Con la penna e con la spada

Una volta si diceva che ne uccide più la penna che la spada. In questo caso si direbbe che è drammaticamente vero.
Le cause dei morti di Parigi sono due facce della stessa medaglia, dello stesso errore.
Da una parte una concezione religiosa che mira a sopprimere ogni cosa che sia diversa da se stessa; dall’altra una concezione laicista che afferma che tutto è permesso. Due interpretazioni della libertà che non rispettano la libertà.
Errate entrambe.
I redattori di Charlie Hebdo credevano di potere fare quello che volevano, ma si sono scontrati con la realtà. Nel mondo reale non tutto è possibile, e la pretesa che lo sia finisce in disillusione cinica. O in tragedia.
Sono i bambini a pretendere di essere invulnerabili. La scoperta di non esserlo riempie di terrore.

Ciò che alla cultura moderna non è chiaro sono le conseguenze di quello che si fa. Il definire una cosa come sbagliata non è una questione dogmatica, un giudizio distaccato e neutrale. Un sentiero non lo definisci sbagliato per un giudizio morale, o astratto. Lo definisci tale perché ti porta in un luogo che non è quello atteso.

Sia i terroristi sia le loro vittime odiano il loro nemico. Disprezzano il proprio prossimo, quando non si adegua alla loro convinzione.
Paradossalmente la stessa ideologia che ha sostenuto quei giornalisti e vignettisti rende adesso molto più difficile afferrare i loro omicidi, trovare la maniera di combattere il loro desiderio di distruzione di tutto ciò che non si conforma alla loro idea. Se non esistono bene e male allora anche predicare l’odio, in un modo o nell’altro, è ammesso. Quello che la rivista francese faceva nelle sue pagine, e che i terroristi hanno portato sul piano pratico.
E’ un drammatico dilemma, per la cultura laicista: perché tra il diventare succubi di un nemico che terrorizza e sradicarlo giacobinamente non ci sono vie di mezzo. Due facce della stessa medaglia, e la medaglia si rovescia molto in fretta.

Se non si ammette la possibilità di una redenzione ci portiamo dietro il peso di tutte le nostre scelte, i nostri errori. I nostri peccati. Siamo schiacciati, e la sola maniera che abbiamo di respirare è fare finta che siano niente, che vada tutto bene, che non pesino così tanto. Che in fondo la colpa, se pure c’è, è di un altro.

La tolleranza, il chiudere gli occhi di fronte al male, ha miseramente fallito. Perché il male chiama male, la violenza altra violenza.
La tolleranza ha fallito perché è incapace di chiamare le cose con il loro nome. Ha fallito perché è una finzione a livello umano, sociale, esistenziale. Permette, anzi, incoraggia la crescita dell’odio. Con la penna, con la spada.
Assolutamente ciechi al dolore che si causa con le azioni o con il silenzio, quando avviene appena pochi chilometri più in là, o in un’altra stanza.

L’unica salvezza sarebbe dire: abbiamo sbagliato. Sarebbe chiamare le cose con il loro nome, prendere atto che le religioni non sono tutte uguali, che il Padre disprezzato, umiliato, irriso è ancora un Padre che ci aspetta. Vedere che un falso dio che spira violenza va in direzione opposta a quanto il cuore desidera, a quello per cui il cuore è fatto.
Non ci sarebbe che da chiedere perdono per le nostre azioni e i nostri silenzi, per le nostre prese in giro e l’essere stati zitti mentre si uccideva, con la penna o con la spada. Con le barzellette e il kalashnikov.
Ci sarebbe misericordia per tutti: per le vittime, e anche per i loro assassini. Ci sarebbe volontà di fermare il male: senza odio, ma perché si deve.

Ma non avverrà. Perché, già lo vedete, è in corso una chiamata ulteriore all’odio. A qualcuno non conviene che si impari dagli errori.
E’ giusto quindi pregare per le vittime, e anche per i carnefici. E anche per tutti noi, che ancora non capiamo, che abbiamo paura di dire quello che è vero. Una paura folle, perché abbiamo perso il Padre che ci proteggeva, perché odiamo ciò che è diverso, la persona che ci è accanto, che ci può strappare dal nostro niente; e quindi crediamo che la sola soluzione sia rimanere esattamente dove siamo, come siamo.

A morire ancora un poco, ammazzati oppure no.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 8 gennaio 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 28 commenti.

