Non è Vangelo – XVII – Giovane ricco, mi ci ficco

Stanchi di sentire prediche sull’essere buoni? Decisi a fracassare e rovinare ogni cosa che vi sta attorno? Desiderosi della libertà assoluta, senza regole e leggi, che sola può dare soddisfazione ai vostri istinti animali, alla scimmia che sta in voi? Allora questo è il posto giusto. Qui da me potete trovare parole che prendono in giro chi pensa che la vita sia una cosa seria, e financo eterna.
Come quelli che prestano davvero ascolto a quei libercoli chiamati Vangeli. Illusi. Noi diavoli vi diciamo la verità: la verità non esiste, e l’eternità è un’illusione. Venite con noi, e vi faremo scoprire nella pratica quanto affermiamo.

Prendete ad esempio quell’episodio evangelico noto come “del Giovane Ricco”. Ne rammento brevemente la trama per coloro tra di voi che non l’hanno presente.

“G”, il figlio disoccupato del falegname, il protagonista dei libercoli di cui sopra, ha plagiato con le sue parole un giovanotto di buona famiglia. Questi, desideroso di compiacere il suo idolo, lo accosta e gli chiede cosa debba fare per guadagnarsi questa famigerata vita eterna. G è chiaramente in difficoltà, e dà una risposta banale, biascicando qualcosa sul fatto che occorre rispettare i comandamenti. Ma il giovane a quanto pare è un fanatico fondamentalista, e quindi gli replica che già lo fa. Il predicatore è preso di sorpresa – ma come, qualcuno che rispetta i comandamenti? Impossibile! – però intravede un possibile affare. Lo invita infatti a cedere i suoi beni e venirgli dietro. Il giovane, compreso l’inganno, gli risponde che non è così fesso e se ne va.

G a quel punto, per mascherare il suo fallimento, butta tutta la colpa addosso alla ricchezza. Essere ricco è incompatibile con il suo progetto politico, proclama. I discepoli, nella loro naturale avidità, sono perplessi per queste frasi populiste dall’impronta comunista: “Impossibile” dicono.  Il carpentiere fallito, con la sua innegabile astuzia, comprende che c’è aria di scissione. Smentisce subito le sue parole precedenti sostenendo che però al Nemico-che-sta-Lassù tutto è possibile. Tipica irrazionalità religiosa: a questo punto il Nemico non potrebbe far entrare direttamente nel suo ridicolo regno tutti quanti, senza sforzo? Cosa sono queste preferenze per alcuni ricchi? Quanto hanno pagato?

G rincara ancora la dose. Coloro che l’hanno seguito avranno un giorno cento volte tanto rispetto a quello che hanno lasciato, asserisce. Non è chiaro cosa intenda: se esproprieranno i legittimi proprietari fregandosi quanto quelli posseggono, oppure se auspica un’elevatissima inflazione .

Fino a qui la narrazione. Ma nel testo possiamo trovare diversi altri spunti. La prima osservazione che facciamo è che G elenca i comandamenti da rispettare, tralasciandone alcuni. E’ ovvio che questi ultimi si possono infrangere senza conseguenze. Ad esempio, nell’elenco manca quello di amare il Nemico-che-sta-lassù. Questa disposizione noi demoni l’abbiamo sempre rispettata, e dovreste fare così anche voi. Odiatelo pure, non ci sono conseguenze.

Da notare che se un ricco dà i suoi beni ai poveri questi non saranno più poveri, ma ricchi. Questo ci fa capire che G non conosce molto bene l’economia. Tant’è che ha anche affidato la cassa della sua ditta ad un ladro, tal Giuda Iscariota. Non sapeva proprio scegliere i collaboratori.

Bene ha fatto quel giovane, da imprenditore accorto, a fuggire da quel covo di sovversivi avidi e ladri. Si può fare filantropia e volontariato anche per conto proprio, ed essere onorati e ammirati per questo.
Perché essere tristi buttando via le proprie ricchezze, quando si può gioire facendo del bene con esse, soprattutto a se stessi? Perché sprecare i soldi per gente che non è stata capace di guadagnarne a sua volta, approfittatori incapaci, sanguisughe e parassiti?

In ogni caso, la richiesta del predicatore errante è una idiozia. A meno che, naturalmente, non intendesse proporsi come povero lui stesso, o come intermediario per la vendita di case, campi e del resto. Allora tutto quanto acquisterebbe un senso: dove ci si possa procurare i soldi per dare il centuplo ai propri collaboratori e la ragione della richiesta di cedere i beni. Furbetto, il tipo. Non c’è da stupirsi che i suoi seguaci abbiano fondato quella holding, la Chiesa. Ne hanno accumulata roba, loro, con la scusa dei poveri. Per forza avverte che ci saranno persecuzioni: quelle degli uffici delle imposte e degli antitrust che si attiveranno contro l’ ammasso di risorse.
A noi demoni, invece, il denaro non interessa: per noi i soldi sono come sterco, e li concediamo volentieri a quelli che ce li chiedono.

Nell’escludere quanti hanno guadagnato la tranquillità con il sudore della fronte dal suo progetto filomonarchico, il Regno, G usa un paragone ardito a base di cammelli e aghi. Che orrore! Che estrema crudeltà antianimalista nel voler far passare un cammello, una creatura vivente, per la cruna di un ago. Tutte le associazioni ambientaliste dovrebbero indire manifestazioni di protesta per un linguaggio così palesemente disumano.

La confusione però non finisce qui. Se “molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi”, non è più chiaro cosa conviene essere in classifica. Al fondo? All’inizio? A parte l’esaltazione dell’arbitraggio di parte, del favoritismo e della raccomandazione clientelare come sistema di vita, a questo punto risulta ovvio che la strategia migliore è la mediocrità, il rifiutarsi di eccellere. Evitando di prendere posizione potremo stare sicuri di non cadere nella parte bassa delle classifica se questa si dovesse rovesciare. Guardarsi quindi dal compiere atti meritevoli: non si sa mai, come la potrebbero prendere lassù. Piuttosto converrebbe cercare a tutti i costi di essere ultimi tra gli ultimi. Coloro che seguono davvero G dovrebbero non primeggiare in niente, ed essere i peggiori possibile. L’ha detto lui, eh.

Accompagnatevi quindi a noi demoni. Vi assicuro che più in basso di quaggiù è difficile arrivare, anche scavando.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 9 marzo 2017 su Non è Vangelo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Modo migliore e più spedito per avere preti divorziati e risposati. Un problema in più, grazie ai demolitori.

  2. MenteLibera65

    xberlicche: Strepitoso :-) l’accenno Alla scissione poi di gran classe. Pregno di citazioni c, sperando che la percentuale dei lettori che le hanno capite sia altina:-)

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