Conflitti

Che il solo cristianesimo comandi di amare i propri nemici è sicuramente vero. Quello che purtroppo è anche vero è che i nemici, spesso, sono abbastanza restii a ricambiare quest’amore. Ciò accade anche in società formalmente cristiane, per un semplice motivo: il male esiste e l’uomo è cattivo.

Facciamo un esempio pratico. La Firenze del 1300: città turbolenta, dove le famiglie rivali letteralmente si ammazzavano nelle strade. Diciamo che la situazione dell’ordine pubblico era alquanto peggiore di adesso. I ricchi odiavano i popolani, ricambiati. Guelfi e Ghibellini erano sempre ai ferri corti tra di loro e al loro stesso interno. I Papi, alquanto preoccupati per l’instabilità dei loro vicini, cercarono per ben cinque volte tra il 1273 e il 1306 di portare la pace in città. Nella prima occasione Gregorio X stesso, uno studente di S.Tommaso dalle grandi doti e in fama di santità, si recò personalmente a Firenze. Convocò le opposte fazioni in chiesa, fece scambiare loro giuramenti e il bacio della pace davanti all’altare. Quindi predicò loro che i nomi “guelfi” e “ghibellini” erano vuoti e fonti di male.
Ciò indispose non poco i governanti guelfi, che avevano per mezzo secolo combattuto per il papato con notevoli sacrifici personali. E ora il Papa li condannava invece di ricompensarli?
Non andò molto bene.
Il cardinale Orsini ci riprovò, sei anni più tardi, con maggiore realismo. Persuase la città che mantenere ambedue le fazioni all’interno della stessa e arrangiare protezioni legali per la reciproca convivenza sarebbe stato la cosa migliore per tutti. Combinò matrimoni tra famiglie rivali, e arrivò a cancellare gli atti delle violenze precedenti per favorire la riconciliazione. La pace durò un paio d’anni, poi i contraccolpi dei Vespri siciliani del 1282 mandarono all’aria tutto quanto. Tre successivi tentativi papali di trovare la pace tra i Bianchi e i Neri fallirono in modo anche cruento; l’ultima volta, nel 1306, i pacieri furono respinti dai fiorentini asserendo, non a torto, che i precedenti tentativi non avevano fatto altro che peggiorare la situazione.
L’esilio di Dante fu proprio l’effetto di uno dei disgraziati tentativi di cui sopra. Chissà se avremmo mai avuto la Commedia, altrimenti.

La domanda è: ma se pure tra cristiani non si riesce a trovare una pace duratura, che possibilità c’è che ciò avvenga quando si ha a che fare con persone che del comandamento di Cristo non può fregare di meno, e che approfitteranno di ogni debolezza?
E che giova l’essere cristiani, se poi si cade in questa maniera? Eppure il continuo ricercare una pace, e il conflitto sì, ma senza gli eccessi di altri luoghi e altre ere, dicono che per la prima volta nella storia si ha una civiltà in cui l’oppressione della forza è in qualche modo stemperata. Forse la sola risposta possibile è quella che fornì Evelyn Waugh quando gli fu chiesto come poteva comportarsi così crudelmente verso gli altri e chiamarsi ancora cristiano. Lo scrittore rispose: “Non avete idea di quanto sarei peggiore se non fossi Cattolico. Senza aiuto soprannaturale sarei a malapena un essere umano“.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 20 dicembre 2021 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 24 commenti.

  1. “Non avete idea di quanto sarei peggiore se non fossi Cattolico. Senza aiuto soprannaturale sarei a malapena un essere umano“.

    cfr.: “ieri ho salvato una ragazza da uno stupro”
    “accidenti! e come hai fatto?”
    “mi sono controllato”

  2. A noi fa ridere perché viviamo in un dato tempo e un dato luogo, creati da una certa civiltà. In altri tempi e luoghi, l’altro l’avrebbe guardato e chiesto stupito: “Perché?”

  3. non è da oggi, berlicche, che rilevo il tuo vivere altri tempi e luoghi.

  4. Ti correggo: non il vivere, ma conoscere e capire.
    Io vivo nel presente.

  5. Vorrei proprio sapere in quale periodo storico fosse considerato normale andare in giro e violentare la prima donna che si incontrava per strada. Tanto per saperlo, eh.

