Occhio all’etichetta

Visto che oggi è “Black Friday”, e ho già risparmiato 200 euro con il non comprare niente, offro alla vostra meditazione un esempio in tema.
Andate nel vostro negozio preferito e cercate le offerte. Ma vi accorgete che c’è qualcosa di strano. Volete comprare una bicicletta, però la didascalia sotto il modello che avete scelto riporta “frullatore”. Guardate un paio di calze, e l’etichetta recita “salsa di noci”. Presto vi rendete conto che nessun nome o prezzo sui cartellini corrisponde a quanto vedete.

Qual è il risultato, se non una grande confusione, un inganno? Ve ne andate, seccati.

Avete compreso? Un nome non è qualcosa di completamente slegato. Ha un legame profondo con ciò che indica. Il suono, la grafia che lo esprime possono cambiare, “mela” o “apple”, ma la realtà al di sotto permane immutata.

Provate altrove, dove le etichette sono più attendibili. Lo stesso appendiabiti ha descrizioni lievemente differenti, prezzi che cambiano a seconda che sia in offerta o meno. Ma ciò non toglie che rimanga un appendiabiti e non un ciclomotore.

I confini tra gli stati possono variare, arbitrariamente scelti, ma rimangono confini e non matite. La distinzione tra pianeti e planetoidi è in qualche maniera confusa, ma quei concetti descrivono tutti corpi celesti e non bicchieri. Un fringuello resta tale anche se ha il becco di dimensioni differenti, però non è una balenottera. In altre parole: non mi è dato cambiare, ridefinire la realtà a mio piacimento. Posso solo agire “quantitativamente”, non “qualitativamente”.

Un altro esempio? Il matrimonio è sempre stato inteso tra un uomo e una donna: se io dico che due persone dello stesso sesso si possono sposare tra loro io cambio la definizione di matrimonio. E’ macroevoluzione, non microevoluzione, è un mutamento di paradigma, una riscrittura del cartellino. Che, non essendo io padrone della realtà, non sono autorizzato a fare. Un gatto rimarrebbe tale anche se imparasse ad abbaiare. Io non posso dire che sono Presidente del Mondo e promulgare leggi vincolanti, anche se sono convinto di esserlo.

In altre parole: non mi è lecito mischiare le etichette, perché esse non sono arbitrarie.
Se lo faccio, potrei ritrovarmi a pedalare su un frullatore.

 

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 29 novembre 2019 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. vergine e madre.

    buona pedalata, oh bartali.

  2. carmela Mastrangelo

    Come sempre il testo è chiaro e lampante. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Andiamo avanti cercando di conservare la fede ed anche la carità che rischia di venir meno davanti al proliferare dell’iniquità.

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