Eventi incredibili

Buonasera. Oggi a Eventi Incredibili intervisteremo Mattia, un nome di fantasia che nasconde quello di un commerciante di stoffe di successo. Mattia ha scelto di non farci vedere il suo volto (immagine di un uomo ripreso di spalle e in controluce) per non esporsi a vendette.
Mattia – Buonasera (voce alterata)
Intervistatrice – Signor Mattia, lei è un uomo di successo. A cosa deve la sua fortuna?
M – A quello che chiamavano Gesù.
I – Gesù? L’autoproclamato profeta e Messia crocefisso alcuni anni fa a Gerusalemme?
M -Esattamente.
<Voce fuori campo mentre scorrono immagini sgranate di Gerusalemme, folla che cammina sulle strade, delle croci, tumulti di folla, nubi e paesaggi – “La storia di Gesù il Galileo è quella di un autoproclamato profeta e messia a cui venivano attribuiti poteri di guarigione straordinari, che il Sinedrio di Gerusalemme ha fatto condannare per blasfemia. I suoi discepoli sostengono che in realtà lui sia risorto dai morti dopo la crocefissione. Ma come è possibile?”>
I – Lei dice che grazie a Gesù è diventato un ricco uomo d’affari. Com’è possibile ciò? Ce lo può spiegare?
M – Perché io ero di guardia alla sua tomba la notte dopo che era stato crocefisso
I – Come? Vuole ripetere?
M – Eravamo di guardia, io e un mio commilitone, alla tomba di quel Gesù di Nazareth quando lo hanno sepolto. Ero nelle guardie del tempio allora.
I – Lei era nelle guardie del tempio?
M – E’ così. Cercavo un posto di lavoro, e un mio cugino conosceva uno dei sacerdoti, così…
I – E lei era stato messo di guardia ad una tomba. Era un fatto consueto?
M – Proprio no, che io sappia non si era mai fatto prima
I – E per quale motivo eravate lì?
M  – Per via della profezia
I – Vuole dirci di più?
M – Quel tizio aveva detto che sarebbe risorto dai morti, così il Sommo sacerdote non voleva che i suoi discepoli rubassero il corpo o qualcosa del genere.
I – E lei era stato messo di guardia…
M – Per evitare che lo rubassero.
I – Racconti cosa accadde quella notte.
M – Eravamo montati di guardia al tramonto…
I – Quanti eravate?
M – Due. Eravamo due.
I – Eravate armati?
M – Certo, lancia e spada, dotazione standard.
I – E cosa è successo
M – Era quasi l’alba…il nostro turno finiva all’ora seconda…quando sentiamo dei rumori.
I – Qualcuno si avvicinava?
M – Ma no, dalla tomba. Come una specie di canzone, o ronzio…
I – Dall’interno della tomba?
M – Dall’interno della tomba.
I  -La tomba era chiusa?
M – Era chiusa con un masso pesante, molto pesante. Ed ecco che vediamo una luce…
I – Dove?
M – Nella tomba.
I – Come delle torce? Dei fuochi?
M – No, come un lampo fortissimo, ma senza tuono. Usciva dalle fessure, capito? Si sentiva un odore strano, come di temporale. E poi la pietra è rotolata via.
I – Come rotolata via?
M – Come se qualcuno l’avesse spinta via. Da dentro.
I – Da dentro?
M – Noi fuori non abbiamo visto nessuno. E questa pietra rotola via <mima una spinta> e quasi schiaccia il mio compagno.
I – <Parlando al pubblico> Suoni e luci misteriosi, e un pesante macigno che viene spinto via da una forza misteriosa. Cosa sarà accaduto? Chi sarà il responsabile? Scopriamolo insieme.
I – E poi cosa accade?
M – Quel tizio esce.
I – Che tizio?
