Altro che valori

I valori, i valori. Non li sopporto. Perché non sono che il contentino, la scelta accurata di un potere che tira i fili e sceglie di mettere nell’oblio certi valori ed esaltarne altri, quelli che gli sono più comodi, per dominare e soggiogare.

Così per i grandi temi della vita e della morte, mi fa piacere che altri, che non cattolici, che non cristiani, persino atei pensino le stesse cose, vedano le stesse cose, lottino per le stesse cose. Si può certo convergere, ma lasciate che vi dica una cosa: a lungo andare, alla fine, ci deve essere una ragione per fare le cose. E non può essere una ragione generica, non può essere un vogliamoci bene, perché non si regge, non si ha la forza, si deve essere eroi ed eroi non siamo tutti.

Alla fine quello che ci spinge non è la lotta in sé. Se fosse così saremmo tutti idolatri. Ciascun confusamente un bene apprende / nel qual si queti l’animo, e disira. Saremmo tutti dietro quel bene, dove la vita possa riposare, o si infiammi perché non c’è.
Ma c’è solo uno, un Bene, che fa essere tutti gli altri beni, che non è una riduzione, una parzialità, una presa in giro. Solo un bene che mi può far muovere sempre, perché non è mai finito, è oltre la mia finitezza umana, è oltre il tempo striminzito dove abitiamo.
Quello è il bene che io cerco. Altro che valori. Altro.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 19 maggio 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 12 commenti.

  1. Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica e’ simile a un uomo che ha costruito sulla roccia e non come un burattino che ha i piedi su due sedie in cima al pinnacolo del tempio. Non venne neppure la pioggia e non soffiarono neppure i venti, ma basto’ un uccellino in transito che fece una scoreggina imprevista e lui sussulto’ e precipito’ giù

  2. “Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità (…) l’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa”
    Non penso serva che ti dica chi è l’autore di queste parole. So che dirai che non è in contraddizione con quanto scrivi tu (specialmente “Così per i grandi temi della vita e della morte, mi fa piacere che altri (…) vedano le stesse cose, lottino per le stesse cose. Si può certo convergere ecc.”).

    Ma secondo me c’è una dicotomia: o tu Chiesa decidi che esiste un mondo (finito, terreno, condannato) contrapposto a una suprema verità teologica che solo può guidare verso il bene (e la tua azione in società si limita all’esempio, o al proselitismo, o alla predicazione – come fanno, più o meno, le chiese evangeliche o i Testimoni di Geova in Italia – ) oppure, se vuoi invece partecipare all’agone politico, influenzare le leggi, dibattere in parlamento, combattere campagne referendarie, devi per forza interfacciarti con persone (alleati, o avversari che siano) che traggono le proprie motivazioni etiche al di fuori del “bene, che fa essere tutti gli altri beni”. Quanto, evidentemente, provava a fare il papa emerito nella citazione di cui sopra.

  3. In realtà, Quente, stai trascurando proprio la mia posizione (che è anche quella della Chiesa): cioè che la realtà è buona, e l’uomo tende naturalmente al bene, ma che non è capace di farlo a lungo da solo senza ricadere nell’egoismo, nel peccato, nel male. Si chiama dottrina del peccato originale, e credo tu la conosca dato che ne abbiamo discusso innumeri volte.
    In altre parole: collaboriamo insieme, ma so che tu prima o poi non ce la farai, vedrai un tuo interesse e seguirai quello, perché non hai gli occhi puntati su quel bene supremo. E’ come se mi dirigessi verso un punto prendendo come riferimento degli altri punti geografici lungo la strada; seguendoli vado nella direzione giusta, ma prima o poi troverò un bivio che mi porterà lontano da quel punto supremo che vorrei raggiungere.
    In alcuni casi questi compagni di strada sono in buona fede; in altri, sanno esattamente che stanno portando fuori strada, è quello che vogliono.
    L’unica maniera di superare il problema è avere un “Navigatore” centrato sulla destinazione, e seguirlo.
    Realisticamente, si può fare un pezzo di strada assieme.

  4. L’umanità è l’unica divinità completamente falsa. L’uomo si può sì amare, ma non adorare. Amare, del resto, vuol dire riconoscere i limiti dell’amato, e volere il suo bene, ossia che li superi e, se cade, aiutarlo a rialzarsi.

    L’Uomo (con la maiuscola) è una invenzione fatta in modo che chi ci crede possa concepirsi a immagine e somiglianza di qualcosa di più grande di lui solo.

    Insomma, queste frasi ad effetto (ricalcate su degli aforismi di Gomez Davila) mi servono per dire che se restiamo solo a livello umano, non ci sono veri valori, perché l’uomo (con la minuscola) è fatto in modo che da non fondarsi solo su sé stesso, e l’esistenza del male morale e del fatto che lo percepiamo come tal è la dimostrazione che occorre fondarsi su qualcosa di superiore al semplice uomo.

