Tutto quello che non abbiamo fatto

Tutti quanti, adesso, a dire, “Je suis Charlie Hebdo“.
Eppure quanti di questi che scendono in piazza, che si indignano, quanti sanno il numero di morti che ci sono stati in Siria negli ultimi mesi? Quanti in Nigeria? Quanti in Iraq?
Non erano fumettisti. Non facevano satira. La loro sola disgrazia era quella di essere.
Essere cristiani. O yazidi. O musulmani, di una sfumatura diversa da quella dei loro assassini.
Quanti morti, dicevamo? Mille x Hebdo? Duemila?
E gli ostaggi presi in queste ore, i passanti trucidati, che hanno a che fare con vignette blasfeme?

Forse è urgente ripensare un attimo a tutta la vicenda, togliendo di mezzo l’ingombrante prima impressione. Non è l’insulto disegnato a Maometto o a qualche leader barbuto la causa del massacro dell’altro giorno. Quello è solamente ciò che ha determinato la scelta del bersaglio.
Dodicimila morti in Iraq non hanno avuto vignette commemorative sulle prime pagine. Al massimo visualizzazioni su Youtube di quanti sono in cerca dell’orrore.

I musulmani non sono cattivi. Non sono più cattivi di noi. In fondo al cuore desiderano quello che desideriamo tutti, cioè l’infinito.
Ma l’Islam è una religione umana, e siccome è umana è nata per violenza e con la violenza. Mortifica la grandezza dell’uomo con la sottomissione, quando la statura dell’uomo è tale che Dio stesso si è fatto uno di noi. La sottomissione dell’Islam è sottomissione ad una regola umana, non a Dio. Se non fosse umana, non avrebbe bisogno di violenza. Non avrebbe bisogno di eliminare ciò che non è lei.
Gli assassini di Parigi non sono pazzi terroristi. Sono uomini coerenti.
Anche il nichilismo gaio di Charlie Hebdo è una religione umana. La religione di chi adora se stesso, ovvero il nulla. Ma il nulla non esiste, e quindi non può niente contro ciò che esiste. Può irriderlo, con parole come fumo. Può odiarlo. Ma non può batterlo. Non si muore per il nulla. Se accade, è un incidente. Non c’è nulla per cui morire o, se è per questo, per vivere.

L’odio non ferma l’odio. L’odio prima o poi genera violenza, e questa altro odio.

Quello che facciamo prende la forma di ciò che desideriamo. Non è difficile uccidere, o condannare, pretendendo di essere nel giusto. Non è difficile dimenticare il male che avviene altrove, in maniera da dimenticare il nostro.
I morti di Parigi, della Nigeria, dell’Iraq, sono morti perché non si adattavano all’idea umana di qualcuno. Quello dell’attacco alla satira, alla libertà di espressione è solo il fantoccio che ci viene agitato davanti, perché ci dimentichiamo della verità.

La verità è che anche nel nostro cuore alberga la stessa violenza. Alzi la mano chi non li voleva vedere morti, quegli assassini, chi non si augura bombardamenti a tappeto. Che scaccino la paura. Che soddisfino l’odio.
Perché il cuore dell’uomo desidera l’infinito, ma le sue azioni sono malvagie, e cerca sempre di giustificarsi.

Senza un Padre, chi ci perdonerà tutto quello che abbiamo fatto? Chi ci condonerà tutto quello che non abbiamo fatto?

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 9 gennaio 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 40 commenti.

  1. "E gli ostaggi presi in queste ore, i passanti trucidati,

    che hanno a che fare con vignette blasfeme?”
    Erano ebrei, probabilmente, visto che si trovavano in un negozio kosher; anche considerando che sei un Gentile, and for that not particularly smart, sei lievemente schmuck, ber, ma hai tanti che ti stimano.

  2. Panciroli, rifaccio la domanda con più calma e sillabando: “Co-sa han-no a che fa-re con le vi-gnet-te blas-fe-me?”
    Considera la tua risposta, rileggi il post, e magari prova a capirlo, stavolta.

  3. “il nichilismo gaio di Charlie Hebdo è una religione umana. La religione di chi adora se stesso, ovvero il nulla. Ma il nulla non esiste, e quindi non può niente contro ciò che esiste. Può irriderlo, con parole come fumo. Può odiarlo. Ma non può batterlo. Non si muore per il nulla. Se accade, è un incidente. Non c’è nulla per cui morire o, se è per questo, per vivere.” (cit.)