M – Quel Gesù, o come si chiamava. Tutto nudo. E c’era questa luce viola che usciva dalla tomba, ma meno forte di prima, e…
I – Una luce viola?
M – Non è che fosse proprio viola, sembrava viola, e dove li illuminava i nostri vestiti diventavano bianchissimi.
I – Li puliva?
M – No, sembravano solo bianchissimi, splendevano quasi.
I – Un fatto incredibile. E’ sicuro che fosse Gesù quello che è uscito?
M – Sicurissimo. L’avevamo arrestato tre giorni prima, c’ero anch’io. L’ho riconosciuto subito.
I – Ma non era morto?
M – Mah, così pareva.
I – Non ha niente da dire in proposito?
M – Non saprei cosa dire.
I – E poi cosa è successo?
M – Eravamo stralunati. Il mio collega gli ha chiesto “Dove stai andando” e lui si volta e fa “In Galilea. Se mi cercano, io aspetterò laggiù”. E’ stato gentilissimo.
I – Che ha fatto?
M – E’ andato alla casa del custode, che era a pochi passi, e dopo un poco è uscito vestito con degli abiti da lavoro, ci ha salutato ed è andato via.
I – E voi? Non avete tentato di fermarlo?
M – Noi eravamo lì seduti che non sapevamo che fare. Non è che lo potessimo arrestare di nuovo, no? Io ero entrato nel sepolcro, ed era stranissimo, perché il lenzuolo in cui era avvolto era ancora lì, solo che lui non c’era più dentro.
I – Cosa avete fatto?
M – Mentre guardavamo arrivano delle donne che cominciano a piangere e ci chiedono dove è finito Gesù, ed io rispondo che qui non c’è più, è risorto, ed ha detto che le aspettava in Galilea o qualcosa del genere, e queste sono scappate via.
I – Avete riferito cosa aveva detto?
M – Sì.
I – E poi?
M – E poi siamo andati via anche noi, a fare rapporto. Non aveva senso restare lì.
I – E che avete fatto?
M – Siamo andato dai sommi sacerdoti.
I – E qui?
M – Ci hanno dato una bella sommetta perché dicessimo che l’avevano portato via i suoi discepoli.
I – Quindi l’hanno pagata per mentire.
M – Sì <a disagio>
I – E lei ha preso i soldi? Ed ha confermato la loro versione?
M – Non potevo fare diversamente, altrimenti sarebbe andata di mezzo la mia famiglia. Comunque, appena ho potuto sono andato via da Gerusalemme e ho messo su un’attività in Iberia.
I – Con i soldi che le avevano dato per non farla parlare.
M – Anche con quelli, sì
I  -Adesso invece ha deciso di dire ogni cosa, dopo tutto questo tempo. Perché?
M – <Tossichia, cambia posizione> Perché mi sembrava giusto, dopo tanti anni…e poi perché in fondo di questa storia non interessa niente a nessuno, ormai.
I – Eppure deve avere sentito che i discepoli di quel Gesù, i cristiani, come li chiamano, hanno un certo seguito in diverse città e persino a Roma.
M – <si stringe le spalle> Qua non si sono ancora fatti vedere. E’ una moda come un’altra.
I – E lei? Cosa ne pensa di un morto che torna in vita?
M – Certo, sul momento mi aveva fatto impressione, ma adesso…in fondo che importa a me?  E poi non sappiamo com’è andata veramente, no? Cioè, va bene la lancia nel costato, i buchi e tutto, ma magari era un trucco, no? Magari non era morto, che ne sappiamo? Io ci ho pensato su tante volte, ma non mi sento di dire qualcosa di diverso. Vivo la mia vita. Non mi sento in colpa per non avere detto la verità allora, era per l’ordine pubblico, capite?
I –  Lo rifarebbe?
M – Certo, lo rifarei.

