Vivere pericolosamente

La foto che vedete qui sopra è del 28 giugno 1965. Qualche mese prima della mia nascita.
La didascalia che la accompagna su Twitter è “Lo standard di sicurezza del 1965”.
Le cinture di sicurezza erano lì da venire, sull’Enterprise come sulle auto. Non ci si faceva problemi più di tanto.

Nel vederla, un pensiero mi ha colpito. Si dice che la nostra società abbia smarrito tutte le antiche certezze. Il risultato non è una maggiore apertura, ma una chiusura. Il rintanarsi dietro barriere e mascherine; il legarsi a cinture e imbottiture; è diventato quasi inconcepibile rischiare, fosse anche solo di poco. Mandare un bambino da solo, concepire un figlio, respirare.
Vogliamo la sicurezza; e perciò scappiamo da ciò che non è sicuro. Il problema è che, nel nostro bel nuovo mondo, di sicuro non c’è niente. Quindi fuggiamo da tutto.

L’incertezza ha sostituito la certezza, e la paura ha sostituito la fede. Era coraggio, un tempo, o incoscienza? Oggi stiamo meglio, nel nostro castello iperprotetto da ogni cosa, terrorizzati da tutto ciò che potrebbe farci cambiare abitudini, dal clima a una relazione vera, portata fino in fondo?
O forse, sottilmente, non guardiamo con gli occhi lucidi e nostalgia i tempi (per chi se li ricorda) in cui si poteva semplicemente vivere?



Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 27 luglio 2022 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 6 commenti.

  1. Pura verità!!! Aggiungo solo questo: anche una volta cercavano sicurezze …solo che quelle in cui credevano mi sembravano più certe di quelle illusorie che cerchiamo e ci vengono “suggerite” ora!

  2. Completamente d’accordo. Per fortuna esistono ancora altri luoghi/nazioni dove vivere è ancora possibile.

  3. “è diventato quasi inconcepibile rischiare”
    …oppure si cercano rischi estremi e demenziali, da esibire con un narcisismo individuale paranoico.

  4. Al posto delle “antiche certezze” intersoggettive e fondate sulla consistenza della realtà c’è il politicamente corretto, che nell’intenzione vuole essere un modo per imporre di pensare e comportarsi “bene” all’interno di una realtà dove non esiste alcun bene concreto, ma solo la volontà di chi ha il potere di farsi obbedire e manipolare le menti altrui.

    Si ha la libertà assoluta di pensare/dire/fare quello che si vuole, ma non la si può toccare perché come ti muovi “offendi” qualcuno.

  5. “Non si ripeterà mai abbastanza che ciò che ha distrutto la famiglia nel mondo moderno è stato il capitalismo. Non c’è dubbio che anche il comunismo avrebbe potuto farlo, se mai avesse avuto l’occasione di uscire da quella landa desolata e semimongola in cui è fiorito. Eppure, per quanto ci riguarda, ciò che ha distrutto le famiglie, e incoraggiato i divorzi e trattato le antiche virtù domestiche con sempre maggior disprezzo, sono l’epoca capitalista e il potere del capitalismo. È il capitalismo che ha instaurato una faida morale e una competizione di tipo «commerciale» tra i sessi; che ha distrutto l’influenza del genitore a favore dell’influenza del datore di lavoro; che ha allontanato gli uomini dalle loro case in cerca di lavoro, costringendoli a vivere vicino alle fabbriche e alle aziende invece che vicino alle loro famiglie; soprattutto, è il capitalismo che ha incoraggiato, per motivi commerciali, l’esibizione pubblicitaria di scintillanti novità che, per la sua stessa natura, è la morte di ciò che le nostre madri e i nostri padri chiamavano «dignità», «modestia». Non sono i bolscevichi, ma l’imprenditore, il pubblicitario, il venditore, il promotore che, come un’orda di barbari, hanno gettato a terra e calpestato l’antica statua romana della verecondia.”

    G.K. Chesterton

  1. Pingback: Vivere pericolosamente – l'ovvio e l'evidente

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: