I tempi cambiano

Mi ricordo, parecchi anni fa, che ogni tanto i giornali davano notizie di genitori poverissimi che vendevano i loro figli a qualche ricca coppia.
Fossero contadini calabri o zingari, i parenti degeneri erano additati al disprezzo universale. Come si poteva pensare di dare la propria prole in cambio di denaro? E quei ricconi, come osavano rompere il legame tra madre e figlio? Che cosa ci volevano veramente fare con quella creatura?
I titoli erano su più colonne, la condanna unanime.

Poi i tempi sono cambiati. Notizie del genere sono diventate sempre più rare, e poi sono sparite.
Forse non c’è più quella povertà, si può pensare, o c’è maggiore coscienza. Magari al pubblico non interessa più. Oppure quei ricconi hanno trovato altre strade.

Adesso sui giornali si possono leggere di nuovo notizie simili. Ma, a differenza di un tempo, sembra che quelle vendite risultino molto più simpatiche, quasi dovute; anzi, ci si indigna che qualcuno – evidentemente rimasto fermo ad un’altra era – si possa indignare.
Non si capisce più dove sia il reato; in fondo, si dà soddisfazione a due bisogni e la trattativa commerciale è diretta. Al limite si potrebbe discuetere sull’IVA. La mamma non è più un ostacolo; anche perché pare che in fondo non serva, dato che ambedue gli acquirenti sono spesso inadatti fisicamente, nonostante la buona volontà, a svolgere tale compito.

Adesso che grazie a giornalisti e giudici abbiamo capito cos’è davvero importante e che non ci si deve preoccupare più tanto del benessere del pupo, è ora di pensare alle prossime leggi.
Perché se gli adottanti hanno diritto alla felicità di comprarsi un bambino, quando quello stesso bambino non darà più loro la felicità – capricci, troppe spese, adolescenza – logicamente verranno a cadere le premesse. Quindi è del tutto naturale che se ne vogliano sbarazzare. In fondo, l’hanno comprato. Anche gli elettrodomestici hanno la garanzia e il diritto di recesso.
Se non vogliamo distruggere pure le leggi sull’abbandono di minore, io suggerirei di portarci avanti con i tempi e passare al prossimo step.
Che ne direste del bambino in leasing?

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 10 marzo 2017 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 13 commenti.

  1. Non fa una piega. Ottimo post. Isabella

  2. O anche il bambino a ore, perché no?

  3. Berlicche Dio ti benedica oggi e sempre. Lo Spirito santo che il Signore ci ha inviato in forza della sua dolorosa passione ovviamente sta nella chiesa e ovunque egli voglia (anche presso chi neppure lo conosce) ma mi compiaccio di notare che su di te e in te ha posto – non dico la sua casa, sarebbe troppo – ma certamente un pied a terre.

    Prega per me

  4. Ottimo intervento, Berlicche, grazie.
    L’idea del leasing ricorda un po’ il Dick de “Le pre-persone” che oggi, ad oltre 40 dalla sua pubblicazione, è sempre più difficile incasellare nella fantascienza: è ormai orrenda anticipazione…

  5. Quando ho condiviso il post su facebook è venuta fuori un captcha con la scritta “pare che questo link non sia sicuro”.

  6. 15. GARANZIA DI RIAVVIO DEL PROGRAMMA IN CASO DI DECESSO DEL BAMBINO

    A partire del 7º mese, tutte le agenzie ritengono che il programma sia stato realizzato in adempimento del contratto. Pertanto, nell’eventualità in cui il piccolo nasca prematuramente o muoia perderebbe il diritto ad avere il Suo bambino, oltre alla perdita economica relativa al costo del programma. GESTLIFE è l’unica azienda che copre questa terribile eventualità, assicurandole il riavvio del programma scelto in caso di decesso del nascituro entro il 7º mese e fino a 20 giorni dopo la settimana 36, senza nessun costo aggiuntivo.

    http://gestlife.es/it/servizi/

  7. xSircliges: ma è l’ammore che muove.

    xAgo: ah, finalmente hanno messo anche me tra i negri? Ma, come tutti i nostri troll tsetimoniano, siamo noi gl intolleranti.

  8. Bravissimo! E’ sempre un piacere e un arricchimento leggere Berlicche!Grazie.

  9. Il bambino in leasing, magari consegnato insieme con la pizza dai fattorini di Foodora? No, meglio di no: ché poi arrivano le rivendicazioni sindacali di quei pedalatori sfaticati e cominciano le rogne vere.

    Anche se — in base alle preziose informazioni fornite da sircliges — potrebbe rimanere la possibilità di rivolgersi a “Gestlife”, quella così premurosa agenzia di servizi assicurativi che garantisce ai suoi fortunati clienti di “coprire le terribili eventualità” connesse alla perdita dei quattrini investiti nella modernissima start-up sforna-bebè.

  10. Magari arriveranno anche i bambini a scadenza, bei bebè che non diventano mai adulti e rimangono bloccati nei due/tre/quattro anni di età finché colui o colei che gioca al genitore non si stanca del gioco. Si potrebbero dotare di un dispositivo di “eliminazione” come i componenti della “famiglia” Harkonnen di Dune. Poi fiorirebbe intorno tutto un indotto di gestione rifiuti e riciclaggio del baby-giocattolo. Al peggio non c’è limite…

  11. Salve LidiaB, ben ritrovata!

    Proprio nei giorni scorsi mi è ricapitato di pensare a Lei e al Suo breve ma incivisivo racconto, anni fa, riguardo la piccola croce che porta appesa al collo, con l’aiuto di un’altrettanto piccola catenina, pensata per il collo di un bambino.

    Non conosco il “dispositivo” approntato per i membri della famiglia Harkonnen cui ha accennato nel suo commento; il film Dune l’ho visto eoni fa, in effetti, e il libro non l’ho mai letto.

    Le Sue considerazioni mi hanno invece fatto correre il pensiero alla drammatica situazione in cui si è venuto a trovare, a un certo punto della sua malaugurata esistenza, il “mecha” David, costruito dalla “Cybertronics” del dottor Hobby (sic!), nel gran bel film di Spielberg “A.I. — Intelligenza artificiale”, anch’esso di parecchi anni orsono.

    Tutti quei dilemmi e tormenti di coscienza per quello che, alla fin fine (anzi, sin dall’inizio) è solo un ammasso di ferraglia, circuiti e microchip! Roba stra-superata, contorta, per barbagianni più contorti della lamiera di una baracca di periferia pasoliniana.
    Vero?

  12. errata corrige: “incisivo”.
    Anche se il termine “incivisivo” potrebbe essere un interessante neo-logismo, della serie di quelli coniati da un altro scrittore di fantascienza degli ultimi decenni, il britannico (o forse gaelico?) David Mitchell.

    Una delle sue invenzioni “sceniche” — tanto per far onore al nostro gentile padrone di casa — è la “matrice circolare a sviluppo involutivo”, un espediente infallibile di criptaggio per hackers genialissimi, possibilmente criminali.

  13. In effetti era venuto in mente anche a me “Supertoys Last All Summer Long”, il racconto dal quale è preso AI.
    PS: Dune è da leggere.

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