Questioni scolastiche – IV – Offendere il Papa è eresia?

Questio I – Se sia lecito criticare

Questio II – Se sia lecito offendere

Quaestio III – Se sia lecito criticare il Papa

premessa: ereṡìa (pop. tosc. reṡìa) s. f. [dal lat. haerĕsis (nel sign. eccles.), gr. αἵρεσις, propr. «scelta», der. di αἱρέω «scegliere»]. – 1. Dottrina che si oppone a una verità rivelata e proposta come tale dalla Chiesa cattolica e, per estens., alla teologia di qualsiasi chiesa o sistema religioso, considerati come ortodossi. (Treccani)

Questio IV: Se le offese al Papa siano eresia

Le offese al Papa sono eresie.
Chi infatti offende il papa, manca di rispetto a lui e a ciò che rappresenta, cioè Cristo stesso.

In contrario: Cristo offende Pietro chiamandolo Satana, e come può mancare di rispetto a se stesso? Caterina da Siena ammonisce i Papi con espressioni che rasentano l’offesa, Dante insulta in vario modo diversi Papi che colloca all’inferno, e non è considerato eretico.

Risposta: Nel documento sul Primato Petrino già ricordato, Ratzinger non esita a dire:

“Non sono mancati nella storia del Papato errori umani e mancanze anche gravi: Pietro stesso, infatti, riconosceva di essere peccatore. Pietro, uomo debole, fu eletto come roccia, proprio perché fosse palese che la vittoria è soltanto di Cristo e non risultato delle forze umane. Il Signore volle portare in vasi fragili il proprio tesoro attraverso i tempi: così la fragilità umana è diventata segno della verità delle promesse divine e della misericordia di Dio.”

Ora, dato che questa debolezza umana non solo è riconosciuta, ma è parte integrante della Chiesa, l’indicare queste debolezza in un modo offensivo può davvero essere considerata mancanza di rispetto a Cristo? Fatto salvo il rispetto per il ruolo, l’insulto – e qui valgono comunque le considerazioni delle Questio precedenti – ad una persona può configurarsi come insulto a chi rappresenta? Il dire che alcuni Papi furono pessimi individui è una verità storica, e se si può configurare come offesa quantunque ciò rimane verità. E nessuna verità può essere offensiva per Cristo.

Rifacciamoci poi alla definizione di eresia di cui sopra. Salvo casi particolari, l’insulto non si oppone ad una verità rivelata, ma si configura come offesa al Signore o ad una sua creatura. Questa è la definizione di peccato. Un insulto alla persona del Pontefice non cerca di accreditare una diversa dottrina – di nuovo, salvo casi particolari – anche se rimane qualcosa di male. Se l’eresia è peccato, non tutti i peccati sono eresia.

Quindi, generalmente parlando, le offese al Papa non sono tanto eresie quanto peccati.

Una ulteriore chiosa. Se al Papa non può essere imputata colpa oltre all’eresia, proprio detta accusa – se eseguita con retta intenzione, ancorché erroneamente – può non essere né un peccato né di per sé eretica. Anche se l’attaccare un ufficio qualificante, come quello papale, potrebbe essere visto come offesa, proprio per il ruolo del pontefice non può essere considerato a priori tale, ma gli si deve dare risposta in modo da chiarire ogni possibile dubbio al resto della Chiesa.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 18 ottobre 2018 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 15 commenti.

  1. Credo che la tua sia una provocazione bella e buona: si può criticare chiunque Papa compreso. Si può farlo e non si deve tenere un sano personale per averlo fatto.
    La figura papale nell’ultimo millennio ha avuto cadute vergognose, tali da far arrossire qualunque credente , questo ultimo successore di Cristo poi…Pavido, relativista, furbo, prossimo alla responsabilità di aver creato le premesse di uno scisma. Si può criticare? Si deve.

  2. Suppongo che sia utile leggere la Questio III.

  3. Mi pare che qui si torni alla Questio I.

    Non è lecito attaccare (criticare, giudicare, offendere) la persona in quanto creatura di Dio, “digna” a prescindere, è lecito, anzi doveroso, per amore della verità attaccare il comportamento, l’azione, l’insegnamento “indignus” da chiunque provenga, fosse pure il Papa.

