Ciò che libertà non è

Chi tiene in mano l’informazione italiana continua senza pudore a scopiazzare fake news dal New York Times per tenerci disinformati su quel che accade in America. Dello stato dell’Italia non si sente parlare molto. Certo, è molto meglio per chi ci governa – no, non sto parlando del Governo – che noi ci indigniamo per i poveri siriani, iracheni, libici in fuga a causa del crollo dell’ISIS che non potranno venire ospitati negli States, piuttosto che per i miliardi buttati nelle tasche di certi amici. Occhio non vede, cuore non duole, questo è il detto popolare. Se non ti accorgi che ti stanno rubando il portafoglio e la libertà, se nessuno ti fa notare che ti stanno rincoglionendo di vaccate, poi è tardi. I soldi involati, la libertà finita nello stesso posto in cui l’ha preceduta la verità.
Perché senza verità puoi chiamare libertà ciò che libertà non è.

Bene, abbiamo internet. Lo sapete qual è il guaio di internet? Che una fetta enorme di contenuti passa attraverso le mani di pochi. Pensateci un attimo: siete davvero convinti che chi ha il potere possa permettere che le chiavi dell’informazione siano fuori dal suo controllo? Se è solo una questione di soldi, che diamine, quelli per qualcuno non sono un problema. Per il resto, esistono i giudici.
I sistemi operativi, quelli che fanno funzionare il vostro computer, sono in mano ad un paio di persone. Cercate un sito, una notizia su internet? Anche qui è dominio di un paio di persone. Avete un account sui social? Chi credete che li possegga? Esatto, un paio di persone. In parecchi casi, le stesse persone.
Probabilmente, se non sei un addetto ai lavori, non ti rendi conto di quanto sia fragile la libertà della rete. Se questi potenti decidessero che quanto scrivi non deve più vedersi, allora ciao ninetta. Possono fare in modo che quanti erano “abbonati” alla tua pagina smettano di ricevere gli aggiornamenti. Possono bloccare il tuo account. Cancellarlo. Se hai un sito indipendente possono toglierti la pubblicità, su cui magari contate per vivere, ed eliminarti dai ranking in modo che ogni ricerca su di te non torni risultati. Capisci che se sei un giornalista indipendente non ti resta molto.

Perché ne parlo? Perché sta accadendo. Quel potere di cui dicevo si è accorto che le stava sparando troppo grosse, e molta gente non ci credeva più. Le persone avevano cominciato a rivolgersi ad altri canali, non controllati. Così sta correndo ai ripari. C’è una guerra civile in corso, e si combatte nell’informazione. O meglio nella disinformazione, che oggi ha raggiunto livelli parossistici proprio nei media ufficiali.
Un tempo c’erano i troll. Pensate fossero tutti solo dei cretini isolati con manie di protagonismo? Anime belle. Quello era il tempo della guerriglia, quando ancora questo campo di battaglia non era così importante. Ormai non bastano più. Adesso si usa l’artiglieria pesante.

Primo, convincere che in rete girano un sacco di balle. Secondo, che occorre fare qualcosa! E quindi incaricare “qualcuno” di individuare ed eliminare chi propaga notizie false.
Solo che, per un potere per cui la verità è relativa, non è falso tutto ciò che è falso, ma tutto ciò che lui dice sia falso.
Che accade, se chi è incaricato di fermare le notizie false è lo stesso che le mette in giro? Quis custodiet custodes?

Sta accadendo, ho detto. Certi siti scomodi risultano marcati come inaffidabili, si dice che ospitano virus informatici, risultano irraggiungibili, li si chiude. Sui social c’è una stretta sulle opinioni. Sono contento di non averci voluto entrare, mi si risparmia di uscire.
Siamo ad un bivio. Il potere ha già dimostrato di essere così accecato dalla sua arroganza da non rendersi conto di quanto poco ormai venga creduto. Può scegliere l'”all-in”: schiacciare i dissidenti, sperando che ciò basti a farli tacere. Censurarli e bandirli. Quantomeno, a fare sì che per la maggioranza cessano di esistere. Oppure continuare con una guerra di logoramento, senza affondare il colpo.

Esistono già, o esisteranno a breve, algoritmi abbastanza complessi in grado di individuare contenuti non allineati. Esistono già programmi in grado di leggere quello che si vuole su qualsiasi computer. O scrivere, dovessero servire false accuse.
Ma non ne esistono in grado di capire tutti i doppi sensi, i riferimenti indiretti, le parafrasi, le allegorie. L’esperienza dei paesi in cui vige la dittatura ci insegna che il vero è difficile da schiacciare. Se si andrà avanti, ci saranno altri siti dove diavoli di nome parlano dell’inferno di fatto, con un occhio al Paradiso. Cari censori, auguri a bloccarli tutti.

chapelghost

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 31 gennaio 2017 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 14 commenti.

  1. Condivido pienamente cio’ che scrivi perche’ ne ho gia’ avuta esperienza diretta quando collegandomi a certi siti che si sapeva erano”osservati” mi e’ stato detto in un primo momento che non era raggiungibile e alla mia insistenza che era portatore di virus

  2. L’ha ribloggato su l'ovvio e l'evidentee ha commentato:
    “…per un potere per cui la verità è relativa, non è falso tutto ciò che è falso, ma tutto ciò che lui dice sia falso.”

  3. Hai visto la serie Person of Interest?

  4. Le prime tre stagioni per intero, poi a spizzichi e mi manca l’ultima quasi del tutto. Prima o poi la vorrei finire…

  5. Non ti saranno sfuggiti i continui parallelismi tra la Macchina e Dio… espliciti in alcuni episodi come God Mode o YHWH

  6. Tempo di rivedermelo tutto…se avessi il tempo. Sigh.

  7. Allora dovrò finire il post…

  8. A Roma qualcuno ha affisso dei manifesti in cui si esprimono alcune critiche dal mondo cattolico all’attuale Pontefice. E’ giusto che il comune li abbia fatti oscurare essendo manifesti abusivi. Ma perché far indagare la Digos? Il Governo non eletto da nessuno ha voce in capitolo o la proposta d’indagine viene dall’altra parte delle Mura leonine?
    Si preparano catene per la nostra libertà e la nostra coscienza.

  9. Mi chiedo perché ricco&spietato qui non ha commentato…troppo difficile per lui ammettere di aver seguito il mondo che adesso mostra la sua vera faccia – ma di certo non metterà in discussione le sue idee, nemmeno se dovesse partire una persecuzione contro i cristiani (tanto non è cristiano, che gli può fregare?).

    In Francia intanto hanno per legge reso reato l’essere pro-life.

  1. Pingback: Ciò che libertà non è | Luca Zacchi, energia in relazione

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