I -<stacco in studio> Eccovi questa eccezionale testimonianza che getta nuova luce su questo vecchio caso. Cosa sarà stata quella luce? Gesù era morto o vivo quando è uscito dalla tomba? Era proprio lui? E dove è andato? Poteva essere un alieno? Rimanete con noi per una nuova puntata di  Eventi Incredibili e forse lo scoprirete!

Resurrezione-El-Greco

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 7 aprile 2015 su Apocrifatti, fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 19 commenti.

  1. Il poveretto ha proprio visto un alieno.
    Lo prova il suo racconto.
    Dio nella Sua Gloria non si mostra nudo.
    (…e che bisogno avrebbe poi di vestirsi?)

    Caro Berli, lo hai forse tratto dal “Codice da Vinci”?
    Suppongo che certe favole siano per i folli.

    Chi ha osato vedere il film blasfemo può “vigliaccamente osare” di leggere anche
    “L’Evangelo come mi è stato rivelato” di Maria Valtorta
    e capire veramente come sono andati i fatti secondo Verità.

    E’ un’opera, unica al mondo e unica nella storia,
    – che commosse anche Pio XII –
    Un vero capolavoro della letteratura cristiana mondiale!

  2. Alcune notazioni su questo post.
    Sebbene il tono sia leggero, e abbia cercato di porre l’accento su come pur vedendo non si riesca a vedere, tuttavia il racconto della guardia non è campato in aria.
    Secondo recenti studi, l’immagine sul telo sindonico sarebbe dovuta ad una forte ed improvvisa esposizione a luce ultravioletta. Alcune lunghezze d’onda ultraviolette causano reazioni nei tessuti tali da farli sembrare bianchissimi e splendenti.
    L’uomo della sindone è nudo. Nel sepolcro non c’erano abiti. Sappiamo dai Vangeli che Cristo preferisce moltiplicare o mutare che creare direttamente.
    Alcuni studi filologici sul supposto originale aramaico dei Vangeli sostengono che quello dei due angeli al sepolcro è una errata traduzione: coloro che sono nominati nei versetti sarebbero da identificarsi con le guardie che erano state poste nel sepolcro stesso.
    L’episodio delle guardie pagate per dire il falso è nel Vangelo.

  3. “Nel cielo sereno, …dove peraltro ancora non è raggio di sole, si affaccia, venendo da profondità sconosciute, una meteora splendentissima che scende, palla di fuoco di insostenibile splendore, seguita da una scia rutilante, che forse non è altro che il ricordo del suo fulgore nella nostra retina. Scende velocissima verso la Terra, spargendo una luce così intensa, fantasmagorica, paurosa nella sua bellezza, che la luce rosata dell’aurora se ne annulla, superata da questa incandescenza bianca.
    Le guardie alzano il capo stupite, anche perché con la luce viene un boato potente, armonico, solenne, che empie di sé tutto il Creato. Viene da profondità paradisiache. E’ l’alleluia, il gloria angelico che segue lo Spirito del Cristo che torna nella sua Carne gloriosa.
    La meteora si abbatte contro l’inutile serrame del Sepolcro, lo divelle, lo atterra, fulmina di terrore e di fragore le guardie messe a carcerieri del Padrone dell’Universo dando, col suo tornare sulla Terra, un nuovo terremoto come lo aveva dato quando dalla Terra era fuggito questo Spirito del Signore. Entra nel buio Sepolcro che si fa tutto chiaro della sua luce indescrivibile, e mentre questa permane sospesa nell’aria immobile, lo Spirito si rinfonde nel Corpo immoto sotto le funebri bende.
    Tutto questo non in un minuto ma in frazione di minuto, tanto l’apparire, lo scendere, il penetrare e scomparire della Luce di Dio è stato rapido…” (stralcio da M.Valtorta)

    Così, le guardie atterrite e tramortite per il folgorante avvenimento, non fuggono…
    ma come nulla fosse stato rimangono sul posto a far da “Call Center” e spiegare ai curiosi visitatori ciò che è successo.

    Chi si “beve” tali cose… può credere tutto ciò che gli piace.

    Grazie Berli, non ho migliori argomentazioni delle tue.

  4. Ieri sera in televisione promuovevano un nuovo programma di Rete4 intitolato “La strada dei miracoli”. A giudicare dal frasario del promo oserei dire che si vedranno cose analoghe a quelle narrate qui sopra.

    p.s. complimenti, è molto ben fatto.

  5. Il racconto-intervista è, al solito, avvincente e ammiccante al punto giusto, e anche l’ipotesi delle guardie scambiate da santa Maria Maddalena per angeli, senza tuttavia che ciò la scomponga più di tanto, è suggestiva; così mi era parsa, per lo meno, in un primo momento.
    Tuttavia, riflettendoci, la spiegazione data dall’insigne studioso di cui ha riportato il link nel Suo commento, gentile Berlicche, non mi pare molto convincente.

