Perché non possiamo dirci cattolici

Non possiamo dirci cattolici perché i cattolici non contano niente.
Sì, lo so, non è una scusa. Ma è la realtà. Chi se li fila ancora, i cattolici? Non sono specie protetta, anzi, sono la sola specie che è possibile cacciare impunemente. Provate a toccare una qualsiasi minoranza di pervertiti, di stranieri, di lavoratori di qualche nicchia. I coltivatori di rucola e i sodomizzatori di capre possono trovare la loro sponda in Parlamento, la loro manifestazione, il loro articolo sul giornale che sancisca il loro sacrosanto diritto a qualche legge favorevole. L’indignazione, se qualcuno osa andare loro contro. I cattolici no. Guai se parlano. Ogni cosa loro sostengano sarà inseguita e distrutta, nello sforzo corale di distruggere il cattolicesimo stesso. Di cancellarne ogni vestigia, così che non sia più possibile essere legalmente cattolici. Essere facilmente cattolici. Essere impunemente cattolici.
Con il plauso, l’approvazione o l’indifferenza di coloro che un tempo erano cattolici; e magari lo sono ancora, ma non lo dicono più. Perché non possono dirsi cattolici.

Così assisto allibito alla esaltazione, da parte di coloro che un tempo si chiamavano cattolici, delle peggiore castronerie contro il cristianesimo. Contro il suo popolo. Contro la famiglia. Contro le persone. Contro la vita.
Adempiendo forse al precetto evangelico di amare i propri nemici, e andando forse ancora più in là, adorandoli pure.
E tali nemici ne approfittano. Come talvolta c’è chi abusa di chi lo ama. Disfacendosene quando è ridotto ad un guscio vuoto, a niente. Perché niente gli importa. A questo siamo. Ad abbracciare il male non per tirarlo verso il bene, ma perché non lo sappiamo più distinguere dal bene.
Come possiamo trasmettere il fascino di ciò che non ci affascina? Spiegare ciò che non abbiamo capito? Invitare a credere in ciò in cui non crediamo?

Abbiamo dato ascolto a troppe bugie, rendendocene conto solo dopo; ed alla bugia successiva abbiamo dato ascolto ancora, dicendoci che questa volta sarebbe stato diverso. Ogni volta. Pecore senza discernimento in mano a pastori confusi.
Sì, è questo il nostro peccato più grande. Il solo grande peccato. Credere a tutto tranne che in ciò in cui dovremmo credere davvero. Essendo cattolici.
Non credere più a Cristo. Non sapere più cosa ha detto. Non sapere più cosa dice. O, pur sapendolo, non fidandocene. Non credendoci veramente.
No, Signore, non andiamo a Gerusalemme. Là ci ammazzeranno.
Se ci andiamo non possiamo dirci cristiani. Non possiamo dirci cattolici. Ci farebbero del male. Non crederebbero a quello che diciamo.
E allora rinnegheremo. Non ci diremo più cattolici. Il gallo canterà, ma noi non piangeremo.
Quando Lui ci chiederà se lo amiamo, cosa risponderemo?

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 26 aprile 2017 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 25 commenti.

  1. “Così assisto allibito alla esaltazione, da parte di coloro che un tempo si chiamavano cattolici, delle peggiori castronerie contro il cristianesimo. Contro il suo popolo.”

    Berlicche, devo ammettere che sono molto, ma molto meno attenta di Lei a quel che il “mondo” va berciando contro cristiani in generale e cattolici in particolare. C’è qualche “castroneria” particolamente obbrobriosa che è stata detta o fatta di recente e che mi sono persa?

    Intanto provo, esitante, a infondere qualche oncia di ottimismo, con l’aiuto di questo articolo-tesitmonianza (che però non è proprio di un cattolico, ma “solo” di un convertito al cristianesimo, evangelico per la precisione).

