Le condizioni dell’amore

Se ami qualcosa, se ami qualcuno, quel qualcosa, quel qualcuno diventano importanti per te. Cosa significa importanti? Che tieni a loro più di quanto tu tenga a te stesso; ti importa di loro più di quanto ti importi altro, fosse pure quell’altro un bene prezioso, la libertà, la felicità, la vita.

Quanto ami qualcosa, quanto ami qualcuno, si vede nel momento della prova. Quando devi scegliere tra la tua idea e il presunto oggetto del tuo amore; tra la tua salute e il presunto oggetto del tuo amore; tra te stesso e il presunto oggetto del tuo amore. Ami la libertà più della vita, o la vita più della libertà? Ami qualcuno più della felicità, o la felicità più di qualcuno?

Se scegli altro, se metti condizioni, se poni in mezzo mille ragioni – che sono pur ragioni; ragionevoli; hanno una loro verità – potrai capire se davvero si tratta di amore. Se si tratta di amore, o di altro: convenienza, abitudine, illusione. Siamo abili a manipolare i nostri stessi pensieri fino a convincerci di ciò che non è.

Le condizioni dell’amore – se tu, se loro – sono la fune di salvataggio tessuta per evitare di cadere nell’abisso del proprio cuore. Sono la catena che evita che il nostro amore voli via. Sono la maschera dietro alla quale ci si nasconde quando ci si guarda allo specchio; quando gli altri ci guardano.

Com’è triste scoprire a cosa si tiene realmente. Spesso. Quasi sempre. Nonostante questo cuore che vorrebbe, davvero, amare senza condizioni.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 9 agosto 2021 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 13 commenti.

  1. Maria Cristina

    Nonostante tutta la retorica ,la realta’ nuda e cruda , la realta’ delluomo , e’ che ogni uomo ama prima di tutto se stesso, cioe’ e’ , consciamente o no , interessato soprattutto alla propria sopravvivenza . Lo sa bene la saggezza Biblica che infatti prescrive di amare gli altri, il prossimo, almeno alla pari di come si ama se stesso, non chiede di piu’ . Perche’ tutti , ma proprio tutti anche chi ipocritamente o in buona fede si sente altruista e disinteressato , anche i grandi filantropi e benefattori , ama innanzitutto se stesso. In un naufragio chiunque ha come primo istinto salvare la propria vita . Solo secondariamente la coscienza, il senso del dovere , i condizionamenti culturali , il “ super-io” fan si’ che il mero istinto lasci il campo ad uno stato d’ animo piu’ altruista (lasciamo il posto sulle scialuppe prima alle donne e i bambini)
    Gesu’ va oltre ed insegna addirittura a superare l’ amore primordiale, l’ amore di ogni uomo per se stesso cioe’ la volonta’ di sopravvivenza , per arrivare a odiare se stessi , ad amare PIU’ gli altri che stessi e dare la propria vita per gli altri. Ma a questo arrivano in pochi, i santi, i martiri, gli eroi .
    La massa degli,uomini sarebbe gia’ tanto se amasse il prossimo alla pari con se stessi.

  2. Ho letto il suo libro, l’ho trovato molto ben scritto e piacevole.
    Complimenti!

  3. L’unico caso di “amore incondizionato” che ho visto in vita mia era una donna che era talmente innamorata del suo uomo che accettava tranquillamente di farsi picchiare, cornificare e violentare pur di tenersi l’uomo di cui era innamorata. E’ questo l’ideale di “amore incondizionato”?

  4. Se questa è la tua sola esperienza, capisco il tuo cinismo e ti compatisco. Forse dovresti frequentare altre persone. Da parte mia, ne ho molti, molti esempi.

  5. Berlicche, vedi che l’amore tra esseri umani e’ sempre condizionato. Puoi amare qualcuno con tutto te stesso, ma se si comporta troppo male lo mandi al diavolo. Solo un malato di mente continua ad amare qualcuno che lo maltratta. Se vuoi amore incondizionato, prenditi un cagniolino.

