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Segni e segnali

Mi raccontano di un giovane benvoluto che muore, e della chiesa piena ai suoi funerali. E della reazione di una persona all’accaduto: “Cosa mi ha insegnato questo? Goditela finché puoi!”

Certo, segni e segnali possono essere fraintesi. Mi ricordo di un romanzo di Terry Pratchett in cui la scritta “Road works” non veniva interpretata da un autista come “Lavori stradali” ma “La strada funziona“, con effetti nefasti. Un gioco di parole intraducibile in italiano, ma che illustra come basti non afferrare il senso reale delle frasi, o degli avvenimenti, per comprenderli al contrario.

Così è forte la tentazione di rimediare alla fuga dei giovani dalla chiesa dando loro quello che vogliono, o che dicono di volere. Esattamente quello che accade nelle famiglie che si sfasciano, con figli viziati o sbandati.

Chi è l’adulto che si farebbe dare consigli su cosa fare della vita da un adolescente? Eppure pare che sia questo che qualcuno sponsorizza.

Dalla mia esperienza, è il metodo più sicuro per perdere quel giovane per sempre: non per niente è il metodo che oggi è applicato ovunque, nelle chiese vuote. I soli giovani che ho visto rimanere sono quelli a cui è stata fatta una proposta forte, sicura, a cui aderire anche a prezzo di rinunce e sacrifici – una proposta da adulti. Una proposta fatta di verità e realtà. Quella che a suo tempo è stata fatta a me.

Si, i giovani ci segnalano che hanno bisogno di qualcosa, come fanno tutti i giovani da sempre.
Di una strada che funzioni. Non di essere compiaciuti con novità antiche quanto il diavolo.

E’ difficile

E’ difficile per quelli che non hanno mai conosciuto persecuzione,
e per chi non ha conosciuto un Cristiano
credere quei racconti di cristiani perseguitati.
E’ difficile per quelli che vivono vicini ad una banca
dubitare della sicurezza del loro denaro.
E’ difficile per quelli che vivono vicino ad una Stazione di Polizia
credere nel trionfo della violenza.
Pensate che la Fede abbia conquistato il mondo
e che i leoni non abbiano più bisogno di custodi?
Avete bisogno che vi sia detto che ogni cosa sia stata, potrà ancora essere?
avete bisogno che vi sia detto che anche traguardi così modesti
come quelli di cui vi vantate alla maniera della società beneducata
Difficilmente sopravvivranno alla Fede alla quale devono la loro significanza?
(dai “Cori della Rocca”, T.S.Eliot)

Mi fa arrabbiare, mi fa impazzire, mi lascia ogni volta affranto e distrutto. A chi come me è cristiano capita.
Cercare di fare capire quanta parte di quello che definiamo bene, bello, giusto arriva dal cristianesimo. Che salto ci sia in fatto di rapporti personali, di felicità, di gusto della vita tra il credere e non credere.
E non riuscirci.
Ti guardano con aria di sufficienza, ti compatiscono anche un poco. Ti considerano un fissato, uno un poco strano. Se ti apprezzano è perché ti considerano un buono, una brava persona – peccato che sia così credente. Ad alcuni fai proprio rabbia, ad altri fai schifo.
Tu cerchi di dirlo, di spiegarlo, e non ci riesci. Ti domandi se non sei tu, se tu sia così piccolo, così pieno di limiti e difetti da non riuscire ad essere da esempio. Ed è senz’altro possibile, ma poi vedi santi che hanno la tua stessa difficoltà ed in un certo senso ti consoli. Non sei tu, non del tutto. E’ una decisione, una grazia su cui non hai controllo.
Credono già di sapere: sono pur cresciuti in terre cristiane. Ma non sanno, non hanno capito quanta parte di tutto quello che danno per scontato giunga da quella radice nascosta che si vorrebbe estirpare.
Sono convinti che Cristo sia vecchio, inutile, che abbia già dato tutto. Che sia altro il progresso, che sia altro il futuro. Liberazione da vincoli morali che si sentono stretti. O indifferenza totale, la vita vissuta come se Dio non esistesse. La Chiesa è qualcosa che capita ad altri.

La Chiesa, ecco, la Chiesa. Quanto si è cullata nell’illusione di avere vinto per sempre. Quasi quanto si culla ora nell’illusione di avere perso per sempre. Come se il Vangelo consistesse in una strategia e non in un annuncio. Come se Gesù fosse una Parola tra le tante e non il Verbo. Come se il cristianesimo consistesse in formule e convegni, supplementi d’anima e discussioni e assistenza e non fosse il dono di Cristo risorto e vivo.
Come se fossimo una religione tra le tante e non l’unica speranza del mondo.
Qualcosa si muove. Questo Papa, e quello precedente. Uno Spirito che non smette di soffiare.
Si è aperto il Sinodo per la Nuova Evangelizzazione. Nuova Evangelizzazione, che termine infelice. Infelice perché non rende, non fa capire cosa sia: il nuovo annuncio a chi già pensa di sapere, e non sa. In quella terra di missione che è il nostro ufficio, la nostra scuola, il nostro vicinato. E’ un tentativo. I Vescovi, i Cardinali, i Padri Sinodali tenteranno di capire cosa fare. Cosa servirebbe però lo ha già accennato il Papa, nella messa iniziale.
Servirebbero santi. Esempi da seguire. Che noi fossimo ciò che dobbiamo essere.
Perché lo sappiamo. Se si perde la fede si perde la vita. L’esistenza si sfascia. Si sfascia la famiglia, Si sfascia la società. Si sfascia la pace, la bellezza, la giustizia. E tutti a cercare gli psicologismi e gli spostamenti sociali e i bastardi da incolpare, quando l’unica cosa che servirebbe sarebbe una minuscola scintilla di fede. E’ la mancanza di quella scintilla che rende il mondo buio.
E quando si è nel buio si cerca nella notte qualcuno che brilli.

Questo il motivo per cui il cristiano spesso si strugge e si arrabbia e piange per chi gli sta accanto, e non vede. Perché ha a cuore la sofferenza di ogni uomo.
Se poi quella rabbia, quella frustrazione non vi hanno mai colpito è probabile che, anche se vi chiamate cristiani, la nuova evangelizzazione dovrebbe toccare anche voi. Come persona che quella scintilla, quella fede la deve riscoprire.

“It is hard for those who have never known persecution,/and who have never known a Christian/ To believe these tales of Christian persecution./it is hard for those who live near a Bank/ to doubt the security of their money./It is hard for those who live near a Police Station / To believe in the triumph of violence./ Do you think that the Faith has conquered the world/And that lions no longer need keepers?/ Do you need to be told that whatever has been, can still be? Do you need to be told that even such modest attainments as you can boast in the way of polite society/ Will hardly survive the Faith to which they owe their significance?”