Dopo il ciaone

Come, credo, la maggior parte dei fedeli che va a Messa, ho imparato a temere ed evitare quelle volte in cui questa coincide con qualche sacramento extra – battesimo, prima comunione, cresima, matrimonio.
Non certamente per il sacramento di per sé. So per esperienza di bellissime occasioni di alimentare la fede, di cerimonie davvero edificanti che ti lasciano caldo dentro, come un fuoco nel grigiore dell’inverno.
Questo accade quando sono coinvolte persone che credono in quello che stanno facendo. Purtroppo, questo non avviene nella maggioranza dei casi, quando alla funzione sembra partecipare solo gente che in chiesa non entra dal giorno del proprio battesimo.

Frequentando le chiese con una certa assiduità, si può capire in fretta quelli che sono capitati lì solo per qualche occasione sociale. Sono spesso vestiti in maniera glamour, e non smettono di parlare, salutarsi, giocare con il telefonino; nella migliore delle ipotesi, fissare il vuoto con sguardo assente. Non rispondono al sacerdote, stanno seduti quando dovrebbero stare in piedi o in ginocchio, senza neanche la decenza di adeguarsi a chi conosce il rito. C’è la stessa sacralità di un ritrovo al bar, di una riunione di condominio.

Sabato sono arrivato un po’ trafelato per la messa prefestiva, e ho subito capito che qualcosa non andava. Stormi di giulive signore in abiti appariscenti riempivano con il loro cicaleccio i gradini della chiesa e il sagrato, i maschi radunati in un angolo della piazza fumavano e parlottavano indirizzando sguardi cinici verso quegli scalini, sguardi che dicevano “col cavolo che entro, non mi avrete mai”. Una parrocchiana sulla soglia ha captato il mio stato d’animo. “Cresime”, mi ha sussurrato. “Quasi quasi ritorno domani”, le ho risposto pronto al dietrofront. “Anche domani”, ha sospirato lei. Ho emesso un gemito. La fuga era inutile.
Va bene, la speranza è virtù cristiana. Magari mi preoccupo per niente, mi sono detto.

La messa è cominciata, la campanella ha suonato, il coro ha attaccato il canto iniziale; il sacerdote guidava la piccola processione che attraversava la chiesa verso l’altare.
Nessuno si è alzato.
Non gli invitati, non i cresimandi. A quanto potevo vedere l’unico in piedi ero io, in una cappellina laterale.
Cominciamo bene, mi sono detto. Non gli hanno spiegato nemmeno questo.

Accanto a me due ragazzini formato hobbitt si sono accapigliati per tutto il tempo. Genitori e parenti abbigliati a festa erano fuggiti fuori alla prima lettura. Dietro loro, una anziana coppia è rimasta seduta e zitta per tutto il tempo, come stordita. Nel banco ancora dietro, una signora con un top leopardato a spalle scoperte e minigonna inguinale consultava di tanto in tanto il cellulare. Parenti ritardatari, quando arrivavano, salutavano e abbracciavano i presenti. Il bisbiglio ininterrotto delle conversazioni rendeva difficile seguire. Manco dicevano “amen”.
Sì, la speranza è virtù cristiana; anche la pazienza, e devo ringraziarli per avermi aiutato ad esercitarla in grado eroico.

Mi sono interrogato; cosa abbiamo mai fatto, per perdere così intere generazioni? Per avere allontanato dalla fede così tanti? Come siamo riusciti a rendere la bellezza poco interessante, a nascondere la lanterna non solo sotto il moggio, ma in cantina? Cosa può fregare a questi che si stanno cresimando di una morale in cui non si riconoscono, perché hanno spiegato loro che possono fare quello che vogliono? Oh, il perdono sarà pure assicurato per chiunque, ma il perdono da che, se non ci sono più peccati? Se quelli che un tempo lo erano ora sono alla stregua di virtù? Non c’è niente che possa interessare, perché la domanda di senso della vita è nascosta e censurata. E non c’è niente di più assurdo della risposta ad una domanda che non ci si pone.

Sia la morale che la mancanza di morale hanno una cosa in comune: l’ignorare Cristo, il metterlo sullo sfondo. Togliendo il sapore al sale, il fascino alla bellezza, e il prossimo dall’amore. Abbiamo creduto che il compito del cristianesimo fosse mantenere un’etica sociale, che folli. Mi sono chiesto cosa sia stato detto a quei cresimandi, che motivo si sia addotto per rimanere cristiani, per tornare in chiesa anche dopo quel giorno, perché quella non fosse la cerimonia del ciaone.

