I miti

La mia resistenza media davanti ad un televisore ormai è scesa sotto i tre minuti. Più o meno il tempo in cui questo o quel politico, commentatore, esperto sforna l’ennesima idiozia sesquipedale. Un tempo soffrivo di pressione bassa, il piccolo schermo mi ha guarito; ogni volta rischio di esplodere.

Ascoltando però, una cosa però l’ho notata. Una caratteristica comune a molti, di cui neanche ci rendiamo conto. Un comunista, un socialista, un liberale di cinquant’anni fa non riconoscerebbe i suoi epigoni contemporanei. Le filosofie politiche di una volta sono morte: ne hanno preso il posto dei miti molto più ridotti in orizzonte e consapevolezza.

Al posto del comunismo ora c’è l’ambientalismo; i rossi sono diventati verdi, non quei verdi di trent’anni fa, ma dei verdi mimetici, ammantati di scienza farlocca e catastrofismo a buon mercato. Parlano di animali come i borghesi rivoluzionari sessantottini parlavano degli operai, specie in via d’estinzione che non hanno mai avuto occasione di conoscere. La loro narrazione non sta in piedi, nessuna delle loro previsioni si è avverata, eppure sono ancora messianicamente convinti che la fine del mondo incomba, e possa essere evitata guidando auto elettriche e non lavandosi. I nubifragi e la siccità sono per loro segni inconfutabili, come se non fossero mai accaduti prima. Poveretti, non si accorgono di essere, ora come allora, schiavi di un’illusione sponsorizzata da potenti.

Il secondo mito è quello sessuale; il quale non è poi altro che il tentativo maldestro di liberarsi da ogni vincolo morale e no, compreso quello della realtà del proprio corpo. Che si tratti di uccidere bambini indesiderati o trasformarli in schiavi del sesso, accoppiarsi in ogni possibile modo o pretendere che l’anormalità sia normale, i profeti di questo mito elevano il desiderio a legge, a modo di vita, in maniera non dissimile dai libertini di duecento anni fa. E’ la pretesa che l’uomo sia tanto grande che nessuna bassezza gli sia preclusa. Tutto è permesso, salvo pensare che ciò sia una cattiva idea.

Trovatevi da voi gli altri miti. Il materiale non manca. Anche se spesso questa nuova politica si riduce a trovare il cattivo di turno, cioè qualcuno che fa ciò che anche noi faremmo o abbiamo fatto, ma non ora.

Forse sono solo io ad illudermi che un tempo le discussioni fossero tra gente più lungimirante e seria, con in cuore un ideale alto, seppure spesso sbagliato.
Oppure illudermi che davvero fosse meglio. In fondo, il vivere quotidiano è ciò che ci accade adesso, ciò di cui abbiamo bisogno per vivere; il riconoscere ciò che bene e ciò che è male, per noi, per tutti.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 24 settembre 2022 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 15 commenti.

  1. Hai ragione. Naturalmente la cosa non è avvenuta per caso; c’è qualcuno -o qualcosa- che ha creato nuovi miti, ideali, mete (tutti più piccoli e espressi con parole più semplici, per non richiedere di pensarci troppo su).
    Poi li chiamati con vecchi nomi. E ha aspettato che il nuovo scacciasse il vecchio.
    Che divenissimo nani sotto i piedi dei giganti.

  2. Perfettamente d’accordo con te. Anche se, da quello che ricordo, bene o male la sinistra è sempre stata catastrofista. Ai tempi d’oro lo era sull’economia: ogni anno era l’anno in cui doveva crollare tutto…

  3. “Forse sono solo io ad illudermi che un tempo le discussioni fossero tra gente più lungimirante e seria, con in cuore un ideale alto, seppure spesso sbagliato.”

    Penso che questa sia una delle più comuni illusioni. “Ai nostri tempi” il cibo era più buono (anche se faceva venire l’avvelenamento da piombo), i principi morali più saldi (anche se certi abusi erano molto più comuni; oggi sono stati sostituiti da altri abusi), la gente andava in chiesa (anche se passava il tempo a chiacchierare), e perfino i “cattivi” erano in fondo guidati da alti ideali (e qui potrei fare una litania che va da Caino fino ai nostri tempi).

    La natura umana è quella che è, con buona pace di chi crede di essere migliore dei suoi genitori e dei suoi nonni, come pure di chi crede che l’epoca dei genitori e dei nonni fosse un paradiso in confronto a oggi. Come Qualcuno ha detto, ci sarà il grano, e ci sarà la zizzania, fino alla fine del mondo.

  4. Sono d’accordo con Felis, ai miei tempi….. il ricordo è addolcito dal tempo, purtroppo la mia memoria non è così pietosa, e risalgo molto lontano: i bombardamenti, le deportazioni, la guerra civile le elezioni del 48… ero bambina, ma le ho vissute direttamente o attraverso la paura dei miei genitori, che sentivo benissimo, forse perfino ingigantita. E molte brutture le ho sapute poi. No, Berlicche, non siamo peggiori dei nostri antenati, siamo sempre gli stessi. L’uomo non è buono per natura (illusione di Rousseau, che poi se avesse guardato se stesso…) L’uomo è capace di orrori e di sublimità, a volte nella stessa persona

  5. Tra i miti hai dimenticato i diritti: il diritto del disabile di sentirsi un peso per la società e di togliersi volontariamente dalle scatole risparmiando ai superstiti un bel po di seccature, il diritto del nascituro indesiderato di essere eliminato sempre per evitare le suddette seccature, il diritto ancora dei nascituri di essere ordinati a catalogo per finire in famiglie benestanti ecc…che belli i partiti di sinistra che tutelano i diritti.

