Difficoltà di conversione

Forse non sapete di quella volta che una sonda marziana si perse per un errore di traduzione.

Accadde nel 1999. La missione Mars Climate Orbiter era costata in tutto 328 milioni di dollari, anni di sviluppo, e dieci mesi di viaggio tra la Terra e Marte.
La sonda avrebbe dovuto orbitare il pianeta rosso ad un’altezza di 150 Km. Il guaio fu che la sonda trasmetteva i dati usando il sistema internazionale di misura (cioè i Newton come unità di misura della forza); ma i calcoli erano fatti attendendosi un valore in libbre.
Il risultato fu che l’Orbiter si trovò a viaggiare a soli 50 Km di altezza dalla superfice di Marte e venne distrutto dall’attrito con l’atmosfera. Poff.

Cosa causò il problema? Tagli di budget, certo, che spinsero a riutilizzare software di missioni precedenti senza capirlo appieno, e mancanza di controlli. Ma, in ultima analisi, la causa del disastro fu il dare per scontato che un certo dato sarebbe stato nella forma che ci si aspettava. Quando il desiderio si scontra con la realtà, quest’ultima vince sempre.

Quante volte presupponiamo che le cose stiano come pensiamo noi, senza domandarci se non parlino piuttosto un linguaggio diverso, che dovremmo sforzarci di comprendere per ottenere il loro autentico significato.
Quante volte falliamo questo semplice test di comprensione, per pigrizia, o forse per arroganza. Nel caso della sonda marziana, bruciò un costosissimo oggetto metallico; nel caso nostro, fraintendere quello che il reale cerca di dirci potrebbe bruciarci la vita intera.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 10 giugno 2022 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 27 commenti.

  1. gomene e cammelli, già. o vergini e ragazze.

  2. Sto vedendo in questi giorni la serie su Chernobyl. Il sugo della storia è esattamente quello che dici tu. Non aggiungo altro per non spoilerare, ma merita davvero.

  3. Hai proprio ragione Berlicche! Figurati, c’e’ gente che basa la propria morale su un libro sacro che e’ stato tradotto, ritradotto e ritradotto varie volte. Come sarebbe brutto se ci fossero errori di interpretazione e traduzione in un libro scritto 1700 anni fa!

  4. Ci sono persone che non hanno un criterio assoluto, oggettivo, esterno per valutare cosa è bene e cosa è male, e non si accorgono che qualsiasi altro principio esterno surrogato di Dio è dichiaratamente e palesemente una convenzione umana, quindi non ha senso in sé; per cui si mettono a basare la morale sull’utile, che è soggettivo e variabile, e troppo spesso il proprio non coincide con quello altrui, quindi non si presta bene a fondare una morale condivisa. Ci sono addirittura degli utilitaristi che hanno provato a stimare una sorta di utile complessivo approdando ad esiti assurdi che alla fine accontenterebbero ben poche persone (ad esempio ritenendo giusto che in ospedale si uccidesse uno qualsiasi di voi per far vivere molte più persone grazie al trapianto dei vostri organi, ma scommetto che quasi nessuno troverebbe la cosa accettabile).
    Qualcuno ultimamente accampa l’empatia, che però è una pessima guida morale, perché in molti casi, per lenire sul momento e temporaneamente un dolore, impedisce sul lungo termine di risolvere un problema: se fossimo guidati solo dall’empatia daremmo la tanto agognata dose al tossico ogni volta che la chiede senza cercare di disintossicarlo, o aiuteremmo i depressi a suicidarsi. Senza contare che tante volte se avessimo solo l’empatia finiremmo con l’aiutare solo chi ci è simpatico e/o solo persone che si trovano in situazioni che possiamo “capire” per esperienza.
    C’è gente che trova buono ciò che gli piace e cattivo ciò che non gli piace, quindi non si accorge di non essere morale. Per cui prende sé stesso come misura di tutto senza conoscere bene e male oggettivi, e crede comunque di essere realmente buono!
    Se sembra buono è perché, al netto dei casi particolari ricordati prima, la convenienza e l’empatia nella maggior parte dei casi portano effettivamente ad adottare atteggiamenti buoni, senza però rendere buono nessuno – semmai più ipocrita.
    Certamente una persona del genere può sentire, senza saperlo giustificare, che certe cose sono buone ed altre cattive. Uno psicanalista direbbe che è il suo super-io che la condiziona, ossia la voce delle autorità interiorizzate durante il proprio sviluppo. In pratica questa persona con l’educazione ha parzialmente acquisito quel criterio assoluto anche se poi la sua ragione è stata sviata. In pratica è buono perché nonostante tutto non si è liberato di un residuo di Dio, verso il quale restiamo comunque naturalmente predisposti.
    Infatti la Scrittura dice “chi ama ha conosciuto Dio”, che poi non abbia imparato ad indicarlo col suo proprio nome è una sventura del caso.

