Sapienti come noi

Il vescovo di Brobdingnag amava il progresso. Per questo non poteva soffrire i suoi parrochiani. Oh, sia ben chiaro, li amava tutti: In fondo era il loro pastore. Non è scritto però da nessuna parte che un pastore non possa trovare le pecore insopportabilmente ottuse.
Perché i fedeli della sua chiesa erano, insomma, troppo fedeli. Mancavano di immaginazione, di fantasia. Si accontentavano di quello che avevano sempre saputo, invece di mettersi al passo con i tempi. Non ci mettevano quella trasgressione, quella sana mancanza di rispetto all’autorità – non la sua, beninteso – che ne avrebbe fatto spiriti liberi.

Ma che ci volete fare, la pazienza è una virtù. Quella era la sua prima nomina: il vescovo era convinto che di lì a poco, dimostrando sufficiente spirito di iniziativa e di innovazione, lo avrebbero promosso ad una diocesi di altro spessore. Così aveva accettato quella cattedra storcendo un po’ il naso ma, come i suoi amici che avevano già fatto carriera gli confermavano, con la consapevolezza che era un male necessario. Magari, grazie a lui e alla sua guida, anche quei testardi contadinotti sarebbero finalmente entrati in una nuova era di comprensione.

Così si era dato da fare per organizzare una serie di conferenze sulla nuova organizzazione pastorale che aveva elaborato. Era tempo di correggere qualcuno degli atteggiamenti retrogradi e obsoleti, indegni di una Chiesa moderna, che ancora affliggevano le sue parrocchie.
Aveva invitato a tenere con lui la discussione Giovanni Allamoda, il famoso filosofo e teologo, suo intimo amico. Certo, Allamoda non era proprio un credente: ma occorreva correggere quella visione arretrata per cui solo i cristiani potevano dire la loro sul cristianesimo. Bisogna imparare dalle altre esperienze, specie quelle più qualificate. La menta eccelsa dell’intellettuale, ne era certo, avrebbe sostenuto e validato il suo discorso.

La sera della conferenza il vescovo era rimasto a lungo indeciso. Come vestirsi? Da laico, per far vedere quant’era alla mano, suggerendo che non c’erano differenze tra lui e loro? Alla fine aveva optato per indossare tutti i paramenti, simbolo di autorità. Una strizzata d’occhio ai tradizionalisti, che così magari si sarebbero lasciati imbonire.

La chiesa era colma, anche se non stracolma come si sarebbe augurato. Il vescovo transitò nella navata, benedicendo e stringendo mani, fino a giungere ad un tavolo posto di fronte all’altare, dove già l’aspettava Allamoda. Dopo uno scambio di convenevoli, il vescovo attaccò il discorso che aveva preparato.
Era tempo di scrivere un nuovo capitolo del Vangelo, aveva esordito. Per troppo tempo la pastorale era stata appesantita da una dottrina troppo rigida, Era ora di liberarsi delle interpretazioni restrittive ed adeguarsi ai tempi, aprendo…
La gente lo ascoltava, immobile. Dalla prima fila un ragazzino alzò la mano. Il vescovo cercò di ignorarlo.
…accoglienza di colui che sbaglia: chiamarlo peccatore è discriminante, occorre comprendere che spesso è costretto delle pressioni della società a cui…
il ragazzotto agitava il braccio. L’oratore provò a lanciare occhiate ai genitori, ma questi non reagirono. Qualcuno cominciava a mormorare. Il vescovo capì che doveva liberrsi dell’impiccione, se voleva completare il suo programma per la serata.

