Impossibile agli uomini

Il filosofo torinese Vattimo spiega in una intervista a Intellegonews cosa dovrebbe e non dovrebbe essere, e fare, la Chiesa, a suo modestissimo parere. Se nell’intervista ci è e non ci fa, compie un passo avanti verso la sua salvezza. E’ evidente che non ha capito proprio niente di cosa la Chiesa sia, e quindi la sua colpa il giorno del giudizio sarà certamente minore di altri che invece l’hanno compreso. Mi ha colpito in particolare questa affermazione:

“Castità? È una cosa impossibile con tutte le tentazioni che hanno al giorno d’oggi (…)  La castità è solo una forma di sessofobia ancora mantenuta.”

Vattimo sta parlando della castità nei sacerdoti; a quanto pare non sa che la stessa è richiesta comunque ad ogni cristiano. Non per sessofobia, ma per evitare la sessolatria: ricondure cioè il sesso a ciò che dovrebbe essere. Se fosse vero ciò che afferma, l’uomo non sarebbe più definibile come essere che pensa, ma che si accoppia.
Su quella impossibilità il nostro intellettuale non dovrebbe mettere la mano sul fuoco; certo, se la castità non fosse ricerca di qualcosa più grande, fatta con l’aiuto di qualcosa di più grande, allora non avrebbe né senso né modo. Il problema è che il pensiero debole portato innanzi del filosofo non è abbastanza forte per rispondere alle tentazioni, anzi, manco ci prova. E’ così debole da non essere neanche in grado di alzare la testa.

Quel “al giorno d’oggi” è particolarmente esilarante, ma si accoppia bene con quanti pensano che il mondo moderno sia qualcosa di radicalmente diverso, quanto a tentazioni, di quello del passato.
Non vorrei deludere nessuno ma, salvo alcune pratiche marginali che coinvolgono meccanica ed elettricità, da lungo tempo non ci sono sostanziali novità nell’elenco dei peccati. Come qualunque storico, o anche solo un quieto curiosare nelle antiche storie può testimoniare, una volta i divorzi, le convivenze, amanti e tradimenti, sessualità alternative e via andare non è che non ci fossero, anzi. Ci sono stati periodi in cui era parecchio più semplice di adesso, e forse anche accettato, praticare certi atti; anche alcuni che persino oggi sono considerati con disgusto. E se qualcuno mi dice che nella Roma dei primi cristiani, dove i matrimoni erano tenuti in conto ben diverso da ora e schiavi e schiave erano a disposizione dei padroni, la castità fosse più semplice da mantenere, bene, c’è da farsi qualche risata.

Quando la fede è debole, o non c’è, non si crede che possa salvare da tutto, specialmente da noi stessi. Eppure in ogni angolo della storia così è stato, a prescindere dalla immutabile carnalità degli uomini.
Voi che vorreste che la Chiesa diventasse quello che voi siete, mi spiace: lei è quella che è. E anche il suo Signore.

LUPANARE1

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 27 ottobre 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 6 commenti.

  1. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Bellissimo quanto scrive Berlicche:

    “Quel “al giorno d’oggi” è particolarmente esilarante, ma si accoppia bene con quanti pensano che il mondo moderno sia qualcosa di radicalmente diverso, quanto a tentazioni, di quello del passato.
    Non vorrei deludere nessuno ma, salvo alcune pratiche marginali che coinvolgono meccanica ed elettricità, da lungo tempo non ci sono sostanziali novità nell’elenco dei peccati.”

  2. Gentile Berlicche,

    <>

    Mi perdoni la chiosa ma credo che vi sia un errore, la frase corretta sarebbe: “la castità fosse più SEMPLICE da mantenere”.

    Mi scusi per il disturbo e grazie per i suoi articoli

  3. Questi sono gli “intellettuali” d’oggi… veramente l’unica scusante è che non ha capito ciò di cui parla, per cui parla di qualcos’altro che esiste solo nella sua testa.