    In altri termini, io eviterei di dire “è un eretico, è un furbo, è un ipocrita” ma mi sentirei in dovere di affermare, se necessario, “quelle proposte sono idee eretiche, queste diffuse e insegnate sono falsità e ipocrisie, non contemplate nel Vangelo”.

    Vero è che Gesù attaccava anche le persone, ma insomma, Lui è il Creatore… avrà ben diritti che noi creature non possiamo avere…

  4. L’ho letta ma non cambio il mio giudizio.

  5. Maria Cristina

    Cinzia
    Sarebbe ben faticoso il suo metodo se applicato costantemente. GIri di parole,perifrasi eufemismi. E perche’ ? per una pudibonderia esagerata nell’ usare parole rudi?
    . Dire Lutero e’ un eretico e’ piu’ semplice che dire” quelle proposte da Lutero sono idee eretiche.”Dire “ il card. Mc Carrick e’ un ipocrita” e’ piu’ semplice che dire “ il comportamento del card, McCarrick ha dimostrato che le parole da lui proferite ed insegnate non corrispondevano alla sua condotta di vita”
    Quello che voglio dire e’ che si possono usare tutti gli eufemismi o i giri di parole se si e’ dei cattolici pudibondi e super educati, nonche’ Politicamente corretti per cui sembra impossibile parlare netto e chiaro. Ma parlare NETTO e CHIAROsenza usare giri di parole non e’ contro il Vangelo: dire che Lutero e’ un eretico, Iil card. Mc Carrick ha vissuto da ipocrita , e Papa Francesco e’ un papa DIVISIVO e’ un parlare netto, senza perifrasi , rude che pero’ non e’ CONTRO il Vangelo.
    Un papa puo’ essere eretico? L’ importanza del quesito e’ drammatica e non sta nei giri di parole. SE un papa puo’ essere eretico allora si puo’ anche DIRLO. SEinvece e’ impossibile che un papa possa essere eretico, come il freddo non puo’ esser caldo, il bianco nero, l’ umido secco, e la notte giorno, se cioe’ vi e’ una impossibilita’ ONTOLOGICA ad accostare le due parole papa ed eretico, allora la questione e’ teologica e metafisica non di linguaggio.

  6. Ne pudibonda, nè politicamente corretta, bensì coerente con il mio modo di pensare.

    Non attacco le persone, ma i loro comportamenti.

    Sono due cose molto diverse.

    Il messaggio inviato da questo Papa è divisivo, nebuloso, contraddittorio, talvolta secondo me sconfina nell’eresia.

    Lo dico chiaramente e senza paura.

    Non è un problema di linguaggio, ma di rispetto per qualunque persona. Io non rispetto nè approvo quasi niente di ciò che questo papa dice, ma rispetto la sua carica e la sua persona.

    Io trovo, per esempio, Maria Cristina, le sue parole ingiuste, non penso però che lei lo sia (anche perché come potrei affermarlo? Nemmeno la conosco).

  7. Giudicare una persona, invece di giudicare quello che dice o quello che fa, non è eretico o offensivo : è semplicemente sbagliato dal punto di vista logico e umano, sia esso il Papa o qualsiasi altro essere vivente.
    Se infatti si può dire “stai dicendo una sciocchezza”, è ben diverso dire “dici sempre sciocchezze” o dire “sei uno sciocco”.
    La prima affermazione è oggettiva, e circostanziata al fatto
    La seconda e la terza sono soggettive e certamente false.
    Non vi è infatti nessuno al mondo che dica solo e soltanto sciocchezze.
    Quindi affermare cose simili sposta il livello dello scontro dall’oggetto del contendere alle persone, e consente a chi è accusato di offendersi a ragion veduta, poichè fanno passare l’accusatore dalla parte del torto. Il risultato è che anche una giusta critica finisce per disperdersi in una ingiusta offesa
    Quindi critiche si, offese mai, se si vuole essere ascoltati e si pensa di aver ragione.
    Chi invece sa o sospetta di aver torto usa l’offesa per stimolare la reazione dell’avversario, facendo dimenticare l’oggetto della disputa.
    L’atteggiamento assertivo è quello giusto, in qualsiasi situazione.
    Gesù non offendeva genericamente.
    Gesù stigmatizzava comportamenti concreti. Anche quando usava parole assolute, le relazionava sempre ad un fatto ben specifico.