    O meglio, il chiarimento circa la traduzione difettosa del testo aramaico che riferiva, nelle donne accorse al sepolcro con l’intento di provvedere a una sepoltura del corpo del Signore più accurata e conforme ai rituali ebraici, di un turbamento e un’emozione intense piuttosto che di un timore pavido al punto da paralizzare ogni volontà di testimonianza, è sicuramente acuto e utile a ricomporre quella particolare discrepanza nei resoconti dell’evento prodigioso così come narrato dai diversi evangelisti.

    Ma la spiegazione sulle differenti versioni degli incontri con i misteriosi messaggeri all’interno della tomba o al suo ingresso mi sembra meno persuasiva .

    Infatti, se gli angeli visti in tempi diversi dalle donne “mirofore” e dalla Maddalena, fossero stati sempre le stesse guardie (una volta in coppia, un’altra uno solo di loro; si veda i racconti di Luca e Matteo), non si capisce perché in un caso, ossia con le altre donne (Salome, Giovanna — la moglie del procuratore di Erode, Chusa — , l’altra Maria) i guardiani-vigilantes, ancora stravolti per l’accaduto, avrebbero riferito per esteso il messaggio consegnato loro dal Risorto, e invece avrebbero taciuto con la Maddalena, a sua volta afflitta e agitatissima perché ancora convinta, secondo la sua stessa dichiarazione ai due, di un trafugamento della salma.

    Avrei altre idee in proposito. Andiamo per ordine.
    Perché la Maddalena non si stupisce, come le altre donne, di quelle presenze celesti, che invece hanno profondamente impressionato e scosso le sue compagne, entrate prima di lei nella tomba vuota (mentre Lei, probabilmente vista da lontano la pietra rotolata via dal sepolcro, aveva subito fatto dietrofront per dare al più presto l’allarme ai discepoli circa l’ipotizzato furto della salma)? Perché non sempre gli angeli santi si mostrano in tutto il temibile fulgore della loro Gloria, come era anche accaduto ai pastori di Betlemme, colmati a loro volta di terrore a quella apparizione, 33 anni prima. San Raffaele arcangelo, per esempio, in principio si era presentato a Tobia come un semplice giovane in cerca di un impiego e felice di poterlo trovare nell’accompagnare il figlio di Tobi nel suo viaggio, come è narrato nel testo biblico di Tobia.

    Inoltre, altri eventi prodigiosi molto vicini a noi nel tempo, ci mostrano come ai veggenti di una medesima apparizione non sempre SIA CONCESSO di vedere o sentire esattamente le stesse immagini o parole. A Fatima, per esempio, quando Maria santissima consegna i segreti a Lucia, è vista dagli altri due bambini muovere le labbra, senza che alcun suono giunga ai loro orecchi. Inoltre nell’apparizione finale del 13 ottobre 1917, fissando il sole, Lucia vede sia un’immagine della Sacra Famiglia — individuata anche da Giacinta e Francesco, se non sbaglio — sia in un secondo momento una raffigurazione della Madonna del Carmelo, che invece gli altri due veggenti non notano.

    Insomma, è vero che i vangeli descrivono fatti storici realmente accaduti, ma non bisogna mai dimenticare che sono fatti in cui, nella storia della normale e terrena quotidianità, irrompe il soprannaturale, che non sempre segue predissequamente le leggi del nostro spazio e del nostro tempo così come siamo abituati a conoscerli e condividerli.

    Poi, a proposito del Santo Lenzuolo — “doppio” nel senso di “piegato due volte”, in modo da avvolgere interamente il Corpo deposto dalla Croce, passando sotto di esso e ricongiungendosi all’altro bordo, ai piedi della salma — vorrei aggiungere alcune osservazioni tratte da un testo di meditazione della Via Crucis che la nostra comunità ha adoperato i venerdì di quaresima di quest’anno.

