La musica che ci fa ballare

Quando siamo tornati a casa da una serata con amici, sabato sera, mia moglie ha sbirciato le notizie e mi ha detto: “Indovina chi ha vinto l’Eurovision?”
Io ho risposto a colpo sicuro: “L’Ucraina”.

Non ne ho ascoltato una sola canzone, non ne ho guardato un solo minuto. Tutto quello che so è che rappresentava in purezza tutto ciò che il potere cerca di imporre alle menti. Quindi, un tripudio di quella sessualità che un tempo si chiamava “alternativa” e oggi è la noiosa normalità dello spettacolo; e, ovviamente, sostegno a quella guerra fortemente voluta dall’Europa, o meglio, da quelli che dicono “l’Europa siamo noi” e dai loro capi. Non so se ci fossero riferimenti alle altre narrazioni care a chi decide cosa dobbiamo avere caro, tipo il cambiamento climatico o l’aborto, ma devo dire in tutta onestà che non me ne importa niente. Se non c’erano, è solo per una questione di spazio pubblicitario, qual è l’offerta del momento. In fondo era una “manifestazione” gratuita, e si sa che quando qualcosa è gratuito è perché ciò che viene venduto è chi vi partecipa. E’ lo spettatore il bene di consumo.

Un noto giornale scrive:


Non ha vinto la musica? Non è del tutto vero. Sì, c’erano canzoni sicuramente più belle in gara, ma l’#Eurovision è anche questo e anche la musica, quando necessario, diventa questo.
E invita a smetterla con le “inutili polemiche”.
“Quando necessario”, insomma, si giustifica ogni porcheria, il piegare ogni cosa all’ideologia. La toppa in qualche maniera è peggiore del buco: la conferma che non importa niente che la musica sia bella o no. Quella vincente la suonano i potenti, e tutti gli altri ballano.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 16 Maggio 2022 su gusto e disgusto. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 14 commenti.

  1. Impressionante la china del Giornale, ormai scarsamente distinguibile da Repubblica.

  2. Patetico appiattimento di tutti i giornali al mainstream. Anche con i partiti ormai è così. Basta leggere le dichiarazioni di un Brunetta o di una Carfagna qualsiasi. Siamo messi male.

  3. A tratti Repubblica è persino meglio. E taciamo, purtroppo, del Foglio. Continuo a seguirli, ma è davvero una sofferenza.

  4. Si proprio vero ormai FI e persino più conformista del PD;purtroppo a Berlusconi le femmine hanno dato alla testa.Che tristezza ma non si può fare una vita debosciata senza conseguenze.

  5. Si replica lo stesso copione messo in scena (ahimè, con successo!) sul palco del covid. Ad ogni emergenza temo sarà sempre peggio: attori e comparse l’hanno imparata bene la parte, esperti e artisti, intellettuali e giornalisti, tutti invariabilmente “organici”, si contendono i nuovi palchi morali dai quali condannare i reprobi che, testardamente ancorati alle migliori tradizioni, dividono il fronte degli umanitari.
    Dovremo farci l’abitudine?

  6. Wow, la Romania bullizzata proprio come nel famoso sketch del Saturday Night Live sulla Nato vista come un liceo (a 1:26)

  7. La cosa più imbarazzante dell’eurovision comunque non è stata la vittoria dell’ucraina e neanche la penosa e stonatissima esibizione di mahmood e blanco, ma il fatto che nonostante la magra esibizione i due siano stati gratificati su tutti i quotidiani online da elogi sperticati. D’altra parte di questi tempi a sottolineare che la loro performance non è stata all’altezza si rischia di beccarsi dell’omofobo o del razzista.

  8. Zimisce, il link non c’è

  9. Io lo visualizzo anche la prima volta, forse è una qualche forma di copyright? Comunque basta cercare “nato snl skit”

  10. sottoscrivo, Zio. Tuoo Coda Biforkuta

  11. Il commento migliore alla vittoria dell’Ucraina all’Eurovision lo ha scritto lui, Emiliano Rubbi. Vi consiglio di leggerlo:

    “La vittoria dell’Ucraina all’Eurovision è una pagliacciata.
    Vi basti pensare che, da decimi/undicesimi che erano dati prima dello scoppio della guerra, sono diventati immediatamente i favoriti per tutti i bookmakers appena qualche giorno dopo.
    Ed è una pagliacciata perché, nella realtà di plastica che ci stanno vendendo i media, questo dovrebbe rappresentare, in qualche modo malato, una sorta di “riscatto”, una maniera per far vedere che tutti sono vicini agli ucraini in guerra.
    Ma quella è gente che sta sotto le bombe.
    Gente che muore.
    Gente che da mesi campa nei bunker e non sa se arriverà alla settimana prossima.
    E noi, per “dare un segnale”, gli facciamo vincere un concorso musicale trash in tv.
    Immaginate quanto possano esserne entusiasti.
    “Ehi, ho da darti una notizia brutta e una buona: la brutta è che tuo figlio è morto fatto a pezzi da un missile, la buona è che l’anno prossimo l’Eurovision lo organizzate voi!”
    E non parlatemi di Zelensky che festeggia, per favore, mi sto riferendo alla gente comune, quella che crepa davvero.
    È il trionfo della concezione “americana” dell’esistenza: si confonde la solidarietà con lo spettacolo, la politica con le trasmissioni trash, la vita con X Factor.”
    Niente da aggiungere.

    (trovato su facebook)

  1. Pingback: La musica che ci fa ballare – l'ovvio e l'evidente

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