  1. توني ، والأكل بهدوء.
    الغرب يرقص رقصة مساح . كنت تعرف قافية . ألف سنة ل سيدة تبلغ من العمر .

  2. virile more solito

    e lucido come sempre il nostro ber ritiene che sbagli Tizio e sbagli Caio visto che “Quello che la rivista francese faceva nelle sue pagine…. i terroristi hanno portato sul piano pratico.” Infatti ber ha ragionissima: le riviste soprattutto se francesi e in particolare se satiriche vengono sequestrate ai metal detector degli aereoporti di tutto il globo, come i revolver.
    Ma il nostro ber non s’accontenta e fornisce una soluzione all’attuale tragica situazione: “Non ci sarebbe che da chiedere perdono per le nostre azioni e i nostri silenzi, per le nostre prese in giro e l’essere stati zitti mentre si uccideva, con la penna o con la spada. Con le barzellette e il kalashnikov.” Infatti per Ber grande biblista prima di “non uccidere” o immediatamente dopo viene “non disegnare”. Grazie per avercelo ricordato, ber.
    eE certo non indugeremo un secondo a seguire l’invito del ber e a “pregare per le vittime, e anche per i carnefici.” Non sia mai che si distingua fra assassini e carnefici: siam cattolici e la vendetta è del Signore.
    Bravo ber

  3. Panciroli, ti do una notizia: se spargi violenza raccogli violenza. Se spargi odio raccogli odio. Tu mi irridi perché sono cristiano, e a me sinceramente le tue parole scivolano. Ma ti invito a portare in Siria questi due oggetti: un numero di quella famosa rivista, e un revolver. Vediamo quale dei due ti fa finire ammazzato prima. Sei abbastanza virile, o coglione, da farlo?
    “Non uccidere” viene dopo “Ama il prossimo tuo come te stesso”. “Non disegnare cose che l’offendano” ne è un addentellato. Mi stupisco che un sottile ragionatore come te non se ne sia accorto.
    Pregare per le vittime e per i carnefici è prerogativa dei cristiani. Non pretendo che tu capisca.

    Ancora attendo la giustificazione di quel “spesso”.

  4. aspetta e spera, maschio

    ma non inquietarti, macho man, perché non t’irrido; volevo solo ricordarti che “non disegnare cose che l’offendano” valeva anche per il tuo Maestro di cui non abbiamo un ritratto, che frequentava sinagoghe spoglie come le moschee o chiese calviniste e la cui Bibbia era priva d’immagini o miniature; in effetti se c’è qualcuno che tradizionalmente disegna un sacco è il cattolico – dagli affreschi e dai mosaici antichi alle Bibbie irlandesi e alla Bibbia a fumetti che mi regalarono 30 anni fa – e perciò credevo avresti mostrato maggior solidarietà verso i vignettari francesi ma son sicuro che s’accontenteranno delle tue preghiere: in effetti vorrei vedere Palmira e Dura Europos ma pensavo di portarmi solo la macchina fotografica, per osar portare anche CH dovrei bermi un bicchiere del tuo sangre de toro, hombre.

  5. Eccellente sgancio laterale, Panciroli, che non dice niente, cerca di spostare l’attenzione e in definitiva prova la consistenza delle tue affermazioni.

  6. sei uno splendido incassatore, ber

    e da vero sportivo gioisci della vittoria evitando l’umiliazione allo sconfitto. Son certo che tra maghrebini dal grilletto facile e fumettari dalla bestemmia altrettanto facile avrò un posticino nelle tue preghiere. As Salam Alaykum o Shalom, microscopico eroico Davide vincitor

  7. La soluzione è non combattere e aspettare?

    Comunque nn mi hai risposto nell’altro post.

  8. Assolutamente in accordo con il post.

    La soluzione è amare, anche chi ci odia, che non vuol dire provare languidi sentimenti ma volere il loro bene e quindi creare ponti, spazi di dibattito, confronto etc.

    Certo ci vuole mooolto tempo ma insultare a chi serve?

    @Fasullo ti riporto quanto ho postato ieri:

    Se contro la violenza usi la violenza si fa doppia violenza.
    Male più male uguale doppio male.
    Ci vuole il doppio di bene per arginare il male.

    Padre Santoro Martire. Ucciso nel 2006 in Turchia mentre pregava in chiesa.