Sorrise, un po’ rigidamente, al ragazzotto. “Sì figliolo? Hai qualche dubbio? Qualcosa non è chiaro?”
Il ragazzo si alzò in piedi. “Mi scusi, eccellenza, forse non ho capito bene. Sta dicendo che la verità può cambiare?”
Il vescovo ridacchiò. Povera mente confusa. “Oh, non la verità, ma come noi la vediamo. Quello che oggi è bianco, domani può essere nero, o un misto tra i due: rimane la verità, ma si adatta ai tempi e alle persone.”
“Quindi mi sta dicendo che quello che valeva prima per la Chiesa oggi non vale più, e domani potrebbe cambiare ancora?” insistette il giovane.
Oh, uno di quelli. Il vescovo allargò il sorriso. “In un certo senso. Si tratta di adeguare il Vangelo alle circostanze per farlo capire meglio, per renderlo pienamente utilizzabile da tutti, te compreso. Non ti farebbe piacere un Vangelo che capisse le tue esigenze, che ti facesse sentire a posto, giusto?”
“No.”
Il sorrso del prelato si congelò. “Come no?”
“A me non interessa qualcosa che si adatta a me. Come sono fatto lo so già, e non riesco a rendermi felice. Io sbaglio sempre. A me interessa qualcosa che non cambi, che rimanga sempre uguale in ogni momento e in ogni luogo, perché vuol dire che quello non può sbagliare, e lo posso seguire. Credevo che la Chiesa fosse così. Ma se non è così, se la Chiesa è come dite voi, non mi interesssa. Vuol dire che è solo una buffonata fatta dagli uomini. E perché dovrei starti a sentire, quindi?”
“Ragazzino, come ti permetti?”
“Scusami, vescovo, ma io stavo a sentirti solo perché pensavo che dicessi la verità. Ma se non esiste, ed è solo quello che piace a me o a te, allora con quale autorità mi dici che dovrei seguire qualcosa che ieri era sbagliato e domani cambierà ancora? Senza qualcosa che arriva attraverso i secoli direttamente da Dio sei solo un ometto vestito buffo che racconta le sue idee. Grazie tante, non mi interessano, ne conosco di migliori. Adesso penso andrò a casa.”
Si alzò ed uscì. I genitori, imbarazzatissimi, si alzarono a loro volta e lo seguirono. Come ad un segnale, altri si avviarono verso l’uscita fino a che la chiesa si svuotò quasi completamente.
Il vescovo era rimasto a bocca aperta. Annichilito, si volse verso il teologo, come in cerca di aiuto. Questo alzò le spalle. “Peggio per loro, sono ignoranti, dei sempliciotti. Mica tutti possono essere sapienti come noi.”

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 4 ottobre 2017 su diavolerie e cattiverie, fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 21 commenti.

  1. No comments

    Caramellina apologetica

  2. Fin troppo utopistico anche per te caro Berlic.. E non solo per le parole fin troppo sagge e profonde del ragazzino.. ma perché, ahimè (e credo tu lo sappia meglio di me), simili discorsi riscuotono consensi entusiasti e non abbandoni della conferenza o, quantomeno, non di massa! (Visto coi miei occhi nella mia diocesi!)

    A meno che…

    Tu non ti riferissi ad un piano più alto e più vasto…

    E allora capisco… forse capisco dove vuoi arrivare: una Chiesa che tradisce se stessa, la sua identità, in definitiva il mandato ricevuto da Cristo stesso.. è destinata ad implodere miseramente (come avvenuto nel tempo a numerose diramazioni protestanti… tanto “sincronizzate col mondo” da finire con lo sparire in esso!)

  3. Nel breve periodo la gente applaude i vescovi che fanno questi discorsi.
    Nel lungo periodo fa come questo bambino.

  4. Apprezzabile citazione dai viaggi di Gulliver

  5. Peraltro un certo linguaggio ecclesialese mi ricorda le astrusie follie dei sapienti di Laputa

  6. In effetti volevo mettere Laputa, ma poi temevo cattive interpretazioni.

  7. L’ha ribloggato su Cronache da Babele e dintornie ha commentato:
    BERLICCHE, L’ULTIMO GRANDE E VERO DISCEPOLO DELL’AUTENTICO GIUSSANI… imperdibile e godibile…

  8. Che esagerazione!
    Solo se per ultimo si intende l’ultimo laggiù in fondo, quello che deve ricapire tutto ogni volta.

  9. Ha ragione Kattolica ma non significa che sei bravo ma significa che il Signore ti ha dato un carisma che giustamente non serve a renderti bello ma alla utilità della chiesa universale, e questo non significa che sei bravo ma che hai una responsabilità’. San Paolo diceva ” cosa hai che non ti sia stato donato?”

    Caro berlicche, con umiltà accetta gli apprezzamenti sinceri e paga dazio con l’inevitabile disagio causato dagli applausi verso la tua persona. Rendi gloria a Dio nel tuo cuore e pazienza per la indesiderata standing ovation.

