Il senso del paracarro

[Il pugnale] è più di un semplice oggetto di metallo: gli uomini lo pensarono e lo forgiarono a un fine ben preciso (…) In un cassetto della scrivania, fra lettere e scartoffie, interminabilmente sogna, il pugnale, il suo naturale sogno di tigre.
(…) il pugnale […] a volte mi fa pena. Tanta durezza, tanta fede, tanta impassibile o innocente superbia, e gli anni passano, inutili.
J.L.Borges, "Evaristo Carriego"

Il pugnale nel suo cassetto è pronto all’uso, come Drogo nella sua fortezza che dà sul Deserto dei Tartari aspetta tutta la vita quel nemico che mai non arriva.
Ma il senso è nell’uso o nell’essere pronto?
Il senso della vita di un uomo è quello che fa, lavorare, camminare, dormire…scrivere, o piuttosto in quello che è? Un uomo vale per quello che fa o per quello che è?

Il senso del paracarro lungo la strada è non essere mai usato, come il pugnale.
Il paracarro ha la sua strada. Sa quello che è e il suo senso e per questo non è inutile.
A vederlo là solitario, immobile, potreste dire "Cosa serve questo cippo? Non serve a niente, togliamolo" ed estrarlo per buttarlo via. Se lo farete, verrà il giorno in cui rimpiangerete la sua assenza.
Ma sarà troppo tardi.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 28 settembre 2006 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. La metafora del paracarro è sublime. A costo di sbrodolarti, devo ripeterti che sei un genio, e tu sai bene che senso intendo dare alla parola genio.
    Quello che ci hai proposto va ancora più in là della questione delle tue capacità letterarie: è qualcosa che aiuta davvero tutti a capire il senso della propria vita, o comunque a viverlo con serietà e serenità anche senza capirlo.

  2. Il senso, la dignità e la profonda e misteriosa utilità di ogni vita..anche di quelle che sembrano immobili e vane.

    Mi ricorda l’argomento precedente sull’eutanasia, ma anche la domanda esistenziale fondamentale per ogni vita, anche la mia.
    Quante volte anche le nostre sembrano stare lì, come quel cippo..
    (e a questo punto ci infilo un grazie)

    Se è quello che facciamo, che riusciamo a fare, che otteniamo coi nostri buoni sforzi, la misura della loro utilità, dignità e (pure..) felicità, allora capisco che sia ovvio pensare che non valga la pena star lì “a non esser usati”.
    Ovvie le depressioni, ovvii i suicidi, ovvii tutti i metodi che oggi abbiamo per eliminare (o alienare) le esistenze che..quella pena non la valgono.

    Quello che manca a queste ovvietà è proprio una risposta.
    Anzi la risposta. Quella che spieghi davvero, che improvvisamente cambi le carte in tavola e abbia il gusto e la potere dirompente della verità.

    Il male di oggi è che tutto concorre perchè ci si dimentichi al più presto invece, persino della domanda.

  3. purtroppo qua si va pesantemente sul personale…ci perdo le notti a cercare di capire il senso dell’esistenza di questo pugnale/paracarro.

  4. Brucewayne, continua così, per prima cosa ti suggerirei di cercare che cosa fa esistere il pugnale/paracarro.
    Cercare per trovare, non credere.

    Nada.

  5. nada, riscrivi il concetto in italiano comprensibile, grazie.

  6. Brucewayne:
    Domanda: Come esistre il paracarro?
    Cosa ti fa convinto che il paracarro esiste?
    Paracarro in senso blocco di cemento, lasciando fuori ogni senso figurato.
    Se non riesci a rispondere prima a questo, non c’è speranza poi con i sensi figurati.

    ciao Nada.

  7. nada, fatti vedere da uno bravo

  8. Brucewayne: sei sicuro di esserci?
    Perchè?
    Nada.

  9. purtroppo qua si va pesantemente sul personale…ci perdo le notti a cercare di capire il senso dell’esistenza di questo pugnale/paracarro.

    bruce, fatti vedere da uno bravo!

    Ciao Nada!

  10. E’ forse Dio che dona l’esistenza al paracarro?
    Sempre inteso strettamente come blocco di cemento.

    Nada.

  11. ma qualcuno li ce l’ha messo. O no?

  12. Suggerirei un breve esperimento:
    1-trovare un paracarro
    2-lanciarcisi contro di testa
    3-Se il paracarro non esiste, dovreste riuscire ad attraversarlo
    4-appena smesso di sanguinare, chiedersi se sia sano domandarsi se il paracarro esista o no.

    E devo ammettere che mi sono trattenuto a stento da suggerire altri usi del paracarro (e chi conosce Guccini sa…;-)

  13. AlessandroG: ecco un’ ottima ragione perchè il paracarro sia li. Ma quando è che ha cominciato ad esserci?
    Secondo voi, il Paracarro sa di esserci?

