Il grande caldo

A Roma fa così caldo che si sono sciolte pure le Camere.
Quest’estate a quanto pare non avremo il solito dilagare di notizie spiaggiaiole e inconsistenti, ma saremo ossessionati dall’alta politica e dalle promesse elettorali. Peccato, le prime erano più attendibili.
Dalle teche RAI non usciranno gli sketch di Tognazzi ma i comizi di Berlinguer.

Grande sconcerto tra i professionisti dell’informazione. Ma il governo non era coeso? Non aveva ricevuto la fiducia millemila volte, pure su autentiche schifezze e atrocità? Il banchiere più grande di tutti non dominava incontrastato con la sua saggezza narrata da profeti e aedi? Extra Draghi nulla salus, ci ripetevano. C’è da fidarsi, anche quando spara balle evidenti. Però, rifletteteci: chi si fida del proprio banchiere?

Sarà interessante seguire lo svelto riposizionarsi di commentatori e giornalisti, le abbuffate di coloro che si rimangeranno le balle giuringiurate fino a pochi giorni prima per meglio rifluire nel prossimo contenitore termico che li tenga al caldo e non al fresco.
Ci saranno invocazioni ai valori e trasferimento di valori, in attesa del ricambio di favori. Che ne sarà delle grandi battaglie? Sicuramente i grandi strateghi le combatteranno, mentre gli umili soldati e i passanti cercheranno il modo di sopravvivere.

Ho il sospetto che le grandi manovre estive scivoleranno sul corpo degli italiani come la sabbia nei sandali, o il sudore dalla fronte. Sì, perché la gente in fondo sa che, se siamo sopravvissuti a questo governo più letale di una medusa e più contaballe di un venditore abusivo sulla spiaggia davvero niente può farci più del male, qualsiasi abominio lo possa seguire.
Sarebbe bello un governo che governi e non si faccia governare, ma in fondo sappiamo che sono come le speranze di un adolescente imbranato che arriva al mare sperando di incontrare ragazze disponibili, e finisce a giocare a carte con la nonna al bar. E la vecchia bara.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 22 luglio 2022 su diavolerie e cattiverie. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Purtroppo temo che tu abbia proprio ragione. Al di là di ogni altra considerazione occorre riflettere sul fatto che viviamo tempi in cui la menzogna la fa da padrone. Tempi in cui ancor più che in passato non vi è alcun pudore nel fare il male sbraitando che è bene, nel praticare l’ipocrisia più ostentata. Tempi in cui la battaglia anzitutto per la verità diventa ancora più impegnativa e pericolosa del solito. Buon lavoro!

  2. Emilia Consonni

    Quando non c’è più nulla da sperare si può cominciare a non disperare

  3. La disperazione è proprio quando non c’è più nulla da sperare. In un certo senso, è il peccato originale da un’altra prospettiva: pensare che esistano le sole possibilità che possiamo pensare noi. Dio ha più fantasia.

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