Chicchi

Stavo raccogliendo le idee per il post di stasera quando ho notato il rombo. Un rumore cupo, continuo, proveniente dall’esterno.
Il suono di tuoni in rapida successione, quasi indistinguibili l’uno dall’altro. Da qualche parte sta venendo giù di tutto, mi sono detto.
Il rombo aumentava d’intensità. L’orizzonte era illuminato da una successione rapida di lampi. Il vento ha cominciato a fischiare.

Ho chiuso le finestre, aperte per sfuggire all’afa, poi sono sceso per ispezionare la cantina.
La gatta voleva uscire. “Meglio per te se rimani dentro”, le ho detto. Ha miagolato, avvicinandosi all’ingresso da cui ora proveniva un suono lamentoso. Il vento stava rapidamente salendo d’intensità.
Ho aperto la porta, sono uscito. Tutto era illuminato dai fulmini. L’acqua vaporizzata cadeva a raffiche quasi orizzontali, per fortuna provenienti dalla direzione da cui siamo più riparati. Poi sono cominciati i botti. Pom! Pam! Fortissimi. Ecco che comincia la grandine, mi sono detto. E non è piccola. La gatta, saggiamente, è rientrata in casa.

Non avevo gli occhiali, ma vedevo chiaramente chicchi enormi cadere, spaccarsi, rimbalzare a venti metri di distanza, sulle strade, sui tetti, con un rumore come di martelli che colpissero impetuosi la pietra e l’acciaio. In pochi secondi la tempesta è diventata talmente fitta che si faceva difficoltà a vedere al di là della strada e, pur essendo riparato all’interno di due o tre metri, mi sono rapidamente bagnato per la pioggia nebulizzata.

Sono rientrato, sono sceso in cantina e ho infilato gli stivali. Appena in tempo per cominciare a spalare l’acqua che scendeva dalla rampa, così copiosa che la pompa non riusciva a smaltirla. Mista ad essa rami, foglie, ghiaccio, oggetti portati via dal vento.
Il nubifragio è durato cinque minuti, poi piano piano è cessato. Mentre toglievo secchiate d’acqua è rientrata mia moglie, che era fuori a cena con delle amiche. Sulla schiena ha due ematomi dove l’ha colpita la grandine. Un’amica ha avuto la macchina bollata, il parabrezza rotto.

Le prugne erano quasi mature, avrei dovuto raccogliere i fichi. Chissà se è rimasto qualcosa di mele e pere. Vedrò domattina, con il sole.
Non è la grandinata peggiore che abbia mai visto, ma è buona terza in classifica. Ce la siamo ancora cavata con poco.
Non siamo noi che decidiamo la realtà. Come una grandinata, è qualcosa che accade, e non possiamo far altro che guardare i chicchi cadere.

Si era già un poco sciolta…

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 1 luglio 2022 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Non solo a guardare ma a agire di conseguenza, mettersi al riparo, etc.

    Riconoscere la realtà e agire di conseguenza.

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