    Invito a leggere quanto dice Wiky nsulla sua uccisione:

    L’uccisione di don Santoro[modifica | modifica wikitesto]
    Nel pomeriggio di domenica 5 febbraio 2006, mentre don Santoro si trovava in chiesa con il suo giovane aiutante turco, entrarono in chiesa tre ragazzi che iniziarono a comportarsi con fare arrogante. I ragazzi uscirono di chiesa. Don Andrea si mise a pregare ed invitò il suo aiutante a fare altrettanto. Mentre stavano pregando un uomo entrò in chiesa: don Andrea vide che una pistola era puntata alle sue spalle e gridò al suo aiutante di buttarsi a terra; l’uomo gridò a gran voce “Allah è grande” e sparò due colpi di pistola, trafiggendo i polmoni del sacerdote, che rimase ucciso. L’uomo scappò quindi attraverso il cortile della chiesa gridando ancora “Allah è grande” e sparando un terzo colpo di pistola in aria.

    In seguito venne arrestato e condannato per il delitto un giovane di 16 anni, Ouzhan Akdil, che confessò di aver ucciso don Santoro perché sconvolto dalle vignette satiriche su Maometto apparse mesi prima su un quotidiano danese e di recente salite alla ribalta nel mondo islamico.[1]

  9. No, Fasullo, è combattere e pregare.
    (Sulla risposta hai ragione, non avevo visto il commento)

    Panciroli, certo che prego. Il post, anzi, il blog non avrebbe senso altrimenti. Non scrivo per vincere, ma per convincere.

    Grazie Aleudin

  10. Qua il video su Andrea Santoro, da vedere:

  11. Fammi capire. Nel solito stile ellittico, in cui tutto può essere reinterpretato, stai mettendo dei giornalisti e vignettisti trucidati come cani sullo stesso piano di due pazzi furiosi che ammazzano la gente col kalashnikov? Ma come fai a scrivere cose del genere e a non sentirti a disagio?

    Si vede proprio che non hai alcuna idea di Charlie Hebdo, forse avrai visto un paio di copertine qua e là su facebook. Questi sapevano esattamente i rischi che correvano e ne assumevano pienamente la responsabilità. Sapevano di rischiare la vita, ma hanno continuato a scrivere firmando con i loro nomi e cognomi, poiché credevano nella libertà di stampa e di espressione. Non so come ti venga in mente che fomentassero o esprimessero odio verso chicchessia: non lo facevano proprio, il loro bersaglio erano idee e ideologie – e questo senza distinzione.

    Quando scrivi “Quello che la rivista francese faceva nelle sue pagine, e che i terroristi hanno portato sul piano pratico” scrivi una castroneria falsa, ignorante e disgustosa, di cui dovresti vergognarti profondamente.

  12. GP, Io leggevo Wolinski da quando avevo circa dodici anni.
    Non darmi questa solfa che “io non so”. So anche meglio di te.
    Io non sto mettendo sullo stesso piano. E’ molto più grave ammazzare fisicamente, certo. Ma l’odio che c’è al di sotto è lo stesso.
    Sapevano quello che facevano? Certo. Spargevano odio, disprezzo, irrisione con piena avvertenza e deliberato consenso. E quando pensi il male il male accade: dentro la tua vita e dentro le vite degli altri.
    E nello stesso tempo non sapevano quello che facevano, esattamente come tu stai scrivendo cose che non capisci. Pensi davvero che tutto sia possibile, auspicabile, permesso? Pensi che davvero la libertà sia bestemmiare?
    No, tu hai la libertà di bestemmiare, ma così facendo restringi la tua libertà vera, esattamente come accade quando rubi, o quando ammazzi qualcuno. Perché la libertà vera è fare ciò che il nostro cuore desidera davvero.
    Dimmi, GP, quando tu dici che scrivo una “castroneria falsa, ignorante e disgustosa, di cui dovresti vergognarti profondamente” non stai forse, secondo la tua definizione, ledendo la mia libertà di espressione?
    Vedi bene: ti contraddici con le tue stesse parole.
    Tutto è permesso, purché sia conforme a quanto pensi.

  13. Berlicche, sei confuso, ma è normale da queste parti.

    – Aver letto Wolinski, magari tradotto in italiano, negli anni 70 non equivale a aver letto Charlie Hebdo negli ultimi 15 anni. Son proprio due cose diverse, e tra l’altro Wolinski era di gran lunga il meno politicizzato del gruppo – penso avesse pubblicato poche decine di vignette politiche.