  6. Colonscopia, prova a mandare in giro una donna senza velo in certi paesi islamici. Oggi.

  7. Fesserie. Nella Shariah la violenza carnale e’ considerata un crimine serio. Dici di conoscere la storia, prova a darmi un luogo e un tempo dove fosse considerato normale violentare una donna. Non esiste, e lo sai benissimo.

  8. “Colonscopia, prova a mandare in giro una donna senza velo in certi paesi islamici. Oggi”

    In realtà basta, purtroppo, la cronaca locale italiana.
    Dalla notte dei tempi, la regola è stata che le donne dei popoli vinti siano a disposizione dei vincitori.

    Basta leggersi il Franco Cardini de “Alle radici della cavalleria medievale” (pag. 174 della mia edizione) per scoprire che davvero il Cristianesimo fu, nonostante tutto, eccezione.

  9. @Luigi, per quanto ne so io, i cavalieri cristiani non avevano tutta questa gran bonta’ verso gli sconfitti. Non che gli si possa rimproverare niente, anzi l’unico rimprovero che rivolgerei ai cavalieri di Carlo Martello sarebbe quello di non avere scannato abbastanza maomettani. Resta il fatto che stupri, violenze e massacri sono cose normali in tempo di guerra. Non e’ mai esistita una cultura in cui in tempo di pace fosse normale dire: “andiamoci a violentare quella tipa, e’ indifesa.” Vorrei proprio sapere dove le sente queste cose Berlicche, e soprattutto chi gliele dice.

  10. Conosce il genere letterario medievale detto “pastorella”?

  11. Non e’ mai esistita una cultura in cui in tempo di pace fosse normale dire: “andiamoci a violentare quella tipa, è indifesa.”

    L’attivista politica irano-austriaca Mina Ahadi (in seguito ai fatti di Colonia del capodanno 2016), ha scritto:
    “Quello dell’aggressione sistematica alle donne è un tratto tipico di alcuni paesi cosiddetti musulmani, io in prima persona lo posso testimoniare come iraniana”
    “Nei paesi islamici le donne hanno paura ad andare in giro, perché la donna è proprietà dell’uomo, che ne può avere diverse e deve proteggere le proprie, esattamente come si difende una proprietà privata. Le donne che non “appartengono” a nessuno – quelle che per esempio vanno in giro per strada non accompagnate – sono alla mercé degli altri uomini.”
    (M. AHADI, L’Islam politico e l’inadeguatezza della sinistra, in MicroMega, 8/2016)

  12. Se posso aggiungere, Tonis, per la mitologia greca la fama di colei che dà il nome al nostro continente fu originata da uno stupro, quella della stessa Europa. Le violenze degli dei sulle donne sono innumerevoli, per non parlare degli eroi. Erodoto diceva che, cito, “Se rapire donne deve considerarsi atto di uomini ingiusti, darsi la pena di vendicare simili rapimenti è cosa da sciocchi. I saggi non se ne danno cura; è chiaro che le donne, se non lo avessero voluto, non sarebbero state rapite.” Per la civiltà classica la donna è proprietà dell’uomo, e alla sua mercé. Rea Silvia; il ratto delle sabine… per Ovidio, alla donna un po’ di violenza piace. Devo continuare, magari passando ad altre culture?

  13. 1)Dunque per lei Zeus ha realmente violentato Europa?
    2) la frase di Erodoto citata è attribuita ai Persiani e si riferisce alla fuga consensuale di Elena…

  14. Romani, quando i tuoi dei hanno l’abitudine di violentare le belle donne, quale sarà il tuo esempio?
    Il mio Dio oggi è nato per morire per noi. Questa è la differenza.

  15. Lei passa da esempi reali sballati a quelli mitologici, visto il suo realismo metafisico,posso desumere che anche Zeus sia reale per lei… poi come al solito lei non spiega la grossolana forzatura del testo di Erodoto.

  16. Guarda, non so se e’ semplice ignoranza o arte gesuitica nel prendere gli esempi che fanno comodo e darli come caso generale. Siamo sicuri che non sia andato a scuola dai gesuiti pure tu? Cio’ spiegherebbe molte cose, dai gesuiti escono solo bigotti o atei completi.

    Quindi, un paio di storie di fiction ti dimostrano come prima di Cristo tutti andassero in giro con il pipino di fuori pronti a violentarsi tutto quello che si muoveva. Poi e’ arrivato Cristo e ha detto: “No, tenetevi il pipino nei pantaloni e finitela di stuprare”, e da quel momento hanno cominciato a comportarsi come esseri umani.