  6. Povero Colonscopia. Dev’essere dura non amare e non essere amato. Quello che tu descrivi non è amore.

  7. Spiegati, allora. Per te l’amore cristiano e’ quello di chi continua ad amare anche quando viene trattato male?

  8. Cioe’, tanto per capirci: io convivo da otto anni con la mia ragazza. Ci amiamo, e abbiamo passato tanti bei momenti e tante difficolta’ assieme. Pero’, se lei mi mettesse le corna io la mollerei, oppure ci metterei parecchio prima di riprendere la fiducia. Stessa cosa per lei. Secondo le tue concezioni, quello nostro e’ amore o no?

  9. Amare vuol dire volere il bene dell’altra persona. E’ qualcosa che prescinde dal fatto che l’altra persona ti dia o no qualcosa, ti tratti con indifferenza, o ti voglia male.
    Non è che “per me” ‘amore cristiano è così. E’ così perché l’ha detto Cristo. Luca (6,27-35):

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “A voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da’ a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.
    Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.
    Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gl’ingrati e i malvagi.

    Se il tuo sia amore o convenienza, come posso dirlo? Giudicalo tu.

  10. Quello di cui parli tu e’ convenienza, per gli oppressori. Gli oppressori adorano quelli che continuano ad amarli anche quando vengono soggetti agli abusi peggiori, e non sopportano quelli che si permettono di pretendere un trattamento umano.

    Conoscevo quel passo. Il problema e’ che solo una persona completamente priva di autostima e dignita’ umana accetta di farsi calpestare per amore. Una persona sana pone sempre dei “paletti” al suo amore, dato che ama l’altro come se stesso e non di piu’. In quel passo io vedo solo uno: “statevi buoni, fatevi maltrattare e non protestate neanche, che poi si va in Paradiso.” E’ proprio quello che scriverebbe un oppressore che vuole vittime docili e sorridenti…

    Ti posso dare un consiglio: se vuoi qualcuno che ti ami incondizionatamente, prenditi un cagnolino. Un cane continuera’ ad amarti per quanto tu lo possa maltrattare. Io preferisco l’amore di un essere umano dotato di dignita’, ma de gustibus.

  11. Colonscopia, te lo ripeto: mi dispiace veramente per te, che non sai cosa voglia dire amare.
    Il tuo sistema non fa che perpetuare l’oppressione e l’odio. Io ho visto gente cambiata perché è stata amata nonostante quello che ha fatto.
    La mia è esperienza, non sono parole. E’ avere una vita nuova, più bella.
    Se fai uno sforzo puoi anche tu vedere esempi del genere: una madre per il figlio, ad esempio. Davvero non lo desidereresti? Davvero butti via chi non ti compiace?
    Qual è la più grande dignità: perdonare, dritti nonostante le offese, oppure disprezzare e odiare, cioè essere condizionati dall’abuso? Chi è più degno?

    Una nota a margine: sei davvero convinto che un cane non ti morda se lo maltratti? Hai fatto questa esperienza?

  12. @Colonscopia: “Quello di cui parli tu è convenienza, per gli oppressori”.

    Amare non vuol dire farsi calpestare in silenzio. Amare significa volere il bene dell’altro, che (come ogni genitore dovrebbe sapere) non comporta lasciare fare all’altro tutto quello che vuole.

    Prendiamo il tuo esempio: una persona malvagia, oppressiva, abusiva, che ti maltratta. Insomma, qualcuno che – a giudicare dal comportamento esteriore – è un ottimo candidato per andare a far compagnia in eterno a Berlicche.

    Amare questa persona non vuol dire aiutarla a dannarsi, incoraggiandola a peccare sempre di più e sempre peggio. Piuttosto, amarla significa aiutarla a migliorarsi; nel caso concreto questo comporta il metterla di fronte al male compiuto, e se persiste nel metterla in condizioni di non nuocere più (per esempio denunciandola). Il tutto, però, avendo a cuore il bene di questa persona, senza cedere all’odio o al desiderio di vendetta.

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