    – Non spargevano odio, ma pubblicavano cose che li facevano odiare da molti, la differenza esiste. C’è un libro a fumetti bellissimo, “Greffier”, di J. Sfar. Se leggi il francese te lo consiglio vivamente: contiene una trascrizione quasi letterale del processo per diffamazione intentato a (e vinto da) Ch. Hebdo nel 2005, in seguito alla pubblicazione delle vignette danesi su Maometto. Puoi leggere le ragioni dei responsabili di allora (Philippe Val in testa), e capirai che questa era gente che pensava molto, e pubblicava quel che pubblicava come parte di un progetto più generale, in difesa della laicità e della libertà d’espressione, per esempio.

    – Non capisco proprio il senso la tua frase “No, tu hai la libertà di bestemmiare, ma così facendo restringi la tua libertà vera, esattamente come accade quando rubi, o quando ammazzi qualcuno. Perché la libertà vera è fare ciò che il nostro cuore desidera davvero”. Per esempio: come fai a sapere ciò che i cuori di Charb o Cabu desideravano davvero?

    – “… quando tu dici che scrivo una “castroneria falsa, ignorante e disgustosa, di cui dovresti vergognarti profondamente” non stai forse, secondo la tua definizione, ledendo la mia libertà di espressione?” Risposta: assolutamente no! Se scrivo che quanto scrivi sono oscenità che mi ripugnano nel profondo sto esercitando la mia libertà di espressione. Non sto dicendo che non puoi scriverlo, non sto suggerendo che dovresti essere imbavagliato e non sto augurandoti di ricevere una molotov sul naso in tutta risposta. E, magia della libertà di espressione, tu puoi fare lo stesso con me: puoi dirmi che scrivo solo idiozie, e che non capisco nulla di religione, e via di seguito. Si chiama dibattito.

    – “Tutto è permesso, purché sia conforme a quanto pensi.” In nessuna parte del mio messaggio ho espresso un simile concetto, che quindi, deduco, hai inventato di sana pianta in buon stile strawman.

  14. Condivido l’idea di fondo di Berlicche che l’offesa e l’insulto alle convinzioni più intime delle persone siano inevitabilmente fomentatrici di risentimento. Se si hanno delle idee diverse le si argomentano con mitezza, cercando di rispettare la sensibilità dell’interlocutore; la violenza verbale o dei contenuti la trovo un’arma per chi ha pochi argomenti. Per questo, più in generale, ho un serio problema nel considerare virtuoso il concetto di satira, anche perchè nel suo dover essere feroce ed allo stesso tempo fulminea, non può che prestarsi a brutali semplificazioni. Ciò detto, non ho mai letto Charlie Hebdo, per cui non sono in grado di esprimere un parere sui suoi contenuti. Di certo, quando mi capita di ascoltare (come ieri a la Zanzara) una nullità (culturale) come Oliviero Toscani – fotografo profondamente anti-religioso epperò sussequioso nei confronti dell’islam nello stesso momento in cui pronuncia ogni sorta di falsità e maldicenza contro il cattolicesimo – non posso per contrasto non rendere merito alla coerenza dei vignettisti di Charlie Hebdo, che avevano perlomeno il merito di non piegare la propria loro penna feroce di fronte alla violenza dei loro potenziali bersagli.

  15. Quand’ero cattolico convinto ti seguivo con molto interesse, poi mi sono progressivamente allontanato dal cattolicesimo e ho incominciato solo più a leggerti sporadicamente. Ora vengo qua e rabbrividisco per quello che hai scritto; quoto in toto i commenti di GP, che hanno saputo dire quello che confusamente ho pensato subito dopo aver letto il tuo post (mi sorprende inoltre come le tue risposte ai commenti siano così scentrate rispetto ai commenti fatti).
    Se non era tua intenzione mettere sullo stesso piano vittime e carnefici, ti assicuro che dal post traspare proprio poco.
    Mi permetto di scriverti queste parole non con spirito di troll, ma con costernazione.