    Caramellina apologetica

    Se uno ti fa del male, e tu aspetti che egli (mosca bianca) si penta e si inginocchi davanti a te, tu gli darai un perdono umano che non dà
    la vita, e quello lì morto era e morto rimane, e forse anche tu, anzi certamente anche tu, morto eri e morto rimani, perchè gli uomini non possono darsi la vita l’un l’altro «…Padre perdona loro ….. amate i
    vostri nemici (=perdonate in cuor vostro senza che ve lo chiedono) e sarete figli del Padre vostro che fa piovere sui buoni e sui cattivi….oltraggiato non rispondeva e rimetteva la sua causa a Dio….»
    Ebbene, questi preziosi versetti ci dicono che Gesù ha amato chi gli faceva del male e poi ha rimesso a Dio la causa, ma non affinché Dio poi incenerisse i suoi persecutori (altrimenti Gesù sarebbe anche
    un’incoerente) ma affinchè il Padre potesse far piovere sui cattivi le stesse grazie mai mancate ai buoni, neppure sotto persecuzione.

  10. Mi sono permesso di fare un giro su “cronache da babele e dintorni” dove sono pubblicati articoli sul tipo “Papa Francesco traditore etc etc”
    Quando qualcuno mi fa dei complimenti , anche sul lavoro , la prima cosa che verifico è chi sia , e nel caso che non sia persoma con idee che mi aggradano, mi chiedo dove ho sbagliato per riscuotere tali complimenti.

  11. Anche io ho fatto quel che ha fatto MENTElibera. Ritengo si possa ascrivergli un gol a suo favore, che personalmente convaliderei anche dopo qualche moviola. La mia personale moviola mi è molto chiara ma scusatemi se oggi non posso scriverla che mi manca il tempo. Ci sentiamo stasera.

    Caramellina apologetica

    ….. Gesù faceva questo discorso apertamente ……” ma quando Pietro, irretito da satana, vuole dargli dei consigli, la prima cosa che fa è “………lo prese in disparte, e si mise a rimproverarlo …….”. La Luce che illumina ogni uomo parla apertamente alla luce del sole, mentre l’assoldato dell’accusatore (satana deriva da una parola greca che vuol dire accusatore) per parlargli (anzi pe rimproverarlo e dare certi consigli contrari al progetto di Dio) usa le tenebre, l’appartarsi, l’andare In disparte e lontano dalla comunione di tutti. Niente di nuovo : anche oggi io e te passiamo dalle luci alle ombre secondo chi è il maestro che seguiamo.

  12. Meno male che ci sono gli insultatori e gli stroncatori abituali che mi confortano.

  13. Stroncatore forse ogni tanto. Insultatore mai :-) e simpatizzante sempre.
    Posso contestare il merito, ma è innegabile che qui si sia liberi di esprimere le proprie opinioni senza paura di venir “moderati” (censurati) perchè diverse da quelle del moderatore.
    Una limpida eccezione in un panorama opaco di blog cattolici autoreferenziali.

  14. E perché mai il buon B. non dovrebbe essere apprezzato da chi – sperabilmente all’interno di una sincera sensibilità cattolica – si mostra polemico o troppo critico verso la …diciamo così… “gestione Bergoglio” della Chiesa?
    Forse B. sta sbagliando a non mostrare abbastanza entusiasmo per questo papato, come invece dovrebbe?

  15. Tonis.. la vita è piena di tonalità di grigio , eppure c’è sempre qualcuno che, pur vivendola, si ostina a descriverla solo col bianco e nero.
    Un conto è essere critici rispetto ad alcune posizioni del Papa, un conto é definirlo traditore. E quando si è critici verso il Papa , nella chiesa , si dovrebbe fare un po come nei carabinieri : usi a obbedir tacendo (la seconda è opzionale ma la prima è essenziale). Anche perche qualora, in linea puramente teorica , si pecchi , seguendo le parole del Papa , tale peccato ricadrebbe su di lui. Nel caso invece che si decida di obbedir solo a quello che ci aggrada , il nostro peccato sarebbe personale. Questo ovviamente vale per tutti ma sopratutto per il clero , che ha giurato obbedienza alla Chiesa. Quindi le critiche espresse con misura, tenendo conto prima di tutto che lo scandalo che provocano tra tutti (fedeli e non fedeli) ed il danno conseguente non sia maggiore del beneficio atteso per tutti, sono ben accette. Le aggressioni verbali , lo scandalismo, le asserzioni di certezza verso se stessi e di stupidità , pazzia o malafede verso gli altri, non sono banali critiche ma sono veri e propri atti di deleggittimazone del Papa e della Chiesa tutta. Ovviamemte in misura tanto maggiore tanto è la nostra posizione nella Chiesa.
    Quindi chi crede di difendere la Chiesa offendendo il Papa, sta soltanto imponendo il suo ego ed il suo “io” da sostituire a “Dio”
    E questi diffamatori via web , che saltellano qua e la per raccogliere singoli articoli enucleati dal contesto e ricomporli, in modo un po parassitario, all interno di mini-blog, da cui traspare un senso ben diverso e quantomeno esagerato rispetto al senso originale, fanno un danno alla Chiesa molto più profondo di quello che si possa pensare. Infatti non di rado questi blog sono frequentati da coloro (catechisti , laici volenterosi etc) che poi nella chiesa operano quotidianamente, con consequenze impercettibili nel breve periodo ma , alla lunga , ben visibili nel corpo fragile della Chiesa.
    Si tenga poi conto che , un po come la morte, il web è un po una livella e personaggi , che incontrati personalmente sarebbero immediatamente identificati come persone a cui dar poco credito, riescono ad accreditarsi come se fossero dottori in teologia e novelli Giovanne D’arco, pronti a cingersi il corpo con l armatura di Cristo e andare impavidi verso la morte per lui . Tutto questo ovviamemte restando belli belli nascosti nell’anonimato ….