    Ne convengo.Tuttavia persone simili non mi sembrano tanto capaci di odio, quanto piuttosto di disprezzo. I narcisi che adorano se stessi con così tanta sicurezza difficilmente si lasciano andare a sentimenti tanto impegnativi come l’odio: non ci può essere posto per due “dominanti” in cuori così occupati dal Sè, così cinici verso qualsiasi alterità che non ne rifletta, come uno specchio senza incrinature, l’immagine grandiosa. Se neanche le minacce di morte li hanno fatti retrocedere, mi permetto di dubitare che sia stato per eroismo: se veramente il loro solo ideale era la propria immagine, se rispondevano solo di sè, delle proprie opinioni e non rappresentavano che se stessi, avrebbero dovuto rifiutare una scorta armata per la loro protezione personale, che invece hanno accettato, esponendo uomini di una comunità a cui si sentono infinitamente superiori a una morte che riguardava loro e soltanto loro.

    “Alzi la mano chi non li voleva vedere morti, quegli assassini, chi non si augura bombardamenti a tappeto.”

    Mi scusi, mi permetto di alzarla io. L’immenso, atroce inganno dell’11 settembre, prima, e delle cosiddette “primavere arabe”, poi, mi hanno resa refrattaria a qualunque reazione da sfida all’ “Ok Corral”. Proprio perché “quello che facciamo prende la forma di ciò che desideriamo”, voglio stare bene attenta a non dare a questi provocatori e disseminatori di morte quello che desiderano in sommo grado: l’annientamento totale di ogni legame e relazione col tutto, l’esaltazione della morte come unico antidoto efficace all’impossibilità radicale di ogni comunicazione e significanza dell’esistere. Mi spiace per una grande giornalista come Oriana Fallaci, ma “la rabbia e l’orgoglio” sono proprio le motivazioni-cardine su cui si impernia la visione dei nichilisti più sanguinari, che ho sempre meno voglia di emulare. Anche perché è impossibile: quello della morte è il loro gioco prediletto, in cui, dal loro punto di vista, vincono sempre, non perdono mai (la loro adorata immagine-fantasma gli sopravviverà comunque).

    Grazie, in ogni caso, di questo post: aiuta bene ad approfondire la questione.

  4. Beh, Marilu, neanch’io alzo la mano…ma mi ci vogliono cinque minuti.
    Il disprezzo è una forma d’odio, per me.

  5. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    “Forse è urgente ripensare un attimo a tutta la vicenda, togliendo di mezzo l’ingombrante prima impressione. Non è l’insulto disegnato a Maometto o a qualche leader barbuto la causa del massacro dell’altro giorno. Quello è solamente ciò che ha determinato la scelta del bersaglio.
    Dodicimila morti in Iraq non hanno avuto vignette commemorative sulle prime pagine. Al massimo visualizzazioni su Youtube di quanti sono in cerca dell’orrore.”

  6. "Non erano fumettisti."

    ” Non facevano satira. La loro sola disgrazia era quella di essere.
    Essere cristiani. O yazidi. O musulmani, di una sfumatura diversa da quella dei loro assassini.”
    C’erano anche i tuoi fratelli maggiori giudei, ber: non dimenticarli.
    http://www.repubblica.it/esteri/2015/01/10/foto/parigi_le_vittime_dell_attacco_al_negozio_kosher-104676672/1/?ref=HREA-1#1

  7. Parlando di Siria, Iraq e Nigeria (vedi contesto)…
    Ma il senso è chiaro, per chi lo vuole capire.

  8. L’assolutismo e l’imporre il proprio credo a tutti e’ una tentazione delle relioni da sempre. Di tutte le le religioni. Pensate al cristianesimo nel Medio Evo con l’inquisizione, o la persecuzione dei Catari e altre minoranze.
    Il cristianesimo fu emendato dall’illuminismo che separo’ stato e religione. Semplicemente.

    Giovanni

  9. Giovanni, ti invito a studiare un po’ di storia e di cristianesimo. “Date a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio” non l’ha detto Voltaire, né Robespierre. Che separava tanto da rendere obbligatorio il culto della dea Ragione…
    Su Inquisizione e Catari potrai trovare su questo stesso blog parecchi articoli (es qui e qui).

