Un tocco di follia

Ho rivisto l’altra sera un vecchio film con Cary Grant e Doris Day, “Il visone sulla pelle“. Una delle gag contenute nella pellicola mi ha fatto pensare.

Uno dei protagonisti della pellicola è assiduo frequentatore di uno psicanalista, che lo sfrutta anche per carpire informazioni di borsa riservate.
Per un equivoco, il terapeuta pensa che il suo paziente gli stia raccontando di avere accettato le avances di un uomo d’affari che l’ha portato alle Bermuda per un week-end di sesso.
Lo psicanalista è tanto sconvolto da quello che gli viene narrato da considerare del tutto inaffidabile il suo paziente, informazioni finanziarie incluse; per poi decidere di partire per un “corso d’aggiornamento” a Vienna.

Le volte precedenti che ho visto questo film (anni fa) io, e le persone che erano con me, non avevamo trovato niente di strano. Per noi allora, come per gli sceneggiatori, era ovvio che chiunque sarebbe rimasto sconvolto di fronte ad una relazione omosessuale così sbandierata. Che l’avremmo considerata un’idea folle. E che avremmo trovata irresistibile la gag finale, dove l’equivoco vira nell’assurdo quando all’attonito psicanalista viene fatto vedere un bambino che lui crede frutto di quella relazione.

Era il 1962. Solo cinquant’anni, e quello che era materia da psichiatri è diventato realtà. Chissà cosa c’era in quel corso d’aggiornamento a Vienna.

Però vedete, la cosa che mi dà da pensare è che lo sconvolgimento del dottore faccia ancora ridere, sia ancora del tutto comprensibile. Mentre non si capisce quasi più perché Doris Day faccia tante storie ad andare a letto con Cary Grant.

PS: I pezzi citati sono al minuto 55, e a fine pellicola (1:26).

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 8 aprile 2015 su diavolerie e cattiverie, gusto e disgusto, meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 9 commenti.

  1. Siamo un po tutti folli.

    Ad esempio: Un uomo per porta a spasso un bebè
    è del tutto normale al giorno d’oggi,
    mentre qualche decennio fa era una vergogna farlo.

    Siamo sempre noi a “coprire” le follie degli altri
    col credere di essere dei padri modello (come fossimo omosessuali)

  2. @ Armando: qualche decennio fa…

  3. @ Semn

    Un un foto-ritocco mal riuscito nasconde una verità a metà.

    Posare per una foto, a quei tempi, non presuppone “colpe”.
    Oggi invece è un atteggiamento più che mai equivoco.

    Il danno ricade sui minori indifesi col subire le voglie dei grandi.

    Diamine, ma da che parte stiamo?

  4. @ Armando, io sono terra terra :-)
    Volevo solo far capire che non trovo convincente la tua affermazione (“Un uomo per porta a spasso un bebè
    è del tutto normale al giorno d’oggi, mentre qualche decennio fa era una vergogna farlo”).

    La storia del foto-ritocco non la capisco. La foto l’ho trovata qui.
    http://www.dpcamps.org/cornberg.html

  5. “Per noi allora, come per gli sceneggiatori, era ovvio che chiunque sarebbe rimasto sconvolto di fronte ad una relazione omosessuale così sbandierata.”

    Quest’affermazione, di apparente semplicità, è sintomatica della complessità del problema che affronti. Quella cinematografica non è una rappresentazione fedele della realtà, e le regole dell’umorismo non hanno nulla di razionale.

