Spreco

In certe poesie ci sono profondità di cui è molto difficile accorgersi senza un lavoro attento sulle singole parole.
Un esempio è l’improvvisa illuminazione che ho avuto ieri quasi casualmente, ripensando a certi versi che conosco molto bene.

In un mio post precedente ho citato i “Cori della Rocca” di T.S.Eliot. Sono la sua opera che preferisco in assoluto: oltre ad essere stupendi sono intrisi di quella che potremo chiamare profezia. Isaia gli fa un baffo. Sono la prova che quasi cent’anni fa la deriva odierna era in atto e l’autore con lucidità già vedeva ciò che adesso è molto più che evidente.

Proprio questa mia preferenza mi ha, in un certo senso, sempre accecato. Conosco certe sue parti praticamente a memoria ma, a differenza delle altre opere di Eliot, nella loro versione in italiano. Così pensavo che in quel grido
“deserto e vuoto, deserto e vuoto”
ripetuto più volte, che riecheggia Genesi 1 (La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso) deserto fosse la traduzione italiana di desert.
Parola che si ritrova peraltro all’inizio del poema, dove viene detto

…Tu dimentichi e sminuisci il deserto.
Il deserto non è remoto nei tropici dl sud,
il deserto non è solo dietro l’angolo,
il deserto è strizzato nella metropolitana accanto a te,
il deserto è nel cuore di tuo fratello.

…you neglect and belittle the desert.
The is not remote in southern tropics,
The desert is not only around the corner,
The desert is squeezed in the tube-train next to you,
The desert is in the heart of your brother.

Ma qui il significato è differente, e anche la parola usata nell’originale. Che è waste.

Waste and void. Waste and void

Che non può non ricordare il titolo del poema più famoso di Eliot, quello per cui ha vinto il Nobel: The Waste Land, la terra desolata.

Waste significa spreco, dimenticanza. Desolazione può essere anche valido, ma rimane parziale. Nel contesto, indica ciò che era all’inizio, quando le cose non erano, e quello che luoghi e cose diventano quando sono abbandonati. Sprecate. The Waste Land descrive esattamente questo: lo spreco della vita, in un certo modo l’inferno.
Allora,
Desolazione e vuoto, Desolazione e vuoto
può essere una traduzione migliore della precedente. Essa richiama anche quell’abomino della desolazione che descrive il momento in cui nel Tempio di Gerusalemme vengono imposti gli altari di altri dei.

La pretesa odierna di certuni, anche nella Chiesa, è che Cristo abbia fatto il suo tempo come unico portatore di verità.
Nel vuoto che si crea tornano i vecchi dei, divinità che allettano con promesse di soddisfazione che deluderanno. Perché il dio di un solo aspetto del reale non può che fare promesse parziali, limitate, fallimentari, promettendo un paradiso che si rivela presto essere un inferno, come sa chi ha praticato il culto di una di queste entità. La conseguenza è vita sprecata, tempo sprecato: desolazione.

Come fare per non buttare via la propria esistenza inseguendo il vuoto del nulla? Il poema di Eliot termina con l’invocazione all’umiltà,

Non cercare di contare le onde future del Tempo,
Ma sii soddisfatto di avere abbastanza luce
per fare il tuo passo e non inciampare.

Seek not to count the future waves of Time;
But be ye satisfied that you have light
Enough to take your step and find your foothold

Cosa che dovremmo assolutamente fare. E, dove la Parola non è pronunciata, costruire con nuovi discorsi.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 22 novembre 2022 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 6 commenti.

  1. Molto bello! Non so se conosci questo: https://www.youtube.com/@CSLewisDoodle Mi sembra che abbiamo in comune l’amore per autori come Eliot e Lewis.

  2. meraviglioso tutto

  3. xDon Massimo: No, non lo conoscevo; interessante, anche se ho già letto tutto. Lewis dà il nome al blog; Eliot è il mio poeta preferito sin dall’adolescenza, e anche su questo sito ho talvolta ritradotto alcune poesie la cui versione non mi soddisfaceva. Per limitarsi al presente post, ad esempio, quel “find your foothold” è stato talvolta tradotto con “trovare il tuo sostegno” mentre è un chiaro riferimento biblico all’inciampo: chi crede di stare in piedi guardi d non cadere, guarda i miei passi ecc…
    Come scrivevo, di questi particolari ci si accorge solo lavorandoci su.

  4. Grazie! Nella serie dei miei romanzi per adolescenti ve n’è uno intitolato “Marina”, titolo che fa riferimento ad una poesia di Eliot – a mio giudizio la sua più bella. Alla fine del (breve) romanzo viene riportata la poesia – anche io ho corretto la pessima traduzione ufficiale. Inoltre vi è un brano per pianoforte ispirato alla poesia che fa parte del romanzo.

  5. Quella linea: “But be ye satisfied that you have light
    Enough to take your step and find your foothold”

    forse riecheggia “Lead, Kindly Light” del Cardinale Newman?

    “Keep Thou my feet; I do not ask to see
    The distant scene; one step enough for me.”

  6. Sì, è vero poemen. Direi che hai colto.

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