So, non so

Si trovarono che stava scendendo la sera.
“Allora, chi voterai?” chiese lui.
“Non lo so. Però so dirti con certezza chi non voterò”, rispose lei.
“Chi, quindi?”
“Tutti quelli che hanno ingannato, e continuano ad ingannare. Quelli che anche adesso che ormai si sa, ripetono bugie. Quelli che non si scusano per le morti, le vite rovinate. Che non ammettono di avere sbagliato, e semmai fanno finta di non avere mai detto o fatto ciò che hanno detto e fatto. La mia memoria però è ancora buona”.
“Potrebbero avere sbagliato in buona fede. Ce ne sono tanti che…”
“Potrebbero, alcuni, forse. Ma se continuano a crederci, anche ora, vuol dire che sono degli idioti. Bugiardi oppure idioti, non c’è via di mezzo”.
“Sei dura”.
“Sono incazzata. Come osano? Come osano riproporre le loro formulette stucchevoli, i loro problemucci da viziati, le falsità con cui ci rintronano da decenni? Pensano che siamo tutti scemi? Che non vediamo cosa hanno fatto e stanno facendo? Che ci crediamo ancora? Dopo questi anni? Dopo che hanno reso palese ogni balla che ci avevano raccontata? Dopo averli visti? Dopo averli visti?”
Le mise una mano sul braccio. “Va bene, ho capito, adesso calmati. E quindi?”
Lei respirò a fondo. “E quindi… non so. Farò come al solito, penso: voterò quelli che non vogliono distruggere ogni cosa che è bene. Almeno a parole”. Alzò la testa, lo guardò.
“Ma sai la cosa peggiore? Io ricordo, ma ci saranno tanti che avranno già dimenticato. Che non hanno mai fatto uno sforzo per approfondire. Che credono ciecamente a ciò che sentono dalla televisione, che leggono sui giornali. Che non si fanno domande, che non colgono le dissonanze, che della ragione non sanno che farsene. Quelli che sono diventati ciò che combattevano, e non se ne sono accorti. Quelli che hanno fatto sempre così, e continueranno a marciare agli ordini di un potere che li domina e di cui non sono consapevoli. Tanti tanti”.
“Quindi non hai speranza che qualcosa cambierà?”
“Oh, invece no; cambierà. Cambia sempre. E’ l’uomo, che rimarrà lo stesso”.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 23 settembre 2022 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 6 commenti.

  1. “Ma sai la cosa peggiore? Io ricordo, ma ci saranno tanti che avranno già dimenticato […] e se anche così non fosse, se anche tutti gli italiani si svegliassero dal loro letargo e, ammesso e non concesso che ci fosse un qualche politico che invece che svendere il suo popolo provasse davvero a fare il loro bene (cosa altamente improbabile), tutti votassero per lui, di sicuro emergerebbero poteri sovranazionali (banche, multinazionali, filantropi), che in una qualsivoglia emergenza (creata da loro) dalla quale non riusciamo ad uscire, ci verrebbero in contro, imponendo un governo tecnico per il nostro bene”

  2. E’ proprio questo il guaio, chiunque vinca saremo sempre governati da “altri”

  3. Questo non è ancora detto. La realtà ha più fantasia di noi.
    Se non siamo noi personalmente al governo – se non siamo imperatori – saremo *sempre* governati da altri, perché chiunque è altro rispetto a noi. Il punto è quanto questi altri siano contrari oppure ostili a ciò che è il nostro bene.

  4. Se fosse solo un problema italiano… Le democrazie occidentali, nel loro nuovo assetto “associato” (perché sovraccariche di debiti e finanziariamente dipendenti), dilaniate da una spregiudicata e incoerente combinazione di egualitarismo e individualismo parossistico, hanno rinunciato alla sovranità potendo così paradossalmente ingigantire il potere statale a spese della società civile.
    Su tutte grava il dispotismo assoluto delle grandi agenzie della comunicazione di massa, della ricerca scientifica e dello spettacolo. Il politico è solo un intermediario tra queste e un popolo ridotto a gregge, felice di essere accudito dal vecchio o dal nuovo “servitore dello Stato”.
    Speriamo comunque, contro ogni speranza!

  5. Amarissima verità, mio padre me lo ricorda sempre: “Gli uomini in fondo sono rimasti quelli dell’età della pietra”.
    Con gli anni, almeno su questo, gli ho dato ragione.

  6. Siamo all’età della pietra, ma con mezzi di distruzioni ben più letali e a più ampio raggio delle clave e delle pietre

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: