Gli opposti

La tragedia dell’uomo moderno non è che conosce meno e meno del significato della sua vita, ma che gli importa meno e meno.
(Vaclav Havel)

Non credo di essere stato il solo a notare la curiosa coincidenza di due morti a loro modo opposte.
A distanza di poche ore hanno cessato di vivere due persone che sarebbe difficile immaginare più diverse per temperamento e storia personale: Vaclav Havel, ex dissidente cecoslovacco, scrittore, filosofo, cattolico, imprigionato più volte dal regime comunista, eletto poi presidente del suo paese; e Kim Jong-il, “amato leader” comunista del popolo nordcoreano, che per tutta la vita non ha fatto altro che regnare su uno dei regimi più chiusi e feroci del pianeta.

Il Nord Corea è un paese che coincide con l’universo burocratico ed oppressivo che Havel descrive nel suo più famoso libro, “Il potere dei senza potere”. Un regime “ossessionato dal bisogno di legare ogni cosa con un regolamento. La vita in esso è percorsa da una rete di ordinanze, avvisi, direttive, norme disposizioni e regolamenti. (…) L’uomo è solo l’insignificante ingranaggio di un meccanismo gigantesco; il suo valore è limitato alla funzione che in esso svolge…. Tutto deve essere il più possibile delimitato, codificato e controllato.“.

Ma “non appena l’uomo comincia a considerare se stesso la sorgente del più alto significato nel mondo e la sorgente di ogni cosa, il mondo comincia a perdere la sua dimensione umana, e l’uomo a perdere il controllo di esso“.
Quando l’uomo non concepisce niente al di sopra di sè, allora sopra di sè si trova altri uomini. Si trova il potere, cioè uomini forti, che possono imporre il loro volere. E qual è il modo di imporlo? Tramite leggi e regolamenti che eliminino tutto ciò che può minacciare l’ordine da loro immaginato. Le persone si trovano così a vivere dentro una menzogna: perché quando ti è imposta la visione di altri, la realtà di altri, puoi adeguarti solo mentendo.

A meno di scegliere l’altra possibilità: vivere senza menzogna.
Colui che si oppone, che rifiuta la menzogna del potere, che afferma la realtà, può essere senza potere ma ha il potere enorme della verità. Potrà essere punito, emarginato, imprigionato, forse ucciso, ma avrà la libertà perché è la verità a rendere liberi.
E’ questo che sgretola la morsa sull’uomo, è questo che nessuno ha il potere di impedire. Perché nessuno può niente contro il cuore dell’uomo. “La vita non può essere distrutta per sempre, nè la storia fermata del tutto“.

Havel fu imprigionato perché scrisse di questo. Poi il regime di menzogna si dissolse. Quando venne eletto Presidente temetti per lui, ma ci dimostrò, dimostrò a tutti, cosa vuol dire avere un potere che nasce dall’autorità, dalla coscienza, dalla verità e non dalla menzogna.

Havel è vissuto da uomo libero perché non confidava nell’uomo. Kim Jong-il è vissuto da prigioniero di se stesso, perché la menzogna ti imprigiona sia quando la dici che quando la imponi.
Le lacrime che il popolo nordcoreano versa sul feretro dell'”amato leader” non so quanto debbano a quella menzogna. Di una cosa invece sono certo: quelle del popolo cecoslovacco sono tutte sincere.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 20 dicembre 2011 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 12 commenti.

  1. Kim Il-sung è morto 17 anni fa. Quello che è morto l’altro giorno è Kim Jong-il, suo figlio.

  2. Agh, grazie, correggo. E pensare che ne avevo parlato proprio pochi minuti fa…

  3. Non sono riuscito a trovare la fonte di quanto affermato in questa citazione, in compenso ho trovato diverse fonti che vanno in senso contrario. Cercherò qualcosa di più certo.

  4. Le affermazioni riportate nell’articolo linkato sono tratte da questo libro: Disturbing the Peace: A Conversation with Karel Huizdala di, appunto, Vaclav Havel.

  5. Perdonami Berlicche, non comprendo pienamente questa frase: “Havel è vissuto da uomo libero perché non confidava nell’uomo”. Vuoi dire che non confidava nell’autosufficienza dell’uomo e nell’assolutezza dei sistemi da lui costruiti? Chiedo perché a me sembra che Havel confidasse proprio nell’essenza veritativa e libera dell’umanità autentica.

  6. Ho trovato, ecco la citazione più completa:
    “I certainly have not become a practicing Catholic: I don’t go to church regularly. . . I took part in secret masses in prison, but I didn’t take communion. . . . Perhaps I understand my Protestant and Catholic friends better today—I’m certainly in greater touch with them, which may be why some people think I have converted. But genuine conversion…” (e poi il pezzo citato).

    xDonAngelito: per quanto ho potuto leggere e capire Havel pensava che quando l’uomo confidava solo in se stesso allora falliva, vedi citazione all’inizio del terzo paragrafo. Domani magari approfondisco.

  7. “Quando l’uomo non concepisce niente al di sopra di sè, allora sopra di sè si trova altri uomini. Si trova il potere, cioè uomini forti, che possono imporre il loro volere. E qual è il modo di imporlo? Tramite leggi e regolamenti che eliminino tutto ciò che può minacciare l’ordine da loro immaginato.”

    Mi ricorda molto la situazione dell’Innominato manzoniano: arrivato “in cima” non ha più nessuno sopra di lui (cit. “non vedeva mai nessuno al di sopra di sé, né più in alto”), prigioniero della “solitudine dell’anima” che desidera Dio, ma non lo sa.

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