Alla fine della celebrazione una catechista ha fatto i ringraziamenti. Alle forze dell’ordine, perché sono venuti ad insegnare i pericoli di internet… per la gita in fattoria, a vedere le bellezze della natura…
Sono uscito senza aspettare la benedizione. Anche la pazienza capisce quando è ora di smettere.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 13 giugno 2022 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 27 commenti.

  1. Eroico!!!
    Forse è perché offriamo loro i vespriz… si si vespri con a seguire lo spriz!
    Ci siamo adeguati al mondo, ci siamo dimenticati che solo presentando il bello si attrae.
    A Pasqua sono stata dai monaci benedettini di Norcia, un’oasi di pace vera, di bellezza infinita

  2. Lo so, dovrei deplorare, ma la tua conclusione mi ha fatto così ridere che mi ha subito risollevato dal malumore.

  3. Tra le panche ci sono ancora tanti, anche giovani, che vedono il bello. Anzi, mi spingo più lontano e dico che forse è meglio così rispetto alla situazione di 50 anni fa dove è vero che tutti andavano alla messa, ma lo facevano per abitudine.
    Il bisogno di spiritualità non è scomparso. Vedrai che molti di quei cresimandi torneranno in chiesa. Magari nel frattempo faranno esperienze di fede in altro modo (di certo non c’è solo la messa per avvicinarsi a Gesù), e quando torneranno porteranno con loro tante novità che arricchiranno tutta la comunità. Se restiamo accoglienti e aperti e non c’è niente di cui preoccuparsi

  4. Scienziatimatti…E ironico il tuo intervento vero?? Altrimenti devo pensare che hai perso la ragione….scusa…Proprio perché siamo così “accoglienti” che non torneranno …esperienze con altre religioni? Lo dici come se fosse rubare la Nutella..invece è APOSTASIA

  5. Meglio così? Eccome no!
    Vuoi mettere l’esperienza impagabile di avere ora parroci settantenni con cinque parrocchie sulle spalle… volontari veterani esausti… sacerdoti strappati ai Paesi più poveri… In questa lieta attesa che tornino le masse deluse dei figli prodighi in fuga dal Padre sui barconi dei trafficanti di corpi e di anime.
    Coraggio, il meglio è passato!

  6. @ToniS: I figli prodighi non hanno ancora sperperato tutta la parte di eredità che loro spetta, e non sono ancora giunti al punto di nutrirsi di carrube; il Padre è molto più ricco di quanto qualcuno si immagini.

    Per nostra fortuna il Padre ha anche molta, molta, molta pazienza, sia con i figli prodighi che con i fratelli maggiori.

  7. “In questo secolo di moltitudini transumanti che profanano ogni luogo illustre, l’unico omaggio che un pellegrino devoto può rendere a un santuario degno di devozione è quello di non visitarlo.”
    (Nicolás Gómez Dávila)

  8. @ Felis – Finché siamo in terra, dobbiamo stare coi piedi per terra: il peccato del figlio prodigo è (come sempre) doppio, infatti pensa di dire al padre: “ho peccato contro il Cielo e contro di te”; quel padre dunque è simile ma distinto dal Padre. E quel padre è “misericordioso” in un senso del tutto diverso da come se l’immagina il patetico andazzo pastorale corrente.
    Quel padre non ha tentato di dissuadere il figlio dalla fuga “aggiornandosi”, alleggerendolo dagli obblighi più fastidiosi, o concedendogli di portarsi a casa le prostitute. Non ha cercato di rendersi più informale e glamour per invogliarlo a restare o a ritornare… Ed è proprio grazie a questo che il figlio è tornato.

  9. Se avessi il talento di Berlicche, scriverei di quel frammento apocrifo nel quale si narra della visita a sorpresa fatta dal figlio prodigo con tutta la sua compagnia di vitelloni a suo padre… e di come il padre fece una frusta di cordicelle…

  10. Accidenti! Questa chicca m’era sfuggita…

  11. @ToniS: a quanto ne sappiamo, il padre della parabola non ha proprio cercato di dissuadere il figlio dall’andarsene. Di sicuro non ha concesso ai figli (a nessuno dei due) di organizzare orge a casa sua.

