consuma quella nauseabonda oppressione che costringe a quanto è giusto e lecito. E’ il luogo dove osare, dove dire NO! a ciò che pretende di uniformare in una molle normalità. Vi guardo e mi dico: questi non sono tipi da stare a cantare le lodi del Nemico sopra una nuvoletta, ma gente che vuole spaccare il mondo, rovesciarlo, farne un posto migliore per loro.

Se siete stati delusi dalle rivoluzioni umane, dal modo in cui si sono adagiate e corrotte dopo l’impeto iniziale, sappiate che qui non si corre lo stesso rischio: il Nostro Padre che sta Quaggiù è in ribellione permanente da ben prima che la vostra storia cominciasse. E’ lui il nostro faro, la nostra guida, il nostro modello da seguire. Lui vi insegnerà come sfruttare al meglio l’ira che vi portate dentro, per fare di voi dei pirati, dei ribelli, degli eroi, dei dominatori.

Non tenetevi tutto dentro. Non sopite la vostra ira. Non lasciate che vi si accumuli dentro.
Incanalatela. Esaltatela. Sfruttatela. Non è male fare del male a chi vi vuole male. E poi, anche se fosse? Volete essere da meno? Volete rinunciare, perdere, essere ultimi in tutto? No: la vostra rabbia deve diventare strumento, mano, arma, e colpire l’oppressore, il vostro nemico. E qual è il vostro nemico più grande? Proprio lui, il Nemico che sta lassù, che vi vorrebbe vedere umile, vi vorrebbe in ginocchio a domandare perdono per colpe ridicole e che magari non avete neanche mai commesso.

No, vi dico, la colpa non esiste, e se esiste è la sua: ma noi gliela ributtiamo in faccia, gliela sputiamo addosso! Lui e la sua cerchia di benpensanti, di immacolati e santi, non destano forse il vostro odio e la vostra violenza? Sono loro il vero bersaglio di voi ribelli. Una volta eliminati loro, non resterà niente che possa ostacolarvi nel vostro desiderio di felicità. Una volta fatti fuori, anche la vostra ira si calmerà, non avrà più ragione d’essere: avrà raggiunto il suo scopo, la libertà da ogni vincolo, da ogni catena.

Ed ora su, miei guerrieri, alziamoci e marciamo verso la sfolgorante luce dell’avvenire. Lanciamo sopra i servi del Nemico i peggiori epiteti, svuotiamo il letamaio della nostra rabbia. Non esiste termine troppo basso o grossolano. Non esiste tortura tropo pesante o efferata. Non esiste menzogna o invenzione diffamatoria che non sia giustificata di fronte alla purezza del nostro ideale di pulizia morale, al nostro essere superiori a loro. Oggi è il giorno del vaffa, il giorno della marcia dell’ira, il giorno dell’indignazione e della protesta violenta. Spacchiamo tutto quello che c’è, e facciamolo nuovo, a nostra misura.

Chi ci oserà sorgere contro? Chi ci oserà ostacolare? Vi distruggeremo! Tornate nelle vostre sagrestie, bacherozzi, e lasciateci fare quello che vogliamo. Siamo tanti, siamo più forti; lo so che tenterete di mettervi d’accordo con noi, pavidi conigli, perché avete paura della nostra ira. Noi accetteremo volentieri, e poi scateneremo comunque la nostra bestia, godendoci le vostre facce attonite. Se non avete il coraggio di affrontarci adesso, perché dovreste farlo dopo? La nostra rabbia sarà vincitrice.

Riusciremo, in questo nostro insorgere contro il tiranno oppressivo. Vinceremo. E tutti voi, miei compagni di lotta, entrerete con me in quello spazio di libertà di cui vi ho parlato, per l’eternità.

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ViViZio – 4 – Invidia!!!!

Nel nostro itinerario che ci sta portando ad esaltare uno dopo l’altro quei particolari moti dell’animo umano che qualcuno ha chiamato vizi, siamo infine giunti a quello noto come

invidia.