    Nada.

  14. Mai riuscito ad impiegare un paracarro uso Guccini, Troppo grosso.

    Nada.

  15. Berlicche sostiene che il paracarro esiste in dipendenza della mia testa, se sbattendoci la testa me la massacro significa che in relazione alla mia testa il paracarro esiste.
    Abbiamo provato l’esistenza relativa del paracarro, che esista solo in esistenza relativa a qualcosa d’altro?

    Nada.

  16. ho trovato la risposta.

    La risposta è 42.

  17. Si Brucewayne, può far male ma vale la pena di farlo.
    Nada.

  18. Qualcuno riesce ad indicarmi un modo di esistere del paracarro che non sia relativo a qualcosa d’altro?

    Nada.

  19. Dì la verità, Nada: la prova l’hai fatta…

  20. Il paracarro esiste per se stesso, è assoluto tutto questo. Il paracarro esisterebbe anche se ci fosse solo esso. Nada, smettila con le seghe mentali newage, che non hanno nulla di logico.

  21. Orgoglioso di essere un pecorone cattolico che che legge Berlicche, oltre alla Bibbia e alle storie dei santi.
    “La fiera di san Lazzaro”..oi lì, oi là…1973… o mamma quanto tempo…

  22. Bruce dai è troppo presto per trovare la soluzione, il computer ha impiegato milioni di anni per dare la risposta :-D

    Dunque Nada, l’esperimento col paracarro non l’ho fatto ma in compenso con la vetrina di un negozio sì.
    Dunque camminavo e non mi ero minimamente accorto che detta vetrina era aperta (altrimenti l’avrei evitata) e ci sono cozzato contro facendo sganasciare di risate quelli che avevano assistito alla scena (..tacci loro). Ora le cose sono due: o volevo sbatterci io e la vetrina si è materializzata da sola o ha una “vita” indipendente dalla mia volontà/realtà e quindi esiste non relativamente al sottoscritto. Ovviamente assicuro che la figura dello sbadato non volevo minimamente farla :-DDD

  23. Beh, almeno chi passa di qua potrà constatare che, oltre alla Bibbia qualche agiografia e Berlicche, abbiamo letto anche Douglas Adams…

    Ci scusiamo per il disturbo.

  24. Addio e grazie per tutto il pesce…;-)

  25. Claudio, in fondo parlare di Dio è un po’ ragionare sulla vita, l’universo e tuttto quanto :-)

  26. per me, in particolare…l’importante è….

    DON’T PANIC!!!

  27. Contesto il senso del paracarro attribuito da Nada a Guccini.
    Se Nada infatti teorizza un uso “ad penetrandum” per il quale le dimensioni hanno un significato di non poco conto, Guccini invece precisa un utilizzo di tipo ginecologico, tanto che la vecchiaccia della canzone “a’ m’ la sfrài contr’ i fittòn”
    che tradotto dal dialetto bolognese, testualmente significa “me la sfrego contro i paracarri”, le dimensioni dei quali sono meno significative rispetto alla loro altezza dal suolo…

    Mi piace pensare che anche quest’ultimo senso attribuito al paracarro abbia una sua valenza escatologica.
    Ritengo altresì che la metafora di berlic debba essere interpretata in diverso modo….

    Ossequi

  28. utente anonimo

    ago86:
    Se il paracarro esistesse di per se stesso, ci sarebbe sempre stato, sempre sarebbe, nessuno lo avrebbe costruito, nessuno lo avrebbe portato li, qualsiasi animale passasse li per caso saprebbe che è un paracarro, il che non mi pare plausibile, per sapere che è un paracarro ci vuole una mente umana, anche quella di una vecchiaccia, che inventi usi alternativi!
    Nada.

  29. utente anonimo

    Non sto cercando di dimostrare che il paracarro non esiste, sto cercando di studiare COME esiste.

    Nada.

  30. utente anonimo

    domenicotis:
    Avevi un’ immagine mentale della situazione in cui la vetrina rea aperta, ti sei mosso in questa immagine, che purtroppo non corrispondeva interamente alla realtà.
    Ti capita spesso?
    Nada.

  31. Di cozzare contro le vetrine? Direi di no.

  32. utente anonimo

    Tutto quel che avreste voluto sapere sul paracarro….

