Archivi categoria: Animali estinti e dove trovarli

Animali estinti, e dove trovarli – Ininfluentis Invisibilis

E’ proprio il caso di dire che nessuno ha mai visto un Ininfluentis Invisibilis. Questa infatti era la sola specie conosciuta della classe degli Aorati, ovvero animali terrestri dotati di un qualche tipo di invisibilità. Persino l’aspetto dell’Ininfluentis non è del tutto noto: ben pochi naturalisti hanno avuto l’occasione di esaminarne esemplari viventi. La sola descrizione attendibile è quella lasciataci dal biologo Accagi, che era riuscito a catturarne una coppia. Lo scienziato ce lo descrive come un oviparo dotato di scaglie e piume rifrangenti, morbido e oleoso al tocco, con piccoli denti arrotondati e di indole mansueta. Se possedeva una voce non si è mai saputo; non emetteva suono, neanche morendo. Gli Ininfluentis si nutrivano di escrementi degli altri animali. Secernevano una specie di olio che, unito alle straordinarie proprietà ottiche delle loro scaglie, li rendevano virtualmente invisibili ai predatori. Tale olio era ricercato anticamente per vari scopi, principalmente nascondere gli oggetti che ne venivano unti. Per questo l’Ininfluentis era oggetto di una caccia feroce.

Oltre all’essere preda ambita, disgraziatamente l’Ininfluentis oltre che ai predatori era anche invisibile a chiunque altro. Non emettendo suoni ed essendo molto lento gli capitava spesso di essere urtato o calpestato inavvertitamente. Molto fragile dato la natura delle sue pelle, l’animale raramente sopravviveva.  I nidi  – eretti dalla bestia con fibre vegetali nei luoghi comuni di transito – venivano distrutti perché ci si passava sopra senza accorgersene, rendendosi conto della presenza di uova solo dal residuo umido della loro rottura.

Sebbene fossero già rari secoli fa, è stata la caccia e la progressiva distruzione del suo habitat a causarne il declino. Ancora negli anni ’50 sono riportati avvistamenti, ma dopo di allora non vi sono state più segnalazioni. Nel mondo moderno non c’è posto per un animale invisibile.
Alcuni biologi pensano che in realtà alcuni esemplari esistano ancora. Un sintomo potrebbe essere la sparizione di materiale tessile, come calze o altri indumenti, usati per costruie il nido.

In questa rara foto due donne colpiscono uno degli ultimi esemplari conosciuti di Ininfluentis selvatico, al centro dell’immagine.

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Animali (e piante) estinti e dove trovarli: Civicristicum Europeum

Quest’oggi parleremo soprattutto di un albero, il Civicristicum europeum. Questa pianta era, fino a pochi secoli fa, assai diffusa. Di alto fusto, ricche fronde, dotata di fiori profumati e frutti gustosi, sopportava però malamente la coltivazione e di venire costretta in spazi limitati. Il suo legname pregiato era molto ricercato, e spesso privati e governi ne abbattevano grandi quantità a fini speculativi.

Non è stata però la scure a causare il declino di questo albero, bensì un piccolo insetto, l’anobium illuminatum, detto anche “tarlo dei lumi” per la sua caratteristica di essere molto attirato dalle fiamme, dentro alle quali si butta appena può. Il tarlo dei lumi viveva solo nelle radici del Civicristicum, nutrendosene fino a disseccarle del tutto. Negate le radici, l’albero si inaridiva e marciva..

L’epidemia causata dall’anobium illuminatum ha fatto rinsecchire le foreste che una volta ricoprivano il continente. Con la fine dell’albero è giunta anche la fine del tarlo dei lumi stesso, incapace di vivere di vita propria. Tuttavia gli esperti non sono del tutto convinti che il Civicristicum sia completamente estinto, e confidano di riuscire a ritrovarne, prima o poi, un qualche germoglio in grado di riportare questa pianta ad essere rigogliosa come un tempo.

Animali estinti e dove trovarli – Panda Buddhaci

Non tutte le razza di panda si sono salvate dall’estinzione. Si sono ormai perse le speranze di trovare altri Panda Buddhaci  – Ailurus Buddhaci – selvatici.
Questo animale assomigliava al suo cugino Panda gigante, da cui si distingueva per il colore del pelo, tendente al rossiccio, e la testa e la bocca di dimensioni maggiori. Un’altra differenza è che questo urside mangiava non solo bambù ma letteralmente di tutto. Di indole estremamente pacifica, non esitava ad abbracciare qualsiasi visitatore che si avvicinasse compresi, disgraziatamente, anche i cacciatori.

