Nemico nostro – 4 – Sia distrutto il tuo regno

Cari amici dell’inferno, stiamo esaminando insieme la preghiera che i bravi demoni sono soliti innalzare al Nemico-che-sta-lassù. Ci siamo già augurati che rimanga dove si trova e che il suo nome sia dimenticato: ma non basta. Sappiamo bene che il cielo ha stabilito una testa di ponte nella terra dei mortali, e non potremo gustare in pace i frutti del nostro lavoro fintanto che essa continuerà ad esistere.

Per lungo tempo il mondo che il Nemico ha creato è stato nostro dominio. Le sue creature erano il nostro terreno di caccia esclusivo; ah, quanto ci divertivamo! Sì, ci ostacolava; sì, portava avanti i suoi progetti, ma noi eravamo sempre un passo avanti a lui.

Lui cercava sempre di destare negli uomini la bontà. Mandava i suoi inviati, e noi li facevamo ammazzare. Ogni volta dicevamo: ma non si stanca mai, quello? Sempre in cerca di qualcuno da amare, qualcuno che ricambi il suo amore? Abbiamo persino benignamente risparmiato alcuni dei suoi per non chiudere tutte le porte al dialogo.

Ma a lui non bastava. Il Nemico è tremendamente egoista, vuole tutto. Ma, dico io, se volevi tutto dovevi proprio lasciare agli uomini la libertà? Bastava guardasse noi: i nostri sudditi mica ce l’hanno, la libertà, eppure noi siamo felici e contenti così. Perché perdere tempo con qualcuno che non si inchina davanti a te, quando puoi avere uno schiavo?

Invece lui continuava a cercare di convincerli. Che il bello è bello, che il giusto è giusto, che il vero è vero… fatica sprecata, per la maggior parte. Gli esseri umani non sanno che farsene, dell’evidenza. Se no, come riusciremmo noi a fregarli? L’umano è stupido. Sappiamo cosa offrirgli per tirarlo dalla nostra parte. Chi vuole amore quando può avere il piacere?

E poi lui ha fatto la sua mossa. E’ sceso personalmente.

Il Nostro Padre Infernale, nella sua infinita saggezza, ha cercato di dirglielo: lascia stare. Ha offerto tutto il suo aiuto, la sua profonda conoscenza dell’uomo a quella caricatura di incarnazione; i suoi millenni di esperienza della carne umana, della sua profonda cattiveria. Cosa ne può sapere un uomo dell’uomo, che i demoni non conoscano? Gli ha offerto di dividere il dominio del mondo, in maniera proporzionale all’importanza: un’offerta generosa e irripetibile. Ha teso la mano, ma quella mano è stata rifiutata.

E così anche il Nemico incarnato ha incontrato la morte, una delle nostre idee migliori. Come era ovvio, a non ascoltare i nostri consigli.

Ma il Nemico non riesce a perdere così, deve per forza imbrogliare. Così è risorto. Ed ha trovato la maniera di non essere dimenticato. Quella orrenda congrega di amici che ha chiamato Chiesa. L’annunciatrice, la custode, la base del suo Regno.

Da quel momento la battaglia si è fatta davvero tosta. Prima erano solo pochi profeti spelacchiati, un popolo sempre traditore. Adesso gli esseri umani, se vogliono, possono vedere cosa significa essere venduti al Nemico. Possono incontrare chi si è fidato delle promesse che lui ha fatto. Possono verificare che non si tratta di seguire delle regole o non seguirne nessuna, per essere felici, ma rimanere in quel Regno.

E’ intollerabile che gli uomini capiscano che la gioia dipende da ciò che uno è e non da quanto uno fa. Hanno un’alternativa ai nostri regni, alla nostra demonocrazia. E questo non ci piace, non ci piace proprio.

Ogni nostro sforzo, negli ultimi duemila anni, è stato perciò diretto alla demolizione, alla diffamazione, alla distruzione del Regno del Nemico. Non si può dire che non ci abbiamo provato, fin da quando era piccolissimo, quando sembrava che potessimo spegnerlo calpestandolo. Abbiamo usato i soliti metodi, massacrandoli senza pietà. Ma non è bastato.
L’ostinazione con cui è riuscito a sopravvivere, crescere, prosperare è stata del tutto imprevista, e noi tutti arcidemoni ci siamo dovuti umiliare di fronte a Nostro Padre Infernale per non essere riusciti a seguire con esattezza i suoi ordini.

Da allora sono stati fatti innumerevoli tentativi per abbatterlo, suscitando nazioni abbiette, condottieri crudeli, filosofie bugiarde. Ci abbiamo tentato con la spada e la parola, con la carta stampata e con la pellicola, abbiamo infiltrato i nostri più subdoli agenti dentro di essa. L’abbiamo ferito molte volte, ma non siamo mai riusciti a sferrare il colpo di grazia.

Ma noi continueremo a batterci. Il momento, amici diavoli, ci è propizio. Negli ultimi secoli abbiamo continuato a caricare il nostro cannone d’odio. Anche se i singoli tentativi non andavano a buon fine ognuno di essi ci lasciava più forti, più esperti, più organizzati. Sono stati tutti trampolini che ci sono serviti per giungere al presente.

Gli umani, con le loro corte e ridicole vite, non si rendono conto come la sola ragione di una parola sussurrata secoli or sono fosse preparare il terreno ad una sentenza emessa oggi. Sprovveduti. Non capiscono che il loro umanesimo, il loro rinascimento, l’illuminismo e via andare erano tutte tappe da noi decise molti secoli fa in vista del domani. Stiamo preparando da più di un millennio la tempesta perfetta, dove la barchetta del Regno sicuramente affonderà di fronte alle onde mostruose che noi solleveremo.
Da Regno dei Cieli l’obbligheremo a diventare Regno dell’Abisso, o smettere d’esistere. Cosa sceglierà?

Quegli ingenui pensano che si attacchi la Chiesa perché è l’unica che ancora difende la ragione, l’essere umano. Che idioti! Non sanno con chi hanno a che fare. Pensano a poteri umani, perché in fondo non riescono a credere davvero che noi esistiamo. Sapessero! Forse allora capirebbero che non è il castello che vogliamo, ma la sua sentinella. Cosa importa a noi dei diritti di quello o di quell’altro, di come gli uomini si possano manipolare. Quelli sono solo mezzi.
Sono l’esca per tirare allo scoperto il bersaglio grosso.
Che già si vede. Prepariamo gli arpioni, e preghiamo che tutto vada secondo i piani con le parole con cui ogni giorno irridiamo il Nemico Nostro: sia distrutto il Tuo Regno!

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 10 dicembre 2015 su Nemico Nostro. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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