Dio a domicilio

Argomentavo nel post di ieri che non è il poter correre più veloce, o il vivere più a lungo, che cambierà la natura dell’uomo. Noi siamo come razza sostanzialmente immutati da migliaia di anni, fin dall’inizio della storia e probabilmente anche da prima, attirati dai medesimi desideri, dagli stessi piaceri e dalle stesse gioie.
Lo si può vedere dagli dei che sono stati adorati, e talvolta ancora lo sono, in tutto il mondo. Sono quasi sempre sovrapponibili l’uno all’altro, diversi nomi per esseri simili salvo nelle sfumature.
Gli dei cannibali che pretendevano il sacrificio di bambini innocenti preso i Fenici non sono poi così differenti da quelli che hanno infestato il Messico fino all’arrivo degli Spagnoli. Nel pantheon romano trovavano posto senza grosse difficoltà le divinità dei popoli conquistati, con appena minimi adattamenti.

Di queste convergenze possiamo dare tre spiegazioni distinte.
La prima è che tutte queste teogonie non siano che i riflessi di un’unica religione primigenia, che si è distinta e frammentata con l’espandersi della civiltà umana nel globo, in modo non differente da quello che deve essere accaduto con il linguaggio o con i tratti genetici.
La seconda è che gli dei si assomiglino perché sono personificazione degli stessi impulsi comuni dall’equatore al polo; vizi e virtù fatti entità da ingraziarsi e venerare.
La terza, che esistano davvero degli esseri con poteri non di questo mondo che si nascondano dietro maschere divine. Per la tradizione cristiana sono demoni, o forse quegli angeli che rifiutarono di schierarsi nella grande guerra celeste; comunque esseri che sanno come sfruttare le debolezze umane ai loro scopi.

Miti, realtà nascosta o personificazione di sogni, rimane il fatto che gli esseri umani si sono riforniti al supermercato delle religioni fin dal principio, acquistando il prodotto che più si confaceva al loro temperamento e alla società in cui vivevano. Esiste un solo caso, in tutta la storia, in cui non sia stato l’uomo a cercare il dio che più gli stava a genio ma Dio sia sceso a offrirsi al suo popolo, facendosi uomo lui stesso. Un Dio a domicilio. Che addirittura muore, non assassinato per qualche bega tra le divinità, ma per salvare quelli che chiama amici e fratelli. Quegli irritanti, cattivi, disperati uomini, sempre uguali a loro stessi, che mai non cambieranno, salvo che da quel Dio si lascino cambiare.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 24 novembre 2022 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 16 commenti.

  1. In questi giorni sto seguendo un corso di missiologia e dialogo interreligioso, il prof. impiega moltissime energie per enfatizzare il lato positivo, ovvero la presenza dell’azione dello Spirito Santo al di fuori dei confini visibili della Chiesa Cattolica, cosa che renderebbe a loro modo anche le altre religioni vie possibili di salvezza. Io ci cozzo un po’ con questa cosa perché la salvezza fuori della Chiesa me la immagino sempre nonostante le altre religioni e non grazie ad esse, ed i tuoi ultimi post mi confermano in questo. Certo se lo leggesse il mio prof. si strapperebbe i capelli…

  2. Carissimo CAMBIA PROF.

  3. Riguardo al rapporto tra il cristianesimo e le altre religioni consiglio la lettura di “Il seme e la pienezza” del Prof. Mario Polia

  4. tantum religio potuit suadere malorum…

  5. Athelas, L’uomo ha questo suo senso religioso, la percezione del mistero, che è in tutti. Che Dio possa essersi servito dei falsi dei per i suo scopi ci sta, ma chi segue ragionamenti tipo quelli che indichi non fa i conti con il male dell’uomo. Tanto per dire una, il dio dell’immagine è Tlaloc, dio Azteco della pioggia, che esigeva lacrime di bambini come tributo. Lo dice anche Lucrezio citato da Romani. Anche il cristianesimo ci ha a che fare, lo sappiamo bene. Per questo solo qualcosa di origine divina e non umana può dare la salvezza. Se no, Cristo e i suoi discepoli potevano anche starsene a casa loro.

  6. Peraltro se le religioni sono tutte invenzioni umane la colpa del male che gli atei lamentano causato dalle religioni è completa responsabilità dell’uomo, per cui eliminando le religioni non si attacca la radice del problema.

