Cosa cerchiamo

Sono disidratato. Oltre al raffreddore che da ieri mi fa sgocciolare il naso si è aggiunto il fatto che mi sono finalmente visto il film di Violet Evergarden.
Per chi non la sapesse, “Violet Evergarden” è il titolo di una bella serie d’animazione giapponese di qualche annetto fa al cui confronto i cartoni animati della mia gioventù, zeppi di orfani e disgrazie seriali, erano allegre commediole. Il film che la conclude è un bagno di lacrime. La mia scrivania è un cimitero di fazzoletti fradici.

Sì, ho il pianto facile. Non me ne vergogno. “Le cose che vedo mi fanno ridere come un bimbo, le cose che vedo mi fanno piangere come un uomo“, dice una canzone che mi piace molto. Il fatto che la trama bastardamente strappalacrime sia prevedibile nello svolgimento non è di conforto. Mentre scorrevano i titoli di coda mi domandavo: cosa ricerchiamo in ciò che guardiamo? Perché ci piace ciò che ci piace? E mi veniva in mente che forse è perché dalle cose noi vogliamo bellezza; vogliamo verità; vogliamo giustizia.

Se una vicende è bene interpretata, o ben disegnata, la bellezza ha la sua parte. Se i dialoghi ci fanno vibrare il cuore, se riconosciamo l’autenticità di ciò che avviene, anche la verità è soddisfatta. Se alla fine i personaggi ottengono quello che meritano, dopo avere lottato, sperato, amato, ecco, la nostra sete di giustizia si placa per qualche istante.

E’ come se qualcuno ci dicesse: non smettere di sperare, è possibile, il bello è possibile, il vero è possibile, il giusto è possibile. Forse si tratta solo di una favola, un libro, un film. Ma è il desiderio nel cuore di noi tutti, no?

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 6 novembre 2021 su gusto e disgusto, meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 10 commenti.

  1. Ciao Berlicche, ti voglio consigliare due anime che mi sono molto piaciuti:
    – Osama Ranking di questa stagione;
    – Odd Taxi della scorsa stagione.
    Inoltre ti volevo dire a proposito dell’anime che avevi cominciato a vedere (Platinum End) che mi sono imbattuto casualmente pochi giorni dopo il tuo post in un testo che sembra rispondere alla tua domanda “Essere liberi vuol dire avere delle ali?” (o qualcosa del genere). Se riesco te lo posto.

  2. Osama ranking lo sto guardando, mi piace, ottima trama. Odd taxi me lo sono perso. Grazie.

  3. Ecco il testo di cui ti parlavo e in cui mi sono imbattuto per caso, non so se si può abbinare a Platinum End:

    Un gran numero di simboli e significati che riguardano la vita spirituale e, soprattutto, il potere dell’intelligenza sono legati all’immagine del “volo” e delle “ali”, tutti questi elementi esprimono una frattura tra l’universo e l’esperienza quotidiana… la trascendenza e la libertà devono essere ottenute attraverso il volo» (Eliade Mircea, 1957).

    P. s.: Odd Taxi è bello da vedere tutto assieme, è una trama a incastro molto ben congegnata e le 12 puntate sono autoconclusive.

  4. Cavaliere di San Michele

    Questo post compone un dittico perfetto con quello della giustizia in questo mondo di qualche giorno fa.

    E mi fa pensare alle eucatastrofi di tolkieniana memoria…

    Mentre l’accenno al volo mi fa pensare a Birds degli Imagine Dragons, e al corto che l’ accompagna, che è bellissimo, mi fa piangere e ho sempre visto come una metafora della trasmissione della fede dai genitori ai figli in un mondo sempre più scristianizzati…

    P. S. Peggio di Candy Candy? Ossignore…

    P. P. S. Di quale canzone parli?

  5. @ Cavaliere

    “The things that I see” Bay Ridge Band.
    è il brano del Cieco Nato trasposto in un gospel.

    Berlicche, hai anche un ottimo gusto musicale ;-)

  6. Grazie, Cacciatrice; ero convinto di avere già risposto al Cavaliere, evidentemente me ne sono perso un pezzo.

    Nel commento che non ho postato dicevo anche che la differenza tra Candy Candy (di cui ho appena comprato il libro a mia moglie) e Violet Evergarden è che la prima va di sfiga, la seconda incappa in una umanità dolorosa, traumatizzata dalla guerra, ma in un certo senso con sofferenze ordinarie. L’episodio forse più bello, ripreso anche nel film, narra di una madre morente che detta a Violet lettere alla figlia piccola che dovranno essere recapitate a ogni suo compleanno mentre cresce. Cose così.

    Grazie del video.

  7. Eccallà! Uno pensa che il Berlicche sia diventato un diavolaccio perduto senza speranza….e poi ti compra il libro di Candy Candy alla moglie!

    Proprio vero che non c’è più religione! ;-) ;-)

  8. @godparent: le donne ne sanno una più del diavolo

  9. “Il bello è possibile, il vero è possibile, il giusto è possibile” sì, questo è il desiderio nel cuore di tutti noi, ciò che tutti bramano: al centro dell’uomo c’è un grande bisogno di essere amato, ed è solo questo che può renderlo migliore.

  10. Ciao, grazie della dritta…io sono appassionata di Miyazaki e di K-drama; gli anime non li ho mai visti, ma questo mi incuriosisce.

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