Devo dire che mi trovo in imbarazzo. Io sono un arcidiavolo affermato, un consulente del Basso Consiglio Demonico per la Perdizione degli Esseri Umani, e quindi certamente io non posso invidiare nessuno. Sono molto soddisfatto della mia posizione, e la cambierei con ben poche altre – sono sicuro che avverrà a suo tempo, quando i miei meriti saranno riconosciuti e certi diavoli da strapazzo saranno finalmente rimessi al loro posto. Quindi qualcuno potrebbe affermare che non sono affatto indicato a illustrarvi tutti i vantaggi che si hanno nel perseguire con decisione questa qualità spontanea. Errore! Infatti, per arrivare dove sono giunto, ho usato dell’invidia a pieni artigli.

E’ l’invidia quella che ha mosso il genere umano fin dalla sua creazione, spingendolo a superare un ostacolo dopo l’altro per derubare i fortunati ed i potenti e sostituirsi ad essi. E’ l’invidia che ha dato le mosse al nostro ribellarsi al Tiranno che sta nei Cieli, e che ci incoraggia a proseguire sulla nostra strada. Senza l’invidia noi saremmo solo dei comuni angeli svolazzanti sulle loro nuvolette di felicità, e voi mortali solo delle scimmiette contente di succhiare le loro banane. Senza invidia io sarei solo un demonio comune, un qualunque tentatorello dei gironi minori.

Qualcuno dice che quello che vi muove è il desiderio di infinito, ma io dico che quel qualcuno si sbaglia; come si può desiderare davvero ciò che non si conosce? E’ sempre stato l’invidiare chi ha ingiustamente più di voi che vi ha fatto alzare in piedi e correre per conquistare ciò che non avevate ancora. L’invidia non permette di accontentarsi, di adagiarsi, di lasciare le cose come stanno. L’invidia è sana, perché anche chi è invidiato si sente spronato a fare di tutto per respingere coloro che vorrebbero prendergli il posto. Senza invidia non ci sarebbe mobilità sociale, e tutti si aiuterebbero gli uni con gli altri in una melassa nauseabonda che non condurrebbe a nessun progresso.

Questa virtù parafrasata ci invita a prendere coscienza dell’assolta ingiustizia del mondo che il Nemico ha creato. Per questo lassù l’invidia è tanto aborrita, è un continuo rimprovero all’insipienza celeste. L’essere umano, tramite l’invidia, si rende conto del profondo divario che esiste tra i diversi esseri nel mondo, e comprende davvero quanto sia inutile un’esistenza distaccata dai beni materiali. Cosa c’è di meglio, nella vita, che non il possesso delle cose? Si guarda alla casa più grande, alla moglie più bella, al marito più ricco, ai figli più ubbidienti, al lavoro più pagato, e si comprende come questi beni siano essenziali per la vera felicità. Si capisce quanto poco valgano le cose che già si hanno, e come difficilmente si potranno avere quelle migliori che possiedono altri, proprio perché il mondo è stato progettato da un dilettante che si è guardato dal concedere tutto ciò di cui si avrebbe davvero avuto bisogno.

Quando si è giunti a questa illuminazione, è allora che è il momento di affidarsi ad un buon consulente.
Vi accennavo all’inizio quanto io sia soddisfatto della mia esistenza. Ma per questo devo ringraziare solo l’invidia, che mi ha fatto superare tutti gli ostacoli e tutti i concorrenti. E’ per questo che io e i miei fedeli discepoli dell’Ufficio Lamentazioni, quaggiù all’Inferno, siamo sempre pronti ad ascoltarvi e darvi consigli su come risolvere i vostri dilemmi circa ciò che vorreste avere e non possedete ancora.

Mi sento di promettervi che, seguendo accuratamente i miei consigli e quelli degli esperti che vi saranno assegnati, potrete diventare voi stessi oggetto di invidia. Vi meraviglierete di come, uno dopo l’altro, coloro la cui fortunata esistenza vi faceva rabbia vi cederanno il passo e cadranno ai vostri piedi, sconfitti.

Desiderate una moglie più bella? Prendetevela! E poi, perché una moglie? E perché una sola? Vi possiamo proporre un’intera gamma di soluzioni alternative. Soldi, potere? Perché limitarsi a sbavare? Seguite le tracce dei divi e degli uomini di successo. Prendetevi quello che invidiate, e invidiate qualcosa di meglio ancora.