  5. E’ per questo, caro Colonscopia, che si cerca da 2000 anni di arrivare alla traduzione migliore, provando a ricostruire cosa è stato detto esattamente. L’unico atteggiamento idiota sarebbe liquidarlo senza confrontarsi con esso.
    In ogni caso, il cristianesimo non è un libro, un manuale, ma una vita. Perciò c’è la Chiesa; perché essa è fatta di persone viventi, e non di parole morte.
    .

  6. Peraltro esistono anche le edizioni critiche, con l’esposizione delle varianti – che sono in nota anche nelle Bibbia di uso comune.

    E no, la morale non si fonda su “un libro”, ma sulla realtà delle cose – filosofia e teologia morale: hai idea di cosa siano?

  7. @berlicche, gli originali sono andati persi da secoli, non c’e’ modo di ricostruire quello che e’ stato detto allora. Quella che leggiamo oggi e’ una bella storia, ma probabilmente non ha niente a che fare con l’originale. Da questo punto di vista musulmani, ebrei e induisti sono piu’ avanti, dato che hanno conservato i testi originali e li leggono.

    @Ago, ok, da dove vengono filosofia e teologia morale se non da uno o piu’ libri?

  8. @colonscopia

    Cioè, fammi capire, gli induisti scrivono i sacri veda raccogliendo materiale tramandato oralmente per secoli e a loro concedi che leggono testi “originali”. I cristiani raccolgono le loro conoscenze sulla via di Gesù entro due generazioni e loro hanno perso o tradito i “contenuti originali”?

  9. Colonscopia, forse non lo sai, ma i Vangeli sono i testi antichi di cui possediamo più versioni vicini agli originali al mondo. Abbiamo papiri del primo e del secondo secolo, risalenti al tempo in cui ancora ci potevano essere testimoni diretti di Gesù. Per darti un paragone, la versione più recente del “De bello gallico” risale all’ottavo secolo. I Vangeli più antichi, Marco e Luca, risalgono all’anno 50 circa. I musulmani tramandavano oralmente, e le prime versioni risalgono a secoli dopo. Non parliamo degli induisti, hai idea i Veda quale sia il testo più recente che abbiamo? Per gli ebrei, il testo più antico sono i rotoli del mar Morto, circa 70 d.C.
    Quindi vedi, la tua obiezione non sta in piedi.
    Per quanto riguarda filosofia e tologia morale, la Chiesa è fatta di uomini. I vangeli sono come gli appunti di un corso; ma il pasaggio di conoscenze è perché il professore sa, e insegna ciò che lui stesso ha imparato.

  10. Per Osservazione visiva del punto e virgola (i.e. Colonscopia).
    Si legga questo cercando di arrivare fino in fondo:

    https://lanuovabq.it/it/wallace-il-detective-di-gesu

    Buon pomeriggio!

  11. Sullo stesso tema consiglio “la Risurrezione di Gesù” di Adriano Virgili.

    Esamina una ad una le ipotesi alternative (scambio di persona, allucinazione degli apostoli, truffa…) e spiega i motivi per cui non sono ragionevolmente credibili. Resta solo la resurrezione.

  12. @Colonscopia: la morale si basa sulla realtà dell’uomo e del mondo, non è invenzione di libri. I libri seguono la realtà dell’essere umano e ciò che è buono e fa bene alla sua natura.

  13. La gente che tira fuori queste fantomatiche traduzioni e ritraduzioni dei vangeli che avrebbero pervertito il messaggio, in genere non ha la minima conoscenza del greco antico, parlo di roba di quarta ginnasio. Tipo “vergini e ragazze”, per esempio. Ho visto di peggio, ma comunque a una roba del genere la mia prof di greco del liceo avrebbe dato fuoco, e anche io.