  5. Ahimé, caro Berlic, dopo tanti post interessanti hai voluto produrre un concentrato purissimo dell’ideologia carroniana (e dico “ideologia” esattamente nel senso in cui la intende il Giuss). Tu tratti la questione proprio come Carron (e infatti ne fai il bigino ad usum delfinorum), come se ci fosse una contrapposizione tra “valori” e “bene”, come se non fossero la stessa identica cosa.
    I “valori” si difendono perché sono “bene”, e ciò che è bene su questa terra è un pezzo di Dio. Quindi a difendere i valori, si proclama Dio, anche se non lo chiami così. Punto. Ti rammento che Qualcuno disse “non chi dice Signore Signore, ma chi fa la Volontà del Padre mio”.
    Tutto il resto sono chiacchiere. Quando insegneranno a tuo figlio, o a tuo nipote, a non dire “mamma”, a non amare la “mamma”, perché “mamma” non esiste, esiste “genitoreA”; quando ci faranno il processo, e ci daranno degli egoisti perché non vorremo “dolcemente” eliminare le nostre vecchie madri e nonne anziane e sofferenti, e magari toglieranno loro le cure; quando insegneranno ai nostri figli a masturbarsi vicendevolmente all’asilo….. tu che cosa farai, starai a dire “ah, ma a me difendere i valori non interessa, occorre trovare un Bene che fondi la vita”.
    Benvenuto nel mondo reale!

  6. Dimenticavo…. notizia della scorsa settimana… in una scuola materna cattolica con preside e dirigenza del Movimento si scopre che alcune maestre educano i figli a che le famiglie sono “tante”, con le figurine e i manifestini colorati e accattivanti tratti dai famigerati libretti dell’UNAR… si fa notare la cosa alla sdc della città in questione, coi responsabili del Movimento locali, e questi ignorano la questione bollandola con un “noi non dobbiamo giudicare” e proseguendo diritto con il riassunto degli esercizi.
    Per chi vuole in separata sede do nomi&cognomi, istituto, città, provincia…
    Ma noi non dobbiamo difendere i “valori”, no….
    Meno male che ci sono altri nel Movimento che (lentamente) si stanno svegliando…
    http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&id_n=37244
    http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=3&id_n=37257

  7. Costantinus, quello che dico sui valori è la ripresa quasi puntuale di alcune lezioni di Giussani. Leggiti, o rileggiti, “L’io, il potere e le opere”.
    Forse dovresti chiederti le tue categorie da dove e da chi le pigli.

  8. Si parva licet, anche Lutero affermava che quanto diceva sulla Dottrina era la ripresa quasi puntuale di alcuni brani della Sacra Scrittura. E invocava che si leggessero, o si rileggessero, i Vangeli e le Lettere di Paolo.
    Ma le sue categorie da chi le prendeva, da Dio o da altro?

  9. Caro Costantinus, leggendo la tua risposta temo che tu abbia completamente dimenticato la categoria della verifica. Se sei convinto che ciò che dici sia assiomaticamente giusto e la realtà non ti tocca temo di non potere far niente per te.

  10. Guarda, caro Berlic, io ho verificato. Ed effettivamente, come Lutero 500 anni fa aveva effettivamente ragione ad affermare che quanto diceva era la ripresa di ALCUNI passi della Scrittura, così tu, e Carron e i carroniani (ho molti amici carissimi che lo sono), avete ragione ad affermare che riprendete ALCUNE lezioni di Giussani.
    Il problema è selettivamente tagliare e cucire quanto si si vuole per affermare idologicamente la propria visione delle cose. L’ho sentito con le mie orecchie da uno dei massimi responsabili del Movimento (in privato di posso anche dire il nome), carroniano di ferro: “La battaglia pubblica per rievangelizzare la società è PERDUTA. Noi abbiamo deciso di RIPIEGARE a portare il Vangelo uno a uno, rinunciando alla dimensione pubblica.” “Ma non potremmo fare entrambe le cose, evangelizzazione pubblica e personale [CULTURA, carità e missione], come abbiamo sempre fatto, come faceva Gesù?” “No, NOI abbiamo deciso un’altra cosa.”
    Molti tuttavia del Movimento si stanno interrogando su queste questioni, e sollevano problemi sull’attuale corso (vedi l’intervento sul sito di Don Gabriele): questo a te non interroga in qualche modo? Non è una realtà che tanti che hanno costruito il Movimento abbiano tanti dubbi?
    O pensi che la versione di Carron sia ASSIOMATICAMENTE giusta a priori?

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