  10. Si possono trovare tante letture ed enfatizzare aspetti diversi da quelli che la storiografia ufficiale ci mette a disposizione su cio’ che il cristianesimo ha fatto all’Europa.
    Rimane, tuttavia rimane innegabile il fatto che la tentazione delle religioni, tutte le religioni, lo ribadisco, e’ quello di imporre la loro visione a tutti.
    Anche con la violenza, come e’ accaduto in passato anche in Europa.
    Semplicemente.
    Giovanni

  11. Non è la tentazione delle religioni, Giovanni, è la tentazione dell’uomo. Si chiama “peccato originale”.
    In effetti, il cristianesimo è proprio un tentativo di rimediarvi.

  12. Da non credente non ho argomenti contro il peccato originale. Non capisco neppure cosa sia.
    Le faccio, tuttavia, una domanda: Lei, che immagino credente, abrogherebbe la legge sul divorzio o la 194 che regolamenta l’aborto?
    E se si, per quale motivo?

    Giovanni

  13. Stiamo andando OT, credo, ma rispondo.
    Il peccato originale è credere di essere alla pari con Dio. O un pochino più su. Nessuno ci può dire cosa fare o come farlo, mentre noi possiamo dirlo agli altri. Questo a prescindere dalla realtà, che ci dice molto esplicitamente il contrario. Il peccato originale è un’evidenza, anche per i non credenti.
    Così ci sono certe azioni, certe leggi, che vanno contro il nostro interesse ultimo.
    Il matrimonio è un “per sempre”, e fare sì che quel per sempre non valga ha conseguenze terribili per gli sposi e per i loro figli. Su questo blog, o in rete, può trovare diversi articoli che illustrano questo con dati reali. Oltre alle devastanti ricadute personali ci sono quelle sociali. Su cosa sia il matrimonio in generale, e perché implichi un per sempre, qui.
    L’aborto è la soppressione conscia di una vita umana. Un omicidio. Faccio notare che la stessa 194 è applicata male, in proposito.
    Può bastare?

  14. Da non credente: come posso elevarmi al di sopra di una cosa (Dio) che non esiste?
    Se Lei (come mi pare di capire) abrogherebbe sia il divorzio che la 194 altro non fa che confermare la tesi:
    i credenti sono sempre tentati di imporre agli altri la loro visione, limitando le liberta’ degli uomini (tutti).
    Saluti
    Giovanni

  15. Giovanni, se non crede che Dio esista, provi a riferirsi al concetto di Dio per capire: Colui che può tutto.
    Suppongo che non abbia capito poi il mio argomento. Lei permetterebbe l’omicidio?

  16. Giovanni, perchè abortire una vita nascente non è un modo di imporre agli altri (al nascituro quanto meno) la propria visione (che in questo caso coincide addirittura con la decisione se si sia o meno meritevoli di vivere)? E divorziare quando si hanno dei figli non è un modo di imporre ai figli stessi una realtà che spesso causa loro un forte disagio? Ogni azione che si fa, ha delle conseguenze: è il rapporto causa-effetto, che è alla base dell’indagine scientifica ma anche di ogni esperienza di vita. Sposarsi o fare figli non è imposto dalla legge, ma è una scelta. Se la si fa bisogna razionalmente assumersene le conseguenze, con le gioie e le fatiche che ne derivano. Questo solo per dire che anche tu, con i tuoi interventi, dimostri di voler imporre agli altri le tue personale convinzioni. A dimostrazione che si tratta di una tentazione che riguarda tutti. Se lasci da parte le frasi fatte e provi a ragionarci onestamente, penso che concorderai.

  17. Enrico, non impongo nulla a nessuno. Sostengo l’esatto opposto. Ognuno deve essere libero di fare le proprie scelte (anche sulla base del proprio credo personale).

    Come quella di non divorziare o non abortire. O se lo desidera, per contro, poter divorziare o abortire. E’ una scelta personale e di coppia.
    Nessun obbligo in alcun senso.