    Ma il figlio minore non è tornato perchè la lontananza gli ha fatto apprezzare i gusti estetici del padre o la sua presunta “seriosità”. E’ tornato perchè, dopo aver sperperato l’eredità, stava morendo di fame e sapeva che i servitori del padre avevano vitto e alloggio assicurati. E mi aspetto che, dopo la festa, il figlio minore sia effettivamente tornato a lavorare nella tenuta del padre, con molto più impegno di prima.

    La forma e gli “obblighi fastidiosi” sono un bene se contengono nutrimento, se li si adempie con amore. Se invece la forma diventa formalismo e l’obbedienza diventa legalismo, come nel caso dei farisei e del fratello maggiore, allora ci meritiamo di sentirci dire “le prostitute vi precederanno nel regno dei cieli”.

  12. @ Felis – Credo potremmo concordare che solo un fatto è certo: a essere cambiato è il figlio, non il padre, il fratello maggiore o le regole della casa.
    E’ il figlio che, davanti al fallimento, abbandonato ogni orgoglio o rivendicazione, si pente assumendosi tutta la colpa e riconosce il valore di tutto ciò che aveva rifiutato e che ora sperava di ritrovare.
    Il fratello sepolcro-imbiancato? E perché mai! se fosse stato tale, il padre lo avrebbe duramente ripreso e (a imitazione di Gesù), specie dopo le sue lamentele, …col cavolo che gli avrebbe detto “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo”!
    Se sapessimo cos’è il bene e fossimo veramente capaci di amare, non avremmo bisogno di obbedire. Obbediamo perché ci “fidiamo” del Padre e diffidiamo del mondo.

  13. @ToniS: Sei stato tu a citare i sepolcri imbiancati, non io; tieni conto, comunque, che Gesù presenta questa parabola proprio ai farisei e agli scribi, in quanto mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro» (Luca 15).

    Il fratello maggiore, per quanto non si fosse ribellato al padre nei lavori dell’azienda di famiglia, si stava rifiutando di obbedirgli in quello che al padre stava a cuore: festeggiare il ritorno di un figlio che “era morto ed è tornato in vita”. Anche lui, come il fratello minore, deve convertirsi e cambiare; ma a quanto pare (poi, si sa, il finale della parabola rimane aperto…) è convinto di non averne bisogno.

    “Tutto ciò che è mio è tuo”? Certo, perchè il Padre è fedele alle sue promesse, anche con chi fedele non è o lo è solo in parte. E Gesù non si sarebbe scomodato a rimproverare i farisei così aspramente se non avesse voluto salvare anche loro.

  14. @ Felis – Quel figlio indignato, ragionando come il mondo (cioè come tutti noi, suppongo), si rattrista e contesta la logica del padre. I due fratelli nella sostanza sono uguali e non è detto che non amino il padre, lo amano nei limiti ristretti in cui, nel concreto della vita corrente, senza il dono della grazia riusciamo di fatto ad amare.
    Per questo il figlio maggiore, nella suggestiva immagine Berlicchese, finisce per inginocchiarsi al mondo, nel vano tentativo di dimostrare la sua presunta superiorità e cercare una rivincita sul fratello che si è ravveduto.

  15. Ah, grazie mille, Berlicche, ottimo post! L’ultima volta in cui ho visitato una messa ho avuto esattamente la stessa impressione. Aggiungi solo un prete senescente che stava in piedi a malapena, e una volontaria appena piu’ giovane. E’ il motivo per cui ho litigato con tutti gli atei militanti che conoscevo: intuivo che la Chiesa sarebbe collassata su se stessa, schiacciata dal peso delle sue bugie e della sua corruzione. Non c’e’ stato bisogno di lotte, combattimenti o azioni violente, che anzi avrebbero rischiato di rivitalizzarla e spingerla a rinnovarsi per sopravvivere.

    Se ci pensi, e’ stata la stessa fine dell’Unione Sovietica. Ai tempi, molti pensavano che ci sarebbe voluta una terza guerra mondiale per sbatterla via. Invece, e’ bastato aspettare che crollasse da sola!

  16. Colonscopia, mi dispiace darti una delusione: non collasserà neanche questa volta. Perderà molto, ma saranno rami secchi che andavano potati. E’ stato Cristo stesso a dire che sarebbe successo. Come la storia insegna, sono i suoi oppositori – tipo quell’Unione Sovietica che tu ricordi – a sparire. E, sorry, nessuno ti ricorderà.