  8. Si può essere eretici senza essere offensivi verso il Papa, e si può offendere il Papa senza essere eretici; sarebbe meglio evitare entrambe le cose.

    Un esempio di offesa eretica contro il Papa potrebbe essere quella che nei secoli i fondatori di numerose correnti ereticali hanno rivolto al Pontefice dell’epoca: “Papa X è corrotto fino al midollo e quindi ha perso l’assistenza dello Spirito Santo nel suo ministero”.

    Distinguerei inoltre il tono dai contenuti: si può offendere una persona parlandone in tono sprezzante, come pure la si può offendere attribuendole ingiustamente azioni o motivazioni spregevoli. Evitare il primo tipo di offesa è tutto sommato facile se si ha il tempo di riflettere su quello che si sta per dire; il secondo tipo è più insidioso.

    Quanto alla questione linguistica che solleva Maria Cristina, distinguerei le parole che denigrano una persona “in toto” da quelle che ne descrivono un comportamento. Quindi eviterei di dire che “X è stupido”, anche se oggettivamente ha commesso tante sciocchezze; ma se X ha espresso una convinzione manifestamente eretica, e avendo avuto l’occasione di spiegarsi ha ribadito la sua posizione, non mi farei problemi a definirlo un eretico. In altri termini: per essere eretici basta negare anche una sola delle verità di fede, quindi “eretico” non ha la stessa connotazione totalizzante di “stupido”.

  9. Credo che Felis abbia inquadrato egregiamente la questione.

  10. Giorgio Salzano

    Forse è necessaria una chiarificazione sulla situazione odierna della Chiesa. La questio posta è: offendere il Papa è eresia? Tomisticamente distinguiamo, e chiediamoci cosa sia eresia. Purtroppo non esiste una risposta univoca. Fino a qualche tempo fa c’era una chiara distinzione tra la dottrina definita all’epoca dei Padri della Chiesa, e la riflessione teologica su di essa. Ma la distinzione salta quando si dice che le originarie definizioni dogmatiche erano legate a una specifica tradizione filosofica, e che di conseguenza, negata quella tradizione, dobbiamo riproporle in un linguaggio nuovo. Così, ad esempio, un teologo a mio giudizio squisitamente eretico coma Karl Rahner passa tranquillamente per ortodosso: vuol dire che la distinzione tra ortodosso ed eretico non è più chiara. Ci aspetteremmo da cattolici che un giudizio al riguardo venga dalla Santa Sede. Ma i padri del Concilio Vaticano II hanno voluto con colpevole irenismo tendere una mano ai protestanti, dichiarando nella Dei Verbum che Tradizione e Scrittura, “poiché scaturiscono dalla stessa divina sorgente, formano in certo qual modo una cosa sola”. Peccato che quel “certo qual modo” non viene nel seguito adeguatamente chiarito, e resta l'”una cosa sola”. Il che è patentemente falso. Così la Chiesa cattolica si è invischiata in problemi squisitamente protestanti, su chi definisca la retta interpretazione di quella cosa sola, appiattita sule Scritture. Il Magistero, si dirà. Ma, senza una ben distinta tradizione normativa di lettura delle scritture, il magistero si ritrova arbitro della loro interpretazione: affidata ovviamente alla singolare idiosincratica teologia dell’interprete. Arbitro, ugualmente, di ortodossia ed eresia. E allora il povero fedele che voglia essere semplicemente cattolico o si affida a chi gli è prossimo nel rappresentare la Chiesa, o non sa che pesci prendere.
    Una domanda finale: è una offesa al Papa, se non parla dalla e per la tradizione, riguardarlo come un teologo tra gli altri e valutarlo di conseguenza?