    Lei sostiene a proposito del matrimonio ‘Se la si fa(la scelta di sposarsi) bisogna razionalmente assumersene le conseguenze, con le gioie e le fatiche che ne derivano.’ E’ ovvio che e’ cosi’, e lo e’ per tutti.
    Ma se la scelta come e’ accaduto a alcune persone che conosco (oggi felicemente risposate) si rivelasse, nel tempo, sbagliata?
    Saluti
    Giovanni

  18. Ho capito, ma volevo farle notare che la scelta di divorziare o abortire, per quanto sia personale o di coppia, impegna quasi sempre con le proprie conseguenze anche altre persone (in particolare i figli e/o i potenziali figli, ossia i soggetti più deboli), per cui non è vero che sostenere che ognuno può scegliere se divorziare o meno, se abortire o meno, significa non imporre la propria visione. Poi, certo, ci sono i casi particolari e personalmente sono contrario ad un’applicazione talebana delle norme (del tipo “no assoluto al divorzio, in nessun caso”). Bisognerebbe però interrogarsi seriamente sul perchè al giorno d’oggi molti matrimoni non funzionano, se la scelta di sposarsi è stata presa con la giusta consapevolezza ecc. Questo anche perchè le conseguenze dei matrimoni falliti sui figli sono spesso drammatiche. Ma anzichè cercare di ridurre il fenomeno ed investire su una maggiore responsabilità, si preferisce dare ascolto alla propria pancia, facilitare i divorzi e fare finta che le ricadute negative sui figli non esistano e siano solamente un’invenzione dei bigotti. Stesso discorso sul concetto di paternità/maternità responsabile.

  19. Giovanni, “Ognuno deve essere libero di fare le proprie scelte”.
    Ripropongo la domanda senza risposta di prima: lei permetterebbe la scelta dell’omicidio?

  20. scusa, ber: avevo perso le tue ultime freddure

    1) ” Il peccato originale è un’evidenza, anche per i non credenti.”
    mitico
    2) ” Così ci sono certe azioni, certe leggi, che vanno contro il nostro interesse ultimo.”
    vorresti elencarle? Temo non saremmo d’accordo e allora visto che siamo umani e condividiamo la medesima Legge Naturale e siccome tu la vedi ed io no vuol dire o che io non ci vedo o che tu fumi roba buona.
    3) “Il matrimonio è un “per sempre”, e fare sì che quel per sempre non valga ha conseguenze terribili per gli sposi e per i loro figli.”
    A Roma non lo era e non lo era nemmeno in Palestina, ai tempi di Gesù: l’Umanità ha lunghi secoli in cui perde di vista la Legge Naturale: e se la dipingeste di vernice fosforescente’
    4) ” L’aborto è la soppressione conscia di una vita umana. Un omicidio. Faccio notare che la stessa 194 è applicata male, in proposito.”
    questa è l’unica che non fa ridere perché è vera ma non abbiamo trovato altra soluzione: però quando la sperimentazione biologica sarà sufficientemente avanzata potrai farti impiantare l’embrione rifiutato e dare alla luce un bambino; altro che Elton John

  21. Caro Panciroli,
    basta leggerti perché il punto 1 sia dimostrato;
    Per il 2, non bastano gli esempi che ho fatto?
    Per il 3, vedi 1;
    Per il 4, la soluzione è “non uccidere”. Per i cristiani, trovata ed implementata.

  22. devi proprio procurarti

    una latta di verde fosforescente perché “non divorziare” – uno delle norme a te care – non era ovvia nemmeno per gli Ebrei ortodossi, e oggi anche per i Cristiani Ortodossi: un tizio che conosco è al terzo matrimonio celebrato da un pope. Comunque, ber, il divorzio è del 1970 e l’aborto di 10 anni dopo e se è vero che “i principi” son intangibili e parimenti vero che da certe sconfitte amare vi siete poi ripresi: adesso persino i cattolici – il Papa e forse anche l’Emerito – pensano che il nostro sia un sistema eliocentrico o che fra noi e i gorilla ci sia un trisavolo comune; in ogni esercito, quello del Maestro compreso, chi si attarda nelle retroguardie è un intralcio non un supporto, ber.
    ma ti sto solo sfruculiando: conservati così simpaticamente demodè

  23. @Berlicche
    “Che separava tanto da rendere obbligatorio il culto della dea Ragione…”
    Beh, da noi, fino a pochi decenni fa, il cattolicesimo era religione di Stato. Da questo punto di vista, pertanto, la Chiesa ha ben poco da insegnare a Voltaire e Robespierre.