  14. Cacciatrice, quanto tempo!

  15. Berlicche, mi dispiace aver nutrito la discussione off-topic, perché come al solito tu indichi la luna e si inizia a discutere di manicure, ma questa è roba che mi fa venire il sangue al cervello e non ho resistito.

  16. Tranquilla, sono stato il primo a replicare…

  17. Caro Berlicche, che piacere ricevere una risposta cosi’ articolata! Mi permetto di risponderti con una storia:

    Anni fa ho fatto il corso prematrimoniale in chiesa. Il prete ha fatto un esercizio in cui ha raccontato una cosa a uno dei ragazzi, e gli ha chiesto di riportarla ad un altro, che poi doveva riportarla a un altro e cosi’ via. Alla fine, la storia era stata totalmente stravolta dopo cinque passaggi, ed era una cosa brevissima e semplice. Lo scopo dell esercizio era insegnare a non credere alle maldicenze. La mia domanda e’ stata: “ma allora come facciamo a credere al Vangelo, che e’ stato tramandato oralmente per decenni? Se bastano una settimana e quattro passaggi per stravolgere una storiella, cosa succede dopo tre secoli?” Per parlare come un ingegnere, dopo quattro passaggi il segnale originale e’ andato, rimane solo rumore di fondo.

    Tu stesso, Berlicche, hai parlato di racconti scritti nel 50, ossia 17 anni dopo i fatti. Quanto ti ricordi tu di fatti successi 17 anni fa? Quanto sono affidabili questi ricordi? Poi devi spiegarmi come possa una persona del primo/secondo secolo avere conosciuto Gesu’, morto nel 33.

    Alla fine il prete ha ammesso che dal punto di vista razionale la storia non aveva senso e che bisognava semplicemente crederci e non cercare una spiegazione razionale dove non c’e’. Almeno era onesto.

    A proposito, ho avuto a che fare con indu’e musulmani, anche loro hanno avuto lo stesso percorso: secoli di trasmissione orale della conoscenza, poi trasformati in un testo scritto da un’assemblea di gente politicamente motivata che ha deciso cosa tenere e cosa buttare. Come ho detto piu’ volte, sono convinto che tutte le religioni abbiano la stessa validita’.

  18. Sì, 17 anni dopo la morte di Cristo i testimoni originali erano ancora vivi, se permetti. E si tratta non di “storielle” ma di fatti che hanno vissuto insieme durante la vita di Cristo.

    Con il criterio che hai usato dovremmo buttare TUTTO ciò che non è stato videoregistrato. In pratica, la storia fino al XX secolo è solo una “storiella”.

  19. AGGIUNTA: se mi dici che sulla storia prima del XX secolo abbiamo dei “fatti” e delle testimonianze geografiche, archeologiche e i resoconti di più persone che vivevano in parti diverse del mondo e hanno assistito ai fatti, ti sei dato la zappa sui piedi: abbiamo lo stesso anche per i Vangeli e la vita di Gesù Cristo.

    Come vedi, non esistono solo “storielle orali” che passano di bocca in bocca prima di essere messe per iscritto.

  20. Calmino, Ago, che non ti voglio sulla coscienza

    Allora, la storia moderna si fa solo e soltanto con cose dimostrabili: reperti, manufatti, registri e cosi’ via. La narrativa e’ solo narrativa, non ci si fa la storia con gli aneddoti. Chiunque sia stato in tribunale sa bene come i ricordi siano inaffidabili, anche quando il testimone e’ in buona fede.
    Fino a che non ci sono prove solide, tutta la storia del Vangelo e’ il racconto di quattro amici che si sono rivisti in taverna e hanno messo su una narrativa riguardo qualcosa avvenuto 17 anni fa. Nessuno ha modo di sapere quanto cio’ che sia stato raccontato sia avvenuto davvero. Se poi vuoi crederci perche’ cio’ ti fa stare bene o ti conviene, sei liberissimo di farlo. Lungi da me il criticarti perche’ fai qualcosa che ti fa bene! Soltanto, non darti le pretese di essere nel giusto oggettivo, perche’ non lo so io quale sia, ma non lo sai manco te!