  16. Caro GP, mi stai reinterpretando? Perché vedi, a me pare di scrivere bello chiaro; ma mi posso anche sbagliare, dare per scontato, essere oscuro non volendo.
    Se però mi leggi come vuoi tu, non sono più io che non sono chiaro, sei tu che sei ideologico. Se qualcosa di quello che dico non è chiaro, lo chiarisco: ma non cambio versione a seconda del vento, né mi nascondo nell’oscurità.
    A domanda ho sempre risposto; a equivoco ho sempre chiarito; ma ci vuole disponibilità a capire, e forse un filino meno di preconcetto.
    La confusione, ti assicuro, è nell’occhio di chi legge e non vuole comprendere.

    Ancora una volta, da cosa deduci che io non abbia mai letto Charlie Hebdo? Hai sbirciato nelle mie casse in soffitta? Sai qualcosa dei miei trascorsi vignettistici che io non so? E, dimmi, esattamente cosa non saprei su Charlie Hebdo che tu, invece, conosci benissimo? Elencami, ti prego.

    Non spargevano odio, ma pubblicavano cose che li facevano odiare da molti
    Dimmi: questo odio da cui erano ricambiati era immotivato?
    Si può suscitare odio per il solo fatto di esistere, e si può cercare di suscitarlo, cercando di fare il più male possibile. Se il tuo progetto è fare il più male possibile, per qualunque idolo tu ti proponga (laicità intesa come eliminazione della religione, libertà di espressione intesa come dire quello che si vuole a prescindere) allora produci esattamente questo: il male. Come ho detto, il male richiama il male.
    Se io voglio costruire un mondo migliore, non uso il male come strumento. Chi semina vento raccoglie tempesta.
    Detto questo, sono convinto (come dimostrano i fatti di queste ore) che la scelta di CH sia stata in qualche maniera secondaria rispetto alla volontà di colpire il “nemico”. Credo che ci scriverò su oggi.

    come fai a sapere ciò che i cuori di Charb o Cabu desideravano davvero
    Perché tutti i cuori umani vogliono la stessa cosa: essere amati, e l’infinito. Poi mimetizziamo questo desiderio dietro mille bersagli più vicini, da “la ragazza” a “la laicità”, ma il fatto che una volta ottenutoli non siamo ancora sazi, che niente ci basta veramente è un chiaro indizo di quello che sto dicendo. Per quanto riguarda il restringere la libertà, ti faccio un esempio: se io devo andare da qualche parte, ficcarmi dentro un vicolo aumenta o dminuisce la mia libertà? Negare che la strada alla mia destinazione esista, l’aumenta o diminuisce?

    “castroneria falsa, ignorante e disgustosa, di cui dovresti vergognarti profondamente” (…) sto esercitando la mia libertà di espressione
    GP, tu non mi stai dicendo che mi sbaglio. Tu hai cominciato fin dalla prima riga della tua risposta ad insultarmi personalmente. E’ la tua libertà di espressione, farlo; ma così facendo ecciti appunto quell’odio di cui tu neghi l’esistenza. Ora, io sono cattolico, e perdòno le offese. Mi scivolano. Ci sono abituato, ho le spalle larghe, e le considero sintomo della debolezza argomentativa dell’interlocutore. Ma se non lo fossi i tuoi arguti commenti farebbero un bel flame, diminuendo un po’ l’amore nel mondo. Non dirmi che si chiama dibattito: un dibattito è altro. Tu mi stai dicendo che non dovrei dire quello che dico (anche se non l’hai evidentemente compreso a fondo); e se non auspichi una molotov contro di me oso dire che se lo ripetessi in una conferenza tu ti alzeresti e mi copriresti di fischi. Copriresti di fischi le mie parole. Ho ragione o torto?
    Il fatto che etichetti la mia opinione in quella maniera sopradetta vuol dire che tu mi hai già squalificato come interlocutore; mi stai disprezzando; non sono alla tua altezza, perché non sono della tua opinione.
    Ed è esattamente la base, esattamente la dinamica che ho descritto nel post.
    Nessuno strawman, anzi, esattamente la verifica dello stesso.

    —–
    Randall, in che maniera scentrate? Sei sicuro di avere capito il post?

  17. Berlicche, è incredibile quanto ti sia impossibile leggere che qualcuno non sia d’accordo con te, senza concludere che si tratti di un troglodita.