    “Oggi, quando contempliamo dopo 2000 anni la Sindone, notiamo che su uno dei lati lunghi c’è una fascia che è stata ricucita, dopo essere stata tagliata in precedenza. molto probabilmente quela fascia venne tagliata dalle persone che stavano deponendo Gesù dalla Croce e servì per legare la sinfone all’altezza dei piedi, delle ginocchia e del collo, in modo che rimanesse ben aderente al cadavere. Venne poi aggiunto il sudario per coprire meglio il capo del defunto. così Gesù fu portato nel sepolcro e deposto sulla pietra tombale. Questo spiega ciò che osservarono Pietro e Giovanni, quando entrarono nel sepolcro. Non videro tanto la sindone quanto quella fascia che la legava. Il tutto non sollevato, bensì disteso e AFFLOSCIATO, perché il corpo di Gesù non c’era più, senza che nessuno avesse liberato la Sindone dalla fascia. Il sudario invece era sollevato, ma vuoto. Solo per questa ragione, Giovanni ‘vide e credette’.” (da “Sacra sindone — L’Icona dell’amore più grande”, edizioni Mimep-Docete)

    Grazie per l’interessantissimo articolo che ci ha offerto l’occasione di leggere, Berlicche.
    Ancora auguri di buona Pasqua e, per dopo domani, di una festa della Divina Misericordia piena di tutta la pace e la gioia che solo il “veramente Risorto” (come dicono i nostri fratelli cristiano-ortodossi) può comunicare.
    marilù

    Ps.: mi scuso per la lunghezza del commento. Non sono stata capace di esprimermi in forma più stringata e mi è parso importante non desistere dal farlo, nonostante tutto. Un grazie sincero, dunque, anche per la generosa ospitalità.

  6. Bellissimo, grazie. Mi son sempre chiesto cosa succederebbe oggi se arrivasse in tv uno dicendo che un altro è resuscitato. Gli crederemmo? Lo metteremmo in ospedale? Sicuramente la prenderemmo come la solita bufala. E ai tempi di Gesù era sicuramente lo stesso. Ma … Allora fu diverso, allora anche se Paolo i n Grecia predicava la resurrezione del maestro, veniva deriso ma al tempo stesso tanti gli credevano. Dietro tutto c’e una potenza sovrumana, un qualcosa che di sicuro non è di questo mondo. Porteremo sempre nel cuore quello. Che Lu ha fatto, quello che Lui ci ha detto di fare? Per farlo…. L’ unica è fare la comunione….. “Fate questo in memoria di me”. Buona Pasqua in ritardo.

  7. @ marilumari (e chi fosse interessato) segnalo recente articolo sul sudario di Oviedo
    http://www.catholicworldreport.com/Blog/3783/the_other_shroud_of_christ.aspx

  8. Grazie infinite, senm_, l’articolo è davvero molto interessante. Per me la scoperta del Sudario di Oviedo è stata una vera sorpresa di Pasqua; finora non ne sospettavo minimamente l’esistenza (non-beata ignoranza…)
    E poi il pezzo che ha linkato è anche divertente, con quell’aneddoto dello studioso svizzero che ha retrodatato, con la prova del carbonio 14, la tovaglia della suocera a 350 anni fa….

    Noto anche una differenza basilare rispetto al resoconto delle procedure adottate per la sepoltura del Signore così come sono presentate nel testo che avevo trascritto nel mio commento; lì, infatti, si afferma che il panno del sudario è stato aggiunto sul volto del defunto solo dopo che l’intera salma era stata in precedenza avvolta dal lino sindonico, mentre nel testo inglese si riferisce di una sovrapposizione del panno al volto del Cristo morto, addirittura prima di distaccarne il corpo dalla Croce, così come suggerisce la prima serie di macchie di sangue e linfa osservata.

