Il nano sul tavolo

Quando ero più giovane di quanto sono giovane adesso, amavo giocare ai giochi di ruolo. Spesso la mia posizione era quella di Master, colui che “dirige” la storia come una sorta di regista e la presenta ai restanti giocatori, che ne interpretano i personaggi. Essendo quel che sono, le avventure preferivo inventarle da me invece di acquistarle preconfezionate.

Quella volta il gruppo di temprati combattenti impersonati dai miei amici doveva risolvere l’enigma di strane sparizioni in una città lagunare solcata da canali. Gli indizi li avevano portati fino al palazzo di una nobildonna misteriosa, che a quanto pare nessuno aveva mai visto in volto. Esplorando l’edificio si erano imbattuti in una stanza piena di sgherri armati, con cui avevano ingaggiato battaglia.

Nonostante gli eroi fossero in inferiorità numerica erano avvantaggiati dal fatto che il locale dove avveniva lo scontro fosse ingombro di tavoli che ostacolavano il movimento dei furfanti più lontani, obbligandoli ad affrontare gli avventurieri pochi alla volta.
Poi uno dei personaggi, un nano che era in seconda fila nella mischia, aveva avuto la bella idea di salire su un tavolo brandendo l’ascia.
Io sono sempre stato un fautore del realismo persino nelle avventure fantasy. Cosa potevano fare gli sgherri in attesa del loro turno al fondo della stanza, se non riempire di colpi di balestra il loro avversario che così generosamente si era loro mostrato allo scoperto?

Quell’episodio mi è rimasto impresso. Il bello di essere piccoli è che si è poco esposti, e si può operare stando defilati; se decidi di salire sul tavolo, potrai sì affrontare i nemici faccia a faccia, ma rischi di attirare tutta l’attenzione su di te: forse più di quanto tu possa reggere. Per vincere le battaglie non basta il coraggio, è utile anche la tattica.

Il nano, pur assai malconcio, sopravvisse allo scontro, per poi finire eroicamente ammazzato dalla nobildonna di cui sopra, una Medusa in incognito. Ma questa è un’altra storia.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 11 gennaio 2022 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Aveva fallito il tiro salvezza contro la pietrificazione?

  2. Peggio. Si era bendato e lei l’aveva trafitto con un pugnale. Era già messo malissimo, e non potendo vedere il colpo non aveva potuto difendersi…

  3. Quasi alla pari con il magggo di livello 1 che, affrontando insieme ad altri pivelli un gruppo di coboldi malintenzionati, lanciò il suo incantesimo del sonno. Centrandolo su se stesso.

    I coboldi sono morti tutti… dalle risate.

    — “There is now a level zero.” – Master Shifu

  4. Nihil Suor Marzia

    Qualcuno che conoscevo? Io ho sempre sognato di giocare con te… ma non c’è stata mai l’occasione propizia. Forse dovremmo inventarne una. Ricordo solo un gioco in scatola fantasy (interminabile) con Alberto che brontolava perchè invece di far fuori gli avversari io li guarivo…

  5. No, Marzia, erano amici dalla parte della scuola. Eh, forse dovremmo inventarla davvero; sono anni che non gioco più, ormai.

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