  16. Ecco la mia risposta su base Mentelibera barra Kattolica. Negli anni passati essere con il papa (fiocco bianco) o contro il papa (fiocco nero) era essere cristiani (rosa) o non essere cristiani (marrone). Alla fine della distribuzione dei fiocchi tutti coloro che avevano il fiocco bianco lo avevano anche rosa e similmente chi aveva il fiocco nero lo aveva anche marrone. Prima di ciò avevo scritto una preghiera personale in cui ringraziavo Dio di avermi dato certuni maestri e giù nomi del mio piccolo mondo e nomi del grande mondo di tutti e per fare un esempio dei famosi indico Socci p.Livio e Messori. Elenco sempre aggiornabile per nuovi maestri mai conosciuti prima (Costanza Miriano, Berlicche, etc ) o scomparsi (Caffarra, Giovanni Paolo, Biffi etc). Un giorno nel mondo si affaccia papa Bergoglio. Accade che la distribuzione dei fiocchi è un vero casino e dato un colore di un fiocco è una lotteria interpretare l’altro colore del fiocco, ad esempio il bianco Scalfari ha come secondo fiocco il marrone e altri infiniti esempi. Nei miei tre personaggi citati tutti cristiani abbiamo un Socci contro il papa e un p.Livio innamorato di questo papa, ma anche una interessante posizione di Messori fiocco rosa che chiede se oltre ai fiocchi a favore o contro il papa ne esistano anche di un colore che significa obbedienza al papa. La mia posizione è la stessa di Messori (non perché io sono intelligente ma perché mi sono imbattuto nel mio maestro Messori). Lui afferma che lo Spirito Santo non si sbaglia mai. E fin qui è facile dare ragione a Messori. Ma aggiunge : se ci ha dato questo papa vuol dire che il mondo aveva bisogno in questo tempo di questo papa. Una frase non scontata e che mai mi sarebbe venuta in mente. Ora me ne sono appropriato e aspetto la fine del film come il grande Messori. Ci ho riflettuto mille volte e trovo molti argomenti a favore di questa ipotesi (la parola ipotesi per sua natura sta nel DNA di Messori !!!). Osserverei che non ho mai condannato l’agire di Socci e di p.Livio sul tema, ma ho sol messo Messori al primo posto e gli altri due al secondo posto ex equo con fotofinish e suscettibili di uno spareggio non ancora proclamato per decidere chi è il vero secondo. Questo non mi da titoli censori contro menteLibera e contro Kattolica ma leggo con interesse quel che dicono. E poi prendo in mano la mia preghierina e ringrazio Dio di avermi dato X Y Z W J K MESSORI F D H Q etc etc

    Caramellina apologetica

    Nella fede ogni cristiano oggi può sperimentare la realtà della Risurrezione attraverso i segni operati dalla Grazia a lui riservata, anche se non può vedere il Risorto in carne ed ossa. Ricordate la corsa a perdifiato di Pietro e Giovanni dopo che la Maddalena se ne era uscita con “Hanno portato via il Signore dal sepolcro” ? Ebbene nessuno dei due corridori vide alcun risorto sul luogo ma il “discepolo che Gesù amava” e CHE VIDE (UN BEL NIENTE IN CONCRETO MA SOLO SEGNI SCIARADA) E CREDETTE è quello che anticipa qui la beatitudine ultima del Cenacolo, cioè della fede: “Beati coloro che pur senza aver visto crederanno”. Ovviamente beatitudine eterna e che è rivolta anche a chi abita nel terzo millennio.

  17. “Tutto questo ovviamemte restando belli belli nascosti nell’anonimato ….”.