  21. Colonscopia, i Vangeli non sono narrativa, come non lo sono i testimoni viventi della vita di Cristo e degli eventi che l’hanno accompagnata. Se i testimoni non sono affidabili, allora anche registri, reperti, manufatti e altro sono prove nulle, perché non rimandano a nulla: sono solo pezzi di materiale che non hanno senso intrinseco, ma solo riferito a culture e persone. Per cui, con i tuoi parametri assurdi, non c’è alcuna storia: registri? Li hanno scritti uomini, che possono ingannarsi. Reperti? Chi li ha fatti? Lo sai tu? Manufatti? Idem.

    Hai solo il fideismo di ritenere il Vangelo inattendibile e falso perché lo dici tu. Perciò, se permetti, l’illuso che crede a ciò che lo fa stare bene sei tu e non io. Perciò abbassa la cresta, quello meno razionale tra i due sei proprio tu, visto che non hai nemmeno analizzato le prove ma le hai ritenute a priori inattendibili.

  22. “la storia moderna si fa solo e soltanto con cose dimostrabili”

    Occorre quindi prendere i Vangeli e confrontarli con le altre fonti per vedere se collimano o sono invenzioni fantastiche. C’è chi ha fatto questo lavoro e continua a farlo, e ha scoperto cose interessanti.

    Tipo il fatto che gli autori del Vangelo conoscevano benissimo la geografia d’Israele del periodo, tanto che luoghi come Betania oltre il Giordano sono stati riscoperti archeologicamente in base alle indicazioni evangeliche. Oppure il fatto che i resoconti su persone, regnanti e potenti del periodo sono perfettamente coerenti e confermate da altre fonti. Oppure il fatto che i primi discepoli di Cristo avevano vissuto con lui e hanno subito iniziato a predicare il Vangelo già dopo la Resurrezione (altro che “ritrovarsi dopo 17 anni”) e hanno patito il martirio per le loro testimonianze. Oppure la semplice constatazione che vivere con una persona in carne ed ossa per tre anni è diverso da ripetere una storiella inventata sul momento e farla passare da una persona ad un’altra.

    Tu ovviamente queste cose le sapevi già, e sapevi anche che sono balle perché…già, perché? Tu che prove porti per il tuo fideismo?

  23. Ago, lascia stare; persino tra i discepoli, dopo tutto quello che avevano visto e udito, c’era chi non credeva. Figurarsi qualcuno che, duemila anni dopo, ha deciso a priori.
    Certo, potrebbe chiedersi allora chi fosse questo Gesù di Nazareth, evidentemente un pazzo completo che pretendeva di essere Dio. Potrebbe chiedersi come mai le cose che ha detto e fatto questo pazzo risuonano ancora così vere e attuali dopo duemila anni.
    Ma si fa domande solo chi non è certo di avere le risposte.
    Mi chiedo se li ha letti, questi testi sacri di altre religioni di cui parla; da cosa dice, direi proprio di no. Peccato, perché basta anche solo una lettura superficiale per rendersi conto dell’enorme differenza. I Vangeli sono le notazioni di chi ha assistito a fatti in prima persona; gli altri sono miti. Quei fatti sono talmente veri che i primi che li hanno diffusi sono stati tutti ammazzati per non averli voluti smentire. Oh, sarebbe stato tanto semplice negarli e andare liberi. Ma come fai a negare ciò che sai che è vero?
    Che vogliamo fare? Cristo è stato ucciso da coloro che lo avevano visto operare. Almeno lui ha qualche scusa per non volere vedere.

  24. Grazie, Berlicche per queste risposte cosi’ articolate. Non hai idea degli analfabeti e dei buzzurri con cui devo interagire al lavoro. Ma d’altronde devo compatirli, sono tutti ingegneri.

    @Ago: se e’ per questo, anche Camilleri descrive perfettamente la geografia e la cultura della Sicilia, eppure quello che ha scritto e’ fiction. I Vangeli sono pieni di errori storici. Te ne metto tre:
    Prima di tutto Ponzio Pilato: nessun governatore militare romano si sarebbe piegato in tal modo ai voleri di un popolo conquistato con la forza. Un governatore che si fosse comportato come lui sarebbe stato portato a Roma, giudicato dal tribunale e strangolato.
    Il fatto dei chiodi della crocefissione messi nel posto sbagliato. Basta questo a declassare tutti gli “stigmatizzati” come dei truffatori o dei poveri invasati.
    Il dialogo tra Gesu’ e Ponzio Pilato e’ copiato dal dialogo tra Dioniso e il re nelle Baccanti di Euripide, a sua volta copiato dai dialoghi del re Milinda.

