Metaversi e dintorni

“Qualsiasi tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile da un espediente narrativo completamente ad-hoc.”
David Langford, come corollario della Terza Legge di Clarke

Cos’è il metaverso? Beh, è internet, eccetto che ci puoi camminare dentro. Tutto molto bello, ma non si capisce dove sta il vantaggio. E’ molto più comodo e veloce fare clic su un link che fare una passeggiata per raggiungere un certo sito. Forse potrà apparire blasfemo a quelli come me che sono cresciuti leggendo di cyberspazio nei racconti cyberpunk, ma tutta la storia dei tizi che surfano la rete con i loro avatar è una cretinata. E’ un espediente narrativo per romanzare una cosa noiosa come scrivere codice, una simpatica, epica idea sviluppata da gente che non capisce un accidente di computer.

Per quanto possa apparire ganzo nei film il tizio che si mette a smanettare sulla tastiera facendo magie informatiche, quel personaggio semplicemente non esiste nella realtà. Sono trucchi, azioni irreali, come i soldi che si trasferiscono tra gli account dollaro per dollaro invece che con un’unica transazione, come il carattere mancante della password che vortica per mezz’ora prima di essere trovato. No, i computer non viaggiano nel tempo e non materializzano androidi, tanto meno di sesso femminile e nudi. Quella è magia, e che sia un computer a farla invece che un tizio agitando una bacchetta è solo una questione di ambientazione.
Come per i telefilm ambientati negli ospedali o nella polizia, la realtà è parecchio più arida.

Sì, è possibile muoversi in mondi virtuali ammazzando draghi o combattendo alieni, ma che fatica sarebbe per le cose di tutti i giorni. Se un giorno sarà sviluppata un’interfaccia per la realtà virtuale più maneggevole delle attuali magari viaggiare in terre di fantasia attirerà di più. Ma l’essere umano preferirà sempre ciò che è più comodo e più veloce. Un avatar non lo è. Mi dispiace, ma il metaverso non giungerà tanto presto.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 29 novembre 2022 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 9 commenti.

  1. “No, i computer non viaggiano nel tempo e non materializzano androidi, tanto meno di sesso femminile e nudi”

    Stavi pensando a Metropolis o a qualche film anni ’80?

  2. Film anni ’80… e non solo.
    I computer sono stati e forse sono ancora il rimpiazzo a buon mercato della magia. Se vuoi fare qualcosa di impossibile… il computer!
    https://tvtropes.org/pmwiki/pmwiki.php/Main/MagicalComputer

  3. La vita vera è meglio.
    Nel 1983 il Vasco cantava voglio una vita di quelle che non si sa mai. Voleva certo una vita da film, ma “vera”, con tutte le sue fatiche, i suoi imprevisti e i suoi disastri. Con le magie virtuali non rischi veramente mai, sei nient’altro che in un film…
    Oggi, così come sono, trovo stupita e noiosa una realtà senza vero rischio, senza niente di molto difficile da raggiungere; una realtà dove è impossibile o ininfluente perdere, dove tutti possono essere, ottenere o fare tutto ciò che desiderano perfettamente e senza fatica…
    No, così come sono, il paradiso oggi o domani, qua, non solo non lo trovo possibile, ma nemmeno tanto desiderabile.

  4. Pensavo che con “i computer non viaggiano nel tempo” ti riferissi a quell’inutile pubblicità che girava qualche mese fa, in continuazione, che non ho capito chi pagava e perché, dato che non nominava nessun prodotto né azienda né si mostrava nessun logo. Ma dopo averla cercata su YouTube mi pare di capire fosse del meta di Zuckerberg.

    Che poi se Marco Antonio fosse andato a Roma nel 32 a.C. non avrebbe avuto granché da dibattere perché Ottaviano lo avrebbe fatto fuori.

  5. Ok, riguardando lo spot, il logo alla fine c’è. Probabilmente non ho mai fatto attenzione fino alla fine trovando lo spot troppo surreale.

  6. Cavaliere di San Michele

    “No, i computer non viaggiano nel tempo e non materializzano androidi, tanto meno di sesso femminile e nudi.

    Stavi pensando a Metropolis o a qualche film anni ’80?”

    Adesso vado in crisi, ma lì per lì la citazione mi era parsa facile…

    Non alludevi a Terminator 3, Berlicche?

    Piuttosto, cos’è la citazione a inizio post?

  7. Bene, quello di Metropolis non era un computer, era suo nonno. Mi sovvengono almeno due filmacci degli anni ’80 in cui studentelli materializzavano tramite computer una qualche bellona virtuale, e anche una parodia di Disegni e Caviglia in cui i protagonisti della striscia dicevano più o meno “ma come viaggiamo nel tempo?” “Con il computer, è chiaro!”. Nei link che ho allegato si trova altro.
    La citazione è una parafrasi della terza legge di Clarke, “Qualsiasi tecnologia abbastanza avanzata è indistinguibile dalla magia”. Langford è uno scrittore di fantascienza abbastanza famoso. Con un computer “maggico” è possibile giustificare qualsiasi buco di trama.
    PS: La legge di Clarke (ma non il corollario di Langford) la uso esplicitamente nel mio libro.

  8. In effetti, che senso ha andare a un party se non ti puoi gustare le patatine?

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