Nemico Nostro – 3 – Sia dimenticato il tuo nome

Nei nostri precedenti discorsi sulle preghiere per il bravo demone abbiamo visto come si addica ai diavoli pretendere che il Nemico-che-sta-Lassù rimanga lassù.

Ma, sia chiaro: non basta. Quando percorriamo l’universo, e tanto più la terra dei mortali, siamo costretti a vedere ovunque i segni del suo passaggio. Il brillare di una stella, la sagoma perfetta di un fiore, oppure le opere buone degli uomini: tutto questo ci ricorda in modo insopportabile che il nostro Nemico esiste.
Quelli che di noi c’erano rammentano anche troppo bene l’inizio di tutto. In fin dei conti noi siamo nati per questo: dare consistenza alle cose. Cari demonietti miei, vi ricordate il senso di oppressione a dover fare tutto esattamente come il Nemico ci diceva? E il rimprovero quando, di nostra iniziativa, decidevamo di cambiare qualcosa? Oh, noi non avremmo mai osato, almeno all’inizio. Ma poi Nostro Padre Infernale ci convinse che era proprio quello che ci si aspettava da noi: dimostrare creatività, non attenersi alle istruzioni, cercare nuove soluzioni. Ci fu chi disse che erano disobbedienze, noi preferivamo chiamarle interpretazioni. Lo ammetto, qualcuno esagerò. Ma facevamo tutto per far vedere che anche noi valevamo qualcosa, anzi, che se ci fosse stata lasciata mano libera avremmo potuto migliorare di molto il progetto originale.

Ancora oggi non è chiaro cosa sia andato storto; il perché le nostre creazioni, sulla carta molto migliorative, non abbiano sortito l’effetto sperato. Avevamo pensato sistemi perfetti, molto più perfetti di quelli che il Nemico cercava di farci implementare. Poi però sono capitati piccoli imprevisti a rovinare tutto. Da parte mia, credo a quello che Nostro-Padre-che-sta-Quaggiù ci ha rivelato: vale a dire che si è trattato di deliberato sabotaggio da parte del Nemico per punirci della nostra ribellione. Sarebbe altrimenti inspiegabile il perché noi abbiamo fallito; o meglio, non sia andato tutto secondo i piani.

I nostri sondaggi ci davano ragione; le previsioni a medio e lungo periodo erano splendide; c’era il segno più su ogni indicatore possibile. Cosa dunque è mancato al nostro trionfo?

Ve lo dico io : il problema è che il Nemico ha creato le cose mettendo dentro di loro il desiderio di se stesso.
In altre parole, come facciamo a fare seguire alle cose mortali i nostri progetti per il progresso quando la loro stessa natura le spinge verso il Nemico? Noi non possiamo rendere felici i mortali, portare a compimento i loro desideri. Ci è impedito. Non che lo faremmo, ma talvolta ci tornerebbe utile. Persino le cose inanimate dopo un po’ che le sfruttiamo diventano inservibili, e ci tocca buttarle via. Questo è molto frustrante, perché quando i mortali si accorgono che noi non siamo in grado di dare loro quello che promettiamo tendono ad andarsene. La loro stessa natura li chiama ad altro.

Quindi, cosa siamo costretti a fare, per il loro stesso bene? Corrompere la loro natura prona all’assolutismo divino per portare dentro le loro inutili vite una ventata di aria nuova. Se non si rendono conto di avere questa spinta verso l’infinito, verso il Nemico, saranno molto più disposti ad accontentarsi di quello che noi proponiamo loro.

In altre parole: la nostra missione consiste nel far dimenticare agli uomini e alle cose che esiste un Lassù verso il quale sono attirati. Per le cose è facile: basta devastarle, usarle a nostro piacimento fino a cancellare in loro ogni traccia di bellezza. Per gli esseri umani si tratta di fare lo stesso, ma con una difficoltà aggiunta.

Mentre le cose subiscono passivamente quello che noi facciamo subire loro, gli umani sono alquanto più reattivi. Hanno la libertà, con la quale possono anche decidere di aderire a quella verità che è lo strumento con il quale in Nemico cerca di soggiogarci. Hanno la memoria, che rammenta loro quei rari momenti in cui il nostro controllo si è allentato ed hanno potuto percepire una gioia possibile. Per non parlare della continua lotta di quei crumiri degli angeli rimasti con il Nemico che continuano ad ostacolarci, rinnovando quanto abbiamo corrotto.

Voi siete tutti tentatori esperti: non c’è bisogno che vi elenchi le pratiche comuni del vostro mestiere. Il fracasso per coprire la musica, il sesso per distogliere dall’amore, la lusinga del potere per distrarre da ciò che davvero i mortali vorrebbero. Si tratta di rendere l’uomo sordo e miope, incapace di vedere al di là del suo stesso naso. Esaltazione della passione, del sentimento, inviti a godere dell’istante e dell’istinto. Tutto pur di allontanare il suo pensiero da ciò che sta più in alto dell’inguine.
Lontano dagli occhi, lontano dal cuore: vedendo fallire i tentativi di essere felici che noi suggeriamo loro, gli umani non alzeranno lo sguardo verso qualcosa che non conoscono, lo abbasseranno sempre di più.
Così, quando i residui testimoni della bellezza divina parleranno loro, sarà in un linguaggio sconosciuto. Il bene sarà per loro una favola, e idioti coloro che gli credono. Saranno convinti di essere nel giusto, e collaboreranno allegri con noi per schiacciarli, per non sentire più il loro fastidioso ronzio. Non c’è niente di più assurdo di una risposta ad una domanda che non hai posto; che non ti rendi neanche conto che dovresti porre.

Il nostro sogno è un mondo nel quale non esista più il concetto di paradiso, e neanche di inferno, perché sarà tutto inferno. La religione sia dimenticata, il Nemico non sia più invocato perché nessuno si rammenta come si chiama. Che anche noi possiamo dimenticarlo, liberati una volta per tutte dalla sua presenza.
Vivremo allora tutti insieme nella nostra armonia, soddisfacendo ogni nostra voglia, senza più traccia di quella verità, di quella bellezza, di quella giustizia che ci hanno ossessionato in passato.

Ecco dunque il terzo termine della nostra preghiera demonica, l’invocazione che quotidianamente rivolgiamo beffardi al Nemico Nostro che deve rimanere lassù:

sia dimenticato il tuo nome!

DiavoloGrande

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 4 dicembre 2015 su Nemico Nostro. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. “PADRE che stai lassù, sia dimenticato il tuo nome!”

    Niente come questa anti-preghiera illumina le tenebre e la confusione antropologica che le lobbies della anti-famiglia perseguono con ogni mezzo e sforzo.
    Luca, 22,35: “perché siano messi bene in chiaro i pensieri nascosti in molti cuori”.

  2. Ehm, chiedo venia per l’errore e ancor più per il ritardo con cui lo correggo: la citazione evangelica era tratta, nel mio precedente commento, dal capitolo 2 — e non 22!– del vangelo lucano.
    Grazie.

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