I nipoti di Simon Mago

Vorrei partire da questo tweet:

“La Chiesa Cattolica degli Stati Uniti sta facendo tutto il possibile per far sì che la gente lasci la Chiesa. Interessante strategia di marketing.”

Un poco di contesto: si riferisce all’intenzione che avrebbero la maggioranza dei vescovi statunitensi di proibire esplicitamente ai politici che sostengono pubblicamente l’aborto, nel particolare il Presidente Biden, di ricevere la Santa Comunione fino a quando persevereranno nel loro comportamento. E’ noto che Biden fa sfoggio di andare a messa tutte le domeniche pur portando avanti la peggiore politica pro aborto di tutti i suoi predecessori.

Trovo la frase del tweet interessantissima. La persona che la scrive ha evidentemente un’idea della Chiesa come Impresa d’Affari. Un’Impresa d’Affari, una firma commerciale, deve guardarsi dal buttare via quote di mercato, ovvero possibili clienti. Sarebbe cattivo marketing.
Ma che cosa vende la Chiesa?

La risposta corretta è che non vende niente. Offre la salvezza eterna portando nel mondo la Parola, ma soprattutto la Presenza di Dio, nella persona di Gesù Cristo. Almeno, questo è descrizione del brand che è andata per la maggiore per secoli. Vendere, o tentare di vendere, questa salvezza è un peccato noto come simonia; dal nome di quel tal Simon Mago che tentò di comprare dagli apostoli il segreto del loro successo e dei miracoli, finendo malissimo.

Se vogliamo dirla tutta, lo stesso Gesù fu un disastro del marketing. Appena aveva un pubblico decente diceva qualcosa per cui se ne andavano via tutti, a parte quei discepoli che davvero credevano in lui. Come quella volta che istituì quella stessa Eucarestia che si vorrebbe fosse distribuita a cani e porci. Un autentico disastro, o forse lo fece apposta per distinguere i simpatizzanti da quelli che lo amavano sul serio. L’impressione è che dei simpatizzanti non sapesse che farsene.

Nel mondo d’oggi assistiamo ad un fenomeno strano: le Imprese d’Affari cercano di diventare Chiese. Non si accontentano più di vendere i loro prodotti; tentano anche di convincervi che lo fanno per il vostro bene, e che se acquisterete da loro sarete salvi e beati. O meglio, se non acquisterete sarete dannati.
E’ per questo che le grandi imprese stanno spendendo tanto in inclusione, diversità, adesione alle tematiche gender, lotta al cambiamento climatico, sostenibilità… è il vangelo di questa nuova religione, e chi non si conforma è eretico e va espulso. Insomma: compra i miei prodotti non perché sono fatti bene, ma perché “sono” il bene. Anche se magari a realizzarli sono stati bambini sottopagati in qualche periferia dell’Est, o peggio.

Se le industrie si mettono a fare le chiese, perché meravigliarsi che ci sia chi confonde la Chiesa con un’industria? Purtroppo non solo tra quelli che di tale Chiesa non fanno parte e magari non sanno neanche bene di cosa parlano, ma tra i suoi stessi membri. Gli eredi di quel discepolo che vendette con ottimo profitto il suo stesso Maestro.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 18 giugno 2021 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 18 commenti.

  1. Io direi piuttosto che da decenni la chiesa americana (e non solo) abbia seguito la via del marketing: mi viene in mente il “Buddy Christ” del film Dogma, quando uscì pensai che fosse una cattiveria anticattolica senza fondamento, eppure oggi devo ammettere che Kevin Smith l’aveva vista lunga.
    Di recente ho visto su Youtube una chiacchierata tra l’arcivescovo Barron (molto noto sui social) e Jordan Peterson: tra le tante cose interessanti che han detto ce n’è una che colpisce, Peterson da non credente ha capito perfettamente che il bello del cattolicesimo è che offre un obiettivo estremo, sfidante, qualcosa per cui valga la pena sacrificarsi; eppure nei decenni la Chiesa ha rinunciato a dirlo, col risultato che non c’è più motivo per cui valga la pena seguirla. Peterson dice “la Chiesa è oggi come il tizio sfigato che si presenta alle feste e cerca in tutti i modi di rendersi simpatico anche se non lo è”; Barron ha ammesso che in effetti è vero, pur di inseguire l’approvazione pubblica hanno rinunciato a tante cose.
    FORSE è un segno del risveglio della conferenza episcopale americana?