    Riallacciandoci al discorso del transumanesimo, temo che uno dei primi obiettivi di quelli che sognano la digitalizzazione della mente umana sia renderla incapace di concepire alcune idee “malvagie” – praticamente tutte quelle non allineate all’ideologia dominante. La castrazione della mente umana!

  7. Cavaliere di San Michele

    Cfr. Minority Report e quel piccolo bistrattato capolavoro (per me almeno) che è Equilibrium…

  8. “…Cristo e i suoi discepoli potevano anche starsene a casa loro.”

    magari fare il profeta e i vice profeti è meno faticoso e più redditizio che fare il falegname e il pescatore (poi andrebbe gettata la giusta luce sulla direttiva “lascia tutto” che, nel caso si abbia una moglie non troppo gradevole, e troppi figli che le assomigliano, non è poco allettante).

    il tuo virgolettato si attaglia a tutti loro: da mosè a mohamed a san paolo, da osho a ron hubbard, persino a bobby henderson sempre sia lodato.

  9. Certo, R&s; così comodo da accettare persecuzioni, processi, torture e la morte.
    Scrive S.Paolo nella II ai Corinti (11, 23-27): “Ho incontrato fatiche … prigionìe … percosse … pericolo di morte … cinque volte dai Giudei ho ricevuto i 39 colpi; tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una notte in balia delle onde. Viaggi innumerevoli, pericoli di fiumi, pericoli di briganti, pericoli dai miei connazionali, pericoli dai pagani, pericoli nella città, pericoli nel deserto, pericoli sul mare, pericoli da parte di falsi fratelli; fatica e travaglio, veglie senza numero, fame e sete, frequenti digiuni, freddo e nudità”.
    E ti ricordo che alla fine è stato decapitato. Comodo, eh?

  10. “una volta sono stato lapidato,”

    acc… che mira i giudei eh? come la media dei cattivi nei film.

  11. Gli unici che non vogliono starsene a casa loro sono i troll: chi non ha nulla da dire non sta mai zitto, ma farebbe tacere tutti gli altri.

  12. Leggiti gli atti degli apostoli, r&s; “Allora giunsero da Antiochia e da Iconio alcuni Giudei, i quali sobillarono la folla; essi lapidarono Paolo e lo trascinarono fuori della città, credendolo morto. Ma mentre i discepoli venivano attorno a lui, egli si rialzò ed entrò nella città.”
    Testa dura, forse. Ma dedito a un mestiere “meno faticoso e più redditizio” non credo proprio.

  13. mi_ha_detto_mio_cuggino_che_da_bambino_una_volta_è_morto mode /on

    con quest’altra testimonianza affatto indipendente e neutrale m’hai convinto. del resto anche edmond dantes e zorro/antony hopkins – e chissà quanti altri di cui non so! – hanno beffato i loro cattivi in questo modo.

    /off

  14. Sono ammirato, messo di fronte alla grettezza e ignoranza delle tue affermazioni non ti perdi d’animo e rilanci in modo da apparire ancora peggiore. Se non ti bastano i racconti in prima persona e i testimoni oculari immagino che la storia antica e contemporanea nella sua interezza per te sia da buttare. Suppongo che per te i racconti delle persecuzioni anticristiane da Cristo agli apostoli a oggi – perché questo è il punto che stai cercando di farci dimenticare – siano tutte fantabubbole. In realtà tutti in cerca di qualcosa di redditizio, eh. Chissà perché di fronte alla morte non rinnegano.
    Tu, rimani su Netflix, bello comodo.

  15. sei curioso berli’: tu affetti di credere alla lettera a quello che antichi (e manco si sa quanto) copisti raccontano di presunti sé stessi, ma poi quando vedi COI TUOI OCCHI il ginocchio di un bianco sul collo di un negro, invochi il dubbio. è proprio vero che ai nemici si applica…

    (quanto a netflix, credici o no: non guardo televisione e derivati de oltre vent’anni – giusto un po’ de gunhild carling quando capita)

  16. Tu invece sei prevedibile; mai ammetterai di avere sparato idiozie, cercando sempre di portare il discorso altrove.
    Addio (clic)

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