Questioni scolastiche – III – Criticare il Papa?

Le precedenti questioni:

Questio I – Se sia lecito criticare

Questio II – Se sia lecito offendere

Quaestio III
Se sia lecito criticare il Papa

Il Papa non può essere criticato.
Infatti, il codice di diritto canonico, al 1404, asserisce che “Prima sedes a nemine iudicatur“, Nessuno può giudicare il soglio pontificio.
Esso rivendica il diritto di giudicare gli uomini e le società in nome della legge divina e naturale che custodisce, ma non può essere giudicato da alcuna autorità umana, perché nessuna autorità sulla terra gli è moralmente o giuridicamente superiore.
La bolla Unam sanctam di Bonifacio VIII, confermata nel 1516 dal Concilio Lateranense V, sanziona il principio secondo il quale la responsabilità del pontefice è giudicabile solo da Dio.
Nel Decreto di Graziano (pars I, dist. 40, cap.VI) vi è questo canone: “Nessun mortale avrà la presunzione di parlare di colpa del papa, poiché, incaricato di giudicare tutti, egli non dev’essere giudicato da alcuno, a meno che non devii dalla fede

In contrario:

S.Paolo si oppose a Pietro “a viso aperto”.
S. Tommaso d’Aquino, nella sua Somma Teologica, II-II, arg. 33, art. 4, afferma:
Si noti però che quando ci fosse un pericolo per la fede, i sudditi sarebbero tenuti a rimproverare i loro prelati anche pubblicamente. Perciò S. Paolo, che pure era suddito di S. Pietro, per il pericolo di scandalo nella fede lo rimproverò pubblicamente. E S. Agostino [Glossa ord. su Gal 2, 14] commenta: «Pietro stesso diede l‘esempio ai superiori di non sdegnare di essere corretti dai sudditi, quando capitasse loro di allontanarsi dalla giusta via“.
Nel Catechismo della Chiesa cattolica, 907, sui fedeli laici si legge:
In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l’integrità della fede e dei costumi e il rispetto verso i pastori, tenendo inoltre presente l’utilità comune e la dignità della persona

Risposta:
La bolla di Bonifacio VIII e gli altri documenti simili vanno letti nell’ambito alla lotta al conciliarismo – la tesi per cui i concili sono superiori ai papi, e della lotta tra potere spirituale e temporale. Devono essere applicati, ma è importante stabilire i limiti entro cui valgono. Come ci ricorda Ratzinger nel suo documento sul Primato di Pietro, nell’elencare dove il Pontefice abbia responsabilità, “(…) ciò non significa che il Papa abbia un potere assoluto. Ascoltare la voce delle Chiese è, infatti, un contrassegno del ministero dell’unità, una conseguenza anche dell’unità del Corpo episcopale e del sensus fidei dell’intero Popolo di Dio“.
Il Papa, come qualsiasi essere umano, è criticabile per ciò che non attiene al suo mandato. Per tutto ciò che invece esso riguarda le sue decisioni devono essere sì accettate dai fedeli, ma si può segnalare e dissentire quando si ravvisi qualcosa di non conforme al Vangelo. In questo occorre esercitare grande prudenza e discrezione, in quanto il criticare potrebbe causare un indebolimento di quella stessa verità che si vorrebbe vedere trionfare. Ma, d’altra parte, non si può permettere che la menzogna – in ogni sua accezione – possa diffondersi e prosperare per mancanza di azione. Come asserisce Papa Felice III, ripreso anche da Leone XIII, “Non resistere all’errore è approvarlo, non difendere la verità è ucciderla. Chiunque manca di opporsi ad una prevaricazione manifesta può essere considerato un complice occulto”.
Da notare che il Papa deriva la sua potestà proprio dalla conformità alla verità evangelica. Dove questa conformità fosse compromessa, e cadesse nell’eresia, quella stessa potestà sarebbe per ciò stesso nulla e invalida. Papa Innocenzo III dice che si deve obbedire al papa in tutto, fino a che egli non si rivolti contro l’ordine universale della Chiesa: in tal caso, a meno che non sussista una ragionevole causa, non va seguito, perché, comportandosi così, non è più soggetto a Cristo e quindi si separa dal corpo della Chiesa. “Soltanto per il peccato che commettessi in materia di fede, io potrei essere giudicato dalla Chiesa” (Sermo IV in cons. Pont.. P.L. 217.670)
In altre parole: il Papa non è sindacabile per le sue scelte come Papa, a meno che non ci sia un serio pericolo per la fede. Se il pericolo dovesse essere reale e prefigurarsi l’eresia, i pronunciamenti stessi sarebbero falsi e il Pontefice decadrebbe dal suo stato. Il Papa non può fare ciò che vuole, ma solo ciò che acconsente alla volontà di Cristo.
Il potere delle chiavi di Pietro non si estende fino al punto che il Sommo Pontefice possa dichiarare ‘non peccato’ quello che è peccato, oppure ‘peccato’ quello che non è peccato. Ciò sarebbe, infatti, chiamare male il bene, e bene il male, la qualcosa è, sempre è stata e sarà lontanissima da colui che è il Capo della Chiesa, colonna e fondamento della verità” (cfr. Roberto Bellarmino, De Romano Pontifice, lib. IV cap. VI, p. 214, e anche Lumen gentium, n. 25).