    Questo è il link:

    http://it.aleteia.org/2017/04/21/era-un-terrorista-jihadista-e-ora-dirige-un-gruppo-di-preghiera/

  2. Cara Marilù, di esempi ne avrei parecchi (troppi) ma non voglio fornirli qui perché, fatalmente, si discorrerebbe su quelli e non sul nocciolo che ho cercato di enunciare.

  3. E’ un nocciolo molto duro e indigesto. Ho cercato di masticarlo ma ho avuto paura di spezzarmi qualche dente. Ora sto ruminando…

  4. …anzi, tutto sommato un esempio, tra i molti che potrei, lo voglio fare.
    https://www.loccidentale.it/articoli/145231/biotestamento-cattolici-irrilevanti-e-pure-contestati
    Tenendo conto che il problema non sono “loro”, siamo “noi”.
    Ma su questo ritornerò.

  5. Si potrebbe fare anche una lettura neo-darwinista del fenomeno.

    Ovvero: l’ Homo Catholicus 2000 (forse ultimo discendente dell’Homo Religiosus di Julien Ries), a qualunque nicchia ecologica appartenga, sembra voler rispondere perfettamente alle ferree leggi del neo-darwinismo sociale, ridefinendosi, prima col solo comportamento esteriore e in seguito adeguandovi anche la propria coscienza, sul modello di ogni establishment anticattolica corrente.

    Questa nuova varietà di cattolici-anti-cattolici integrati, calca le scene e gli altari dei luoghi dove un tempo ancora recente si poteva sentire almeno l’eco della verità sull’uomo e il suo destino, e dove un residuo manipolo di cocciuti e refrattari cattolici destinati all’estinzione, continua a chiedere che si parli sempre e solo di una Verità.

  6. su con la vita, ci sono ancora cattolici forti e virili:

    http://politica.elpais.com/politica/2017/04/26/actualidad/1493221341_810213.html

    …non tutto è perduto.

  7. E chi sarebbero?
    (fammi un sunto, che con traduttauto non ho capito niente)

  8. una insegnante di religione di una scuola pubblica è stata licenziata per essersi sposata con rito civile (come meritava, la pubblica peccatrice).

    i tribunali di cesare – su su fino alla corte costituzionale – le hanno dato ragione, ma il Ministero dell’educazione (attualmente in mano ai nipotini del Generalissimo Franco, che Dio l’abbia in gloria) e il Vescovo (i forti e virili di cui sopra) con gli editti di cesare ci si puliscono il cosiddetto.

    …io al posto tuo non mi fiderei di r&s comunque; meglio se richiedi una traduzione con imprimatur.

  9. Ma guarda, è lo stesso R&s che deprecava l’obiezione di coscienza?

  10. lo stesso medesimo, per servirti.
    ma qui si limita a riportare un conflitto fra il trono e l’altare, come puoi vedere con un occhio di riguardo per le ragioni* del secondo .

    …vuoi favorire la tua opinione?

    * vorrai darmi atto – spero – del fatto che la sacrosanta (in questo contesto) definizione di “pubblica peccatrice” non appartiene al mio lessico corrente…

  11. …per una volta, visto che ormai sono immerso nel gioco di ruolo, te la fornisco io la tua opinione (tu lo fai sempre con i più ingenui, tanto), su:

    DOVE E QUANDO ANCORA POSSIAMO continuiamo a spadroneggiare business as usual.
    DOVE E QUANDO NON CI LASCIANO, via al piagnisteo sulla persecuzione.

  12. Non mi pare inerente.
    E’ un classico caso di bisticcio tra due poteri che stanno strettamente in mano a Cesare. Il Vescovo è solo il casus belli.

  13. Nella mia azienda non posso portare all’interno i miei computer. E’ nel regolamento interno. Se lo facessi andrei incontro a sanzioni disciplinari. Questo è spadroneggiare?
    Una scuola cattolica dovrebbe fornire valori cattolici, non i tuoi non-valori. Vuoi altri valori? Fatti la tua scuola. Il piagnisteo è il tuo, caro ipocrita.

  14. “è nel regolamento interno”

    questo è dirimente in effetti. se poi fin la corte costituzionale dà torto che problema c’è? possiamo sempre scatenare una guerra civile!