    Leggiti un poco di storia vera, che ti apre la mente:

    https://www.truthorfiction.com/margaret-mead-femur-quote/

  17. xRomani: grossolana forzatura? Io pensavo che il punto fosse che in certe civiltà lo stupro fosse fatto comune… Buon Natale, Romani; anche se, vista la mancanza di logica delle sue “deduzioni”, mi domando come l’interpreterà.

    xColonscopia: guarda che non mi sono dimenticato che tu non mi abbia ancora risposto. Se continui a cambiare argomento ogni volta che ti dimostriamo quanto stai sbagliando finiremo a discutere di testuggini. Dato che continui ad interpretare quello che scrivo senza rispetto per quanto ho scritto, malizia o ignoranza che sia, non vedo la ragione di continuare. Anche a te Buon Natale.

  18. Grossolana forzatura sì, dal momento che quelle parole sono l’ opinione dei Persiani e non riguardano uno stupro…

  19. Niente, quando non si vuole capire…
    PS: qui il brano incriminato: ognuno legga e giudichi. “Rapire” (rape) le donne, secondo lei perché?

    Fai clic per accedere a Erodoto%20I,%201-5.pdf

  20. Ho già capito da un pezzo: lei ha sempre ragione, soprattutto quando ha torto. Domani le posterò il testo greco di Erodoto, così potrà verificare.

  21. Quanto alla fraternità, vale la pena sottolinearne l’origine cristiana degradata. La fraternità cristiana è esclusivamente fondata sull’amore del prossimo in carne ed ossa con il quale la fede comune, le necessità della vita condivisa, la volontà della Provvidenza, ci mettono in relazione effettiva e diretta, in quanto la grazia soprannaturale rimedia all’infermità della persona (sempre spinta a ripiegarsi su se stessa), e interpone tra l’io e il prossimo la presenza di Dio, al punto che l’amore di Dio – bene comune alle parti così messe in relazione l’una con l’altra come vuole la giustizia generale – si prolunga in amore del prossimo e di sé stessi.
    La fraternità “democratica” o “l’umanitarismo” svuota questo amore della sua sostanza soprannaturale, che sola rende possibile la comunicazione da persona a persona. Lo secolarizza e lo proietta sulla persona che non può più, nel caso specifico, essere compresa come tale e si trova assorbita nella sua rappresentazione astratta, nella sua “idea”; che si confonde con il soggetto stesso che se la rappresenta così bene che, lungi dell’amare gli altri in quanto tali, il soggetto ama sé medesimo. L’amore del prossimo concreto si svaluta così in amore del lontano astratto, che è il modo più ipocrita e più odioso di amare sé stessi. D’altronde, proprio nel nome dell’umanità sono stati perpetrati i crimini più inespiabili: chiunque non sia membro di questa umanità astratta è un sotto-uomo, non è uomo degno di questo nome e deve essere liquidato.
    [Marcel De Corte, Sulla Giustizia]

    Chi si pone fuori della bandiera dell’umanitarismo è necessariamente un nemico dell’umanità, per cui non può esserci nessuno spazio per lui e va liquidato perché è pericoloso. In tal modo l’umanitarismo trasforma la fraternità in un amore di sé stessi e di chi la pensa allo stesso modo: una fraternità con il proprio ego.

  22. Berlicche, questi sono artifizi degni di un TdG. Non si puo’ prendere un paio di esempi dalla fiction e dire che rappresentino tutta una cultura. Sarebbe come se dicessi che tutti i milanesi si comportano come quelli dei film dei fratelli Vanzina, o che tutti i napoletani vivono come quelli di Gomorra.

  23. Amare i propri nemici? Un’assurdità per il mondo non cristiano.
    Basta osservare i bassorilievi scavati nei 28 rocchi di marmo della colonna aureliana, per rendersi conto di come la pensassero i pagani sui vinti e sulla liceità dello stupro verso le donne dei vinti.

  24. Colonscopia, come da avviso i tuoi commenti saranno rimossi finché non avrai qualcosa da dire, tipo una risposta alle domande che ti ho fatto. Se vuoi solo trollare, vai a farlo altrove. Chi non è serio non merita rispetto.

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