Il senso della notte

Proprio mentre sto scrivendo queste righe per tutta la Terra è l’equinozio di primavera. Notte e giorno si bilanciano perfettamente.

Non sempre è così, lo sappiamo bene. Accada due volte all’anno, per un breve momento. Per il resto del tempo la luce o le tenebre dominano.
Domenica, nonostante la festa di san Giuseppe, è stato un momento di tenebra. Tanti momenti di buio, dai più tragici ai più banali: una giovane vita spezzata all’improvviso, la perdita di molte ore di lavoro per un accidente, un caro animale travolto e ucciso, dolore per malanni, rabbia e ira e sconforto.

E’ in giornate come questa che ci rendiamo conto, con disagio e un tremito di terrore, che la realtà non la decidiamo noi. Possiamo progettare come le cose dovrebbero essere, possiamo lamentarci del perché non sono come vorremmo, ma il fatto, il reale, il cuore dell’esperienza e di ciò che accade è al di fuori del nostro controllo.

Siamo in un’epoca in cui l’uomo vorrebbe dettare ciò che la realtà è, fino nella sua espressione fisica e fisiologica. Quindi è costretto ad una menzogna continua perché deve negare che le tenebre esistano. Per lui, questa notte è solo terrore. La creatura può rifugiarsi presso suo padre, mentre l’uomo che si vuole fare da sé è un essere immaginario che non ha un luogo a cui tornare perché non vuole appartenere a niente.

Come cristiani, dovremmo sapere che la realtà è simbolica. Parlando di sé, essa indica qualcosa che è al di fuori di sé. In altre parole, ogni essere e ogni avvenimento ci colpiscono e ci colmano di stupore nella misura in cui indicano e rimandano ad una trascendenza, a qualcosa che sta oltre, più in alto, a un senso nascosto. Nella misura in cui sono segno.
Ciò che non è segno non stupisce perché mostra solo ciò che già conosciamo, il banale, ciò che è caduco e senza gusto.

Forse il senso della notte è proprio scuoterci dal torpore, dalla nostra meschina illusione di onnipotenza. E pregare che torni il giorno, e la luce, che non ci sappiamo dare da noi.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 20 marzo 2023 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Considerazioni che si applicano bene anche a chi cristiano non è.
    Il senso della notte fisica ci è stato rubato da un finto benessere e di questo furto ne soffriamo anche se ci sembra il contario.
    All’inizio dell’autunno il mio comune decise che a notte fonda sarebbero stati spenti lampioni per risparmiare sulla bolletta. La notte veramente buia è così tornata in città per poche settimane. Durante questo periodo, quando mi svegliavo di notte, vedevo la strada buia o quasi ed ero pervaso da un senso di meraviglia e gratitudine, ma anche di timore (non paura).
    Purtroppo la popolazione si è ribellata per supposti “motivi di sicurezza” ed il comune ha riacceso i lampioni tutta la notte.
    Un’occasione persa per curare quella che chiami l’illusione di onnipotenza…

  2. “Proprio mentre sto scrivendo queste righe per tutta la Terra è l’equinozio di primavera.”

    emenda. non vorrai che qualche relativista meridionale si faccia beffe di te e dei tuoi. geppo cqc

  3. Vabbé, è l’equinozio.

  4. Carissimo esco dal tema e le chiedo di scrivere un DIALOGO VIRTUALE tra due bambini che stanno per venire alla luce. Uno destinato a due gay….e uno ad una ragazzina che vive in qualche periferia di Napoli o Calcutta o in una favela……so che lei ne ha le capacità…….grazie

  5. Eh, dici niente… ci penso

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