L’etologo Salvatore Messina, che lo studiò a lungo, descrive così la sua scomparsa:
“Fu un incidente orribile. Il loro numero era ridotto a causa dei bracconieri: quegli animali, al contrario di altre specie, non solo non li fuggivano ma li accoglievano e ospitavano nelle loro tane senza reagire neanche quando venivano uccisi, salvo che con mugolii di terrore. Nonostante questo, un sondaggio tra noi addetti ai lavori dava per certa la sua sopravvivenza in quanto specie protetta e per le sue abitudini alimentari molto meno sofisticate. Fu così che, confortati dal risultato, aprimmo al pubblico la loro riserva. Ci fu un’affluenza popolare straordinaria, ma incontrollata. Purtroppo i Buddaci erano abituati a mettersi in bocca quello su cui potevano mettere le zampe, così non si limitarono ad ingoiare il cibo ma anche la carta di giornale nel quale era avvolto, avvelenandosi, e persino le macchine fotografiche dei visitatori.” (“Panda where?”, 2008)

L’ultimo Panda buddaci morì tra dolori orribili con l’intestino perforato da una telecamera.

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Animali estinti e dove trovarli: Dendropicos Masochistus

Dendropicos Masochistus

Il Dendropicos Masochistus è stato per lungo tempo considerato una varietà del Dendropicos fuscenses, da cui però si distingueva per il colore della livrea adulta di un rosso talvolta virante al porpora negli esemplari più anziani, e per il caratteristico comportamento in fase di nidificazione. Oggi i biologi credono fosse una specie a sé, di cui ormai è quasi certa l’estinzione.

Questo picchio si nutriva andando a ricercare larve nella corteccia morta, che estraeva usando abilmente la lunga lingua vischiosa. Il picchiare insistito del becco era una forma di comunicazione in codice per gli altri esemplari. Per niente schivo, detto volatile si associava spesso a specie diverse, fattore che probabilmente ne ha affrettato la scomparsa vista la tendenza ad acquisire per imitazione comportamenti non proprii.

Il tratto che ha determinato il suo declino è da ricercarsi nelle abitudini nidificatorie. Il Dendropicos Masochistus infatti non occupava cavità degli alberi come i picchi tradizionali ma costruiva nidi sui rami in maniera analoga a tipi di uccelli differenti.  Quando veniva disturbato o si sentiva minacciato, però, questo picchio cominciava a martellare con il potente becco la base del ramo su cui era posato, fino a staccarlo del tutto. Sebbene forse fatto con intenti di protezione, una volta separato dal tronco il ramo precipitava assieme al nido ed eventuali uova. Di qui il progressivo calo numerico fino alla eventuale scomparsa.

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Animali estinti, e dove trovarli: Bisons progressivus

Il Bisonte Progressivo (Bison progressivus (Linnarellus, 1789)), detto anche bisonte rosso per il colore del suo vello, era un mammifero artiodattilo della famiglia dei Bovidi. Alcuni biologi sostengono che non fosse che una varietà del bisonte europeo, sebbene la sua massima diffusione si sia avuta in Asia.

La caratteristica di questo animale era il suo procedere sempre in avanti in linea retta, senza nessun riguardo per il tipo di terreno o quanto avrebbe potuto trovare sulla strada. Se nel percorso incontrava un intoppo o un ostacolo che l’avrebbe obbligato a tornare indietro il bisons progressivus tentava di superarlo comunque come se non fosse esistito. Se non ci riusciva, si lasciava andare ad una furia devastatrice nel tentativo di abbatterlo; in caso anche ciò fosse fallito, il capobranco era incornato a morte e l’esemplare che ne prendeva il posto stabiliva una nuova direzione di marcia.