    @Berlicche, se dobbiamo guardare ai risultati allora nemmeno le altre religioni sono da meno. Il Mohammed storico e’ partito da una banda di straccioni che rapinavano le carovane nel deserto, e ora ha circa un miliardo di fedeli, molti dei quali dispostissimi a dare la vita per la fede. Se basta l’esempio della Chiesa per dire che Gesu’ e’ figlio di Dio, allora vedo le stesse motivazioni per definire il Mohammed come un profeta straordinario (non il figlio di Dio, i maomettani rifiutano l’idea dell’incarnazione)

    Piuttosto, non hai risposto all’argomentazione di prima: come distingui rumore di fondo da segnale dopo decenni di trasmissioni orali, quando bastano quattro trasmissioni per rovinare tutto? Su, fai l’ingegnere!

  25. Caro Colonscopia, ti ho già risposto, ma occorrerebbe capire le argomentazioni prima di criticarle. Stiamo parlando di testimoni diretti, non di “decenni di trasmissioni orali”. Io faccio l’ingegnere, e sto ai fatti, e le false argomentazioni le so vedere benissimo. Tu, no.

    Le critichi che muovi ad Ago sono idiozie. Se ci pensi un attimino, o magari le studi con più attenzione, magari te ne accorgi.
    Un avviso: se cerchi di fare lo splendido parlando di cose che non conosci, chi le cose le conosce se ne accorge subito, e ti inquadra. Non è necessario essere ingegneri, basta essere intelligenti.

    Il tuo paragone con Maometto non sta in piedi. Io ho parlato di testimoni dei fatti, pacifici, che sono morti piuttosto di negare ciò a cui avevano assistito. Gente che era fuggita nascondendosi quando avevano preso Gesù, e che avrebbe potuto salvarsi abiurando – a che pro morire per ciò che sai essere una bugia? Un poco diverso, non trovi?

  26. Colonscopia, secondo te i seguaci di Nerone e i successivi persecutori di cristiani non avrebbero usato i tuoi argomenti se avessero avuto un fondo di verità?

    Quanto al posto dei chiodi nella crocifissione, mi sai citare il brano del Vangelo in cui si disserta esattamente tra quali ossa venivano infissi? Indizio: non era necessario spiegarlo al lettore dell’epoca. Il cristiano del primo secolo lo sapeva, purtroppo, molto bene.

    Oppure pensi che i primi manoscritti dei Vangeli fossero dotati di illustrazioni miniate? Sorry, quelle vengono parecchio più tardi, quando ormai da secoli – grazie anche al cristianesimo – nessuno aveva più esperienza diretta della morte per crocifissione. E le rappresentazioni artistiche, salvo rari periodi storici, non pretendono di riflettere esattamente l’anatomia; rappresentano però una verità più profonda.

    Quanto al segnale che dopo 17 anni non sarebbe più distinguibile… il CMB lo vediamo molto bene dopo 13+ miliardi di anni dalla sua origine; e lo misuriamo con estrema precisione. Certi eventi, c’è da dirlo, lasciano il segno.

  27. Eh, certo. Pilato non avrebbe mai fatto una cosa del genere, i primi seguaci di Cristo si sono inventati una condanna che non è mai avvenuta proprio mentre erano ancora vivi i testimoni che potevano smentire ciò che era successo. Ovviamente si erano inventati che il loro maestro era stato condannato perché volevano a tutti i costi avere grane con i Romani e con i Sadducei e con i Farisei, insomma con tutte le autorità esistenti in Israele perché…lo dice Colonscopia, che non si accorge che le sue accuse non stanno in piedi.

    Contrary to some circles on the Internet, very few scholars doubt that Jesus existed, preached and led a movement. Scholars’ confidence has nothing to do with theology but much to do with historiographic common sense. What movement would make up a recent leader, executed by a Roman governor for treason, and then declare, “We’re his followers”? If they wanted to commit suicide, there were simpler ways to do it.

    One popular objection is that only Christians wrote anything about Jesus. This objection is neither entirely true nor does it reckon with the nature of ancient sources. It usually comes from people who have not worked much with ancient history. Only a small proportion of information from antiquity survives, yet it is often sufficient.