    Gli sceneggiatori (oggi come allora) sanno che l’umorismo in genere si basa su un’incongruità e/o una sorpresa, e che in linea di massima il sesso fa ridere. Un personaggio (di cui sappiamo, o supponiamo, l’eterosessualità) viene frainteso e appare coinvolto in una relazione omosessuale: è una situazione umoristica utilizzata nel 1962 come oggi*. Ma non c’è nulla di ovvio nel fatto che uno psicanalista si sconvolga in quella situazione: anzi, è un’assurdità. Ogni psicanalista, dai tempi di Freud, ha sicuramente dei pazienti omosessuali che (per quanto possano essere ‘closeted’) parlano liberamente della loro vita sessuale durante le sedute (se no che senso ha pagare il terapeuta?).
    Inoltre il cinema, specie quello mainstream hollywoodiano (in Italia neorealisti , Fellini e Antonioni vari erano un po’ più sul pezzo) era in ritardo cronico sulla società e sulle altre manifestazioni culturali. E i film con Doris Day (con o senza Rock Hudson, che non sto citando per capriccio) anche all’epoca erano considerati prodotti di intrattenimento escapisti ed edulcorati. Ci sono almeno due film contemporanei a quello che citi in cui si fa riferimento a coppie omosessuali: ‘A piedi nudi nel parco’ (dove c’è una ‘coppia dello stesso sesso’ anche se, ammette la voce narrante, nessuno ha capito quale sia questo sesso) e ‘Quando la moglie è in vacanza’ (i vicini del protagonista sono ‘due decoratori di interni’ e nel corso del film la loro professione viene utilizzata come eufemismo per gay).**
    Quindi tu (e gli spettatori dell’epoca, con cui ti identifichi) stai considerando ‘normale’ una scena che, di fatto, era un artefatto umoristico. Stai confondendo realtà con common sense; mentre la ‘materia da psichiatri’ probabilmente ha con essa un rapporto molto più stretto.

    * Un esempio tra mille: Matt Smith e il suo temporaneo coinquilino nella puntata ‘The Roommate’ di Doctor Who (serie che più gay-friendly di così non si può), che vanno in un grande magazzino con un neonato e vengono scambiati per una coppia gay.

    ** ho visto questi film di recente in v.o., non so come siano stati resi i riferimenti dal doppiaggio dell’epoca

  6. Quente, certo che è una rappresentazione umoristica ed edulcorata della realtà, ma non è il punto che mi premeva sollevare.
    Quello che “sconvolge” lo psicanalista non è la relazione omosessuale in sé, ma la maniera con cui viene gestita – in un certo senso, è il suo essere pubblica, e il fatto che il protagonista sia per questa considerato inaffidabile. Quello che suscita la reazione è l’assurdità percepita della cosa. Assurdità che deve essere condivisa dallo spettatore, o la gag fallisce. Se vogliamo fare un paragone forse più attinente come dinamica, il famoso finale di “A qualcuno piace caldo”.
    In effetti “Il visone sulla pelle” è la presa in giro (mimetizzata da elogio) della castità. Qual è la vera ragione per cui Doris Day si nega? A ben vedere un moralismo che, qualche anno più tardi, cesserà di avere una ragione. E quindi, via a letto alle Bermuda, maschio o femmina che sia.
    Ma oggi, Bermuda generalizzata, è meglio di allora?

  7. “Ma oggi, Bermuda generalizzata, è meglio di allora?”

    Difficile da dire. Bermuda generalizzata era anche ai tempi di Doris Day, solo che non si diceva: Rock Hudson non ha preso l’AIDS con le trasfusioni e il tasso di gravidanza nelle adolescenti in america era molto più alto negli anni ’60 che non oggi (http://www.guttmacher.org/pubs/tgr/05/1/gr050107.html).

    Che una relazione omosessuale sia pubblica è assurdo dove non è socialmente accettato, non è assurdo se è socialmente accettato. Non vedo perchè un film con Doris Day debba insegnarci come vivere e come pensare; già all’epoca era in ritardo sul resto del mondo.

  8. levesloquuntur

    in effetti, secondo logica, sono i film in anticipo sul resto del mondo che devono averci insegnato come vivere e pensare…

  9. Caro Quente, in ritardo su cosa? Nel primo secolo le cose erano come tu pensi che diventeranno. Eliot parlava di “età che avanza all’indietro, progressivamente”; a prendere un treno che va all’incontrario non occorre correre.

    Riguardo ai tuoi dati, vorrei attirare la tua attenzione sulla lineetta rossa “non sposate”, e sui dati riguardanti l’aborto – che compensano esattamente il declino della birthrate. Ci sono maestri di vita e pensiero molto peggiori di Doris Day.

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