La vendetta è un luogo asciutto

Mi scrive un amico, sconfortato. Le cose non stanno andando bene. Non so se voi vi ricordate ancora di quegli anni in cui questo si diceva fosse il paese della libertà; oggi abbiamo la conferma che la libertà è solo quella di conformarsi al nuovo verbo del potere.

Chi si oppone, paga. Comincia a pagare, almeno. Perché è evidente, a chi non sia del tutto cieco, che ciò che sta accadendo è un percorso preordinato e progettato verso il buio. Verrà anche la violenza, e la prevedibile reazione ad essa. Se non venisse, forse sarebbe anche peggio; vorrebbe dire che non c’è più neanche bisogno della menzogna, che l’opposizione è ritenuta irrilevante.

Di fronte a tutto ciò ci sono due tentazioni. La prima sarebbe, come mi scrive quell’amico, “consegnare il cuore all’odio ed al desiderio di vendetta, consumandomi in pensieri ed immagini di stragi possibili o anche solo di violenze personali (che mi piacerebbe applicare di volta in volta a questo o quello)“. La seconda è opposta e complementare: rinnegare ciò in cui abbiamo creduto, gettare le armi a terra, piegarsi a chi è troppo forte per essere vinto.

Eh, vendetta, gli ho risposto. Siamo arrivati alfine a quello che ci aspettavamo e temevamo, la persecuzione, e temo che siamo solo agli inizi.
Io credo che tutta la generosa mobilitazione di questi giorni non servirà a niente, perché abbiamo a che fare con un potere a cui ormai non frega niente della popolarità, dell’economia o del bene delle persone. Temo che se potessero ci schiaccerebbero tutti con i carrarmati; non è detto che non ci si arrivi. Ma ritengo più probabile che si limiteranno a confinarci nel silenzio, a toglierci i mezzi per sopravvivere se non ci pieghiamo. Almeno in prima battuta; una volta che sarà chiaro che non possiamo sconfiggerli con la determinazione, si stringerà una volta per tutte la morsa.

Questa, naturalmente, è la mia vena pessimista che salta fuori. Però credo che nel prossimo futuro dovremo valutare molto bene quali e quante battaglie combattere, dove sia la linea che non possiamo e vogliamo attraversare; senza confidare troppo in noi stessi, perché è comunque un Altro che ci salva.

Forse è proprio questo ciò che ci può insegnare questo tempo doloroso; che tutte le nostre forze non bastano a sconfiggere il male.
Forse l’unica vendetta sarà vedere i nostri persecutori perduti dalla loro stessa persecuzione che, non dubito, si ritorcerà loro contro. “Non fate le vostre vendette, cari miei, ma lasciate posto all’ira di Dio, perché sta scritto: ‘A me la vendetta, io renderò la retribuzione, dice il Signore‘.”

Le armi non vanno gettate a terra; vanno tenute al fianco, pronte per quel giorno. E se quel giorno tardasse e fossimo costretti a toglierle, vanno riposte con cura, in un posto asciutto. Se non saremo noi a riprenderle, qualcuno alla fine verrà.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 21 ottobre 2021 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 10 commenti.

  1. “abbiamo a che fare con un potere a cui ormai non frega niente della popolarità, dell’economia o del bene delle persone”

    Che se ne freghi della popolarità è ovvio, non è stato eletto ma imposto dall’alto; vista la “cura” che è stata inflitta alla Grecia vuol dire che non sono interessati all’economia delle nazioni ma solo ai proventi delle multinazionali; e negando apertamente ogni idea oggettiva e concreta di “bene” come possono volere il bene di qualunque altro che non sia la loro cricca?

  2. “Verrà anche la violenza, e la prevedibile reazione ad essa”

    Basta leggere la rubrica delle lettere, sui quotidiani locali, per rendersene conto.

    Semplici cittadini – i quali, presi singolarmente, rischierebbero l’infarto per un “Buh!” – forti del branco invocano apertamente la soluzione finale contro i reprobi.
    Anche se magari questi reprobi chiedono solo il rispetto della legge con il Rosario in mano.

    Probabilmente non sanno la durezza del padrone che si sono scelti.
    Come gli orchi di Mordor, verranno sacrificati senza nessun ritegno, ancor più dei reprobi stessi.

  3. Boh, questo post mi sembra che mischi l’opposizione al green pass ed ai vaccini anti-Covid con il cristianesimo, cosa che mi sembra del tutto fuori luogo, perchè non c’è alcuna correlazione necessaria tra questi due argomenti.

