Canzoni criminali

Cos’è un crimine? E’ un “delitto di particolare gravità, efferatezza o vastità”.
Crimine deriva da “cernere”, scegliere. Chi compie un crimine sceglie di danneggiare qualcun altro a proprio vantaggio. Nella stragrande maggioranza dei casi questo atto è compiuto adducendo qualche giustificazione. Ci sono sempre delle ragioni dietro qualsiasi azione. Per quanto vile o spregevole possa apparire agli occhi degli altri, chi la compie ritiene di avere motivi sufficienti. Fossero quei motivi anche solo il proprio egoismo, il ritenersi al di sopra del resto, il poterlo fare.

Così si può affermare “è una rivoluzione”, è “qualcosa che negano a quelli come me, (ma io me la piglio lo stesso)”, o uscire direttamente con un “il mondo è nostro”; o meglio, mio, da farci ciò che credo.
Queste giustificazioni le si può magari mettere in musica, perché si è bravi, scriverle in un testo che solletichi i sentimenti, facendole apparire autentiche a chi si ferma alla superficie delle cose.

Un tempo, e anche oggi, era considerato un delitto vendere, fosse anche per necessità, i propri figli. In compenso oggi chi compra quei figli viene spesso esaltato. Sembra che i soldi diano diritto a qualsiasi cosa; e forse agli occhi del mondo che vede solo la materia è vero. Solo cos’è immateriale non si può comprare. Così un ricco cantante può permettersi di acquistare neonati, per la nostra legge ancora reato, e non si trova chi gliene chieda conto. Fosse stato un poveraccio qualsiasi, ma così…

Quella persona può anche permettersi di mettere in musica la sua esperienza, lui può, e cantare con bei testi e indubbia arte quella sua prima festa del papà. Non dubito che gli avrà fatto piacere. Che i suoi sentimenti siano sinceri. Ma quella festa del papà l’ha ottenuta negando per sempre la festa della mamma.

Il desiderio di paternità, di maternità, è uno dei più forti, è inscritto nella natura umana. Anche se il suo amore fosse sincero e completo, non viziato da orgoglio e brama di possesso e ostentazione, se il suo essere padre fosse perfetto così come non sono la quasi totalità dei rapporti umani tra noi mortali, rimarrebbe il fatto che ha sottratto una parte di vita a degli innocenti. Non conosceranno mai qualcuno di così importante che ognuno di noi ne resta indelebilmente segnato per la vita.

Delitto deriva da delinquere, abbandonare. In questa storia c’è chi è stato preso e chi abbandonato, scartato, ritenuto inutile. Quindi no, non mi unirò al coro di chi esalta delitti, di chi canta canzoni criminali.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 1 dicembre 2022 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. La cosa assurda e’ che pagare la stessa cifra a una coppia di genitori indigenti, di un paese povero o in guerra, e portarsi a casa il loro bambino, e’ ancora un reato, e riconosciuto come una azione abietta e gravissima dalle stesse persone.

  2. Rubare le caramelle a un bambino è considerato spregevole, rubargli la mamma no.

  3. Nel caso specifico del post quel “qualcosa che negano a quelli come me, (ma io me la piglio lo stesso)” in realtà non è realmente negato da qualcuno ma dalla Natura stessa. È come il pesce che dice alla scimmia di negargli il “diritto” di arrampicarsi sugli alberi, ma non è nella natura del pesce farlo: un pesce è fatto per nuotare non per arrampicarsi.
    Il delirio nasce quando la tecnica (o tecnologia, non certo la scienza) si intromette nella realtà di fatto, storpiandola con un artificio. Il pesce con arti meccanici avrà anche il potere di salire malamente qualche centimetro di tronco in apnea, ma non dovrebbe lamentarsi se tutte le altre bestie del creato etichettano un tale spettacolo come disgustoso obbrobrio.

    Però non mi sento di condannare “tout court” la frase “qualcosa che negano a quelli come me, (ma io me la piglio lo stesso)” in tutti i casi, specie se a proferirla è qualcuno che è stato realmente privato di un diritto. Per esempio, chi ha recentemente sfidato le leggi disumane, tentando di accedere ad attività probite a chi non si è piegato all’inoculazione dell’inutile veleno genico.

  1. Pingback: Canzoni criminali – l'ovvio e l'evidente

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