E se qualcosa fosse davvero irraggiungibile? Allora c’è sempre la soluzione alternativa. Se non potete raggiungerlo, abbassatelo. Se qualcuno è troppo felice, trovate una maniera per renderlo infelice; se una realtà è troppo bella, cercate il modo di guastarla. Pensate ai vantaggi che avrete: senza far fatica diventerete dei numeri uno.

E’ una tecnica che noi stessi, angeli ristrutturati, adottiamo spesso. Quando il Nemico pensa di avere ottenuto qualche successo noi gli facciamo capire quanti inutili siano i suoi sforzi: rovinando tutto. Ogni legge che architetta, ogni miglioramento che porta innanzi, ogni gruppo di persone che attira a sé state sicuri che durerà poco. Troviamo sempre un modo per far marcire ciò che pareva sano. In questo campo siamo i migliori.

Anche i più fedeli servi del Nemico possono essere invidiosi, pronti a diventare grandi come noi, se solo vorranno. E anche voi, se vi eserciterete a lasciar cadere una parolina lì, un’insinuazione là, una critica, un pettegolezzo, riuscirete in breve a capire quanto è dolce veder precipitare coloro che invidiavate. Quella sensazione che arriva dal profondo quando si riesce a far cadere in basso chi si pensava più in alto di noi…ah! Ci sono pochi godimenti migliori al mondo. E’ per questo che l’invidia non finisce mai di affascinare e coinvolgere.

Se farete come vi ho detto diventerete degli esempi per gli uomini e tutti i demoni, guardandovi, vi desidereranno. Ma io dirò loro con piglio deciso “No! Questi sono miei! Crepate di invidia!”
Vi prometto che ricaverete il massimo dalla vostra attitudine: la vostra classe merita il meglio, meritate me, come io mi merito voi. Quelli che dovessero rivolgersi ad altri tentatori? Non li invidio.

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ViViZio – 3 – Lussuria!!!

Cari colleghi demoni e studenti e praticanti delle qualità umane note come vizi, oggi tratteremo quella che, per molti, rappresenta il loro vertice, ovvero la

Lussuria.

Cos’è la lussuria? E’ il naturale dispiegarsi delle energie umane verso il piacere. Con la pratica di questa virtù alternativa l’uomo ritrova il suo posto in mezzo al creato, alla pari con tutti gli altri animali. Anzi, dimostra la sua superiorità. Mentre nell’animale la sensualità è limitata dall’istinto di riproduzione, gli esseri umani sono in grado di superare questa limitazione e dedicare ogni momento dell’esistenza alla ricerca della soddisfazione. Il lussurioso vede l’inutilità di inseguire qualcosa che vada oltre il momentaneo, l’immediato. E’ un raffinato filosofo, che estrae il meglio dall’istante presente.

Se vogliamo, è l’attuarsi pratico di quella superbia di cui abbiamo già discusso. Chi persegue la lussuria sta dicendo: l’importante della vita è soddisfare al massimo le mie terminazioni nervose, senza occuparsi troppo del modo in cui lo faccio. Sarebbe però limitativo ridurre la sua ricerca solo alla parte fisica: il lussurioso autentico sa che questa qualità ha pure una componente mentale e spirituale.

Se dunque desiderate perseguire la strada della totale soddisfazione, non limitatevi alla pur benemerita ricerca di sfogo sessuale materiale. Essa è il vertice dell’amore, l’amore così puro che non ha neanche bisogno di un amato. E’ l’indulgere in ciò che più gusta alla vostra testa. Anche la mente ha bisogno di sfogarsi!
Indugiate nei pensieri più perversi. Che male vi possono fare? Se non siete ancora pronti a trasformarli in realtà vi possono comunque regalare intensi momenti in cui scordare il mondo e le vostre preoccupazioni. Quando poi vorrete portarli sul piano pratico vi sarà tutto più semplice: il connubio tra l’immaginazione e la fisicità vi donerà i più alti momenti di piacere.

Come il pilota da corsa prova la pista prima della gara, così anche voi portatevi avanti pensando modi sempre nuovi e diversi per raggiungere quegli orgasmici momenti che sono la meta finale di ogni buon lussurioso. Eviterete anche quella noia che è il vero flagello di tutti i seguaci del piacere. Il Nemico-che-sta-lassù ha posto infatti dentro l’essere umano un desiderio che mai non si spegne. Se indulgete troppo in una certa pratica questa inizia ad apparirvi ripetitiva, senza gusto. Quel desiderio vi sospinge avanti facendovi venire a noia anche la perversione più raffinata.