    We recognize that most people write only about what they care about. The only substantive early works about Socrates derive from his followers. The Dead Sea Scrolls extol their community’s founder, but no other reports of him survive. The Jewish historian Josephus claims to be a Pharisee, yet never mentions Hillel, who is famous in Pharisees’ traditions. Israeli scholar David Flusser correctly observes that it is usually followers who preserve what is most meaningful about their teachers, whether the leaders were Buddha, Muhammad, Mormon leader Joseph Smith or African prophet Simon Kimbangu.

    Interestingly, however, once ancient writers had reasons to care about Jesus, they did mention him.

    Josephus, the only extant first-century historian focused on Judea, mentions both Jesus and John the Baptist as major prophetic figures, as well as subsequently noting Jesus’ brother, James. Later scribes added to the Jesus passage, but the majority of specialists agree on the basic substance of the original, a substance now confirmed by a manuscript that apparently reflects the pre-tampering reading. Josephus describes Jesus as a sage and worker of wonders, and notes that the Roman governor Pilate had him crucified. On the cause of crucifixion Josephus remains discreet, but mass leaders were often executed for sedition — especially for being potential kings. Perhaps not coincidentally, Jesus’ followers also insisted, even after his death, that he was a king. Josephus was not a Christian and does not elaborate, but his summary matches other sources.

    Writing even earlier than Josephus, Syrian philosopher Mara bar Sarapion claimed that Jesus was a wise Jewish king. Tacitus later reports on events from 31-34 years after Jesus’ ministry, associating Roman Christians with him and noting that he was executed under Pontius Pilate. These and other sources provide only snippets, but they address what these sources cared about. By comparison, Tacitus mentions only in passing a Jewish king on whom Josephus focused (Agrippa I); nor was Tacitus interested even in Judea’s Roman governors. Tacitus’s mention of Pilate in connection with Jesus’ crucifixion is Roman literature’s only mention of Pilate (though Pilate appears in Josephus and an inscription).

    From Jesus’ followers, who were interested, we naturally learn much more. Fifteen to 30 years after Jesus’ ministry, Paul wrote much about Jesus, including an encounter that Paul believed he had with the risen Jesus probably within a few years of Jesus’ execution. Rightly or wrongly, Paul staked the rest of his life on this experience. Other early Christians also preserved information; some 30-40 years after Jesus’ ministry, Mark’s Gospel circulated. Luke reports that “many” had already written accounts by the time Luke writes. Luke shares with Matthew some common material that most scholars think is even earlier than Mark. Only a small minority of figures in antiquity had surviving works written about them so soon after their deaths.

    What can the first-century Gospels tell us? Certainly at the least they indicate that Jesus was a historical figure. Myths and even legends normally involved characters placed centuries in the distant past. People wrote novels, but not novels claiming that a fictitious character actually lived a generation or two before they wrote. Ancient readers would most likely approach the Gospels as biographies, as a majority of scholars today suggest. Biographies of recent figures were not only about real figures, but they typically preserved much information. One can demonstrate this preservation by simply comparing the works of biographers and historians about then-recent figures, say Tacitus and Suetonius writing about Otho.

    What was true of biographies in general could be even more true of biographies about sages. Members of sages’ schools in this period typically preserved their masters’ teachings, which became foundational for their communities. Memorization and passing on teachings were central. Oral societies were much better at this than most of us in the West today imagine; indeed, even illiterate bards could often recite all of Homer from heart. None of this means that the Gospels preserve Jesus’ teaching verbatim, but by normal standards for ancient history, we should assume that at the least many key themes (e.g., God’s “kingdom”) were preserved. Indeed, many of the eyewitnesses (such as Peter) remained in key leadership positions in the movement’s earliest decades.

    One significant feature of these first-century Gospels is the amount of material in them that fits a first-century Galilean setting. That setting differs from the Gospel writers’ own setting. The Gospel writers updated language to apply it to their own audiences, but they also preserved a vast amount of information. This is merely a sample; specialists devote their lives to the details.

    Yet, valuable as examining such historical evidence is, we must return to where we started. Logically, why would Jesus’ followers make up a Jesus to live and die for? Why not glorify real founders (as movements normally did)? Why make up a leader and have him executed on a Roman cross? To follow one executed for treason was itself treason. To follow a crucified leader was to court persecution. Some people do give their lives for their beliefs, but for beliefs, not normally for what they know to be fabricated. Jesus’ first movement would not have made up his execution or his existence. How much they actually remembered about him is a subject for a future post.

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