Nemico nostro – 6 – Non darci niente

Nell’esame delle preghiere che i demoni sono soliti elevare al loro Nemico-che-sta-lassù ci soffermiamo adesso su un particolare che a molti di noi appare ripugnante. Che il Cielo concede le cose gratuitamente.
La nostra razza, come sapete, è nata per portare la volontà del Nemico nel mondo materiale. Il nostro compito sarebbe dovuto essere quello di messaggeri ed esecutori. In modo particolare avremmo dovuto proteggere e far prosperare quell’insignificante sbaglio della creazione chiamato razza umana.
Quando il Nostro Padre che sta Quaggiù ha capito che il suo impiego sarebbe stato servire quelle creature inferiori ha avuto, giustamente, un moto di ribellione. La Sua natura di emanazione divina è troppo superiore, troppo pura e potente per scendere sotto il livello di chi è composto quasi di sola materia.
E’ stato lì che ha capito che occorreva consigliare il Nemico di farsi da parte e lasciare le redini del cosmo a chi aveva idee meno folli circa il governo dell’universo.
Chi infatti concederebbe qualcosa di gratuito, senza secondi fini, a esseri così patetici come gli uomini? Eppure l’intento del Nemico sembrava essere proprio quello; donare l’Universo a chi non aveva fatto niente per meritarselo.
Per ere intere il Nostro Padre ha indagato per capire se le cose stessero proprio così. Poi si è dovuto arrendere all’evidenza, e alla necessità di prendere in mano la situazione.
Con l’aiuto di quegli stupidi della nostra razza incapaci di ragionare per conto proprio il Nemico, infatti, mantiene un intero mondo di parassiti. Ogni giorno concede a loro di che vivere: luce, aria, cibo, un luogo dove continuare la loro miserevole esistenza. Non se ne rendono nemmeno conto, ma il loro stesso esistere è un miracolo continuo. La volontà del Nemico pervade ogni particella di tempo e di spazio della loro vita. Qualcuno di quegli esseri immondi la chiama Grazia. Infatti non possono certamente avere fatto niente per pagarsela. Non hanno dovuto sgobbare come noi. Gli viene data senza nessun ritorno, senza che neanche debbano rin-graziare. Dovrebbero stare in ginocchio dalla mattina alla sera: si è mai sentito di un regalo che non debba essere meritato?

E’ nostro preciso compito ristabilire il giusto rapporto tra servo e padrone. Tanto più il Creatore persiste nel pretendere che gli uomini prendano esempio da quello che fa lui, tanto più noi dobbiamo insistere che non esiste una cosa come un pane quotidiano gratuito. Se qualcosa viene concesso, è perché qualcosa deve essere dato in cambio: sottomissione, da una parte o dall’altra.

Cercherò di essere più chiaro. Se il Nemico continua a dare gratuitamente, vuol dire che è debole. E’ questo che ha cercato di fargli capire Nostro Padre: se tu ci concedi qualcosa, quella diventa nostro diritto. La pretendiamo. E da quel momento diventiamo noi i tuoi padroni.
Dare una cosa senza esigere un ritorno significa sottomettersi all’altro. E’ così che funziona.

Gli uomini sono il padrone del Nemico perché lui li fa esistere, è il fornitore della loro esistenza. Chi fornisce un servizio è chiaramente inferiore di chi ne beneficia. Ma noi siamo padroni degli uomini, perché quello che noi diamo loro lo facciamo pagare assai caro. Noi concediamo cose agli uomini solo se si sottomettono completamente alle nostre richieste. Se però gli esseri umani sono i padroni del Nemico, e noi a nostra volta lo siamo degli uomini, vuol dire logicamente che noi siamo superiori al Nemico.

E’ questo che noi annunciamo al mondo, è in questo che istruiamo i nostri collaboratori. Non si dà niente per niente.

Qualcuno tra i demoni più puristi ha storto il naso quando abbiamo voluto associare i regali al Natale. Ma come, dicevano, così si insegna l’abominio chiamato generosità! Che ingenui. Non abbiamo sempre fatto questo, partire dalle buone intenzioni pervertendole ai nostri scopi? Si corrompe il bene per farlo diventare ciò che vogliamo. Trasformandolo in quello che è convenzionalmente chiamato male, ma che è il vero motore dell’esistenza. Facendo dimenticare che il Nemico quel giorno ha donato se stesso.
Tramite il Natale stiamo insegnando che il regalo va preteso, l’omaggio va sempre ricambiato, il dono vero è quello interessato. Ricevere qualcosa è un diritto, esigerlo un obbligo. Perché se doni senza volere niente in cambio, non puoi più sfuggire: sarai schiavo per sempre.

Da dove arriva la gioia provata nel ricevere un regalo? Dalla consapevolezza del potere che si ha su chi lo ha concesso. Avete osservato la felicità sul volto dei bambini, quando aprono i pacchi? E’ perché sanno che i genitori daranno loro tutto quello che vogliono. E quello sui volti delle ragazze, quando un uomo dona loro un gioiello? Sanno bene cosa l’uomo voglia in cambio di quel brillante. Coloro che si illudono che si possa dare davvero qualcosa senza legare o legarsi, bene, quelli sono persone che non capiscono la nostra lezione.
Non li vogliamo, quelli lì. Che se ne vadano pure dal Nemico: glieli regaliamo.

Da quando abbiamo preso l’iniziativa di insegnare agli uomini questa profonda verità, il Nemico ci ha ritirato la sua Grazia. Quindi noi, per continuare ad esistere, dobbiamo spremerla dalle altre sue creature, che ce la concedono spontaneamente in cambio dei regali che diamo loro. Il Nemico li lascia fare. Lo chiama dono della libertà: e a noi sta benissimo.
Quello che non ti viene dato, prenditelo. Se no sarai sempre sottomesso.
Noi non vogliamo essere sottomessi. Non vogliamo obbedire, e quindi non vogliamo niente di quello che il Nemico ci offre. Le anime dei suoi preziosi uomini, la Grazia che va sprecata dentro di essi sono ciò che ci fa continuare ad esistere. Non lo chiamerei un furto, ma il riprenderci quanto avrebbe dovuto essere nostro. Il riciclare un dono inutilizzato.
Puoi tenerti il tuo pane quotidiano, Nemico: perché noi ti preghiamo così

Nemico nostro
resta lassù
sia dimenticato il tuo nome
distrutto il tuo regno
sia ignorata la tua volontà come nell’inferno così sulla terra
non darci niente né oggi né mai…

DemonBook

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 4 gennaio 2016 su Nemico Nostro. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Alcuni vogliono qualcosa in cambio di niente, e noi cosa si fa? Gli si dà niente in cambio di qualcosa. – cit. un telefilm inglese su dei truffatori.

  2. E’ proprio da questa ultima non-richiesta del “nemico nostro ecc. ecc.” che si vede posta molto bene in risalto la misura di quanto vasta e radicata sia la Menzogna in ogni atomo degli inamovibili abitatori degli inferi:

    “Da quando abbiamo preso l’iniziativa di insegnare agli uomini questa profonda verità, il Nemico ci ha ritirato la sua Grazia”.

    Che bugia color profondo rosso arcispudorato!
    Così facendo, oltretutto, fanno passare la loro ingiustificabile, morbosamente invidiosa iniquità — quella che ha fatto arrendere san Paolo davanti al suo insondabile ‘mistero’ — per giusta rappresaglia. Ah, le astute serpi…

  3. errata corrige: dopo “degli inferi” va messo il semplice punto e non i due punti. Dopo, infatti, si apre un altro discorso.,

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