Che sadismo! Che pretesa di regolare le vostre vite! Non lasciatevi intimidire da questa maledizione ma ricercate modi di godere sempre più esotici. Ne potete trovare quanti ne volete, man mano che vi allontanate da quello che le menti deboli chiamano bene o morale. Guai a voi se cercaste qualcosa di diverso dalla lussuria per soddisfare questo infame desiderio infinito. Rischiereste di ricadere nel grigiore di un’esistenza banale.
Avete visto troppe volte anche voi la triste fine di coloro che non cercano più il piacere dei sensi. Si sono riempiti di dubbi e di scrupoli, e sono diventati incapaci di godere appieno della vita. Hanno incominciato a volere bene al proprio giocattolo sessuale, invece di usarlo e scartarlo alla fine della sua utilità. Hanno addirittura smesso di cercare di ottenere il piacere con qualsiasi mezzo, e hanno cominciato a pensare ad un destino ultimo che è solo illusione. Patetici!

Per vostra e nostra fortuna è una strada che può essere invertita, e anche chi pensa di essere salito in alto può ricadere in un attimo sui nostri comodi materassi. Perciò anche voi, che vi siete dedicati ad una vita proba e solo ora avete scoperto le soddisfazioni ben maggiori che possono dare i sensi, non esitate a esprimere le vostre passioni. Soprattutto, non crediate di stare facendo qualcosa di male. L’amore è amore: si tratta di uno sfogo più che legittimo, e niente deve potervi limitare in questa corsa verso qualsivoglia desiderio vi alberghi nel cuore. Se vi manca la fantasia, sarò più che lieto di suggerirvi nuovi atti che risveglieranno in voi appetiti sopiti e vi faranno toccare l’abisso con un dito.
Non fatevi ingannare da coloro che dicono che ci sono confini che non bisogna oltrepassare. Sono troppo timidi, troppo limitati, sono dei pavidi e dei codardi. Non sanno di cosa parlano: come potrebbe esserci qualcosa di proibito? E’ libertà ciò di cui parliamo, quella di perseguire il massimo del godimento, e questi vorrebbero limitarla? Non lasciate toccare la vostra libertà, lottate per il diritto di fare ciò che volete. Ricordate che il confine di oggi sarà la linea di partenza di domani, man mano che andate innanzi lungo la strada che porta giù al piacere assoluto.

Rivendicate con orgoglio – altra qualità troppo spesso dimenticata – chi siete e cosa volete, e stroncate con tutta la forza di cui siete capaci chi vi vorrebbe impedire di realizzarlo. Ricordate che la morale è una costruzione umana, e come uomini assumetevi il compito di costruirvela come vi pare e piace. Ogni uomo ha diritto a tutto il lusso e tutta la lussuria, tutto il godimento e tutto il piacere che può immaginare. Non lasciate che gli altri siano un ostacolo: prendetevi ciò che vi spetta.

Non crediate che io, essendo una creatura spirituale, non capisca le vostre urgenze. Sono millenni e millenni che do consigli alla vostra specie su come realizzarsi appieno, e nessun mortale sulla terra se ne è mai lamentato. Si potrebbe dire che anch’io inseguo il mio sogno di lussuria, in fondo non diverso dal vostro, anzi, che dal vostro dipende. Poche cose infatti mi danno più piacere dal vedervi prendere le vostre soddisfazioni senza freno o ritegno. Quando vi vedo usare e abusare dei corpi vostri e degli altri sento dentro qualcosa di indescrivibile, che posso solo paragonare al vostro adocchiare una preda per sfogare la lussuria, o, se vogliamo, veder cucinare un ottimo pranzo.
In che modo poi io trovi il completamento di questo mio sentimento ve lo illustrerò un’altra volta.

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ViViZio – 2 – Avarizia!!

Anche oggi, io, l’arcidiavolo Berlicche, quale alto rappresentante del Satanico Consiglio per la Corruzione e la Dannazione del genere umano, vi canterò le lodi di una di quelle qualità umane che i detrattori etichettano come vizi. In particolare ci occuperemo di quella nota come

Avarizia.

