Memorie
Il cielo cerca di farmi dimenticare che è ancora inverno. Torno verso casa portando il poco pane per il finesettimana.
Passo accanto alle mie vecchie scuole. L’aula di prima elementare, ricavate dalle stalle dell’antico castello, con le mura di mattoni spesse un metro; quelle di classi successive, in pesante ristrutturazione. Lì andavo in palestra, su per quelle scale c’era l’ufficio del preside. In quello spiazzo ora ingombro di travi lasciavo la bicicletta, una pesantissima graziella, quante volte la trovai smontata. Chissà che fine ha fatto la mia maestra, da mezzo secolo non so più niente di lei. Quel suo bambino di poco più giovane di me, dove sarà ora.
Sulle pietre del vialetto camminano fantasmi, spettri infestano quelle mura. L’aria assume il colore di bambini che corrono, più inconsistenti del fumo, verso il loro futuro che è anche il mio, verso il mio passato che è anche il loro.
Quelli che ancora vedo, grigi pure loro. Quelli che non ho più rivisto, quelli che non rivedrò più.
Proseguo andando incontro al presente con gli altri passanti forse, come me, schiacciati sotto il peso di impalpabili memorie.

Pubblicato il 7 febbraio 2026 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.






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