  6. Dimenticavo il diritto delle donne di uscire dalla miseria affittando il proprio corpo. Anche quella è una cosa molto di sinistra, che i compagni di un tempo immagino approverebbero con convinzione.

  7. Pensiamo all’imminente stagione anime autunnale e al remake di Lamù.

  8. Il vero mito è che un tempo si stesse meglio di ora. Persino Giovanni XXIII nel suo discorso di apertura del CVII diceva : “Spesso infatti avviene, come abbiamo sperimentato nell’adempiere il quotidiano ministero apostolico, che, non senza offesa per le Nostre orecchie, ci vengano riferite le voci di alcuni che, sebbene accesi di zelo per la religione, valutano però i fatti senza sufficiente obiettività né prudente giudizio. Nelle attuali condizioni della società umana essi non sono capaci di vedere altro che rovine e guai; vanno dicendo che i nostri tempi, se si confrontano con i secoli passati, risultano del tutto peggiori; e arrivano fino al punto di comportarsi come se non avessero nulla da imparare dalla storia, che è maestra di vita, e come se ai tempi dei precedenti Concili tutto procedesse felicemente quanto alla dottrina cristiana, alla morale, alla giusta libertà della Chiesa”.
    Se il Signore ci ha fatto nascere adesso qualche motivo ci sarà…ma di sicuro non è per guardarci alla spalle al solo scopo di rimpiangere un passato ed una società mai vissuta ma solo, appunto, mitizzata.

  9. Speriamo non me la rovinino…

  10. A prima vista (e limitatamente a quell’ora) Roncalli aveva in parte ragione.
    Erano gli anni della ricostruzione, nascevano un milione di bambini all’anno, il cristianesimo (e in particolare il cattolicesimo) era ancora saldamente radicato in Europa e qualificava tutti i partiti al governo. Però, col senno di poi, dobbiamo ammettere che ancora più ragione dovevano averla coloro che profeticamente già intravvedevano nei “segni dei tempi” qualcosa di sinistro profilarsi all’orizzonte…
    Non sono stati ascoltati.
    Così, di lì a poco, la catastrofe arrivò senza incontrare alcun ostacolo. Si andò avanti così, allo sbaraglio, facendo finta di niente o cercando di tenere la posizione. D’ora in poi, di quella sventatezza, l’intera società non finirà di raccogliere sempre nuovi amarissimi frutti.

  11. Ma non direi che ai tempi di Roncalli ci fosse materiale per tutto questo ottimismo. L’unione sovietica era all’apice del suo appeal verso l occidente e raggiungeva per prima lo spazio , oltre a minacciare il mondo con la crisi cubana. Il mondo era flagellato da mille guerre post coloniali, eccidi e morti di cui nessuno ora ricorda ma che erano quotidiane. Va però detto che l’atteggiamento positivo e ottimista è proprio del cristiano. Non è mai esistito un santo pessimista, perché caratteristica fondante del credere in Cristo e’ la consapevolezza che la storia è portata da Dio , e che i fatti del giorno vanno accettati con uno sguardo al cielo. Ora il pessimismo cosmico di chi dice sempre che si stava meglio quando si stava peggio è la tipica profezia autoavverante.
    Siamo stati collocati in questo tempo , e abbiamo un po’ di potere solo sul presente. La realtà va guardata con oggettività, e non con ideologia. L’ecologia è un mito ? Io credo che il mito sia pensare che si possa all’infinito far finta di nulla. Dal mio punto di vista l’uomo si sta comportando come un parassita su questa terra, consumando e occupando. Questo è un fatto inequivocabile al semplice osservatore mi sembra, basta prendere un aereo e sorvolare qualsiasi parte del pianeta , tranne quelle inabitabili. Poi si può fare la supercazzola pseudo scientifica , snocciolando possibilità infinite di sostenere e mantenere questo stile di vita e consumo all infinito attraverso mirabili e mitiche tecnologie , per tutti i secoli dei secoli amen. Ma tutti sanno benissimo che prima o poi l Amen arriverà, e ce lo ha detto pure Cristo. Gli Ottimisti non vedono l’ora che avvenga.

  12. @Berlicche:
    ucci ucci sendo odor di menti(pseudo)liberucce… (dal commento qui sopra)

  13. Può essere…
    In ogni caso, si è autodefinito parassita. Ma consumare e occupare non è dei soli parassiti, è di ogni essere vivente e anche talvolta dei non viventi.
    Noto inoltre che “positivo e ottimista” non sono caratteristiche cristiane, anzi. Di santi non proprio tali ce ne sono a bizzeffe. Il cristiano è consapevole della croce. Ha speranza, e confida in Cristo; che è una cosa completamente diversa.

  14. Dai, mentelibera…

  1. Pingback: I miti – l'ovvio e l'evidente

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