    Io ho scritto che, secondo me, quanto hai scritto nel post è osceno, poiché accusi gratuitamente dei vignettisti e dei giornalisti trucidati come animali di diffondere un odio paragonabile a quello dei loro assassini. Cioè: tu hai scritto una cosa, io l’ho letta, ho cercato di capirla al meglio, e l’ho criticata aspramente. In cosa ti ho squalificato come interlocutore? Se volessi squalificarti, non leggerei il tuo blog regolarmente, non scriverei dei post, e non leggerei le tue risposte.

    Una volta o l’altra dovrai riflettere su questo punto: noi esseri antropologicamente inferiori possiamo non essere d’accordo con te, ed esserlo sinceramente e in buona fede.

    Se tu parlassi ad un convegno, ti lascerei parlare, poi mi alzerei e ti direi esattamente quanto ti ho scritto. Perché dovrei fischiarti?

    E poi, mi pare che l’unico attacco personale da parte mia sia stato l’aver insinuato che tu non abbia mai letto Charlie Hebdo. Se mi son sbagliato, mi scuso e finiamola lì, per il resto ho attaccato quanto hai scritto.

  18. GP, esattamente, dove ti ho dato del troglodita? Dove ti ho dato dell’antropologicamente inferiore? In quale punto dei miei scritti ho mancato di rispetto? Questo sì che è uno strawman.
    Rileggiti poi le prime righe dei tuoi due primi commenti.
    Non mi fischeresti? Bene, lo prendo per buono. Data la violenza delle tue reazioni scritte, mi ero figurate quelle fisiche.
    Detto questo, non accuso gratuitamente. Accuso con le prove, e le prove sono stampate. Voui santificare i tuoi eroi, sostenere che erano belli, buoni, senza macchia, e mai si sono sognati di insultare qualcuno? Proprio come te?
    Hai la libertà di farlo. Ma forse ti converrebbe guardare alla realtà.

  19. Premetto che non ho mai letto Cahrlie Hebdo e che ho visto di sguincio solo qualche vignetta, passata di gran fretta sullo schermo alle spalle di un mezzobusto del telegiornale. Quella contro l’Islam rappresentava il solito tizio in caffettano e turbante che sproloquiava, con un mega fumetto in francese (lingua che non conosco), non so a proposito di cosa; la vignetta contro Papa Francesco lo raffigurava in una posa languida e tenera con una guardia svizzera e, anche se il testo per me era, ancora una volta, indecifrabile, il significato irridente (e denigratorio) della caricatura era inequivocabile.

    Tuttavia non mi sono sentita aggredita e mortalmente offesa; ho solo notato che quel tipo di humour era terribilmente stantio, ripetitivo e scadente fino allo sbadiglio, e quindi assolutamente indegno non solo del prezzo, foss’anche di un unico centesimo, del settimanale che lo esibiva, ma anche del tempo necessario a sfogliarlo in una sala d’attesa del medico, nel caso mi trovassi ad averne a disposizione una copia gratis in quell’occasione o altre simili. Trovo pertanto ancora più sproporzionato, realmente indegno e inammissibile che gli autori di quelle vignette ne abbiano pagato l’ideazione e pubblicazione addirittura con la propria vita.

    Anche il Signore Gesù, quando ricorreva a parabole considerate troppo irriverentemente allusive, si sentiva apostrofare con un “ehi, Maestro, ma dicendo questo tu offendi anche noi”. E certe altre volte non ci andava affatto per il sottile; mi rammento i passi evangelici in cui è riferito che il mite messaggero del Padre sbottava (quando ce vo’, ce vo’) in raffiche di “Serpi! Razza di Vipere! Ipocriti! Sepolcri imbiancati! Gestori di una spelonca di Ladri!” et similia. Qualcosa mi dice comunque che, anche avesse avuto sempre e in ogni occasione la flemma e il self-control di un maggiordomo britannico, in Croce ci sarebbe finito lo stesso.

    Saluti cordiali a Berlicche e a tutti.

  20. C'è un sacco di gente

    per cui pregare, ber, adesso: comincia per tempo.
    p.s. pare che per gli integralisti islamici, a giudicare dai loro bersagli, i nemici della Fede siano i froci comunisti volterriani giudei, perché non hanno colpito chiese o monasteri o seminari cattolici: vedo che qualcosa in comune tu e i fratelli algerini in fondo l’avete.

  21. Ho già cominciato per tempo, Panciroli; ma ti stai dimenticando, anche tu, quelli che erano andati a far fuori laggiù in Siria.
    Che poi abbiamo qualcosa in comune è certo. Siamo esseri umani tutti.