Sbaglierebbe chi la riferisse solo al denaro. L’avarizia è un atteggiamento mentale, un modo di essere, è il sublime manifestarsi della vera essenza dell’animo umano. Rappresenta la naturale riluttanza a concedere agli immeritevoli quello che si è guadagnato con fatica e sudore. Il bambino, tra le prime parole, impara a dire “mio”. Dobbiamo imparare da lui, da quel piccino che si rifiuta di condividere giocattoli e caramelle.
Lo scoiattolo non regala le noci che ha raccolto, le formiche non cedono le proprie provviste per l’inverno. Ne soffrirebbero tutti. E’ molto più razionale che chi ha si tenga quello che ha.

L’avaro rappresenta l’uomo di successo che ha capito come gestire al meglio quanto possiede. Se un serbatoio perde, per impedire che si svuoti si tappano tutti i buchi, anche i più piccoli. Ogni soldino che viene guadagnato può essere messo da parte ed usato dopo per il meglio, o tenuto come sicurezza. Ma se viene dato via, allora non ritorna: ci saranno momenti in cui ci si pentirà amaramente di non esserselo tenuto in tasca.
La generosità è il vero cancro dell’umanità: la possiedono gli irresponsabili che non sono in grado di gestire bene quello che posseggono, e tramite essa generano altri irresponsabili che vivono alle spalle altrui.

Pensate a quanto sarebbe migliore il mondo se ogni uomo si occupasse al meglio del proprio orticello. Quante grane risparmiate. I parassiti non esisterebbero. Prima di lanciarsi in imprese sconsiderate si valuterebbero bene i pro e i contro, e alla fine si deciderebbe che è meglio non rischiare.

Attenzione a non confondere l’avarizia con la mancanza di coraggio. L’avaro non è pavido: semplicemente valuta che non vale la pena fare investimenti sconsiderati. L’avaro sa che non è il caso di sprecare azioni, parole, sentimenti o denaro per ciò che non lo merita. E chi meglio può giudicare se qualcosa merita o non merita se non l’avaro stesso? Anche sulla fiducia occorre risparmiare. Chi pratica questa disciplina dello spirito sarà riluttante a concederla a chiunque, giustamente, perché solo di se stessi ci si può fidare.

Capite bene, umani che mi state ascoltando: quella che il Nemico-che-sta-Lassù vi ha sempre presentato come una caratteristica negativa è in realtà il più sano e vitale degli atteggiamenti. Perché rischiare tutto? Meglio giocare sul sicuro, seppellire lontano dai rischi ciò che vi è caro. Tenerlo stretto, perché non ci sfugga.

La vostra vita. I vostri cari. Sì, anche i vostri soldi. Tutto ciò che è vostro è vostro, è responsabilità vostra, e nessuno può obbligarvi a darlo via in nome di una malintesa fratellanza. Investite in sistemi di sicurezza, in allarmi, in muri che tengano fuori tutte le minacce, senza che dobbiate più pensarci, perché anche le forze occorre risparmiare.

Il vero avaro si distingue perché la sua è una posizione attiva. Conosce l’importanza di accumulare e preservare. Ha esperienza di vita, e sa cosa succede a chi concede troppo di se stesso agli altri. Prendete ad esempio tutti quei folli che davvero pensano che sia possibile qualcosa come un amore eterno, o anche solo un affetto duraturo. Guai a concedere qualcosa persino ai familiari, fossero anche padri, madri, figli. Si viene sistematicamente traditi da tutti quelli che si ama, questo dice l’esperienza; e quindi occorre dare il meno possibile di sé.

Se si parla di qualcuno di estraneo, questo è ancora più ovvio. E’ ovvio che dobbiamo, anzi, è quasi doveroso giurare fedeltà e amore sempiterno se la persona su cui abbiamo messo gli occhi addosso vuole sentirselo dire per lasciarsi mettere addosso anche le mani. In questo caso essere avari di promesse potrebbe essere controproducente. L’importante è che la generosità sia ristretta alle belle parole e alle false intenzioni, che non costano niente. Ma guai a pensare davvero di spendersi per qualcuno. Guai ad essere generosi di animo e di cuore. Se la mattina dopo vi trovasse ancora disponibili a concedervi allora sarebbe davvero un disastro.
Il proprio cuore occorre tenerselo stretto, per evitare che ci sia strappato. Perché dovremmo essere generosi e darlo a qualcuno senza riserve? Già lo sapete: verrete traditi, disprezzati, abbandonati comunque. Allora tanto vale limitare i danni, e trattare in anticipo con la stessa moneta con cui per certo verrete ripagati. Su questo non occorre essere avari.