    “scuola PUBBLICA” = “MIA azienda”…?
    buono a sapersi.

    “fatti la tua scuola”

    mmm eccellente idea. con o senza oneri per lo stato? che consiglieresti tu?

    (dai berli’ ripasso più tardi, quando entra in servizio il berlicche che sa leggere. intanto parlatene fra voi due alla macchinetta del caffè, magari)

  15. @Ricco&spietato

    parlando esclusivamente di oneri, se fai delle ricerche scoprirari che le paritare fanno risparmiare un sacco di risorse (soldi) allo stato, pur essendo in parte dallo stesso sovvenzionate.

  16. aleudin, non cambiare discorso: stiamo parlando della MIA scuola, quella dove si insegna il Capitano Mosey e il Monte Sugo.

    allora: con o senza oneri?

  17. david il piccolo

    Caro berlicchè come molto spesso ultimamente il tuo post pur essendo verrissimo nella sostanza viene preso per pessimismo, vittimismo ecc. Ma non sarò io a dirti di essere ottimista in quanto penso che da persona che confida in Cristo il tuo dire non sia pessimismo ma cercare di prendere visione il più possibile della realtà.
    Per cui mi limito a dirti …no problem…. si vede che ha noi è toccato vivere in questo tempo, ogni generazione deve rinnovare il suo rapporto con il Creatore.
    Però una cosa voglio dire qui a tutti quanti credenti e non : – Dio ha già vinto.
    Ha noi tocca solo ripetere il Si di Maria e pregare, pregare tanto perché la nostra fede non traballi e che più persone possibili possino arrivare a Gesù.

  18. @Ricco&spietato

    no no io ho proprio cambiato discorso dichiarandolo prima, volevo esclusivamente fare presente quanto scritto.

    Per il resto se ti danno il finanziamento e trovi abbastanza studenti disposti a pagare le quote per stare a galla fai pure.

  19. Certo, sono strani questi nuovi nemici della Croce.
    Sempre sommamente indignati per l’incoerenza manifesta di tanti prelati e credenti che parlano di “valori cristiani” salvo poi dimenticarseli nella loro condotta di vita, quando incappano in uno un po’ più coerente o che richieda un minimo di coerenza a quanti pubblicamente rappresentano e “insegnano” il cristianesimo, allora anche questo non va e si indignano ancora di più.
    Nell’inferno mediatico che hanno costruito, costui non può che finire nel girone dei bulli reazionari e dei fascisti.

  20. Senza dimenticare quelli che un giorno fulminano strali sulla Chiesa che “entra a gamba tesa” in certe questioni e il giorno dopo si indignano perché la Chiesa si astiene dall’entrare in altre questioni.
    http://www.tempi.it/la-chiesa-condanni-le-pen-quella-strana-voglia-di-ingerenza-dei-giornali-francesi

    C’est toujours la même chose: toutes les questions sont pareilles mais il y en a certaines qui sont plus pareilles des autres.

  21. Molto bello, preciso, documentato e profondo, nelle sue riflessioni, l’articolo di Eugenia Roccella che Lei, gentilissimo Berlicche, ha linkato nel Suo secondo commento di risposta alle mie solite perplessità di cattolica un po’ troppo distratta.

    Grazie!

  22. E grazie anche a te, cara senm_, per il link all’articolo di Tempi sulle elezioni presidenziali francesi.

    Avrei solo un po’ di sconcerto…residuo sulla frase in francese che hai aggiunto a fine commento. Non conosco quella lingua, ma, nondimeno e probabilmente capendo male, mi è parso di comprendere che ci sia un riferimento all’ “essere più uguali degli altri”, che è una trovata retorico-politica di paternità britannica, più che francese, se non m’inganno anche qui.

    Comunque grazie.

  23. @marilù, era solo per prendere un po’ in giro i cugini d’oltralpe
    :-)

  1. Pingback: Perché non possiamo dirci Cattolici – di Berlicche – Risposte Cattoliche

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