Istinto

“Che cosa misera è l’uomo se non si sa elevare oltre l’umano!”
Lucio Anneo Seneca, Naturales Quaestiones

Qualcuno ha detto che libertà è il diritto di fare ciò che dobbiamo; “volere ciò che dobbiamo essere”.
Se ci pensate, è ben diverso dal fare ciò che vogliamo. Fare ciò che si vuole, ovvero nella maggior parte dei casi fare ciò che ci dice l’istinto, non è per niente garantito che ci possa portare alla felicità. Abbiamo, troppo spesso, un’idea molto confusa di cosa davvero desideriamo. La libertà di scolarci dieci litri di liquore, per quanto piacevole, probabilmente ci porta alla tomba, che è l’antitesi della libertà. Invece fare ciò che si deve, ovvero ciò per cui siamo fatti, vuol dire inseguire il nostro completamento, essere più vicini a quell’ideale a cui dovremmo mirare, alla verità di noi stessi.
Se identifichiamo la libertà con il soddisfare l’istinto, la libertà cessa di essere tale; perché cosa ha che fare l’istinto innervato nel nostro strato animale profondo con la libertà?

Quando il premio dell’istintività si dimostra non essere ciò che davvero vorremmo, ha facile gioco il potere. La paura di perdere ciò che è illusione ci porta a dimenticare il solo timore che dovremmo avere, cioè scordarci di chi siamo. L’istinto dell’animale spaventato, quella reazione che è rifugiarsi in un buco profondo e mordere chi si avvicina, ha la meglio. Ciò che si credeva irrinunciabile viene portato via, e non ci si lamenta, non si osa. Si è disposti a pagare la sicurezza promessa rinunciando ad una concezione di libertà che in fondo ci ha tradito, perché basata su una menzogna; ma, così facendo, si rinuncia anche alla libertà di non essere d’accordo, ovvero alla verità, che è ciò che rende liberi davvero. Se la libertà è il diritto di fare ciò che le leggi permettono, come afferma Montesquieu, siamo schiavi di chi quelle leggi le fa a suo capriccio.

Possiamo essere davvero liberi, vincendo la paura verso il mondo e verso gli altri, solo se recuperiamo la verità di chi dobbiamo essere. Cioè, innanzitutto uomini.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 13 gennaio 2022 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. “Vivere a proprio gusto è da plebeo, il nobile aspira ad un ordine e a una legge”
    – Goethe

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