    Penso sia probabile che la versione degli avvenimenti data dal testo da me trascritto punti a rendere conto non solo del fatto che le fibre del tessuto del sudario sono prive di quelle caratteristiche e misteriose “bruciature” rilevabili sulla Sindone, ma anche della menzione speciale che ne fa San Giovanni nel suo vangelo della resurrezione. Voglio dire: se era normale consuetudine porre il sudario sul volto della salma prima ancora di avvolgerla nel lenzuolo funebre, per poi comunque rimuovere quel panno al momento della vera e propria operazione di sepoltura, lasciandolo piegato in un luogo a parte nella stessa tomba, perché l’evangelista avrebbe dovuto sottolineare con enfasi questo fatto? Forse quel panno “piegato a parte” è vittima anch’esso di una traduzione un po’ troppo sbrigativa; non era, forse, tanto “piegato a parte” quanto, piuttosto, “avvolto da se stesso”, come rovesciato, ribaltato dalla posizione in cui era stato adagiato al di sopra del Volto, coperto dal lenzuolo, del Cristo composto nella tomba.

  9. @ marilumari. la questione del “piegato a parte” e del perché esattamente Giovanni “vide e credette” è molto complessa per via della traduzione aramaico-greco-latino ma c’è chi l’ha sbrogliata. Ora non ricordo con precisione ma Vittorio Messori ne parla ampiamente in “Dicono che è risorto”.

  10. @ marilumari. Questo credo sia ripreso dal libro di Messori che dicevo
    http://www.voltosanto.it/Italiano/dettagliofnti.php?x1=8

    «La dimostrazione (se davvero è tale) che qui i traduttori cadrebbero in gravi abbagli, è proposta da un prete diocesano laziale, un “dilettante”, don Antonio Persili, anziano parroco a Tivoli. Sin da seminarista, racconta, fu ossessionato da quel eỉden kaì epìsteusen: che cosa vide Giovanni per credere? Insoddisfatto dalle spiegazioni tradizionali (e non a torto, come vedremo) don Persili per decenni si è arrovellato, cercando se per caso, sotto quelle poche parole greche, Giovanni avesse dato indicazioni su ciò che c’era davvero là dentro.»
    Il resto da leggere…

  11. Evviva don Anotnio Persili!
    Grazie alla sua pignoleria e profonda passione per la verità e alla fiducia prestatagli da Messori, adesso disponiamo di un quadro estremamente dettagliato — per non dire del tutto completo — della scena prodigiosa che si offrì allo sguardo sbalordito di san Pietro e san Giovanni, quel lontano mattino della prima Pasqua cristiana.

    Grazie a don Persili, si può anche intuire perché il sudario rimasto sollevato come fosse inamidato e modellato sulle forme dell’adorabile Volto Santo, non più presente al suo interno, abbia ricevuto da quel subitaneo “lampo di luce e calore” solo la sua persistente rigidità ma nessuna “bruciatura” da negativo fotografico, come invece accadde alla sindone sotto di esso; infatti, tra il Sudario vero e proprio e la sindone, Messori e don Persili collocano un panno ulteriore, una mentoniera, che immagino abbia fatto da diaframma o foglio assorbente di quel calore, non permettendogli di imprimere sul pezzo di tessuto più esterno, oltretutto impregnato di unguento, alcuna traccia sanguigna sottostante.

    Mi resta solo una perplessità. Se san Nicodemo e san Giuseppe di Arimatea avevano seppellito, in presenza delle “donne che lo (cioè Gesù) avevano seguito dalla Galilea” (vedi Luca 23, 55-56), con tanta accuratezza e abbondanza di unguenti preziosi (ben 100 libbre, ossia 32 chili e settecento grammi, secondo il vangelo giovanneo) la salma del Signore, perché le stesse donne — per l’appunto dette “mirofore” — con Santa Maria Maddalena in testa, avrebbero dovuto recarsi il mattino dopo la Pasqua ebraica di nuovo alla tomba di Gesù per completare le operazioni di sepoltura? Avevano forse intenzione di lavare l’adorabile corpo così brutalmente sfigurato per poi ungerlo di nuovo con gli oli aromatici e riavvolgerlo nei preziosissimi teli di lino già forniti da San Giuseppe d’Arimatea?

    Comunque, rispetto all’ “evento incredibile” della Resurrezione così ben documentato e testimoniato, queste sono minuzie del tutto marginali.

    Grazie ancora senm_webmrsr, Lei è davvero una miniera di notizie inressantissime, preziose almeno quanto quelle 100 libbre di “mirra e aloe”.

    Con sincera e grata stima, marilù.