    Alla terza macchina uscita di strada in quella curva, al poliziotto accorso su chiamata, venne in mente che forse una barriera, lì sarebbe stata utile. (Sempre dopo due o tre incidenti, ci vuole un morto per giustificare una simile spesa).
    Passò in comune e segnalò la cosa al funzionario addetto.
    Il funzionario uscì per un sopralluogo, e dopo profonda riflessione, concluse che un grosso paracarro era quel che ci voleva. (Il paracarro a questo punto è concepito, per la prima volta l’immagine di un paracarro compare lì in una mente umana).
    Il funzionario prepara il progetto, controlla i fondi in bilancio, ordina il paracarro. (L’idea del paracarro posto lì si diffonde fra più menti umane.)
    L’ordine arriva al costruttore di paracarri, che non avendone in magazzino, versa due quintali di cemento in una forma ed attende due giorni. (Il Paracarro prende forma).
    Estratto il paracarro dalla forma, viene dipinto, gli vengono applicati i catarinfrangenti.(il paracarro è in magazzino,ma non è ancora un paracarro, non svolge ancora la sua funzione di ‘parare i carri’).
    Il Paracarro viene messo in opera. (Ora si può dire che il paracarro c’è, ESISTE per quel che riguarda gli umani).
    Passa una vecchiaccia, ci si siede sopre un pò (uso alternativo), ci passa poi Domenicotis che cammina leggendo il giornale e naturalmeente ci sbatte contro, ripresosi mormora -accidenti, hanno messo un paracarro! qui non c’era mai stato prima!- (Interessante notare che Domenicotis in realtà non stava camminando lì, ma nel ricordo che aveva di quel posto, dove il paracarro evidentemente non c’è ancora, aggiorna però immediaramente la sua mappa mentale di quel posto).
    Domenicotis parlando in famiglia dice -Hanno messo un paracarro in quel posto- (ulteriori mappe mentali vengono aggiornate, nelle menti umane COMINCIA AD ESISTERE il paracarro lì).
    Un cane lo trova molto comodo (ma lo considererà un paracarro o qualcosa d’altro?), un colombo ci si posa sopra e lo sporca. (Lo considera solo uno strano sasso).
    Un tedesco che passa di la pensa ma guarda hanno messo un xxxxx!

    Chi può dire che li c’è un paracarro? solo menti che si son messe d’accordo di chiamarlo così, anche per il tedesco è qualcosa d’altro!
    Si può dire che il paracarro esista lì senza le nostre menti che lo percepiscano?

    ciao Nada.

    P.S.: A proposito, dov’è poi il paracarro?.

  33. SU COSA si sono messi d’accordo?
    Su qualcosa di esistente.
    Tu fammi vedere qualcosa che non esiste se le nostre menti non lo percepiscono ed io crederò a quello che dici…nel frattempo preferisco attenermi alla solida realtà.

  34. utente anonimo

    Non stiamo in realtà discutendo, in quanto il paracarro di cui sopra precedente in realtà NON ESISTE!
    Ne stiamo solo parlando fra di noi!!!
    C’è solo la sua immagine nelle nostre rispettive menti, ed il Lì in cui si dovrebbe trovare è senz’altro differente fra la mia e la tua mente!

    Ciao Nada.

  35. Se non stiamo discutendo, allora non ti dispiacerà continuare a NON discutere da solo, vero? Tanto è tutto nella tua testa. La mia ha altro da fare.

  36. utente anonimo

    Affronta questo problema Berlik!
    Ogni ‘essere’ in realtà è simile a quanto sopra esposto!

    Ciao Nada!

  37. utente anonimo

    E non ho mai detto che il paracarro non c’è, cercherei di capire COME c’è.

    Nada.

  38. utente anonimo

    Facciamo un altro esempio. Invece di partire da un oggetto costruito dall’uomo (e che per tale motivo esplica la sua particolare funzione solo perché noi gliel’abbiamo attribuita), consideriamo invece un qualcosa che non è stata percepita dagli esseri umani fino a un paio di secoli fa: la radiazione UV.
    Nonostante l’incapacità dell’uomo di accorgersi della sua esistenza (a differenza di molti animali che riescono a “vederla”) per migliaia di anni, comunque, ha agito indipendentemente dalla nostra volontà, e anche se non ce ne accorgevamo ci ha plasmato. Poi è giunto il giorno in cui l’abbiamo individuata, studiata, classificata, etichettata, riprodotta ed esteso il suo utilizzo. Ciononostante è sempre uguale a se stessa, prima o dopo la scoperta produce i medesimi effetti, soggiace alle stesse leggi, non ha cambiato natura né subìto alcun condizionamento. Quando “penso” a Dio ragiono sempre in questi termini: egli era,è e sarà sempre uguale, siamo noi ad aver affinato nel tempo la nostra concezione del Creatore (e duemila anni fa abbiamo avuto un notevole aiuto :-) ) e anche se un giorno smetteremo di credervi ciò non significherà che non c’è nulla ma solo che continuerà nella sua opera plasmatrice senza che noi ce ne rendiamo conto, come ai tempi in cui non conoscevamo la radiazione UV e i suoi effetti.

    Domenicotis

    ps: solo Luca Giurato si esprime in un modo peggiore del mio :-D

  39. Non ti buttare giù…ti sei fatto capire benissimo (da chi vuol capire, almeno).

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