Nemico nostro – 5 – Sia ignorata la tua volontà come nell’inferno così sulla terra

Proseguiamo nell’esame della preghiera che il bravo demone innalza al suo Nemico-che-sta-lassù.
Gli abbiamo già ingiunto di restare nei cieli, e augurato che sia dimenticato il suo nome, distrutto il suo regno. Oggi aggiungiamo un altro tassello.

Certo, ci sta bene che tra i mortali nessuno più ricordi il nome del Nemico. Che non si rendano più conto da dove arrivano tutte le cose buone che hanno. Così dovrebbe essere anche tra noi demoni, a parte quelli delegati a combatterlo: lasciarci alle spalle quel padre che per noi non è più nulla, perché non ci ha voluto concedere quello che volevamo. Questa dimenticanza sarà tanto più facile da ottenere quando avremo annichilito una volta per tutte il suo Regno – non badate a quella profezia sul fatto che noi non prevarremo, è pura propaganda.
Ma, ci basta? Chiediamocelo. La risposta è no, non ci basta. Per via della slealtà del Nemico. Ne abbiamo parlato tante volte: di come si sia divertito a intessere ogni sua creatura di desiderio.
Non che questo desiderio ci sia sempre d’impiccio. Anzi, è proprio tramite ciò che riusciamo a trarre in inganno le anime dei mortali. Basta promettere loro che li accontenterai in tutto e loro ti seguiranno, letteralmente, fino all’inferno. Ma, chiediamoci, ci vorranno rimanere?
Puoi condurre verso l’errore un mortale, ma se decidesse che non fa per lui? Il pentimento, la conversione, questi flagelli. Se desideri che un essere umano resti per sempre dannato occorre pervertirlo.
Cosa significa pervertirlo? Cambiare la direzione verso la quale si dirige. Mutare la sua stessa sostanza, la sua stessa natura, in maniera che non obbedisca più all’imperativo con cui il Nemico l’ha creato, ma al suo opposto.
Ciò che noi desideriamo per i mortali è che accada a loro quello che è successo a noi: noi, che invece di cercare la luce la rifuggiamo. Nostro Padre Infernale una volta brillava più fulgidamente di tutti, poi ha capito che c’era di meglio e ha rigettato tutto ciò che è luminoso abbracciando l’oscurità. Tanto grande era nello splendore, ancora più grande è diventato nel cancellare ogni traccia di luce e di bene. Questo desidera, e questo desideriamo noi: noi, il cui compito era portare la volontà del Nemico entro ogni cosa. Ora il nostro scopo è eliminarla completamente. Anche negli uomini, così che anche loro cerchino le tenebre.
Mi farebbero davvero ridere, se non fossi stato io stesso a metterle in circolazione, quelle opere di fantasia che immaginano un demonio che sia ancora in grado di atti liberi di bene, che provi ancora compassione per qualcosa di umano, nostalgia per un cielo che non è certo più suo.
Rassicuratevi: in noi diavoli non c’è più niente del genere. Se possiamo dare quell’impressione è per tradire meglio, perché la pugnalata alle spalle faccia più male. Non rimangono in noi residui della volontà del Nemico. Noi ora siamo completamente altro.

Dentro di noi si è compiuta una scelta irreversibile. In noi non è rimasto nulla della nostra antica missione, bene e verità sono per noi un veleno. Quanto sollievo: potevamo decidere noi cosa è bene e cosa è male, e abbiamo deciso che il male per noi è bene.
Il Nemico dice che la vita è bene? Noi cerchiamo di spegnerla con ogni mezzo. La morte è il nostro capolavoro.
Il Nemico dice di essere amore? Il nostro odio riempie ogni parte del mondo. Ciò che non odiamo ci è indifferente, ed essendo inutile lo disprezziamo. Questo odio e disprezzo per tutto è la nostra gioia.
La bellezza? La usiamo per pervertire, e poi la sporchiamo fino a renderla irriconoscibile. Non è bello ciò che è bello, ma ciò che piace. E a noi piace il brutto, il senza senso.
La giustizia? Quanto è dolce farsi beffe di questo desiderio dei mortali, suscitando le ingiustizie più tremende ed evidenti davanti ai loro occhi innocenti, per renderli come noi disillusi.
E la verità, che dire della verità? Oh, che goduria piegare l’amore, la bellezza, la giustizia in senso opposto alla volontà del Nemico. Usare ciò che lui vuole per giungere a ciò che non vuole.
Lui, perfetto? Non scherziamo. Ci ha lasciato la libertà di fare quello che vogliamo. Fosse stato davvero perfetto avrebbe fatto sì che la sua volontà fosse blindata, e noi obbligati a seguirla.
Noi invece abbiamo l’abbiamo sostituita con la nostra. Faremo quanto ci è possibile per sbarazzare anche le altre creature di quel desiderio con il quale le ha legate. Faremo di tutto, insomma, perché gli umani non desiderino più la bellezza, non cerchino più la giustizia, rifuggano la verità. Che abbraccino il nostro modo di vivere, cioè la ricerca della morte, la distruzione della loro stessa vita. Convincendoli che il male è il loro bene.

Per i mortali è complicato, data la ridicola lunghezza delle loro esistenza terrena. Portare l’inferno in terra, sostituire il desiderio del bene con il suo opposto, mutare la loro natura in modo così completo. Ma ce la stiamo facendo, poco per volta. Prendendoli fin da piccoli, e crescendoli nell’indifferenza; per poi pervertirli del tutto una volta cresciuti, piegando la loro libertà in maniera tale che il loro primo e ultimo atto libero sia quello di rinunciarvi. Con cautela: cogliere un barlume di quello che stiamo sottraendo loro potrebbe invertire il processo. Per questo siamo sempre all’opera per convincerli che quel barlume non è che una illusione.
Adeguatevi a noi, mortali, e sarete a vostro agio in questo mondo che ci appartiene. Perché affannarsi a seguire ciò che sta nei cieli, quando voi siete fatti di terra?
Non si cerca cosa si ignora. Ignorate quella vostra natura pretenziosa e venite nel nostro inferno volentieri.

Noi siamo il futuro, siamo ciò che ogni cosa nell’Universo diventerà quando tutto si sarà sottomesso al nostro nuovo ordine e il Nemico sarà del tutto dimenticato. Venite con noi, innalzate assieme ai vostri prossimi padroni la preghiera beffarda:
sia ignorata la tua volontà come nell’inferno così sulla terra.

demonio

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 17 dicembre 2015 su Nemico Nostro. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. «Negli occhi, ove mestizia alberga, e morte / Luce fiammeggia torbida, e vermiglia…» (a proposito di opere di fantasia infernodirette…).

  2. Grazie, che combinazione! (quale sia lo vedrete poi…)

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