In definitiva: non si può criticare il Papa per tutto ciò che concerne il suo ufficio, a meno di non ravvisare un pericolo per la fede. Ma per ciò occorrono grande umiltà e prudenza.

Nella prossima Questio: Se le offese al Papa siano eresia

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 17 ottobre 2018 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 11 commenti.

  1. Capitolo interessante della trattazione, caro Berlicche.

    Una risposta, inoltre, per i tanti cristiani semplici, che formano la base della Chiesa, che oggi sono confusi e non ritrovano più, talvolta, nel Pastore di Roma e nei suoi assistenti, la coerenza con i principi evangelici che essi conoscono, amano e praticano sin da bambini.

    Ci sono papi santi e altri no… abbiamo avuto personaggi tristemente noti, come Bonifacio VIII, abbiamo avuto papi guerrieri come Giulio II… uccidere e condurre guerre, per esempio, non rientra, mi pare, tra i principi evangelici.

    Insomma, alcuni papi ci sono donati, altri inflitti.

    L’importante è tenere a galla la barca di Pietro… per fortuna i cristiani non devono fare affidamento solo alle loro misere forze, ma pregare e sperare (con certezza) nell’aiuto Celeste.

  2. Ruggero Romani

    Unam Sanctam non può essere stata rivolta contro il conciliarismo perché il conciliarismo come dottrina nasce con Jean Jerson 50 anni dopo…

  3. Ma visto che non sono proprio il tipo di persona che segua il papa così tanto, ma ho letto di quando in quando che alcune fazioni lo considerano un mezzo eretico… ehm… qual è il problema? C’è tipo un riassunto? Così, per documentarmi.

  4. Certo che se é la conformità ai vangeli a dare la potestà al Papà , basterebbe che i partecipanti al soglio vacante in Vaticano , partecipino ad una sessione di esami per l ‘ammissione al conclave .
    Fine , problema risolto .
    Invece le verità evangeliche non sono più molte :
    simbolo niceno, dogmi. Il resto è critica e giudizio , come dai precedenti paragrafi , o forse al Papa non è concesso?

  5. xRomani: in effetti mi sono espresso male. E’ la ripresa che si fa di Bonifacio al Lateranense V ad essere in chiave anticonciliarista. Ho spostato un capoverso di troppo.
    xFasullo: Alcuni dei documenti che ho linkato al post possono esser d’aiuto.
    xTristano: non ho capito gli ultimi due capoversi.

  6. Ruggero Romani

    per chiarirsi le idee dovrebbe leggere il Julius Exclusus e coelis di Erasmo e la critica che fa della plenitudo potestatis…

  7. Letto. Fa sembrare i nostri critici odierni dei timidi obiettori, e la situazione corrente un idillio.

  8. “L’assioma “dov’è il Papa lì è la Chiesa”, vale quando il Papa si comporta come Papa e Capo della Chiesa; in caso contrario, né la Chiesa è in lui, né lui è nella Chiesa” – Cardinale Charles Journet [1891-1975]

  9. @Cinzia

    Il concetto di guerra giusta invece (che implica, purtroppo, l’uccisione del nemico) è pienamente cattolico. E, tra parentesi, è la ragione per la quale oggi l’Europa non è (ancora) musulmana.

    Detto ciò, è vero che abbiamo avuto Papi indegni in passato, ma la situazione attuale è senza precedenti. Si può tentare di trovare precedenti alla situazione attuale, l’importante è essere consci che si fallirà.

  1. Pingback: Papa Francesco firma un nuovo dogma: il dubbio! – Le cronache di Papa Francesco

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