Dov’è la frontiera

Che poi quello che importa per la nostra vita di ogni giorno, per la vita di ogni giorno presente e futuro, è dove si tira la linea. E’ quell’invisibile segmento che abbiamo deciso, consciamente o inconsciamente, di non attraversare. Il posto dove ci si attesta, dove non si vuole fare un passo in più; l’orlo del burrone, la frontiera del no, il limite del forse.

Ci sono certe battaglie che non conviene intraprendere. Sono quelle che sai già che uscirai sconfitto, con perdite. Forse non inutili, non del tutto; ma che ti consumeranno. Le forze di ognuno di noi non sono infinite. Se le sprechiamo per ciò che non importa davvero, non ne rimarranno abbastanza per lo scontro decisivo.

Lo so, lo so, cuori generosi. Mi direte che tutte le battaglie sono importanti, che è importante non cedere di un passo, mai. Può darsi che un simile approccio possa intimorire nemici deboli e indecisi, ma cosa fare se davanti si ha un avversario che apparentemente non si può fermare? Qualcuno così forte che che se la ride di noi, confidente, che è pronto a travolgerci senza neanche badarci troppo?

Lo sapevano i vietcong; lo sanno i mujahidin. Contro qualcuno del genere, troppo potente per un confronto diretto, ci si asserraglia in un posto nascosto e difficilmente raggiungibile e ci si prepara. Il nemico lo sa; il nemico tenterà di attirarci fuori, di individuarci, di logorarci e metterci fuori gioco. Il nemico è molto più astuto di quanto desideriamo o possiamo immaginare, noi troppo buoni.

Ma c’è un limite, un punto di rottura. Un momento in cui ci si smette di nascondere, perché vorrebbe dire non riemergere mai più alla luce. Rinunciare ad essere. E che vale un uomo, se non ha niente per cui lottare? Se non c’è niente a cui teniamo, cessiamo di essere umani; siamo qualcosa che, letteralmente, non ha senso.

Allora torniamo alla nostra domanda iniziale: dove è la nostra frontiera? Quando la misura sarà colma? Su che cosa siamo disposti a morire?

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 22 ottobre 2021 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Buongiorno Berlicche, era un pensiero che avevo fatto leggendo il post precedente, la terza posizione…
    Basta, e non è poco, ritrovare la coscienza di essere capaci a costruire a fare! Cibo, muri, vestiti, vino, anche bei discorsi.. saper costruire la vita, come hanno fatto per migliaia di anni gli esseri umani su questo splendido pianeta.
    Aumentano il gas e il gasolio? Mi prendo un asino, metto la stufa a legna! Non mi fanno entrare al ristorante? Invito dieci persone a casa mia!
    Giro la questione: su cosa siamo decisi a vivere?

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