    Marilu, la tua osservazione finale è importante.

  22. Sicuro, gli integralisti islamici non colpiscono assolutamente chiese, monasteri o seminari cattolici. In particolare negli ultimi mesi non riesco a ricordare nessuno, proprio nessun obiettivo cristiano colpito dagli integralisti islamici, cose o persone che siano. Vabbè. Dev’essere dura vivere in un mondo immaginario. Certo, quando si pretende di discutere con qualcuno, e qualcuno con la non comune pazienza di Berlicche di fronte all’aggressività e agli insulti inutili, sarebbe quantomeno carino riatterrare momentaneamente sul pianeta Terra, o il compito dell’interlocutore diventa un po’ troppo arduo.

  23. ma ber, m'hai nascosto

    una mente eccelsa -deeeeeeeeeeeeele – e non dovevi; comunque questi franco-maghrebini, nati e cresciuti a Paris, feriti nell’animo come voi due dal blasfemo relativismo robesperriano occidentale han ben pensato di colpire l’Occidente nei suoi simboli cioè la carta stampata illuministico-bestemmiatrice e un negozio di Figli d’Abramo, quelli circoncisi come il Maestro; come Breivik i due francesi ce l’hanno coi comunisti senza Dio e un poco froci: insomma avete qualcosina in comune voi che vete visto il Comunismo da piccoli e vedete l’omosessualismo da grandi e vedrete il transgenderismo di massa da vecchi; perciò, visto che tu e deeeeeeeeeeeeeele condividete col biondo vichingo e gli olastri transalpini molte passioni e repulsioni state attenti a non fare la loro fine.

  24. Grazie Berlicche, sono contenta che la cosa si faccia notare, nonostante la trascuratezza con cui ho buttato lì delle osservazioni un po’ alla rinfusa, senza preoccuparmi di costruire adeguate strutture di argomentazione logica con cui rinforzarle, per renderle più persuasive.
    Di nuovo, saluti cordiali a Lei e a tutti.

  25. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    “Ciò che alla cultura moderna non è chiaro sono le conseguenze di quello che si fa. Il definire una cosa come sbagliata non è una questione dogmatica, un giudizio distaccato e neutrale. Un sentiero non lo definisci sbagliato per un giudizio morale, o astratto. Lo definisci tale perché ti porta in un luogo che non è quello atteso.”

    Già… il sentiero antico della fedeltà alla Parola di Dio porta alla vita vera. Gli altri si perdono, invariabilmente, tutti…

  26. Panciroli (o Ponciroli, non ricordo), se non lo sai già ti informo che terroristi islamici ammazzano quasi ogni giorno decine di cristiani in Nigeria, in Siria, in Iraq ed in moltissime altre zone del mondo. Nel medio-oriente c’è chi proprio li vorrebbe cacciare per sempre, azzerandone una presenza che precede la venuta dell’islam. Il fatto che i recenti atti terroristici francesi non abbiano avuto come specifico obiettivo dei cristiani non significa che le centinaia di altri attentati che hanno ucciso dei cristiani non esistono. Forse piacerebbe a te, ma non è così, fattene una ragione. Paragonare berlicche ed altri frequentatori del blog agli assassini maghrebini od a quel pazzo ateo devoto di Breivik è un’affermazione che meriterebbe un’immediata denuncia, se non fosse che la stessa è talmente delirante da far dubitare seriamente sulla tua effettiva capacità di intendere e di volere. Tra l’altro si dà il caso che i cristiani nella storia siano stati uccisi a decine di migliaia dai regimi comunisti e del terrore robesperriano per cui se proprio vogliamo tirare in ballo cose che non c’entrano, dovresti invertire i ruoli di vittime e carnefici.

  27. Buono, Enrico…in effetti questa trollata (non si può chiamare commento) di Panciroli è così assurda da risultare comica. Probabilmente crede che, siccome lui odia, non si possa fare a meno di odiare. O più probabilmente vuole solo eccitare un po’ di reazione in modo da far vedere quanto intolleranti siano questi cristiani. Non avendo spada, usa la penna per cercare di farne fuori un po’.
    Direi che non vale la pena rispondere. Lungo la strada dell’imitazione degli assassini mi pare molto più avanti di noi; non incoraggiamolo a proseguire.

  1. Pingback: TUTTO QUELLO CHE NON ABBIAMO FATTO

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