  4. Ragionissimo, Mais; grazie per la correzione.

    Aleudin, per proseguire il post, mica solo gli intellettuali di oggi…
    D’altra parte questa è esattamente la sua filosofia: quello che pensa è ciò che va bene, quindi non si deve essere intollerante con nessuno (tranne gli altri).

  5. “ma io vi dico: se guardate una donna per concupirla avete già commesso adulterio con lei nel vostro cuore” *

    l’asticella, oggi come ieri, è altissima. insuperabile**, oserei.

    sono sempre stato convinto che il regno dei cieli è popolato solo da donne e maschi*** deceduti prima dei dieci anni.

    * mi si perdonino le virgolette; la citazione è in realtà a senso e/o a (poca) memoria.
    ** ci sarebbe il perdono dei peccati, certo; se non che “assolver non si può chi non si pente”…
    *** in senso stretto resterebbero gli omosessuali, ma a loro a quanto ricordo ha provveduto san paolo.

  6. Concupire non vuol dire “però, che bella donna”, quella è ammirazione, ma pianificare cosa potresti fare per portartela a letto.
    Personalmente, anche se gli ormoni mi funzionano ancora benino, riesco a distinguere i due ambiti. Per l’asterisco due, mi ricordo di quel frammento letterario (da “Il mondo, la carne e padre Smith”, aka “Tutta la gloria dal profondo”)in cui un sacerdote confessa un marinaio sul letto di morte:

    «“Figliolo”, disse, “son venuto a confessarti”. Il marinaio spalancò due occhi molto celesti, che, evidentemente ci misero un pezzetto a interpretare la sua presenza: ma quando ci furono arrivati, si fecero scuri e irosi. “Mi lasci in pace!” fece il vecchio, sollevandosi un po’ sul letto e poi ricadendo riverso. Il Padre Smith sorrise, stanco. […] “Figliolo, guarda che stai per morire: codeste arie di miscredente non ti serviranno più, ormai, per far bella figura con nessuno. Hai ancora poco tempo per acquistar meriti. Io sono il sacerdote di Dio e son qui a confessarti”. […] “è vero, Padre: n’ho fatte di tutti i colori; ma ormai è tardi”. “Non è mai tardi, finché s’ha fiato in corpo. è proprio qui che si manifesta la misericordia di Dio”. […] Fu subito evidente che il marinaio non praticava più la sua religione da anni. […] Poi cominciò a parlare al prete di tutte le belle donne che aveva conosciuto a Buenos Aires e a Hong Kong e disse che gli erano piaciute più quelle di Hong Kong […] ora che ci pensava, non gli dispiaceva affatto d’aver conosciuto queste donne, perché erano tutte così belle, e gli sarebbe piaciuto conoscerle un’altra volta se gliene fosse capitata l’occasione. Il Padre Smith disse che faceva molto male a pensare così, e che il Signore, la Madonna, san Giuseppe e tutti i santi erano molto più belli di tutte le prostitute cinesi messe insieme; ma questo, il vecchio marinaio lo mise in dubbio, e aggiunse che neppure ora gli dispiaceva d’aver conosciuto quelle donne. […] Il prete disse che non era questo il modo di parlare a Dio in punto di morte e che il marinaio avrebbe fatto meglio a pentirsi alla svelta dei suoi peccati se non voleva andare all’inferno e perdere Nostro Signore per sempre; ma quello rispose che mentre si pentiva d’aver lasciato così spesso i Sacramenti e di non aver amato di più Dio, non si pentiva affatto d’aver conosciuto tutte quelle donne, perché erano tutte così belle e alcune anche tanto buone. Disperato, il Padre Smith gli chiese allora se si pentiva di non pentirsi d’aver conosciuto tutte quelle donne, e il marinaio rispose di sì, che si pentiva di non pentirsi e sperava che Dio l’avrebbe capito. Al che il Padre Smith disse che credeva anche lui che Dio l’avrebbe capito, e dette al vecchio marinaio l’assoluzione dei suoi peccati».

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