  11. Riguardo all’ultima domanda, Ratzinger nei suoi libri su Cristo dice espressamente che non sono scritti da Papa ma da teologo, e quindi sono criticabili…

  12. “Così, ad esempio, un teologo a mio giudizio squisitamente eretico coma Karl Rahner passa tranquillamente per ortodosso: vuol dire che la distinzione tra ortodosso ed eretico non è più chiara. “

    In realtà lo è: tanto è vero che molti teologi ortodossi hanno esposto le eresie rahneriane (consiglio di leggere “vera e falsa teologia” di Monsignor Livi).

    Il problema non è tanto che non siano chiare le eresie moderniste, il problema è che l’ortodossia viene tenuta colpevolmente celata, facendo sorgere nei fedeli il dubbio che, effettivamente, l’eresia sia in realtà soltanto un diverso modo di spiegare ed esporre l’ortodossia.

    E questo lo vediamo da cinque anni e mezzo a questa parte con particolare forza, dopo che i Papi precedenti avevano provato, in ogni caso, a fare da “potere che frena”. Ora questo potere che frena pare non esserci più e il mistero d’iniquità dilaga letteralmente.

    Non tanto nei documenti che, almeno formalmente, sono ortodossi, nel senso che possono comunque essere interpretati in senso ortodosso, ma nella loro ambiguità danno adito ad interpretazioni eretiche che molti falsi maestri usano per sviare i fedeli.

    Basti vedere in molte diocesi dove con Al si è FATTUALMENTE sdoganato l’adulterio, altroché discernimento sulla colpa mortale o veniale (che poi a meno che un sacerdote non abbia i doni di Padre Pio deve attenersi al dato oggettivo, visto che se è vero che un fedele può peccare gravemente a livello oggettivo senza esserne colpevole del tutto e quindi senza perdere la Grazia, tale condizione interiore è nota solo a Dio o a chi Lui concede carismi particolari), molti usano le oggettive ambiguità di quel documento per dare adito a prassi anticattoliche e chi potrebbe fermare e porre un freno non lo fa, pur sapendo e potendo e dovendo intervenire.

    La stessa cosa purtroppo è quasi certo che accadrà anche col documento post sinodale prossimo venturo.

    E a proposito delle parole di Berlicche nel topic sugli esclusi, parole che in ogni caso hanno attinenza con ciò di cui stiamo parlando qui

    “Quelli che invece usano Cristo per il loro interesse e dello Spirito Santo per legittimare il loro peccato, scandalizzano i piccoli e sotterrano i loro talenti, ecco, quelli invece dovrebbero essere esclusi.
    E cacciati a calci in culo là dove è buio e pianto e stridore di denti.”

    Voglio citare la Scrittura

    “Dio perciò manda loro una forza di seduzione, perché essi credano alla menzogna e siano condannati tutti quelli che, invece di credere alla verità, si sono compiaciuti nell’iniquità” – 2 Tes 2,11-12

    E ricordare che

    “Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il « mistero di iniquità » sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne. “ (CCC 675)

  13. E riguardo al fatto di non cadere personalmente in eresia formale ma favorire, con la propria inazione e acquiescenza, l’eresia, promuovendo gente eretica e dando loro voce e potere nella Chiesa, scrivendo documenti ambigui (che possono essere interpretati sia in senso ortodosso che eretico, con ciò che ne consegue), voglio far notare che Papa Onorio I fu anatematizzato proprio per colpe similari

    “Ugualmente anatematizziamo gli inventori del nuovo errore, cioè Teodoro vescovo di Pharan, Ciro Alessandrino, Sergio, Pirro […] e anche Onorio, che non onorò questa apostolica Chiesa con la dottrina della tradizione apostolica, ma tentò di stravolgere (nella recensione greca: permise che fosse macchiata) la fede immacolata con un profano tradimento.” – Denzinger-Schönmetzer, num. 563

    I papolatri che parlano e scrivono come se il Papa fosse il successore di Cristo stesso e non “solamente” il Suo Vicario, dovrebbero meditare tutto ciò, invece che proteggersi dietro dogmi inventati autonomamente.

  14. Grazie, grazie davvero a Berlicche per questo post e a tutti i commentatori e commentattrici intervenuti/e per i preziosi, sottili e dotti approfondimenti di questo tema, tanto d’attualità quanto scottante.

  1. Pingback: Papa Francesco firma un nuovo dogma: il dubbio! – Le cronache di Papa Francesco

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