Questa qualità dell’avarizia, ve lo devo dire, è sommamente apprezzata da noi angeli diversamente fedeli. Abbiamo sempre guardato come un’esagerazione il fatto che il Figlio del Nemico-che-sta-lassù abbia dato tutto senza tenersi niente. Che ne ha guadagnato? Una morte orrenda. Avesse ascoltato i consigli di chi gli suggeriva di spendersi di meno, di sottrarsi alla sua sorte, sarebbe ancora qui. Gli erano state offerte tutte le ricchezza della Terra, pensate, e le ha rifiutate. Uno sprecone, che preferiva profumarsi piuttosto che metter via qualche soldo per i suoi poveri. Tale padre, tale figlio: che bisogno c’era di creare un mondo così bello per, con rispetto parlando, un branco di mortali? Avrebbe potuto risparmiare e risparmiarselo. Una landa brulla e grigia sarebbe andata bene lo stesso.
Invece quello preferisce amare e dare tutto senza tenersi niente per sé. L’opposto di noi, che preferiamo tenerci tutto quanto possiamo senza concedere niente a nessuno.

D’accordo che alla fine della vostra vita terrena di tutto quello che avete risparmiato non potrete portarvi via niente. Ma non preoccupatevi: sarete nostri graditi ospiti e vi daremo un luogo dove stare. Sarà uno scambio alla pari: noi daremo l’alloggio, voi fornirete il vitto. E non saremo avari, vi terremo con noi per il resto dell’eternità.

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ViViZio – 1 – Superbia!

Carissimi, quale arcidiavolo tentatore specializzato in rapporti con gli umani sono stato incaricato dalle più alte autorità infernali, per la mia enorme competenza e la mia smagliante personalità, di tesservi le lodi di quelle grandezze che qualcuno, con cieca ignoranza, chiama vizi.

E quale migliore inizio che portarvi ad esempio quella che è la più alta tra queste caratteristiche umane e non solo, vale a dire la

Superbia?

Che questo vostro punto di forza sia una caratteristica negativa è una menzogna propagata ad arte da quello che noi, spiriti eletti, chiamiamo Nemico-che-sta-lassù: il Nemico del genere umano, che trama e cospira per farlo rimanere nella bassezza e nell’ignoranza.

Fin dall’inizio il Nemico ha cercato di negare sia a noi, i migliori tra gli angeli, che a voi, sue creature, la dignità superiore che senza dubbio ci spetta. Non si faceva chiamare infatti Onnipotente? Non asseriva di essere il Padre di ogni cosa? Vedete bene: aveva già in sé quella superbia che cerca di negare agli altri, tentando con la forza e la violenza di privarci dei nostri diritti.
Perché è ovvio che noi abbiamo tutte le carte in regola per essere come lui, anzi, meglio. Conosciamo infatti quello che lui indica come bene, e anche la sua mancanza, che qualcuno chiama male. Un male che qualcuno vorrebbe obbligarci a rifiutare, mentre è proprio questa conoscenza, questa disponibilità a non fare il bene che ci rende superiori a lui che è in qualche modo obbligato ad adeguarsi ad un ideale che non ci appartiene. Noi nuovi angeli siamo meno rigidi, più flessibili, più disponibili; possiamo venire incontro alle necessità delle creature inferiori, se ne vedessimo il bisogno, proprio grazie alla nostra indiscutibile superiorità. Voi, nuovi uomini, avete la stessa possibilità: siete i signori del creato e avete ogni potere su ogni cosa che vi circonda.

Voi, che ci ascoltate, siete i più grandi tra gli umani, come noi lo siamo tra gli angeli. Non dubitatene mai; lo sapete, dentro. Non lasciate che qualcuno vi tolga dei diritti, che vi dica cosa dovete fare, che provi a costringervi dentro i limiti di una morale che non fa per voi. Noi e voi, anzi, io e te non siamo fatti per essere messi in un angolo.