  24. Sei tu che sei demodé e attardato, Panciroli, dato che come tu stesso affermi il divorzio è più antico della sua proibizione. Nerone divorziava a raffica; la novità è il cristianesimo.

    x Max: forse ti è sfuggito che la mia affermazione su Voltaire e Robespierre era la risposta a “l’illuminismo ha separato stato e religione” di Giovanni.

  25. @Berlicche
    “forse ti è sfuggito […]”
    Non mi era sfuggito. Quello che intendevo dire è che è stata proprio la Chiesa a non seguire per prima le celebri parole di Cristo “Date a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio” .
    Ogniqualvolta ne ha avuta la possibilità, e cioè dall’imperatore Teodosio in poi, la Chiesa ha imposto il proprio credo, fregandosene bellamente della separazione tra religione e Stato.

  26. siam noi che non capiamo che i Cattolici – ex quibus Ber, Mehercule – possiedono la Verità: non possono aver torto.

  27. I cattolici non possiedono la verità; la seguono, come riescono.
    E possono avere torto in tante cose, ma la Verità non ha torto.
    Che ci sia una religione di stato è un po’ diverso da che la religione si faccia Stato, o lo Stato religione.
    C’è un Papa, e c’è un Imperatore; e sono due persone ben distinte.
    In proposito negli ultimi duemila anni si sono scritti migliaia di tomi; suggerirei la lettura di almeno un paio di essi.

  28. Per rendere palpabile l’esistenza del peccato originale basta poco: per esempio partecipare a una riunione di condominio.

  29. L’approccio ideologico a problematiche come il divorzio penso sia sbagliato.
    Credo che la razio, la ragione ultima della legge sul divorzio, fosse la tutela della parte debole (tipicamente la donna abbandonata dal marito magari con figli a carico e senza un lavoro).
    Con questa legge si intendeva proteggerla.
    Il resto e’ ideologia. Semplicemente.
    Giovanni

  30. Giovanni, forse non ti rendi conto appieno della contraddizione che hai espresso. Il modo migliore per far sì che un marito curi moglie e figli è quello di fare sì che non sia più suo marito? E non ti sembra folle?
    Il matrimonio unico e indissolubile rendeva molto più forte e sicura la posizione della donna e dei figli. Se non altro perché prima di sposarsi ci si pensava bene, e prima di lasciare anche. Leggiti un po’ di statistiche sul legame tra povertà e divorzio, tra rendimentio scolastico dei figli e divorzio, tra delinquenza sociale e divorzio (te ne linko una a caso)
    Su questo hai ragione: il resto è ideologia.

  31. “Che ci sia una religione di stato è un po’ diverso da che la religione si faccia Stato, o lo Stato religione.”
    E dello Stato Pontificio che mi dici? Lì Cesare e (vicario di) Dio non erano certo due figure distinte.

  32. Suppongo che potrebbe esserti utile studiare formazione, sviluppo, ragioni e statuto dello stato pontificio.
    Edit: in effetti, potrebbe essere un buon tema per alcuni post. Metto da parte.

  33. @Berlicche
    T’invito a scriverlo davvero un post sull’argomento. Voglio vedere se ho ragione io o se hai ragione tu.

  34. Lo farò. Mi ci vorrà qualche giorno per raccogliere materiale, comunque.

  35. @ Berlicche (un secondo Rodney Stark?). Gradirei moltissimo una serie di post su formazione e sviluppo dello Stato pontificio, sul tipo di quelli dell’anno scorso sui catari.
    Un titolo utile da consultare è “Le regioni introvabili. Centralizzazione e regionalizzazione dello Stato Pontificio” di Roberto Volpi (Il Mulino, 1983).

    @ Max. Avendo avuto per le mani parecchie carte dello Stato pontificio, direi che potrebbe attenderti qualche sorpresa… spero gradita :-)

  36. La serie dei catari mi aveva tenuto impegnato diversi mesi…ero andato a spulciarmi anche testi dell’epoca. In effetti, riconsiderando la cosa, data l’estensione del periodo in esame temo che la scrittura non sarà velocissima. Anche perché ho materiale in abbonzanza su alcuni periodi, su altri molto meno. Se voglio fare qualcosa di completo dovrò ricercare parecchio.

  37. Poco ma sicuro. Infatti la mia sollecitazione era biecamente interessata :-)

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