  2. Il tweet del tizio è una stupidaggine anche sul piano economico. Rodney Stark e Massimo Introvigne hanno efficacemente teorizzato il concetto di “economia religiosa”

    https://www.cesnur.org/2005/mi_02.htm

    In parole spicciole, esaminando la religione come se fosse un prodotto economico che qualcuno vende (le chiese) e qualcuno deve decidere se comprare e da chi comprare (i fedeli), si ha che le chiese più durature nel lungo periodo sono quelle che sono più esigenti, non quelle che lo sono meno. Perché chi compra paga un “prezzo alto” (una morale impegnativa, tanti dogmi da credere, etc) ma ne riceve in cambio una maggiore “soddisfazione”: senso della vita, fiducia in un aldilà e in un Dio protettore, autostima – si badi bene che qui per “soddisfazione” si intende qualcosa di immanente, percepibile e perfino misurabile, a prescindere dal fatto che poi la teologia che viene “comprata” sia più o meno vera o falsa.

    Chi compra per poco, compra poco.

    Una chiesa che improvvisamente abbassa il prezzo, anzi quasi lo azzera, che impressione dà? Liquidazione e svendita finale. Nient’altro. Fallimento.

    Se oggi la chiesa si contraddice, se nega oggi quel che affermava ieri, che valore hanno le sue parole? Per quale motivo dovrei crederle ancora?

  3. “Dogma” di Kevin Smith contiene delle nascoste perle di saggezza.

  4. Industrie che si mettono a fare le Chiese

  5. Berlicche

    Il tuo post è stato usato da “Le cronache di Papa Francesco” come spunto di riflessione.
    Da quel che ho visto concordano con te.

    https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://cronicasdepapafrancisco.com/&ved=2ahUKEwj25MGc4aTxAhWV76QKHanjBdIQFjAAegQIChAC&usg=AOvVaw2z_AL23cqWfggZITWHi9F7&cshid=1624142660219

  6. Camillo Vidani

    Noto che si evita accuratamente di citare le parole del Papa, che ha diffidato i vescovi americani dal continuare su questa strada e non vuole che si faccia politica con l’Eucarestia

    Non passa proprio, la voglia di imporre a tutti quello in cui credi tu con la forza della legge.

  7. L’eucarestia non segue la politica, e nemmeno il presidente degli Stati Uniti può accampare diritti sui sacramenti.

    E’ la tua posizione, Vidani, che sottomette la religione alla politica e vuole imporre per legge dello Stato cosa deve essere creduto dai vescovi e dal Papa.

  8. @vidani

    Mi sfugge dove sia la legge statale che riconosce il diritto a prendere la comunione.

    Quanto alle parole del Papa, direttamente o tramite terzi, il Papa non è Dio. Ci sono cose che neanche lui può comandare. Non può ordinare di commettere un peccato, e dare deliberatamente la comunione a un impenitente *È* peccato. Chi pensa di stare a posto con la coscienza perché “ma lo ha detto il Papa!”, rilegga la Divina Commedia e guardi dove sta Guido da Montefeltro.

  9. Questo Wajahat Ali, come tutti quelli che dal confortevole divano del loro business (anzi, proprio grazie a questo) prendono tutti i giorni la parte dei poveri, degli emarginati e dei discriminati, si autorizza a giocare con una “Cosa” immensamente più grande di lui, riducendola alla misura del suo piccolo mortifero mondo liberal fatto di like e new trends.

  10. Si pero’…..mi sareppe piaciuto vedere i Catto Bishops con la schiena diritta verso i repubblicani nei riguardi della Death penalty eh

  11. Caro Maurizio, temo le due cose non siano paragonabili.

  12. Infatti, quanto a “schiene dritte”, sarebbe piuttosto da chiedersi: come fanno i pacifisti e tutti coloro che chiedono a testa alta l’abolizione universale della pena capitale, a piegare senza vergogna la loro schiena davanti a leggi che promuovono, non pongono limiti e rimuovono ogni ostacolo all’aborto volontario?

  13. Ago non è che mi fai un riassunto? Mi fido…

  14. Il post è una replica agli argomenti portati da chi sostiene che la pena di morte è sempre illegittima. Ma al di là del contenuto del post, ciò che volevo far notare è che nella questione “death penalty” la schiena dritta l’hanno mantenuta i laici – come appunto l’autore del post – mettendo in chiaro che non è una questione di slogan come invece credono gli europei.

    I cattolici americani hanno la schiena più dritta dei loro vescovi.

  15. Berli: insomma una questione di numeri…..ma alla fine mi sembra piu’ una questione da vaticanisti: “riposizionamneto” della chiesa in vista delle prossime elezioni di midterm, conflitti tra Bergoglisti e non etc etc

  1. Pingback: Cattolici in politica e… gli eredi di Simon Mago – Le cronache di Papa Francesco

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