A caro prezzo

Io ne conosco di gente, ne ho di amici profondamente colpiti dalla vita. Non sto parlando dei colpi casuali che talvolta accadono, la disgrazia, la malattia. No, io intendo quelle ferite profonde che sono inferte da altre persone.
La cattiveria di qualcuno, o forse l’insensibilità, l’indole egoista, o pigra; irosa o avida, e quegli appetiti che prendono il posto di quanto è bene. Tutte le miserie di questa nostra umanità, e anche se non ci mettiamo con i cattivi sappiamo.
Sappiamo di essere inadeguati, di sbagliare, anche quando non vorremmo ammetterlo. Quanto male abbiamo fatto, nella nostra esistenza? O, per noi piccoli anche nel peccato, quanto bene non abbiamo fatto?
Della nostra infelicità possiamo anche accusare altri, ma sappiamo di avere le nostre colpe. E il vivere diventa un nodo di rimorso e di rimpianto, di recriminazioni acide e cinismo spicciolo. Chiamiamolo vivere.
Sono queste cadute che ci rendono amaro il giorno

A questo pensavo oggi, mentre mi arrampicavo sulla montagna. A certi volti, pregando per la loro pace, che è anche la mia. E mi sono reso conto improvvisamente che la risposta l’avevo sotto gli occhi.

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo. Quante volte l’ho sentita pronunciare quella frase. Ma forse non mi sono state mai più chiare le conseguenze. Cristo si  preso su di sé tutti i peccati del mondo. Tutti. Anche le bravate di quella stronza, la malvagità di quell’altro, la perfidia di quei due. Tutti. Anche la mia insufficienza, il mio limite, il mio…tutto.
E quindi ne sono libero. La mia vita, non più determinata da quello sbaglio. Tutti i colpi che la vita ha portato restano forse come dolore, come lividi, ma non contano più. Non condizionano più, non appesantiscano più. Si può ricominciare come fosse un nuovo giorno, un nuovo mondo.
Perché quei peccati, quelle nostre cadute, sono state riscattate a caro prezzo.
Tutte quelle persone che dicevo, tutti quegli amici, tutti liberi. Non più schiacciati dal passato. Perché si ricomincia da oggi, da adesso. Nati da capo.
Non è un modo di dire. E’ una nuova maniera di vivere. E’ la sola maniera.

Poi, è chiaro, occorre dare fiducia a quella figura inchiodata sulla croce, che li abbia davvero presi su lui. Che potesse farlo. Che l’abbia fatto.
Ci abbia salvato.

27 duccio - registro principale della maestà

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 3 aprile 2015 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. “[…]quelle ferite profonde che sono inferte da altre persone.”
    Calza “provvidenzialmente” a pennello con una cattiveria che mi è stata fatta molto recentemente da una persona che consideravo un amico; il mio peccato è stato continuare a dargli fiducia nonostante i numerosi campanelli d’allarme. Perchè colombe sì, ma anche serpenti…

  2. E io ti accompagnavo nel tuo salire, chiedendomi, qui a tanti chilometri di distanza, chi c’era ad arrampicarsi su quella montagna, che a distanza di tanti anni, è la cosa che più mi manca dei miei verdi anni… Spero tu abbia dedicato almeno uno scalino anche a me!Ho cercato di contarli tutte le volte, quaresima dopo quaresima, e ho sempre perso il conto…

  3. x GiuliaM:
    mai fidarsi dei pisani… ;-)

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