    Non ho capito: lei si chiama Mente di nome e Libera di cognome, o ritiene esagerato morire per Cristo, con o senza corazza?

  18. Cara Marilù , credo di non essermi spiegato con sufficiente chiarezza.
    Ovvio che è lecito , anzi direi Santo, morire per Cristo.
    Il problema è che sul Web molti si dicono pronti a farlo seduta stante, ma poi hanno problemi anche soltanto a pubblicare il loro vero nome…il che la dice lunga sul coraggio e sull’effettivo desiderio di mettersi in gioco. Io non ho mai detto di sentirmi pronto a morire per Cristo, ne troverai mai nelle mie parole l’esaltazione del guerriero ma semmai la consapevolezza delle mie debolezze e dei miei peccati, quindi la mia scelta di anonimato (come pure la tua) è innocua, e peraltro non ho mai usato questo anonimato per insultare e calunniare come purtroppo ho visto fare su molti blog, anche cattolici.
    Per quanto poi riguarda il morire per Cristo, temo che molti lo intendano con l’uccidere per Cristo, che non è esattamente la stessa cosa.
    Morire per Cristo significa sopratutto morire COME Cristo (e tutti gli apostoli e tutti i martiri) e cioè come agnelli condotti al macello, senza difendersi di fronte ad accuse false.
    E ci sono molte strade per morire COME Cristo, pur restando vivi. Accettare le croci della vita, per esempio, senza reagire come il mondo. Perdonare il vicino che ci ruba lo spazio, la moglie o il marito che ci hanno traditi, accettare un figlio che arriva quando proprio sembra impossibile da mantenere o da gestire, etc etc, non cercare giustizia verso quel collega che ti calunnia e vuol fare carriera sopra di te, etc etc. Ce ne sono molte di occasioni di morire come Cristo , nella vita.
    Ma chi non riesce neppure ad accettare il proprio Papa, senza reagire smodatamente, potrà poi essere pronto a morire senza reagire? O piuttosto sarà pronto ad uccidere, illudendosi che il Signore abbia bisogno di guerrieri piuttosto che di martiri ?
    Lo so che è duro da accettare ma se vogliamo crescere e diventare cristiani adulti dobbiamo accettare il fatto che questa vita è un passaggio che va difeso restando all’interno delle indicazioni del Vangelo.
    Salve

  19. MenteLibera,

    grazie del chiarimento che in parte condivido. Soprattutto il passaggio in cui scrive: “Ce ne sono molte di occasioni di morire come Cristo, nella vita”. Tra le più atroci, quella della pazza eretica Giovanna, che non è certo morta ben protetta dalla sua corazza o stringendo a sè il suo amato stendardo con su scritto “Gesù e Maria”. Neanche una misera croce le avevano lasciato in cella, alla “nemica della Chiesa”.
    Salute e longevità anche a lei.

  20. Grazie Marilù.
    Si percepisce la tua ammirazione per questa santa.
    Io , nel mio piccolo però, mi sento più vicino alla pazzia di San Francesco , che senza aver bisogno di torcere un capello a nessuno riusci a rifondare la Chiesa dal basso.
    L’una è patrona di Francia. L’altro è , non a caso, patrono d’italia, e già questo aiuta a spiegare qualche differenza tra i 2 popoli, nel bene e nel male. Un punto di riflessione per chi non comprende come mai la rivoluzione sia avvenuta proprio in Francia, anche se in altri stati si viveva probabilmente peggio.
    Salve.

  21. MenteLibera,

    tutti i santi sono pieni di passaggi cruciali nelle loro vite, da cui è difficile non trarre insegnamenti — e anche incoraggiamenti — preziosi per tutti.
    Tanto più il caro, portentoso patrono di noi tutti che scriviamo qui, il serafico frate Francesco; quando si ritrovò estromesso addirittura dal governo dell’ordine da lui fondato e che avrebbe voluto improntato all’applicazione del santo vangelo “sine glossa”, non perse un’ombra della sua santa letizia e lasciò scritto: “E’ segno di grande amore quando il Signore punisce bene il servo suo di tutti i suoi difetti in questo mondo, acciò che non ne sia punito nell’altro”.

    Lo affermò il Poverello d’Assisi, ma anche la “pulzella d’Orleans” avrebbe potuto apporvi la sua firma, senza batter ciglio. O meglio, una croce, visto che era analfabeta e sapeva contare solo fino a dieci.

    Di nuovo salute e lunga, proficua vita anche a lei.

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