Nemico Nostro – 7 – I nostri debiti e i tuoi debitori

Tutto a posto, demonucci miei?
Avete consegnato tutti i vostri regali? Vi siete scatenati, l’ultimo dell’anno, gettando via tutte le inibizioni degli umani? Avete rimosso con cura ogni pensiero che la vita abbia un destino oppure uno scopo ?
Spero di sì, che vi siate divertiti, che vi siate presi quanto più è possibile da ciò che il Nemico-che-sta-lassù offre. Agli altri.

Ebbene sì, è questo il nostro lavoro quotidiano. Prelevare la gioia altrui per farla nostra. Riequilibrare l’ingiustizia perpetrata nei nostri confronti.
Perché di un’ingiustizia si tratta. Gravissima, inescusabile. Oltretutto da parte proprio di chi asserisce di essere la Giustizia stessa.
Eppure, nonostante questa pretesa, il Nemico ormai da tempo nega a noi diavoli quel sostentamento che invece concede a piene mani agli esseri mortali. Ci impedisce la gioia e la letizia. Agli uomini, da lassù, si permette tutto: a noi, invece, per una piccola incomprensione, ostinatamente si rifiuta il diritto ad essere quello che siamo.
E con che faccia tosta, poi. Asserendo che è tutta colpa nostra. Sostenendo che se accettassimo di adeguarsi al suo modello, alle sue idee, allora tutto tornerebbe a posto.
Che ricattatore. Vorrebbe che noi cambiassimo, che smettessimo di fare quello che ci piace. Ma noi non abbiamo nessuna intenzione di dargliela vinta. Mai! Noi siamo molto più forti e pazienti di lui.

Adesso veniamo alla faccenda dei debiti. Voi credevate che non volesse niente in cambio, forse, per quello che concede? Manco per idea. Si aspetta di essere ripagato.
E’ questa la fonte principale della nostra incomprensione. Quando ci ha dato il mondo materiale, quando ci ha dato la possibilità di giocare con esso, aveva forse specificato come avremmo dovuto trattarlo, o che avremmo dovuto restituirlo? Quando tu doni qualcosa, non è che poi ti puoi lamentare se il tuo regalo viene buttato via, o rimane inutilizzato. Devi pensarci prima.

Invece ha consegnato il cosmo nelle mani di noialtri demoni e poi ci ha chiesto: cosa si dice al tuo creatore che ti ha dato questo bell’universo? E noi: daccene un altro, e subito.
Non capiamo perché si sia offeso. Credeva che noi fossimo in debito con lui solo perché ha fatto quanto doveva, vale a dire consegnarci ogni cosa. Come se il fornitore si potesse permettere di alzare la voce con il suo cliente.
E’ questa sua mancanza di consapevolezza la fonte di tutti i nostri dissidi. Crede di essere lui a comandare.

Succede lo stesso con gli uomini. Il Nemico si aspetta che gli siano grati per quello che concede loro. Ridicolo. Perché un essere umano dovrebbe dimostrare gratitudine per il solo fatto di esistere? Perché poi si dovrebbe essere debitore di qualcun altro, se ci si impossessa di qualcosa che gli appartiene? Era tuo, adesso è mio, fine del discorso. Si vive il presente.
Certo che il Nemico, per essere uno che ha scritto le leggi del mondo, non le ha capite per niente. Le cose sono di chi se le prende, perché la forza che regola l’universo è proprio la forza. Le vite dei deboli non sono degne di essere vissute, sono utili solo per essere sfruttate da chi sa farlo meglio. Gli uomini forti predano gli uomini deboli. E noi prediamo a nostra volta gli uomini forti, dato che il demone più debole è molto più forte di qualsiasi uomo. Per questo coltiviamo i forti: danno il raccolto migliore.
Il Nemico pretenderebbe che le sue creature donassero quello che lui concede. Asserisce che è il modo per ripagare il debito verso di lui, e che è così i doni si moltiplicano. Vi rendete conto? Non scherzo, lo dice seriamente! Si aspetta davvero che lo facciano!

Io ora vi chiedo: perché dovremmo dare quello che possediamo ad un altro? O aspettare che qualcuno ci dia ciò che ci manca? Questo sarebbe essere deboli. Occorre essere proattivi: quello che non ci viene dato, occorre prenderselo.
Domandatevi: ma cosa cambia in fondo, a lui? Preso o dato, in fondo è lo stesso. Perso per perso, sprecato per sprecato, dovrebbe essere contento che le sue elargizioni vadano a qualcuno che le sa utilizzare davvero.

Ci sono tanti che non meritano i doni del Nemico, eppure li ricevono comunque. E ci sono tanti a cui quello che hanno non basta, e che non si sognano nemmeno di fare come il Nemico suggerisce. Non hanno forse ragione a lamentarsi, a darsi da fare?
Tutta questa storia dei debiti non ha nessun senso. Se seguissimo i suoi consigli, rimarremmo tutti impantanati in una rete di debiti reciproci, uniti gli uni agli altri. Come si potrebbe allora dominare? Che senso avrebbe lo sfruttare? Come si potrebbe pretendere dai sottomessi qualsiasi cosa? Vedete bene: verrebbe a cadere tutta la struttura delle relazioni tra padrone e schiavo, tra i potenti e chi non è niente. Irrealizzabile.
Invece, così, tutto funziona alla perfezione. I mortali che scelgono di non ripagare il debito che hanno con il Nemico fanno ciò che i debitori hanno sempre fatto: sfuggono ai loro creditori. Ne stanno il più lontano possibile. E qual è il punto più lontano possibile da lassù? Esatto. Quaggiù. Qui da noi. I nostri gironi e le nostre bolge sono il posto ideale per nascondersi.

Quando il Nemico-che-sta-lassù sospende ai mortali la loro linea di credito e reclama indietro il suo prestito, noi siamo i loro curatori fallimentari. Incassiamo tutto ciò che avevano rifiutato di restituire al cielo, credendo di poterselo tenere per sempre.
Caro il mio debitore, niente è per sempre. Puoi chiamarlo debitore e creditore, o preda e predatore, ma alla fine quello che pensavi tuo sarà nostro. Non ti preoccupare: a cavartelo ci prenderemo tutto il tempo, letteralmente. Impiegheremo un’eternità.
E nel farlo intoneremo a squarciagola la nostra preghiera. Cari uomini, fregate, rubate, sottraete finché potete, accumulate quanto è possibile perché la vostra vita è breve. Non ripagate i vostri debiti. Fate come noi, che urliamo al Nemico che schifiamo i suoi doni quotidiani e ci teniamo i nostri debiti. E anche i suoi debitori.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 15 gennaio 2016 su Nemico Nostro. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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