Secondo gli etologi, questo comportamento bizzarro era dovuto al fatto che la bestia era fisiologicamente incapace di sollevare lo sguardo per vedere quanto stava di fronte.  Non riuscendo ad alzare lo sguardo dalla zolla che gli era innanzi dava per scontato che andando avanti le sue  condizioni di vita sarebbero sempre migliorate.
L’espandersi della civiltà ha causato, come si può immaginare, l’estinzione della specie. L’ultimo bisonte progressivo morì nel 1989 fracassandosi il cranio in un muro.

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Animali estinti e dove trovarli: Paradodussus Imbecillis

La rubrica “Animali estinti, e dove trovarli“ ha lo scopo di presentare ai piccoli lettori alcune specie che hanno fallito la sfida della selezione naturale.

Paradodussus Imbecillis

Il paradodussus era un uccello di medie dimensioni che viveva in alcune isole dell’Oceano Pacifico. A causa della loro voracità i Paradodussi adulti perdevano la capacità di volare, assumendo un peso eccessivo per le loro deboli ali. Ma a causare la fine di questo animale non fu tanto questo quanto la sua fallimentare strategia nei confronti dei predatori.
Questo uccello era apparentemente convinto che, se avesse ignorato completamente il predatore, anche il predatore avrebbe ignorato lui. Sfortunatamente nessuno aveva informato i predatori di questo particolare.
Secondo testimoni era possibile vedere Paradodussi che, mentre i carnivori facevano strage degi loro compagni di stormo, immobili guardavano ostentatamente da un’altra parte. Alcuni naturalisti asseriscono che negli ultimi tempi alcuni esemplari avevano tentato un approccio diverso: non fuggivano né ignoravano i predatori ma li accoglievano con strilli gioiosi giungendo a strofinarsi contro di loro in segno di amicizia.
Il paradodo è stato decretato ufficialmente estinto.

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Animali estinti, e dove trovarli: Plagiarius Communis

Continuiamo la nuova rubrica, “Animali estinti, e dove trovarli“ che ha lo scopo di presentare per l’edificazione dei piccoli alcune specie che hanno fallito la sfida della selezione naturale.

Plagiarius communis
Il Plagiarius Communis era un mansueto erbivoro che per sopravvivere imitava i suoi predatori. Ci riusciva così bene da diventare indistinguibile da essi ad un esame anche non superficiale.
Si estinse perché, quando un plagiarius si avvicinava per l’accoppiamento, l’altro componente della coppia scappava credendo fosse un predatore che voleva divorarlo; allo stesso modo alcuni esemplari avvicinavano i predatori stessi credendo fossero altri plagiarius, con le immaginabili conseguenze.
Alcuni etologi sostengono che gli animali che si cibavano del plagiarius riuscissero a distinguerli benissimo, ma che facessero finta di non accorgersi di loro per potere avere sempre un’utile fonte di cibo a disposizione. Altri non pensano che il plagiarius sia davvero estinto, ma che si sia così identificato con il predatore da essere diventato uno di loro.

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Animali estinti, e dove trovarli: Sycophantantrum furiosus

Comincia oggi una nuova rubrica, “Animali estinti, e dove trovarli“. Il nostro scopo è presentare al pubblico giovanile alcuni animali ormai estinti fornendo una piccola carrellata delle loro curiose caratteristiche. Tutte le specie di cui parleremo hanno fallito la sfida della selezione naturale, e sono scomparse. Il lettore curioso si dovrebbe chiedere: perché?

 

Sycophantantrum furiosus

Il Sycophantantrum furiosus era un piccolo mammifero che prediligeva gli ambienti desertici. Notate le grandi orecchie, i denti digrignati, gli occhi iniettati di sangue. Questa specie era molto aggressiva, e i suoi individui attaccavano senza sosta chi dava loro fastidio, cioè praticamente tutto. Disgraziatamente per loro, i sycophantantrum non erano particolarmente dotati nel combattimento.
Nel momento in cui udivano qualcosa che non era di loro gradimento si dirigevano verso la possibile minaccia emettendo versi sconnessi. Quando, come spesso accadeva, risultavano sconfitti, se ne erano ancora in grado cercavano di defecare sul loro avversario.
I Sycophantus si estinsero perché non solo cercavano di sbranare senza misericordia anche gli appartenenti alla loro stessa specie, compresi quelli con cui avrebbero dovuto accoppiarsi, ma talvolta giungevano fino a litigare con loro stessi mutilandosi e divorandosi da soli.

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