    P.S.: ho poi preso in prestito dalla biblioteca civica e letto con molto piacere “Il Grande Divorzio” di Lewis. A ben pensarci, mi aiuta anche a immaginare come le “ultra-microscopiche” fibre di lino siano passate senza fatica attraverso le… voragini incommensurabili di luce rappresentate dagli interstizi infra-molecolari del Corpo del Risorto.

    P.p.s.: grazie anche al nostro gentilissimo Ospite, che ci sprona a tutte queste riflessioni e scoperte, offrendoci per giunta l’opportunità di discorrerci su.

  12. @ marilumari, lei è troppo buona. A proposito, se cominciassimo a darci del “voi” in vista di un avvicinamento al “tu”? :-)

    Sulla questione delle pie donne e del perché dovessero tornare al sepolcro, sono certa di averne letto qualcosa ma non ricordo di preciso cosa e se nel libro di Messori già citato (Dicono che è risorto) o in quello di Barbara Frale (La sindone di Gesù Nazareno, Il Mulino, 2009) o forse in quello di Emanuela Marinelli (La sindone. Testimone di una presenza, San Paolo, 2010).
    Tutti meritevoli comunque di lettura. Quello della Marinelli ha per me il pregio di avermi spiegato finalmente con chiarezza che diamine è il Carbonio 14 e perché le sue analisi tanto spesso sono numeri al lotto.

  13. Affare fatto: vada per il “tu”. Anche perché il “voi”, pur nobilitato dal grande Eduardo, ha una certa qual sfumatura fascistoide che personalmente mi mette a disagio.

    Per quanto riguarda la risposta alla mia perplessità, i testi suggeriti sono sicuramente degni di lettura, ma dubito che potrò trovarli tutti e tre nell’unica biblioteca pubblica cittadina.
    Pazienza: non si tratta di un dubbio così fondamentale, alla fine.
    Grazie lo stesso delle sempre preziose indicazioni.

  14. levesloquuntur

    Ringrazio anch’io: avevo letto molto tempo fa il resoconto di Messori e grazie al vostro interessantissimo scambio ho potuto ricordare i dettagli di una ricostruzione preziosa e assolutamente convincente!
    PS Marilù, sono napoletana e devo difendere il tenero “voi”: pensa piuttosto a “Dicitencillo vuje”, le strofe in cui si passa appunto dal voi al tu… (il modo in cui Murolo e i più bravi interpretano: “dicíteme ’nu poco: a che pensate?”… sospiro!)

  15. Hai ragione, levesloquuntur, “Dicitencillo vuje” è di una tenerezza quasi sconvolgente. Però non ti offendere se continuo a preferire il “tu” o il “lei” al “voi”. Sono una romanaccia caparbia, non te la prendere.
    Un caro e sorridente saluto, unito all’augurio di buona domenica.
    marilù

  16. Beh Il “voi” c’era anche prima del fascismo, come i faraglioni di Capri (richiamo a una barzelletta dei primi anni Cinquanta) :-) Pinocchio a Geppetto gli dà del voi, come facevano i figlioli toscani dabbene con i genitori, nell’Ottocento e anche dopo, e se ne sono ricordati i fratelli Taviani, nelle prime scene di “Good morning Babilonia”.
    Inoltre, contrariamente a quanto spesso si pensa, nel deprecato ventennio andava di moda molto anche il “tu”, con le sue connotazioni antico-romane.
    Bene, bene, così abbiamo scoperto le origini di due amiche di blog (io sono di sangue misto, mezza dei posti dove i figli davano del voi ai genitori, e mezza di quelli dove il macellaio ti chiede “Che prendi oggi, signora”?) …

  17. P.S. domani dovrei riuscire a mettere le mani sulla mia copia dei tre volumi di cui si parlava e vi saprò dire…

  18. levesloquuntur

    Grazie, senm.webmrs, siamo tutt’orecchi!!
    (…quel macellaio lo conosco, diciamo che mi ci sono servita un tempo, per cui se puoi scusarmi mi azzardo anch’io, per quanto indegnamente e maldestramente – Marilù ne sa qualcosa – a darti del tu…)

  19. @ levesloquuntur: non può farmi che piacere :-)

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