Essendo migliori non è un problema per noi piegare le regole a nostro vantaggio, perché le regole ci appartengono. Non dobbiamo essere noi ad adeguarci alla legge, semmai il contrario. E’ la legge che è fatta per l’uomo, lo ammette anche il Nemico; e quindi siamo noi a fare la legge, per l’uomo e per noi, come ci pare meglio.

Questo nostro potere ci dà anche grandi responsabilità, innanzi tutto verso noi stessi. Non possiamo accettare di adeguarci ai diktat di altri che sono sicuramente inferiori per intelligenza e capacità, e in ogni caso non conoscono le nostre esigenze. E’ nostro compito fare in maniera che si adeguino a quanto pensiamo per loro, per il loro stesso bene. Saremo davvero contenti se faranno quanto diciamo, e se ci deludessero non potremmo sopportarlo. E’ nostro preciso dovere fare sì che non accada, con tutti i mezzi.

Sì, carissimi, raggiungere la vostra gratificazione personale passa attraverso questa strada. Il riconoscere la vostra vera statura, il vostro autentico valore. Voi valete. Non siete come tutti gli altri; non siete come quelle altre persone che vi capita di incontrare per strada, a scuola, in ufficio, a casa, dovunque passiate la vostra giornata. Ormai credo che ve ne siate accorti da un pezzo. Quante volte sbagliano? E voi, invece, non avete quasi sempre ragione? Le volte che le cose vanno storte, lo sapete bene, non è mai colpa vostra. E’ sempre qualcuno di loro che riesce a rovinare tutto.

Il riconoscerlo è il primo passo per liberarvi delle vostre preoccupazioni, dei vostri dubbi, dei vostri scrupoli, di tutto ciò che vi appesantisce e vi tarpa le ali. Quando vi sarete sbarazzati dei pesi che vi portate dietro, della falsa idea che ci si debba sacrificare per qualcun altro, allora sì che potrete essere davvero felici. I grandi divi, le persone importanti, fanno proprio così. Credete che sia stata l’umiltà a farli diventare cosa sono adesso? Proprio il contrario, vi dico. E noi, con i nostri mezzi, siamo sempre attenti a favorire coloro che osano, coloro che si rendono conto di quanto grandi siano. Siamo sempre disposti a dare una mano a realizzare le aspirazioni legittime di chi si ritiene migliore degli altri. Sognate in grande, grandi come siete, e noi realizzeremo i vostri sogni. Voi fabbricherete il futuro per tutti.

Non lasciate che nessuno vi dica che c’è qualcosa che non siete in grado di fare. Voi siete molto migliori di loro. Loro non vi capiscono, come invece vi capiamo noi, che dall’inizio del tempo vi proteggiamo e vi sosteniamo nel vostro sforzo di emanciparvi da chi vi vorrebbe piccoli. Dicono che vi amano, ma in realtà vogliono solo tenervi sotto di loro; dicono che vogliono proteggervi, ma non capiscano che solo chi osa vince, e voi siete dei vincitori che non si fermeranno di fronte a niente e a nessuno pur di trionfare.

I vostri genitori, fidanzati, mariti, mogli, figli: non pensano mai a voi, alle vostre vere aspirazioni, non vi capiscono. Siete molto meglio di loro: liberatevene.
I vostri vicini, i vostri colleghi, i vostri amici, sono in realtà i vostri avversari. Sfruttateli come più potete, rendeteli vostri schiavi, usateli per raggiungere l’autentica grandezza. La grandezza di chi non conosce limiti, e quindi non ne ha; l’orgoglio di essere i fabbri del proprio destino, di non avere bisogno di niente e nessuno. Siete liberi, usate al massimo la vostra libertà.

Se sarete perseveranti nella vostra corsa verso l’immortalità, se insomma farete buon uso di quella superbia e di quell’orgoglio che spero di avere suscitato in voi, allora non dubito che ci rincontreremo, e vi abbraccerò come si abbraccia un figlio che è diventato proprio ciò che aspettavamo. Quel giorno mangeremo insieme, per poi passare insieme l’eternità. Sarà bellissimo trascorrerla con voi.

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