Dimmi il tuo nome

Mi dispiace per voi che non siete andati a vedere “Your name.” al cinema. Davvero. Io invece ci sono stato: con tre ore di sonno, lasciando indietro un sacco di cose da fare, trangugiando la cena, correndo ed arrivando a film appena iniziato.
Perché un film del genere, stratosferico campione di incassi in Giappone e con recensioni stellari ovunque, sia limitato a soli tre giorni di proiezione facendo strapagare il biglietto non lo capisco. Per il mio spettacolo la sala era zeppa. Così, se ve lo siete perso mi dispiace per voi. E’ una festa per gli occhi e per il cuore.

Indubbiamente è una pellicola realizzato in stato di grazia. I disegni ovviamente sono la prima cosa che colpisce: un realismo che diventa poesia. L’inquadratura di una gru, di palazzi, di un bosco diventano bellezza. Il quotidiano banale si trasfigura in fascino, tanto da lasciare a bocca aperta. I cieli, la pioggia, la neve, un passero sulla cima di un palo: i piccoli particolari ci parlano di una cura a tratti quasi leziosa nella ricerca di meraviglia. Chi sta attento potrà notare che i dettagliatissimi sfondi non si limitano a scorrere come usuale in animazioni di altri autori, ma persino ruotano in prospettiva.

Ma a questo l’autore, Makoto Shinkai, ci aveva già abituati con i suoi precedenti lavori, specie gli ultimi cortometraggi. I suoi lungometraggi precedenti avevano un duplice difetto: un tributo troppo pesante a Miyazaki che generava trame spesso troppo confuse e intricate per essere davvero piacevoli. Finalmente qui sembra essersi liberato della scomoda eredità e percorre una via davvero sua. La trama è (letteralmente) un intreccio, ricca di sfumature ma tutto sommato semplice da afferrare. Il ripetuto scambiarsi dei corpi per un giorno tra un ragazzo e una ragazza viene narrato con leggerezza e divertimento. Nessuno scadimento nelle tematiche gender: i rispettivi protagonisti conservano, pur in corpi di sesso differente, la loro identità di cui rimangono sempre consci. Se i tratti di carattere del sesso opposto aiuteranno i due ragazzi in alcuni loro problemi, sarà però la loro vera identità alla fine la sola in grado di risolvere le difficili situazioni in cui la trama li pone. Il racconto ci dice che le nostre vite sono intrecciate alle altre, ed esiste un destino verso il quale andiamo; un desiderio a cui a volte non sappiamo dare un nome, ma che dà sapore alla vita e che possiamo raggiungere, se mettiamo in esso la nostra volontà. Non ricordo il tuo nome, ma so che senza di te la mia vita non è completa.

La regia riesce a tratteggiare i caratteri dei vari protagonisti rendendoceli simpatetici e trimensionali. Il finale, essendo un film di Shinkai, non è per niente scontato, come sa chi ha visto sue opere precedenti come Voice of a distant star o 5 cm al secondo. Quando al termine del film alcune inquadrature citano esplicitamente quest’ultimo ho avuto la netta sensazione che alcuni del pubblico fossero pronti a tirare i sedili sullo schermo – chi li ha visti entrambi sa a cosa mi riferisco, e non dirò altro.

Le musiche sono belle, il doppiaggio adeguato. Si ride, si piange, ci si emoziona. Il film è un capolavoro. Cercatelo. Mi ringrazierete.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 26 gennaio 2017 su gusto e disgusto. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Da che età è adatto? Grazie.

  2. Visibile da tutti, ma dubito che un bambino riesca ad apprezzare la trama che a tratti non è facile da seguire.

  3. Fichissimo davvero. Dovuto guardare in un giorno improbabile perché lo avevano programmato solo per tre giorni lun-mar-mer -.-” che follia. Almeno un venerdì o un sabato potevano tenerlo in sala mica moriva nessuno.

    “Sorellona oggi non ti tocchi le tette?”

  4. Sembra che abbiano date altre due date per il film: 31 gennaio e 1 febbraio.

  5. Avevo intravisto che annunciavano questa proroga su facebook ma rimane comunque fuori dal week end e mi fa comunque rabbia U_U
    Non è che sia esattamente un film d’essai, è godibile da praticamente tutti, hanno insistito poco e lo hanno tenuto “nascosto” al pubblico meno informato dandogli poco spazio. Peccato (per chi nn lo vedrà mai).

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