  4. No, Enrico, ti stai sbagliando di grosso.
    Il cristianesimo è necessariamente collegato con tutto, perché è la vita. Se ci fosse qualcosa che non è correlato, come potremmo dire che Dio è Signore di tutto?
    Che la circostanza attuale siano i green pass e i vaccini – che come detto sono un mezzo, non un fine – è puramente incidentale. Si tratta sempre di un potere che si arroga lui il diritto di dire cosa si possa e non possa fare, e impone la sua visione del mondo additando pericoli e reprobi. Oggi è il Covid, domani sarà il clima, non importa. Il cristianesimo ti dice semplicemente che il Signore è altro. O adori l’imperatore, o Dio.
    Questo è un post su come stare davanti a questo potere. Che vorrebbe che ce ne stessimo nella nostra parrocchietta, zitti, in attesa che venga abolita.
    “Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Ma voi…”

  5. In questi giorni mi è capitato di leggere questa frase: “O Dio è tutto o non è niente”. Se Gesù è il Signore della nostra vita, ogni aspetto della nostra vita, ogni nostra scelta, ha a che fare con lui.

    Ci sono tanti modi per bruciare il granello di incenso davanti alla statua dell’imperatore. Non è detto che sia così ovvio di starlo facendo (come invece era ovvio per i primi cristiani). Oggi la cosa è molto più subdola. C’è chi si sta allenando da anni a riconoscerne i segni. Chi non lo ha fatto, probabilmente resterà sorpreso…o non se ne accorgerà mai.

  6. Berlicche, capisco quello che dici, ma ho molti dubbi che sia corretto applicarlo in questo caso specifico. Per prima cosa perchè solo una minoranza dei cristiani è contraria al Green Pass, in secondo luogo perchè un ragionamento simile potrebbe essere utilizzato, che ne so, per la patente a punti, per la richiesta di vaccinazione obbligatoria per l’iscrizione alle scuole o dell’antitetanica per lavorare in certi settori. Non tutte le forme di coercizione, diretta o indiretta, sono automaticamente un abuso di potere e, nello specifico, anche nel caso del Green Pass a mio avviso la questione è opinabile. Ci sono argomentazioni serie da una parte e dall’altra, ma spesso la discussione su questo argomento si incanala su questioni di principio che non aiutano il dialogo. E c’è tanta disinformazione, lo ripeto, da entrambe le parti. Oggi leggevo su la Bussola un articolo che, partendo dai dati Istat, torna a sostenere, distinguendo tra morti di Covid e per Covid, che alla fine il Covid ha fatto morti solo nelle fasce più anziane ed in soggetti con comorbilità e che tutto sommato le misure che sono state prese per contrastarlo sono state largamente esagerate ed immotivate. A parte il fatto che l’articolo sottende una visione un pò cinica per cui la morte di qualche decina di migliaia di anziani in più non merita di essere prevenuta con azioni che impattino sulla vita di tutti, quello che volutamente viene dimenticato, e che è l’elefante nella stanza di tutte le discussioni sul Covid, è che – mortalità a parte – il Covid è una malattia con un’elevata infettività ed un tasso non irrilevante di ospedalizzazioni (10% circa) che, se non contrastata adeguatamente, intasa gli ospedali impedendo a chi ha altre patologie di effettuare la dovuta prevenzione e cura. E’ tutto qua il nocciolo della questione, se il vaccino ci permette di impedire questo, tornando a fare una vita più normale e con un’incidenza di reazioni avverse gravi numericamente molto bassa (per quanto dolorosa), è un’opzione che vale la pena di essere percorsa, anche con determinazione, senza per forza gridare al totalitarismo.

  7. “se il vaccino ci permette di impedire questo (…) è un’opzione che vale la pena di essere percorsa”
    Quante volte ancora devo ripetere che non si tratta del vaccino? Esattamente come non si trattava di bruciare un poco d’incenso.
    “Se vuoi essere normale, fai quello che ti dico”. O capisci che il punto è questo, oppure continuerai a non comprendere cosa scrivo.

  8. @Enrico

    Buongiorno. Nel suo schema dimentica che nel tempo sono stati sviluppati dei protocolli di cura precoce che riducono enormemente il peso sul sistema sanitario (veda il protocollo dell’Istituto Mario Negri ad esempio), senza necessariamente fare ricorso al “vaccino”. Tanto più che quest’ultimo sta mostrando i suoi limiti (veda il caso del Belgio o di Israele, dove ormai si parla non di terza dose ma di quarta), oltre ai noti effetti avversi.
    Che poi lamentarsi di un certificato (a pagamento per chi, liberamente, non si sottopone ad un farmaco non obbligatorio) per lavorare non sia associabile al cristianesimo e a tutta la sua dottrina sociale è quantomeno discutibile.

  9. Cavaliere di San Michele

    O Dio è tutto o non è niente

    Bellissima. Di chi è?

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