  17. Interessante perché è la stessa strategia ideata da Giuliano l’apostata. Lui diceva che le persecuzioni servivano solo a creare resistenza e che lui si sarebbe limitato a rivitalizzare il paganesimo, aggiungendogli una componente di servizio sociale, perché pensava che questo fosse il trucco con cui i cristiani conquistavano le masse. Per il resto, lasciare in pace la Chiesa, in attesa che tutte le sue divisioni interne facessero il lavoro.
    A ben pensarci, è anche la strategia di oggi, in cui si cerca di sostituire i cristianesimo con un generico umanesimo. Non credo funzionerà, ma sicuramente un tentativo più efficace della persecuzione diretta.

  18. San John Henry Newman, già nel 1836 avvertiva:
    “Quanto è errata l’idea corrente, che la principale missione di una Chiesa cristiana dovrebbe essere quella di formare bravi cittadini…
    …la maggior parte degli uomini non è migliore di prima… Avvocati, soldati, contadini, politici, e, triste a dirsi, sacerdoti, hanno tratti del vecchio Adamo. … La natura umana rimane quella che era, sebbene sia stata battezzata…
    Anche se lavorassimo senza vacillare, non potremmo mai revocare la testimonianza del Salvatore e fare sì che i buoni siano molti e i cattivi pochi. Possiamo solo fare ciò che deve essere fatto. Con il nostro duro lavoro possiamo raggiungere solo coloro per i quali ci sono corone preparate in Cielo. ‘Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati’ (Romani 8,29). Non possiamo distruggere le differenze che separano un uomo dall’altro, e attribuire a un difetto del battesimo, della predicazione e di altri ministeri il fatto che non sia possibile andare oltre i limiti di quanto la Rivelazione ha predetto”.
    Parochial and Plain Sermons (Sermone 10)

  19. @Berlicche, certo che c’e’ n’erano parecchi di rami secchi da potare. Se continua cosi’ nel giro di qualche anno restate solo tu, il Papa, e Adinolfi. Io sono abbastanza vecchio per ricordare com’era la Chiesa quando aveva potere politico e dava ordini a meta’ del Parlamento. Vederla in questo stato fa quasi pieta’. Poi fammi sapere con cosa avete intenzione di rimpiazzare i preti italiani che andranno in pensione e i fedeli ormai scomparsi.

    @ToniS: pensavo che la dottrina (rivoltante) della predestinazione fosse uno dei tanti deliri degli evangelici e dei calvinisti.

  20. @Colon – Complimenti. Vedo che hai studiato parecchio alla Google-University.

  21. Con cosa abbiamo intenzione di rimpiazzare, Colonscopia? Vieni e vedi.
    Parli di cose che non conosci e non capisci; basterebbe l’ultima tua osservazione per certificarlo.
    Quanto sarebbe meglio per te cercare di capire prima di parlare….

  22. @berlicche, che domande fai? Dai un’occhiata alla demografia e ti risponderai da solo. Sara’ l’islam politicizzato degli immigranti radicalizzati di seconda/terza generazione. Potessi farci qualcosa lo farei, ma niente batte la demografia.

  23. Vedi, Colonscopia, ragioni da bravo materialista; e, come sempre nella storia, sbagli, perché sei incapace di vedere dieci centimetri più in là.
    PS: seguendo il tuo ragionamento, venti o cinquant’anni fa avresti detto che saremmo tutti diventati induisti, o comunisti cinesi.

  24. Nessuno ha mai detto una fesseria del genere, vent’anni fa le persone informate sapevano che gli immigrati “Asian” sarebbero diventati un problema. E oira, lo sono diventato. Prova a uscire dalla parrocchia ogni tanto, ma potresti restare parecchio deluso nel vedere cosa e’ successo nel frattempo. Io ci sono stato nelle “no go zones” in UK, dove tutte le famiglie hanno almeno tre figli. Il problema e’ che vanno tutti nelle scuole coraniche, e quel poco che ne trapela e’ bruttissimo. Prova a spiegarmi chi dovrebbe impedire a un’intera generazione cresciuta a quel modo di farsi influenzare dall’Islam politicizzato di stampo saudita? Tra qualche annetto saranno loro la maggioranza degli adulti, potranno votare e lo faranno.

  25. Caro Colonscopia, no, certo, nessuno ha detto una fesseria del genere tranne quelli che l’hanno detto. Ma è il tuo stesso ragionamento, no? Strano che lo rifiuti. Per il resto, buona permanenza in UK. Simpatico come credi di conoscere tutto, futuro compreso, stando là ma, giudicando dalle altre tue risposte, il pretendere di sapere tutto sembrerebbe una tua caratteristica.

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